29 set 2010

Un CARAVAGGIO furente per Fai il pieno di Cultura (di Rosanna Ratti da LECCOPROVINCIA.IT)

"Ti raggiungo padre ti raggiungo madre vi raggiungo. Vento porta in giro le mie parole. Maledico".

Così urla Michelangelo Merisi detto il Caravaggio al momento della morte. Un Caravaggio carnale e sconvolgente interpretato sabato 25 settembre da GianMarco Zappalaglio/Compagnia Piccolo Parallelo nel chiostro di S.M. del Lavello, nell'ambito di Fai il pieno di cultura 2010. Uno spettacolo scritto da Enzo G. Cecchi, rappresentato nei più importanti teatri italiani e in prestigiosi istituzioni all'estero: Teatro del Museo Hermitage-San Pietroburgo, Montreal, Londra, Stoccolma, Monaco, Amburgo, Colonia, Malta, Bruxelles, Amsterdam, Lubiana, in questi giorni offerto al nostro territorio. Difficile sintetizzare la pienezza della rappresentazione che sa condensare un vissuto emblematico, tragico, irriverente, rivoluzionario, di un artista che è carne e sangue dello stesso momento che ha saputo interpretare.  Emblema di come l'arte non sia corredo, ma sostanza che trasuda il proprio tempo, per affermare sconvolgere, denunciare, opporsi, per smascherare pratiche di potere, vizi, per evidenziare rivolgimenti politici e grandi lotte di pensiero: Galileo, Giordano Bruno.  Rosso, bianco, e i colori delle terre nel suo abito dimesso, dominano la scenografia sobria costituita da sopralzi dove l'attore Caravaggio Zappalaglio balzella, si sdraia, leva le braccia aperte, trascina la gamba stanca.  Un Caravaggio prossimo alla morte, dalla parlata febbrile, una lingua veemente, urlante e allo stesso tempo sfinita. Si racconta, andando a ritroso. "Sono nato dicono a Caravaggio dicono a Milano dicono il 29 settembre perché ..... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO SUL SITO LECCOPROVINCIA.IT

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