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AD MEMORIAM Michiel Angelo da Caravaggio

Fecer crudel congiura Michele, a‘ danni tuoi Morte e Natura. Questa restar temea da la tua mano in ogni imagin vinta, ch‘era da te creata, e non dipinta; quella di sdegno ardea, perché con larga usura, quante la falce sua genti struggea, tante il pennello tuo ne rifacea. (Giovanni Battista Marino) ACCEDI ALLA PAGINA "AD MEMORIAM" per CARAVAGGIO

17/apr/2010

A Roma "I colori del buio": mostra a Palazzo Ruspoli in onore di Caravaggio

A Roma, dal 15 aprile al 18 luglio, Palazzo Ruspoli ospita la mostra "I colori del buio. I Caravaggeschi nel patrimonio del Fondo Edifici di Culto".  In esposizione 39 opere, provenienti da 23 chiese di 13 città diverse, dei seguaci dell'artista barocco più noto. Artisti che seguirono i suoi segreti, ispirandosi alla sua arte, ma non ebbero il suo stesso successo.  Una galleria dei quadri esposti e altre informazioni sono disponibili sul blog ARTSBLOG.it.  La mostra è stata presentata in una conferenza stampa al Viminale nella quale il Ministro Maroni ha colto anche l'occasione di riferirsi al Caravaggio, da lui definito "gay e lumbard", a seguito di alcune battute scambiate con l'On. Italo Bocchino. Se oltre all'arte avete anche una cuorisità per questi aspetti di colore potete trovare il resoconto di questa polemica a questo link.

2 commenti inseriti:

  1. Salve, ho scritto un'articolo dettagliato, dalle dichiarazioni della Vodret in conferenza stampa, sia sulla mostra che su alcune importanti sue anticipazioni, anche a margine della presentazione.
    Mi farebbe piacere pubblicarlo, se può interessarvi.. fatemni sapere

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  2. Gerardo Pecci, storico dell'arte21/04/10 09:10

    Caravaggio non era certamente "Lumbad" nel senso politico attuale, evidenziato da Maroni: il successo lo ebbe a Roma, non a Milano. Allora, di rimando, dovremmo dire che Caravaggio era più Romano dei Romani? Ribaltare su Caravaggio i soliti slogan della Lega,pensieri e frasi non consone né al momento, né al luogo, né alla storia politica e sociale del Seicento mi sembra francamente un'operazione di pura imbecillità provocatoria, una scemenza madornale; così come non sappiamo se veramente Caravaggio fosse o meno gay. Cosa che non ci interessa minimamente. La cultura non ha confini, è meglio che Maroni se lo ficchi nella mente. La sua frase infelice non è altro che una riflessione ignorante fatta da un ignorante di arte. Ma è grave perchè egli riveste il ruolo di ministro e avrebbe fatto meglio a tacere.Non abbiamo bisogno di frasi ad effetto, come ad effetto sono le scelleratezze politiche di questi nostri giorni. Si abbia l'umiltà di lasciare l'arte al di fuori e al di sopra di tali sconsiderate affermazioni e si taccia di fronte all'evidenza delle opere d'arte, se non si sa nemmeno cosa sia l'arte!

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