25 mar 2013

RECENSIONE: «L'essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l'ambiente artistico romano (Renato Di Tomasi su NEWS-ART)

copertina_caravaggio Come ricordato dagli autori nella prefazione, già Luigi Spezzaferro, grande studioso del pittore lombardo, auspicava una revisione storica dei documenti sul Merisi; non molto tempo fa, in una intervista su questo magazine anche Claudio Strinati auspicava con valide argomentazioni una revisione documentaria che portasse ad una interpretazione più consona alla realtà in cui visse l’artista.
Dopo la lettura del volume a più mani che qui si presenta, dal mio punto di vista direi che il processo auspicato da Spezzaferro e Strinati, tra molti pregi e qualche limite, trova riscontro nel lavoro di questi studiosi. Scorrendo le pagine della pubblicazione si tocca con mano la passione degli autori per il Merisi, elemento trainante che ha alimentato un impegno non semplice ma culturalmente assai proficuo per dipanare le nebbie del passato che ancora avvolgono il pittore lombardo.
Tutti i capitoli sono degni nota, anche se in questa sede mi limiterò a citarne solo alcuni. Tra le novità della pubblicazione si segnala la luce fatta sulla bottega del pittore fiorentino Francesco Morelli e i rapporti tra i suoi allievi, da Baglione a Salini sino a Travagni. Gli autori analizzano e mettono in luce nell’opera le relazioni tra questi pittori, arricchendone e mutandone parzialmente le biografie con notizie nuove.
Interessante poi appare la messa a fuoco dei rapporti commerciali tra pittori, dei gusti della committenza e del commercio artistico, che trovano nel lavoro degli autori conferme che cominciano a rafforzare certezze su temi cruciali come il ruolo degli artisti, le modalità di lavoro, il copyright sulle singole opere. Nella pubblicazione viene rivalutato il ruolo di Costantino Spada così come viene confermato quello di Prospero Orsi nelle relazioni con Caravaggio.
Altro significativo contributo si rileva nel capitolo scritto da Michele Cuppone che avanza l’ipotesi che la Natività con i ss. Lorenzo e Francesco per l'oratorio palermitano di San Francesco, celebre opera del Caravaggio trafugata nel 1969, sia un dipinto romano, eseguita proprio al principio del Seicento probabilmente su committenza del banchiere senese Fabio Nuti ...

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