08 apr 2010

Caravaggio a Roma: la mostra alle Scuderie del Quirinale (di Nicoletta Retico)

E’ sempre un’emozione trovarsi di fronte ai quadri di Michelangelo Merisi, passato ormai alla storia direttamente come Caravaggio, che è molto più di un appellativo o di un toponimo. Caravaggio è diventato un titolo, che richiama all’istante l’identità di un genio, di un’epoca e di una rivoluzione artistica. Un sovversivo della pittura che, impugnando con la stessa disinvoltura il pennello e la spada, tracciò uno squarcio tra la corrente del Manierismo ancora in voga e quella del Barocco che stava cominciando. Varcò la porta temporale del 1600, rappresentando un unicum che non permetteva ai contemporanei di classificarlo dentro un movimento, ma che, post-mortem, con naturalezza si appropriarono dell’epiteto per identificarne i seguaci: quella corrente internazionale di pittori caravaggeschi, una legione armata di pennello, che per un secolo seguitò ad intingerne la punta nella sua arte.   Poi il suo nome cadde inspiegabilmente nell’oblio, per tornare definitivamente alla gloria alle soglie del Novecento.....   LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

5 commenti:

  1. Fabio Scaletti10/04/10, 15:08

    I miei complimenti per questo resoconto della mostra, svolto con la consueta completezza, competenza e qualità stilistica, contestualizzando l’opera del Merisi e consentendoci di apprezzarne la poesia e la carica innovativa, il tutto senza nascondere alcune “pecche” dell’evento (a mio avviso il percorso cronologico sarebbe in effetti sempre da scegliere, e, per quanto riguarda l’illuminazione, andrà verificata di persona in una prossima visita). Concordo poi che l’esposizione a 360 gradi (cioè fronte e retro) dell’Amorino dormiente Pitti avrebbe avuto il suo fascino… Non si dimentichi mai che ogni quadro è un manufatto, con una sua storia “vissuta”, anzi è proprio questo che ne accresce il prestigio.
    Qui vorrei solo dire due parole sul dibattito attributivo, tema di cui mi sto ultimamente occupando nell’ambito della realizzazione di una monografia dedicata proprio ai dipinti controversi del Nostro. Io non appartengo certo alla schiera degli studiosi cosiddetti “espansionisti”, anzi forse quella dei cosiddetti “restrizionisti” (per i quali la strada per autenticare un “Caravaggio” deve essere in salita, ed è lunga e faticosa…) ha dalla sua molte buone ragioni, tuttavia presentare la mostra (con circa 25 autografi) come il ritrovo delle opere certe del Merisi appare fuorviante, perché induce a pensare che quello sia il corpus completo, ignorando decenni di attente e solide ricerche. Infatti Nicoletta Retico specifica che le opere sicure sono “ben più del doppio”. Io direi il triplo, come ho proposto, sulla base dei principali studi, nel mio recente catalogo ragionato, composto di 76 schede (tra cui una per l’Annunciazione di Nancy, per me integralmente autografa anche se non finita – ma attendo di accertare la cosa dopo il restauro ancora, come dire, “fresco di vernice”). Visto che ci siamo e alla luce di alcune polemiche avvenute, occorre ribadire che l’esemplare di Dublino della Presa di Cristo è un originale di ferro (da discutere è semmai lo status di copia della versione ex Sannini, comunque non esposta).
    Sono lieto che, a metà del periodo di apertura, la mostra abbia già coperto le spese, significa che Caravaggio è amato. Certo vi è la possibilità che diventi “troppo” amato, ma è un rischio da correre, specie per un artista che forse più di tutti ha parlato di noi, cioè dell’uomo e da uomo. Il che è come dire, con Nicoletta Retico, che “Nessun altro artista colpisce così in profondità”.
    Fabio Scaletti

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  2. Gerardo Pecci11/04/10, 22:55

    Il commento di Nicoletta Retico, appassionato e vibrante di emozioni a fior di pelle, conferma la grande genialità delle opere di Caravaggio come pittore universale in cui vi è "teatralizzata" la vita umana in tutte, o quasi, le varie sfaccettature della quotidianità. Quella stessa quotidianità intensa e sofferta con la quale anche noi oggi facciamo i conti, quella ricerca di verità che sottende il nostro vivere inquieto. L'attualità di Caravaggio è tutta nella vibrante e travolgente emozionalità, resa così icastica e pregnante nelle emozionate parole di Nicoletta. Michelangelo Merisi: "un sovversivo della pittura". Ottima sintesi che compendia una vita vissuta fino in fondo, un'arte che stravolge e travolge come un fiume in piena il percorso stesso delle arti pittoriche dei secoli successivi! Grazie Nicoletta!

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  3. La differenza tra i nostri commenti e quelli dei critici "ufficiali" è che quando ci si confronta senza invidie né rivalse nasce un arricchimento per tutti. La passione condivisa per un grande artista come Caravaggio permette scambi di opinioni, giudizi, approfondimenti e anche ripensamenti, con umiltà. Dove arriva uno di noi prosegue l'altro, per chi pone una domanda c'è chi offre la risposta. Se fosse sempre così, sia nell'arte che nella politica, sia nel lavoro che nella quotidianità...pensate che bel mondo sarebbe!!! Grazie a voi per la condivisione e per "volare alto". Nicoletta Retico

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  4. Ottimo articolo!
    Ne approfitto per segnalare che sul sito delle Scuderie è ora disponibile l'applicazione ufficiale per Iphone (da quel che vedo i contenuti mi sembrano gli stessi del touch screen introduttivo presente in mostra) e la galleria fotografica dell'allestimento, rispettivamente, ai seguenti indirizzi:

    http://www.scuderiequirinale.it/Mediacenter/FE/articoli/lapplicazione-ufficiale-della-mostra-caravaggio-pe-001.html

    http://www.scuderiequirinale.it/mediacenter/FE/media/allestimento-caravaggio.html

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  5. La notte dei musei

    Le Scuderie del Quirinale aderiscono alla Notte dei Musei 2010. Sabato 15 maggio, dalle 20.00 alle 2.00 (ultimo ingresso ore 1.00) sarà possibile visitare la mostra gratuitamente. Non è possibile prenotare.

    (Fonte: http://www.scuderiequirinale.it/Mediacenter/FE/articoli/la-notte-dei-musei.html)

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