07 mar 2010

MODERNITA’ DEL CARAVAGGIO: Riflessioni in margine al catalogo della mostra in corso alle Scuderie del Quirinale su Caravaggio (di Gerardo Pecci)

Nel catalogo della mostra in corso alle Scuderie del Quirinale, in occasione del quattrocentesimo anniversario della morte del pittore lombardo Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610), il presidente dell’Azienda Speciale Palaexpo, Emmanuele Francesco Maria Emanuele, evidenzia la modernità del messaggio che ci ha lasciato in eredità il grande artista, mettendo in rilievo il successo e il fascino che fin dalla sua epoca ebbe sul pubblico e sui suoi protettori “istituzionali”, quali il Card. Del Monte, il Marchese Giustiniani, i principi Colonna e il fascino che ancora oggi questo genio dell’arte universale esercita sul nostro immaginario collettivo. Emanuele traccia il profilo biografico di Caravaggio in modo sintetico, mettendone in rilievo le tappe e le contraddizioni umane che contrassegnarono la sua martoriata e tormentata esistenza, fatta anch’essa di luci accecanti e ombre scure, come la sua pittura.  Artista celebrato in vita, dimenticato post-mortem e di nuovo risuscitato agli inizi del Novecento dalla critica d’arte più accorta dell’epoca. Cita, poi, con acume e partecipazione emotiva, alcune opere capitali e celeberrime presenti in mostra. Oggi Caravaggio è davvero una “Superstar”, è amato, ammirato e invidiato forse come nessun altro pittore della storia dell’arte! E la felice esposizione, semplice ed essenziale, appunto “alla Caravaggio”, delle sue opere certe nel percorso dell’esposizione romana, con i quadri che sono gli attori assoluti da quattrocento anni, ben rende il senso e la grandezza di questo grande “artifex”. Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani, nel proprio intervento introduttivo al catalogo sottolinea il ruolo di Roma nella formazione dell’artista lombardo e la naturale scelta della medesima città nel volerlo ricordare al mondo attraverso una mostra che potesse ben evidenziare le grandi doti pittoriche a quattrocento anni dalla scomparsa: un omaggio della sua Roma al figlio più “scapestrato” e geniale.  CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO SU CARAVAGGIO400.ORG

3 commenti:

  1. Caro Gerardo, c'è "qualcuno" che ha criticato duramente il catalogo... Ti terrò aggiornato nel corso delle prossime puntate. Ciao, egizio

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  2. Gerado Pecci08/03/10, 16:54

    Carissimo Egizio, tienimi informato su questo "qualcuno". D'altra parte le critiche, benevole e malevole, fanno sempre bene allo sviluppo dello spirito critico. E Caravaggio magari se la ride alle nostre spalle, dall'Aldilà. Le mie note prendono spunto dal catalogo, ma vogliono andare oltre esso. E il catalogo stesso è spartano, semplice, nulla di particolarmente eclatante (sia nella veste grafica che, tutto sommato, nei contenuti). E' come un buon manuale di base di storia dell'arte, senza infamia e senza lode. La mostra, invece, ha buon valore espositivo e merita di essere vista. Pur con le assenze delle opere segnalate nel mio articolo. Ciao. Gerardo.

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  3. Questo la scheda del catalogo, relativa alla "Deposizione", a firma di Antonio Paolucci

    http://mv.vatican.va/1_CommonFiles/pdf/Osservatore_Romano.pdf

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