3 mar 2011

INTERVISTA A MAURIZIO CALVESI (di Egizio Trombetta)

A distanza di un anno, il professor Maurizio Calvesi, una leggenda per il mondo dell’arte nonché uno dei maggiori esperti al mondo di Caravaggio, ci rilascia una nuova intervista. Si fa il punto col professor Calvesi sull’anno appena trascorso del centenario caravaggesco e si parla della nuova straordinaria mostra che si tiene al Palazzo della Sapienza a Roma. Infine, il professor Calvesi, ci parla di un personaggio molto, molto speciale.

Professor Calvesi, quale è stata l’iniziativa che ha apprezzato particolarmente nell’anno del centenario caravaggesco. Quale invece secondo lei ha deluso le attese? “L’iniziatica che ha suscitato maggiormente l’interesse del pubblico ovviamente è stata la mostra delle Scuderie del Quirinale. Questo non c’è dubbio. Ci si aspettava di più dal convegno che si è tenuto a Milano su Caravaggio e la musica. Non per colpa di chi l’ha organizzato, ma per i tagli alle risorse economiche. Di conseguenza non si sono potute eseguire le musiche decifrate nei dipinti di Caravaggio”Altri rammarichi? “I tagli ci hanno costretto a diminuire i contributi ad altre iniziative e soprattutto hanno impedito che si tenesse il grande convegno conclusivo internazionale che era stato previsto. Questo è stato un peccato. L’anno delle celebrazioni è stato molto ricco ed è riuscito molto bene però certo se si fosse potuto tenere il convegno finale previsto avrebbe potuto avere il grande epilogo scientifico”
Ora è in corso la mostra al Palazzo della Sapienza: Caravaggio a Roma.Una vita dal vero. Lei ha scritto un contributo nel catalogo della mostra dal titolo “Consuntivo di un centenario”. Lei ha dato molta importanza al documento ritrovato relativo al rapporto fra Merisi e Prudenzia Bruni. Perché? “Si, comunque alcuni documenti erano noti, altri meno noti e altri ancora erano inediti. La mostra è interessante, ma l’aspetto che secondo me ..... CONTINUA A LEGGERE L'INTERVISTA E VEDI IL VIDEO SUL BLOG DI EGIZIO TROMBETTA

1 commento:

  1. Francesco Tresoldi17/03/11, 18:51

    Si è parlato tanto di quanto si è programmato in occasione del IV centenario della morte del Caravaggio ed in particolare di Roma. Purtroppo poco si è parlato di quanto si è fatto per ricordare il grande artista nella sua città d’origine. Circa ottomila persone nonostante giornate di pioggia in autunno hanno potuto visitare la mostra allestita a Caravaggio nel Palazzo Gallavresi dal titolo: “Caravaggio, Mecenati e pittori”. Una mostra forse unica nel suo genere composta da quindici dipinti ad olio oltre sedici disegni raffiguranti ritratti artisti e mecenati coetanei del Caravaggio. Di particolare importanza storica è risultata anche l’ esposizione dell’agenda contenente il ritratto del Caravaggio eseguito da Ottavio Leoni suo coetaneo, molto conosciuto per essere stato impresso sopra una banconota emessa della Banca d’Italia La mostra ha anche raggiunto il suo apice, quando, proveniente dalla fondazione Longhi di Firenze si è aggiunta l’opera: “Il ragazzo morso dal ramarro”. La città di Caravaggio non può certo pretendere un confronto con Roma, ma le centinaia di persone che si sono accavallate sullo scalone dell’entrata aspettando il proprio turno per vederla, può essere solo di vanto per una città come Caravaggio, che grazie anche alla perfetta organizzazione del Museo Diocesano di Bergamo ha dato la possibilità a molti di conoscere la grandezza del loro conterraneo.

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