17 giu 2010

PITTURA DA ASCOLTARE: L’ensemble Odhecaton fa rivivere la musica dipinta da Caravaggio, nel quarto centenario della morte del pittore

In anteprima il 25 giugno in Lussemburgo e il 13 luglio in Austria. In Italia il 22 luglio, a Merano, e il 16 agosto al Festival Barocco di Viterbo.

Si distingue, nella girandola delle manifestazioni dedicate al 400° anniversario dalla morte di Caravaggio, un nuovo progetto musicale a cura dell’ensemble Odhecaton, diretto da Paolo Da Col, che verrà presentato in anteprima in Lussemburgo (25 giugno) e a Innsbruck (13 luglio), per poi arrivare in Italia, a Merano il 22 luglio e al Festival Barocco di Viterbo il 16 agosto. Il progetto “Musica per Caravaggio” enfatizza e sottolinea l’antico legame che intercorre tra musica e pittura (arti correlate da Leonardo e ben prima da Orazio) e che proprio a cavallo tra i secoli XVI e XVII, e per quantità e per qualità, conosce uno dei periodi di massima fortuna iconografica.  Il programma di “Musica per Caravaggio” si divide in due parti, la prima delle quali dedicata alle musiche riprodotte nelle tele caravaggesche, sicuramente poco note, ma non per questo prive di fascino evocativo, vere e proprie “piccole miniature di eternità”, per dirla alla Jeanne Hersch. Si tratta del mottetto Quam pulchra es et quam decora di Noel Balduin, raffigurato nel Riposo durante la fuga in Egitto, dei madrigali Lasciar il velo (Francesco de Layolle), Perché non date voi (Jacquet de Berchem), Ave Maria (diminuita per violino e strumenti, Palestrina) che compaiono nella versione del Suonatore di liuto commissionata da Del Monte, e Chi potrà dir quanta dolcezza prova, Se la dura durezza in la mia donna dura, Voi sapete ch’io v’amo, Vostra fui e sarò mentre ch’io viva (Arcadelt), della versione Giustiniani. La seconda parte del programma offre, a completamento, un significativo affresco sul mondo musicale all’epoca di Caravaggio, “dipinto” attingendo alla fitta schiera di compositori, dediti ora al repertorio vocale ora strumentale, che affollava il prolifico passaggio di secolo a cavallo tra Cinque e Seicento. È così che ritroviamo, come in un immaginario sonoro tableau vivant, gagliarde di Giovanni Francesco Anerio, canzoni di Frescobaldi, padovane di Picchi, correnti e toccate di Kapsberger, così come canzonette di Giovannelli, Nanino, Olivieri, a delineare un repertorio poco frequentato in Italia, del quale Odhecaton è considerato interprete privilegiato. ULTERIORI INFORMAZIONI SU http://www.odhecaton.it/

1 commento:

  1. La melodia muta in Caravaggio

    Fonte
    http://www.fondazione-menarini.it/minuti/pdf/333%20la%20melodia%20muta%20in%20caravaggio.pdf

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