22 dic 2012

QUELLA NATIVITA' DI CARAVAGGIO CHE SI RIVOLGE AGLI UMILI (da Avvenire.it)

L'«Adorazione dei pastori» è una splendida opera del Caravaggio, dipinta nei primi anni del '600 per una chiesa francescana vicino a Messina. Se la tradizione bizantina colloca la scena in un antro oscuro ai piedi di una montagna rocciosa e il Rinascimento la pone in uno scenario principesco fatto di architetture, rovine e splendidi paesaggi, con personaggi dai tratti aristocratici, Caravaggio rappresenta invece la nascita di Gesù in un ambiente semplice, umile. È una stalla, sulla cui parete di fondo si scorgono le masse di un asino e di un bue. Dio non nasce nelle viscere della terra, lontano dagli occhi degli uomini, né in luoghi nobili e sontuosi ma in mezzo al suo popolo, nel mondo dei semplici, dei poveri. La "buona notizia" è rivolta a tutti. Nascere significa essere chiamati, per essere accolti. Venire al mondo è uscire fuori, per un condividere insieme. In un luogo povero, in quanto dove c'è ricchezza non c'è posto per un'accoglienza. E Gesù lo sa bene, se non riesce a trovare un luogo in cui venire alla luce. Dio nasce negli spazi della povertà umana. E ad accoglierlo sono semplici pastori. Gli ultimi, i marginali, coloro che nella società ebraica sono esclusi, separati dalla società ufficiale, sanno riconoscere il Dio della vita. È notte. Tutto è avvolto dalle tenebre, dal silenzio. L'incarnazione avviene nella notte dei nostri fallimenti, frustrazioni, naufragi, come quando sprofondiamo nel non senso. Nei nostri spazi irrisolti, il Cristo nasce. Solo un raggio di luce viene dalla destra del quadro. Caravaggio non dipinge una luce solare che tutto illumina, come nelle icone bizantine, ma una luce sottile che crea contrasto, chiaroscuro, rilievo plastico. È una luce che accarezza volti, vestiti, mani. Tuttavia, crea allo stesso tempo dramma, in cui ci sono decisioni da prendere. Caravaggio non tratteggia figure luminose, come nelle epifanie bizantine, che non gettano ombre, in quanto corpi spirituali, abitati dalla luce. Le scelte del vivere quotidiano non avvengono sotto una luce solare che rende tutto evidente e chiaro, come i falsi profeti di tutti i tempi possono fare credere. C'è piuttosto tensione, dolore, sofferenza. Il chiaroscuro delinea la profondità e la drammaticità di una consapevolezza di vita che si mette in gioco e non accetta semplificazioni. Nella Natività, le figure emergono dal fondo cupo, scuro, di tenebra. La nostra natura umana è fatta di ambiguità, contraddizioni. La vita è lotta, è un campo di battaglia. L'intensità del chiaroscuro rivela il dilemma continuo tra vita e morte, tra peccato e redenzione,...... CONTINUA A LEGGERE SU AVVENIRE.IT

E SE IL MATTEO DI CARAVAGGIO NON FOSSE LUI? (di Marco Vallora da LaStampa.it)

Un saggio mette in dubbio che nella Vocazione il santo sia davvero quello che finora si è creduto. Ecco perché.

Un attimo, lettore! Possiamo convenire con te che, tra deliro-attribuzioni, lunari e pataccate; finte-copie tardive, spacciate però, mercantilmente, per autentiche; vispe agnizioni settimanali, per cui ogni stagione si regala il suo nuovo, immaginario pseudo-Caravaggio, parto-isterico di prezzolati, che sognano la facile tribuna della notorietà; al solo nome di Caravaggio, è legittimo tu voglia voltar pagina e fuggir via. Ma questa è una proposta diversa e più intrigante, perché per certi versi funziona proprio per mettere in discussione le nostre «idee ricevute» e capire che la storia dell’arte è un percorso in perenne cammino e non c’è bisogno di frugare gli abbaini dei ferrivecchi, per tornare a ragionare saggiamente d’interpretazione critica e scoprire qualcosa di «nuovo». Magari entro le viscere di un capolavoro iper-conosciuto, iper-analizzato, iper-visitato, come la Vocazione di san Matteo, nella Chiesa di San Luigi dei Francesi, a Roma. Attenzione: non che si voglia disattribuire, questa volta, il grande telero a Caravaggio (che sarebbe una bella bufala!) o cambiare le date in tavola (ché per fortuna son noti ormai i documenti giusti della commessa, confutando tante illazioni critiche) ma provandosi a «disattribuire» un personaggio, Matteo, quello che tutti, avvicinandosi al buio della Cappella Contarelli, son convogliati a ritenere (per diceria secolare, da Bellori a Baglioni a Sandrart) esser lui, quello più in vista: affascinante, ben abbigliato, in primo piano cinematografico (avrebbe scherzato Longhi) tutto agghindato dalle truccatrici, per accogliere il bacio salvifico della luce di Dio. E se invece (e non per capriccio, ma per fonde meditazioni critiche ed iconologiche e liturgiche ecc. ecc.) si provasse a scivolarlo, quale pedina, sulla scacchiera ormai decotta dell’acquiescenzia critica? Secondo una formula dubitativa che suggerisce: «E se Matteo fosse quell’altro?»........CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO DI MARCO VALLORA SU LASTAMPA.IT

