01 gen 2010

L'arrivo delle probabili spoglie di Caravaggio a Ravenna


Il 22/12/09 sono arrivati al Dipartimento di Antropologia dell'Università di Bologna con sede a Ravenna le ossa prelevate nell'ossario di Porto Ercole tra cui dovrebbero essere presenti anche quelle di Caravaggio. La ricerca scientifica del gruppo di ricercatori, guidati dal Prof. Giorgio Gruppioni,  avverrà in collaborazione con l'Università di Lecce, Pisa e L'Aquila. L'Università di Lecce si occuperà di effettuare l'esame del carbonio 14 al fine di datare l'età di ogni singolo reperto. Dopo una prima selezione che stabilirà il sesso e la data dei resti, si procederà all'esame del DNA comparato con quello dei discendenti in via paterna del grande pittore, presenti a Caravaggio. Se ideintificati i resti del grande artista a questo punto sarà possibile eseguire ulteriori analisi microbiologiche presso l'Università di Pisa per determinare malattie e reale causa della morte. E' anche disponibile il video dell'arrivo delle spoglie presso l'Università di Ravenna alla presenza del Sindaco, Fabrizio Matteucci e del ViceSindaco, Giannantonio Mingozzi. (notizia e foto di Franca Franciosi - fonte "RomagnaNoi" e "La Voce di Romagna").  CLICCARE QUI PER VEDERE IL VIDEO

1 commento:

  1. Gerardo Pecci, storico dell'arte01/01/10, 22:30

    Tutti noi speriamo nel ritrovamento delle ossa del grande artista, almeno avremo una tomba su cui ricordarlo. Ma il vero mistero del Caravaggio è nella straordinaria icasticità e nel mistero delle sue figure, nelle sue ombre, nel sangue sgorgante e vivo delle teste mozzate di Golia e del Battista, nel dolce sonno di Gesù Bambino in braccio alla Madre nel "Riposo" al suono del violino angelico, nel ventre gonfio della Madonna morta, nella straordinaria mano che tenta invano di fermare la freccia che uccide Sant'Orsola, nell' "a tu per tu" tra la gente del popolo e la Vergine e i Santi, nell'imperativo gesto di Cristo che chiama a sé Matteo, nella rovinosa caduta di Saulo... Caravaggio ci offre il mistero dell'esistenza umana nel triste e impietoso ritratto di una società dolente e smarrita, alla ricerca della verità, alla ricerca di una salvezza che spesso non si riesce a raggiungere, nella dignità di un dolore soffocato che grida e cerca ancora giustizia in un mondo che ha smarrito il senso stesso di Dio. Ma Dio è ancora una volta con la povera gente e per la povera gente. E questo lo sapeva Michelangelo Merisi, il cui spirito certamente si aggira nei meandri delle nostre coscienze contemporanee e ci ricorda che se pure il corpo è corruttibile l'anima continua a vivere al di là del tempo e dello spazio. E quello che dobbiamo cercare è l'anima del pittore, la sua arte, il suo mondo e confrontarlo con il nostro mondo, con la nostra anima e con le nostre coscienze in un'epoca diversa, ma altrettanto inquieta come la nostra: la sfida non è soltanto cercare a tutti i costi i suoi resti mortali, ma la sua anima che ancora si aggira tra di noi che lo cerchiamo...una storia infinita...

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