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17/apr/2010

A Roma "I colori del buio": mostra a Palazzo Ruspoli in onore di Caravaggio

A Roma, dal 15 aprile al 18 luglio, Palazzo Ruspoli ospita la mostra "I colori del buio. I Caravaggeschi nel patrimonio del Fondo Edifici di Culto".  In esposizione 39 opere, provenienti da 23 chiese di 13 città diverse, dei seguaci dell'artista barocco più noto. Artisti che seguirono i suoi segreti, ispirandosi alla sua arte, ma non ebbero il suo stesso successo.  Una galleria dei quadri esposti e altre informazioni sono disponibili sul blog ARTSBLOG.it.  La mostra è stata presentata in una conferenza stampa al Viminale nella quale il Ministro Maroni ha colto anche l'occasione di riferirsi al Caravaggio, da lui definito "gay e lumbard", a seguito di alcune battute scambiate con l'On. Italo Bocchino. Se oltre all'arte avete anche una cuorisità per questi aspetti di colore potete trovare il resoconto di questa polemica a questo link.

2 commenti:

  1. Salve, ho scritto un'articolo dettagliato, dalle dichiarazioni della Vodret in conferenza stampa, sia sulla mostra che su alcune importanti sue anticipazioni, anche a margine della presentazione.
    Mi farebbe piacere pubblicarlo, se può interessarvi.. fatemni sapere

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  2. Gerardo Pecci, storico dell'arte21/04/10 09:10

    Caravaggio non era certamente "Lumbad" nel senso politico attuale, evidenziato da Maroni: il successo lo ebbe a Roma, non a Milano. Allora, di rimando, dovremmo dire che Caravaggio era più Romano dei Romani? Ribaltare su Caravaggio i soliti slogan della Lega,pensieri e frasi non consone né al momento, né al luogo, né alla storia politica e sociale del Seicento mi sembra francamente un'operazione di pura imbecillità provocatoria, una scemenza madornale; così come non sappiamo se veramente Caravaggio fosse o meno gay. Cosa che non ci interessa minimamente. La cultura non ha confini, è meglio che Maroni se lo ficchi nella mente. La sua frase infelice non è altro che una riflessione ignorante fatta da un ignorante di arte. Ma è grave perchè egli riveste il ruolo di ministro e avrebbe fatto meglio a tacere.Non abbiamo bisogno di frasi ad effetto, come ad effetto sono le scelleratezze politiche di questi nostri giorni. Si abbia l'umiltà di lasciare l'arte al di fuori e al di sopra di tali sconsiderate affermazioni e si taccia di fronte all'evidenza delle opere d'arte, se non si sa nemmeno cosa sia l'arte!

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