21 gen 2011

LA BOTTEGA DEL GENIO: UNA RICOSTRUZIONE DELL'ATELIER DI CARAVAGGIO (di Michele Cuppone)

Cosa poteva mai contenere quella «cassa con dodici libri dentro», inventariata tra i ben posseduti da Caravaggio nell’agosto 1605, nella casa in affitto di vicolo San Biagio (odierno vicolo del Divino Amore)? Un numero non trascurabile di volumi, per un personaggio che le fonti raffigurano poco incline allo studio, e tale da stimolare la curiosità degli storici dell’arte. Facendo un esercizio di immaginazione, si potrebbe pensare a raccolte di incisioni (spesso i suoi soggetti suggeriscono modelli di varia provenienza), o magari a testi delle sacre scritture (tradotte alla lettera in più di un’opera) o, perché no, al Magiae naturalis di Giovan Battista della Porta. Una proposta mirata, forte eppure verosimile, se le citazioni nelle fonti, gli studi sulla tecnica pittorica, le tracce materiali sulle tele e diversi altri ‘indizi’ portano a supporre quantomeno la conoscenza, da parte dell’artista, dei principi enunciati dal filosofo campano, il primo a descrivere l’impiego nella pittura della camera oscura, tale da permettere una facile e fedele rappresentazione della realtà anche a chi fosse digiuno del pennello. La bibliografia sull’argomento si ampliò ... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO SU CARAVAGGIO400.ORG

1 commento:

  1. La recensione è molto meglio della mostra! Francamente troppi 6 euro di biglietto per un allestimento sbrigativo e realizzato a basso costo (oltretutto ben sponsorizzato!), poco curato e con diversi errori. I più grossolani: 1-la statua che raffigura il bacchino non può stare seduta a fare da modello, dovrebbe trovarsi di fronte al cavalletto nell'atto di dipingere con la mano destra, d'altronde dovrebbe rappresentare Caravaggio giovane che si autoritrae guardando la propria immagine allo specchio! 2-numerosi e vergognosi sono gli errori ortografici presenti sui pannelli, dove spesso non è corretta nemmeno la spaziatura, in quanto molte parole sono tutte attaccate! 3-nel ricreare la camera oscura si poteva spendere un po' di più per le lenti e metterle più grandi, in quanto le immagini sono veramente sfocate o poco visibili. 4-nell'allestimento della stanza buia con la riproduzione del san Girolamo, è errata sia la posizione del cavalletto (la guida scusava l'inconveniente per via del poco spazio a disposizione dell'allestimento!!!) che l'idea che la luce provenisse dalla finestra per essere orientata dal pittore sul soggetto per mezzo di uno specchio girevole, questo per inseguire la luce del giorno...quando è risaputo che Caravaggio usasse lanterne per direzionare la luce! 5-nel pannello fotografico della prima sala sono state coperte con adesivi neri tutte le date dei dipinti che compaiono in dettaglio...con tanti esperti d'arte possibile che nemmeno le date fossero corrette??? Trovo vergognoso che si allestisca una mostra in questo modo, che si usi il nome di un grande artista per "fare cassa" tirandolo dentro per i capelli e senza nemmeno documentarsi correttamente! Crolla Pompei, s'impoverisce sempre più la lingua italiana, si investono soldi in mostre inutili mentre il nostro patrimonio artistico e culturale, l'istruzione e la ricerca sono annientate. Nel paese più bello del mondo è un vero peccato!

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