02 feb 2014

Il “Sacrificio di Isacco” di Caravaggio di Antonia Cecilia Fernández de Heredia (di Renato Di Tomasi)

Ritrovato un inventario spagnolo di metà Seicento con un dipinto di Caravaggio molto dibattuto e quadri di altri importanti pittori italiani tra ‘500 e ‘600

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Il ritrovamento dell’inventario di Antonia Cecilia Fernández de Heredia ha svelato che il documento inventariale della sua collezione di dipinti non è stato compilato nel 1702, in occasione del suo matrimonio con il marchese Josè de Fuenbuena, come sino a oggi hanno creduto tutti gli studiosi. La nobildonna spagnola apparteneva alla potentissima famiglia dei Fernández de Heredia, che nei secoli aveva governato la regione aragonese e detenuto vari titoli nobiliari: viceré di Sardegna, conti, marchesi e baroni in terra propria. Tra gli antenati illustri, per linea diretta da parte della nonna materna, la famiglia contava un cardinale molto famoso, Francisco Jiménez de Cisneros, il cui ritratto è presente nell’inventario.

Dallo studio dell’atto matrimoniale, a cui era allegato l’inventario, è stato possibile appurare che i due documenti furono redatti a distanza di almeno cinquant’anni. Pertanto, di fatto la raccolta inventariale può essere spostata indietro alla metà del Seicento, riconoscendo maggior valore alle attribuzioni dei dipinti ivi contenuti e coevi all’inventario stesso.
Le notizie sull’inventario spagnolo della blasonata famiglia escono dall’oblio solo per il fatto che nell’inventario era presente un dipinto di Michelangelo Merisi da Caravaggio, così descritto: “Un cuadro de Abraham Sacrificio e Jsac de Michael Angelo Caravacho, 200 l. [libre iachesi]” ...

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