AL MUSEO CROCETTI (Roma) ARRIVA CARAVAGGIO

In data 7 Gennaio 2013 presso la prestigiosa sede inizierà la mostra in omaggio al Merisi con la presentazione del volume “Caravaggio o della Vulgata” di Daniele Radini Tedeschi.

Il Museo Venanzo Crocetti in Via Cassia 492 in Roma aprirà il nuovo anno con una mostra d’arte contemporanea dal titolo “Omaggio a Caravaggio tra epifanie e epifenomeni” a cura del M°Gianni Dunil nell’ambito della quale verrà presentato, in data 7 Gennaio ore 17.30, il volume appena uscito “Caravaggio o della Vulgata” di Daniele Radini Tedeschi, edito De Luca Editori d’Arte. Varie saranno le opere presentate alla rassegna molte delle quali presentano una rivisitazione in chiave moderna dei temi caravaggeschi; dall’astratto al figurativo, dalla pittura alla scultura fino alla fotografia. Si darà spazio, quindi, a quei movimenti di avanguardia e di sperimentazione, espressione artistica più innovativa, a confronto con il figurativo classico. Il tema sarà la risultanza tra le spinte innovatrici attuali e quelle tradizionali, di cui Caravaggio fu al contempo portatore e distruttore, creando una contrapposizione tra rivoluzione e evoluzione nell’arte. 

Il titolo della mostra riflette una giusta contrapposizione tra le epifanie nell’arte- ossia ricordi che affondano alcuni nella tradizione altri nella singola coscienza e sensibilità dell’artista- propugnando quella tendenza alle Belle Arti e non considerando queste ultime un “Hortus conclusus” e gli epifenomeni che riflettono la constatazione per l’artista di come l’arte non sia più essenza ma determinazione di una società in continuo sviluppo. Trovano spazio quindi opere che sono il frutto di circostanze sociali e economiche, il riflesso della situazione storica. Artisti in mostra: Patrizia Murazzano, Jucci Ugolotti, Adriana Montalto, Nazzareno Tomassetti, Giordano Ernesto Sala, Marcello Sassoli, Giovanni Iovene, Emanuela Fera, Maria Rita Ridolfi, Wanda Nazzari, Silvana Abram, Laura Longhitano Ruffili, Donata Lombardi, Gabriela Costachè, Aurora Mazzoldi, Lucia Ida Viganò, Francesca Guetta, Mario Caddeo, Annunzia Fumagalli, Antonella Spinelli, Alessio Serpetti, Luigi Di Santo, Barbara Pazzaglia, Antonella Scaglione, Maria Carletti, Marzio Andreucci, Ivana Castelliti, Margherita Piccioni, Giovanni Puledda, Giovanni Muccitelli, Silvia D’Onorio, Giovanni Angelo Solinas. La mostra durerà fino a data 17 Gennaio 2013

09 dic 2012

Riceviamo e pubblichiamo: "UNA DOMANDA AL PROF. MAURIZIO CALVESI" di Adriana Conconi Fedrigolli


Domanda al prof. Maurizio Calvesi:

