07 lug 2010

Mina Gregori: "Caravaggio? Il Cavadenti è di certo suo" (di Maurizia Tazartes da "Il Giornale")

Mina Gregori, cremonese, fiorentina d’adozione, è fra le maggiori studiose di Caravaggio. Allieva di Roberto Longhi, da lui ha ereditato l’interesse per il pittore lombardo, su cui ha organizzato mostre e conferenze, scritto libri e saggi. Tra le molte rassegne curate sul pittore, italiane ed estere, fondamentale è quella del 1991-1992 (a Firenze e Roma), in cui ha spiegato, attraverso le radiografie dei dipinti, il metodo di lavoro dell’artista. Presidente della Fondazione Longhi, ha partecipato alle celebrazioni per i quattrocento anni della morte del pittore, curando a Firenze la mostra «Caravaggio e la modernità. I dipinti della Fondazione Longhi» (Villa Bardini, sino al 17 ottobre, catalogo Sillabe-Giunti) e collaborato a quella di «Caravaggio e caravaggeschi a Firenze» (Galleria Palatina e Galleria degli Uffizi, sino al 17 ottobre, catalogo Sillabe-Giunti).
D:  Lei è una profonda conoscitrice di Caravaggio. Che cosa l’ha spinta verso il grande lombardo?
R: «Ho cominciato i miei studi di storia dell’arte dal Seicento, era quindi inevitabile che cominciassi col Caravaggio»...... CONTINUA A LEGGERE L'INTERVISTA SUL SITO DE "IL GIORNALE"

4 commenti:

  1. Fabio Scaletti09/07/10, 16:46

    La sicurezza con cui Mina Gregori, che peraltro è la maggiore conoscitrice di Caravaggio a livello mondiale, autografa il "Cavadenti" di Pitti non è purtroppo condivisa da una considerevole parte della critica caravaggesca. Dall'osservatorio privilegiato di chi si sta dedicando alle opere del Merisi di autografia controversa, posso fornire una carrellata (credo indicativa dello stato dell'arte) dei pareri degli studiosi sulla tela fiorentina.
    Ebbene, se è vero che il dipinto è stato schedato favorevolmente da studiosi come Christiansen e Bona Castellotti, e che sono da registrare approvazioni, come quelle di Langdon e Lapucci, e posizioni possibiliste (Calvesi, Konig, Giorgi, Zuffi e Bonsanti), i dubbi e i rifiuti appaiono numericamente superiori. Il quadro è infatti ignorato nelle recenti monografie di Gash, Salvy, Guasti/Neri, Papa, Sgarbi, Vodret, ed è respinto da Marini, Bologna, Schutze e Dusio. Inclini al no sono anche Cappelletti, Macioce, Pacelli, Puglisi, Spike e Varriano, mentre sospendono il giudizio Cinotti e Frèches.
    Per quanto mi riguarda, non essendo qui possibile trattare le analisi tecniche e diagnostiche, che per giunta vengono talvolta lette in modo opposto, mi limito a sottolineare la coincidenza di luogo tra la provenienza del dipinto e una antica nonché precisa citazione inventariale di un tale soggetto attribuito al Caravaggio, una circostanza che comunque colpisce e che forse stempera, se non pareggia, lo sconcerto che subito ci assale quando, con gli occhi allenati al repertorio e in particolare al curriculum del Merisi, si getta lo sguardo su questa composizione, che certo è caravaggesca ma forse, secondo alcuni, lo è anche troppo.
    E' comunque un quadro da studiare.

    RispondiElimina
  2. Non si capisce la perplessità di certi studiosi! Mina Gregori difficilmente si sbaglia nelle attribuzioni, soprattutto sul Caravaggio. Inoltre non è assolutamente l'unica storica dell'arte a ritenere il Cavadenti opera del Merisi, ma sono d'accordo anche Gianni Papi e Roberto Contini, tanto per citare altri due celebri esperti della pittura caravaggesca.

    RispondiElimina
  3. Scusate, ma da quando Sgarbi sarebbe una voce autorevole nella storia dell'arte? Forse farebbe meglio a fare gli show in tv, piuttosto che parlare di cose che non sa

    RispondiElimina
  4. Dario Aliberti23/08/12, 02:00

    Sono assolutamente commosso di veder molte mostre quali gravi da cuá, dal altro lato del mondo, dove Mina Gregori, Longhi, Bologna, Langdon, Puglisi, ecc. sono soltanto icone sullo schermo. Per me, sono infatti tutti loro, i miei insegnanti.

    RispondiElimina