16 giu 2010

ESCLUSIVO: Intervista al Prof. Giorgio Gruppioni sulle ultime novità sulle spoglie mortali di Michelangelo Merisi da Caravaggio

Stamattina, 16 giugno, in contemporanea con la conferenza stampa che si sta tenendo ora a Ravenna possiamo pubblicare un'intervista esclusiva di Egizio Trombetta con il Prof. Giorgio Gruppioni sulle ultime novità dei lavori di indagine sulle spoglie mortali di Caravaggio.

16.07.10. Professor Gruppioni, a che punto siamo con le indagini delle spoglie mortali di Caravaggio? “La cosa che posso dire è che abbiamo concluso una prima fase della ricerca, nella fase successiva cercheremo ulteriori confronti per avere delle conferme maggiori per quanto riguarda l’identificazione mediante il dna. Il dna dei reperti ossei era estremamente degradato e quindi i confronti che sono stati possibili sono stati limitati. Tuttavia abbiamo trovato una condizione di compatibilità che ci dice che con buona probabilità i resti siano effettivamente quelli del Caravaggio. Non siamo però scientificamente ancora nelle condizioni di poter tirare delle conclusioni definitive
”Quindi si dovrà andare avanti…“   Si intendiamo percorrere ancora le piste che ci hanno dato dei risultati. Per esempio, la cosa che intendiamo fare è uno studio più allargato su certi portatori del cognome. Sulla base di questo elemento si fonda quello si fonda l’identificazione di carattere genetico. Un tentativo che pensiamo di fare è anche quello di arrivare a trovare dei resti di individui strettamente imparentati con Caravaggio. Mi riferisco ad uno zio sacerdote del pittore che morì in una parrocchia milanese.....

1 commento:

  1. Grazie a voi del sito per lo scoop!
    Vi rimando però anche a questa notizia che dà per certo il ritrovamento delle spoglie mortali:

    I resti ritrovati nell'antico cimitero di san Sebastiano a Porto Ercole, in Toscana, sono del pittore Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. La notizia è stata annunciata in mattinata nel corso di una conferenza stampa a Ravenna, al Teatro Stabile, durante la quale Giorgio Gruppioni, ordinario dell'Università di Bologna (sede distaccata di Ravenna), Lucio Calcagnile, ordinario dell'Università del Salento e Silvano Vinceti, presidente del Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici, culturali hanno rivelato che le loro ricerche, durate più di otto mesi, hanno ottenuto il risultato sperato.

    A metà maggio fra gli scheletri ritrovati nell'antico cimitero di San Sebastiano a Porto Ercole, dove il pittore è morto nel 1610, gli studiosi avevano affermato di averne trovato uno, in base ai risultati degli esami svolti, riconducibile al Caravaggio. Dall'esame del carbonio 14 lo scheletro risale al periodo in cui visse il pittore. Dall'esame istologico risulta che apparteneva a un uomo morto a un'età compresa fra i 37 ed i 45 anni (Michelangelo Merisi è deceduto a 39 anni). L'esame dei metalli pesanti ha inoltre rivelato che nelle sue ossa si trovano tracce di piombo e mercurio, metalli contenuti nelle vernici che il Caravaggio utilizzava per dipingere.

    L'ultima parola è spettata però al test del Dna, i cui risultati sono stati svelati proprio mercoledì mattina: nel Dna estratto dallo scheletro indiziato sono stati trovati tratti genetici comuni al Dna prelevato alla ventina di caravaggini di cognome Merisio coinvolti nella ricerca.

    Il sindaco di Caravaggio, Giuseppe Prevedini, ha espresso grande soddisfazione per la notizia e spera che i resti possa essere portati, almeno per un certo periodo, nella cittadina della Bassa. Il coinvolgimento di Caravaggio è stato significativo non soltanto per le ricerche effettuate sul campo, ma anche per promuovere intese e collaborazioni sul fronte artistico e culturale.


    Fonte: L'Eco di Bergamo
    http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/138694_il_dna_conferma_del_caravaggio_i_resti_trovati_a_porto_ercole/

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