"Ho ascoltato con molta attenzione il Suo “Caravaggio – La luce sulla tela” nel cd distribuito dalla La Repubblica e da L’Espresso. In avvio alla Sua dissertazione sull’artista sottolinea come il quarto centenario della nascita sia stato celebrato erroneamente nel 1973 e che “(…) studi successivi soprattutto miei e di Mia Cinotti hanno potuto verificare una realtà che poi è stata confermata dai documenti che Michelangelo Merisi detto il Caravaggio era nato a Milano e nel 1571, due anni prima (…)”. RingraziandoLa di cuore per tutti i Suoi studi illuminati e illuminanti che mi sono stati da guida. mi stupisce come non abbia citato il nome di chi realmente e fisicamente ha trovato l’atto di battesimo: “Il documento «preciso e inequivocabile» è emerso il 14 febbraio (giorno di san Valentino) nell'Archivio Storico Diocesano di Milano. Ed è sorprendente sapere che a scoprire la chiave di questo enigma non è stato né uno storico dell'arte di lungo corso né un archivista di professione, bensì un brillante ex manager in pensione con la passione per la storia dell'arte, la paleografia e la diplomatica. Vittorio Pirami, 67 anni, pistoiese che vive in provincia di Milano, è un signore alto, atletico, coi capelli candidi e fluttuanti come quelli di Albert Einstein. Nella vita professionale si è occupato di grande distribuzione e ha lavorato per il gruppo Fininvest. Nel tempo libero, e soprattutto in occasione della pensione, si è messo a coltivare con molta serietà e determinazione la storia dell'arte e l'archivistica, frequentando come uditore l'Università Statale di Milano per seguire, tra l'altro, le lezioni del professor Giulio Bora, grande esperto della Milano borromaica”. (M.CARMINATI, Caravaggio da Milano, Il Sole 24 ore, 24 febbraio 2007) Da ultimo sottolineo che il padre di Caravaggio non era maestro di casa dei Marchesi Sforza. Il padre era muratore, forse Lei l’ha confuso con il nonno materno, Gian Giacomo Aratori, agrimensore della nobile famiglia. Penso che se avesse citato il nome di Vittorio Pirami nulla avrebbe tolto ai Suoi eminenti studi, ma avrebbe dato il doveroso riconoscimento a chi lo meritava. L’avrebbe fatto felice. Pensi che dono che avrebbe potuto elargire? 

Adriana Conconi Fedrigolli

03 dic 2012

IL MITO DI CARAVAGGIO NELL'ARTE CONTEMPORANEA IN MOSTRA A FRASCATI

Dal 1° dicembre al 7 aprile 2013 alle Scuderie Aldobrandini le opere del maestro interpretate in chiave moderna. Venticinque artisti di oggi fanno i conti con un grande maestro del passato, Caravaggio.
Le Scuderie Aldobrandini di Frascati, in provincia di Roma, ospitano dall’1 dicembre fino al 7 aprile 2013 la mostra «About Caravaggio. Visioni & illusioni contemporanee» nella quale le opere di Caravaggio sono interpretate in chiave moderna. L’esposizione, presentata dalla soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici del Lazio, in collaborazione con la provincia di Roma, il comune di Frascati e Munus e curata dalla soprintendente Anna Imponente, è articolata in una selezione di trenta lavori. Pone l’accento sulla «ricezione» delle opere di Caravaggio nell’immaginario collettivo, filtrata da alcuni protagonisti della pittura moderna e della migliore sperimentazione contemporanea di ambito internazionale.
Il mito caravaggesco, generato dalla travagliata biografia dell’artista del Seicento e dalla percezione del tratto rivoluzionario del suo lavoro, ha determinato la trasformazione delle sue opere in vere e proprie icone globali. Dipinti come il «Narciso» (1597-1598), il «Bacchino malato» (1593-1594), la «Canestra di frutta» (1595-1596), la «Medusa» (1597-1598) e la «Deposizione nel sepolcro» (1602-1603) sono opere divenute parte di un patrimonio visivo condiviso che nell’atto creativo riemerge nella coscienza dell’artista. In alcuni casi si tratta di citazioni dirette, in altri di spunti tematici .... CONTINUA A LEGGERE SU LASTAMPA.IT

01 dic 2012

Presentazioni del libro "IL DEMONE ALL'OMBRA DI CARAVAGGIO" di Nicoletta Retico

Nel mese di dicembre 2012 sono previste delle presentazioni del libro "IL DEMONE ALL'OMBRA DI CARAVAGGIO" di Nicoletta Retico. Saranno proiettati i più importanti dipinti di Caravaggio ed esposti alcuni tondi della Medusa, dalla copia d'autore alle rielaborazioni artistiche, opere dell'autrice.

Un libro di narrativa, storia, teatro, poesia e opera d’arte insieme. I soggetti dei quadri di Caravaggio, le cui immagini a colori rielaborate artisticamente dall’autrice ingemmano alcune pagine, prendono vita e si raccontano, tessendo trame tra le quali spunta la leggenda del pittore più famoso dal XVII secolo ad oggi: Michelangelo Merisi.

Il libro ha appena vinto il Premio Nazionale "L'Autore" e sarà pubblicato e distribuito dalla Firenze Libri.  Al momento è un'autopubblicazione dell'autrice con il sito editoriale de La Repubblica e L'Espresso ed è disponibile a questo link: www.ilmiolibro.it


Questo il calendario attuale delle presentazioni previste:
  • 5 dicembre - Sala Ruspoli del Comune di Cerveteri - ore 17.30
  • 7 dicembre - Sala degli Specchi del Comune di Frascati (Rm) - ore 17.30
  • 13 dicembre - Biblioteca "Peppino Impastato" di Ladipoli (Rm) - ore 17.30