01 apr 2010

PROROGATA FINO AL 5 APRILE!!! Mostre: tutto il Caravaggio in digitale - Esposizione a mercato Traiano d'intesa con mostra Quirinale

LA MOSTRA E' STATA PROROGATA FINO AL 5 APRILE!!!

(ANSA) - ROMA, 20 FEB - Finalmente tutto il Caravaggio a Roma, per la prima volta raccolto in un'unica mostra negli splendidi spazi dei mercati di Traiano. Si tratta di un'esposizione che comprende le riproduzioni digitali in grandezza naturale di 63 dipinti, cioe' l'intera opera del Caravaggio. Le riproduzioni sono ad altissima definizione e retroilluminate. La mostra e' stata realizzata dalla Rai con il Comune e i Beni culturali d'intesa con gli organizzatori di quella allestita alle Scuderie del Quirinale.

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2 commenti:

  1. Gerado Pecci22/02/10, 16:18

    Ottima iniziativa. Se non altro si può fare il confronto diretto con le opere orginali diCaravaggo presenti in questo momento a Roma, sia quelle nelle chiese, sia quelle in mostra presso le Scuderie del Quirinale. Ciò è altresì utile anche per il eneral dibattito intorno al problema dei viaggi delle opere originali da un luogo all'altro in occasioni di mostre, in cui oltre ai problemi strettamente logistici vi sono anche quelli legati ai possibili traumi che le opere stesse potrebbero subire durante la fase del trasporto, pur con tutte le accortezze e le garanzie tecniche necessarie. Ma anche per quanto riguarda le spese di trasporto e di assicurazione delle opere originali, e di vigilanza, che sicuramente sono molto ragguardevoli. La mostra parallela organizzata dalla RAI sicuramente è altrettanto meritoria proprio perché permette di visionare tutta l'opera caravaggesca e dal punto di vista strettamente "didattico" ha una sua indubbia e considerevole importanza. Pur senza dimenticare che la fruizione diretta degli originali non può essere sostituita, a mio parere, da nessun surrogato fotografico, elettronico ad alta definizione, etc., per quanto il grado di verosomiglianza possa essere alto e aderente alla realtà. Una riflessione in merito può essere certamente utile, sia per gli storici dell'arte, sia per il più vasto pubblico che si accosta all'arte. Ciò è valido soprattutto per quelle opere che difficilmente possono essere trasportate, se non a costo di essere danneggiate seriamente, o peggio, distrutte: per esempio, a causa di eventuali incidenti in itinere relativi ai mezzi di trasporto, etc. Quindi ben vengano anche queste mostre "impossibili". L'ideale sarebbe quello di permettere a tutti di poter visitare i grandi capolavori artistici del passato (ma anche del presente) nei loro luoghi di conservazione ed esposizione, ma forse questa è utopia, almeno fin quando non si dà il via a una migliore e ulteriore riconsiderazione dell'insegnamento della storia dell'arte nelle scuole, visto che in questo momento la controriforma voluta del ministro Gelmini penalizza pesantemente l'insegnamento della storia dell'arte negli istituti di istruzione secondaria superiore. Non vi potrà mai essere amore per l'arte se prima manca la conoscenza della storia delle arti, e questa la può dare solo una solida e imprescindibile formazione scolastica, prima che universitaria. In mancanza si piomberà nel buio dell'ignoranza, con nefaste conseguenze per una solida formazione civile dei cittadini e per un'efficace opera di tutela e valorizzazione dei nostri Beni Culturali, come invece vuole l'Art. 9 della nostra Costituzione repubblicana.

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  2. Concordo perfettamente con quanto scritto da Gerardo Pecci! siamo il paese più ricco di arte e di storia, culla di civiltà e tesori straordinari, è impensabile quanto sta accadendo alla nostra cultura! sottraendo l'insegnamento della storia dell'arte ai ragazzi, futuri uomini e donne di domani, ne minano la coscienza e la memoria storica. chi sostiene il "minimalismo culturale" non vuole un domani di uomini fieri e liberi, consapevoli del valore e dell'importanza del proprio posto nel mondo e dei valori da tutelare. ci vuole coraggio a cancellare tutto questo, ma ce ne vuole ancora di più per evitare che ci tolgano la nostra identità culturale. A che serve fare grandi mostre se non si è preparati a comprenderle, se non si insegna ai giovani a nutrirsi della conoscenza dell'arte e a interpretarne il linguaggio? Persino Caravaggio continua a dare una lezione di vita e di pensiero: l'arte è di tutti e deve parlare a tutti, deve farsi mezzodi conoscenza, deve essere popolare in quanto è del popolo intero. parafrasando una frase contemporanea, l'arte deve farsi "strumento di itruzione di massa" e non privilegio di una elite. La storia dell'arte non è un "valore aggiunto" è una delle nostre radici, non permettiamo che la svellano dalla nostra identità personale e nazionale. W la nostra storia, W la nostra cultura e...W Caravaggio!
    Nicoletta Retico

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