28 set 2016

Wildenstein (art dealer) sotto accusa a Parigi per frode fiscale




Frode fiscale è l'accusa mossa a Guy Wildenstein che rischia fino a 10 anni di carcere oltre al pagamento di una multa di 553 milioni di euro. E' la saga di una delle più grandi dinastie al mondo di art dealer famosa per l'impressionante collezione di Old Master con dipinti di Caravaggio, El Greco, Velázquez, Renoir e Monet che secondo gli investigatori americani e quelli francesi (in Francia si sta svolgendo il processo) potrebbe avere un valore pari a 1 miliardo di dollari. All'inizio di quest'anno, Guy Wildenstein ha venduto old master per 1,2 milioni di dollari nell'asta Old Master and British Drawings di Christie's che si è svolta a New York il 27 gennaio (totale asta 3,2 milioni di dollari). Le 27 opere offerte da Wildenstein avevano superato la stima alta di pre-vendita pari a 963.000 dollari. Molte di queste opere erano state acquisite in asta negli anni precedenti, mantenute in collezione per decenni e in parte date in pegno a garanzia di prestiti bancari.
Il processo sospeso a Parigi all'inizio del 2016, dopo cinque ani di indagini da parte degli investigatori francesi, vede sul banco degli imputati diversi membri della ricca famiglia franco-americana, accusati di aver nascosto un'eredità di centinaia di milioni di euro in paradisi fiscali offshore. In questi giorni i giudici francesi hanno rigettato la richiesta di posticipare il procedimento e pertanto ha preso avvio in Francia uno dei più grandi processi per frode fiscale.
La vicenda inizia nel 2011 quando le autorità fiscali francesi comunicano agli eredi Wildenstein che il patrimonio imponibile ai fini fiscali ammonta a 615,7 milioni di euro, un valore ben oltre 10 volte quello dichiarato dalla famiglia. Nel patrimonio che comprende, tra l'altro diverse proprietà immobiliari, vi sono numerose opere d'arte tra cui 19 dipinti di Pierre Bonnard per un valore di 64,9 milioni di euro custoditi nel Free Ports & Warehouses di Ginevra (facenti capo a un trust denominato Sylvia) e 281,3 milioni di euro di altri dipinti in capo alla Delta Trust che tuttavia dovrebbe possedere opere per 1,1 miliardi di dollari secondo le autorità fiscali.
Gli investigatori hanno, infatti, scoperto un vero e proprio ponte aereo d'arte per 188 milioni di dollari in valore di opere spostate dagli Stati Uniti alla Svizzera oltre a altri 850 milioni di dollari custoditi nel trust e sparsi in tutto il mondo per la maggior parte in Svizzera.
Diverse opere legate alla famiglia Wildenstein sono esposte al Metropolitan Museum di New York, nella Gallery 615 vi sono sette opere che una volta erano di proprietà della famiglia. Complessivamente dovrebbero essere, almeno 360 gli oggetti esposti al museo di provenienza della famiglia Wildenstein e comprendono dipinti ad olio, disegni, acquerelli, sculture, arazzi e anche specchi dorati. Un'opera tuttavia manca da questo ipotetico elenco. Nel 2013 la famiglia Wildenstein ha chiesto la restituzione dell'opera Il Suonatore di liuto (1596) di Caravaggio, in quanto il prestito a lungo termine era terminato. L'opera che presenta un valore pari a circa 69 milioni di sterline è (presumibilmente) una delle tre versioni in circolazione (Hermitage Museum di San Pietroburgo, Badminton House nel Gloucestershire).
Un articolo pubblicato nel 1999 da Lute News, la newsletter della Lute Society ha messo in discussione l'attribuzione di questo lavoro: secondo il parere del liutaio David Van Edwards, una ricchezza di dettagli nella pittura tra cui il numero di pioli sul liuto e il suo ponte significa che il lavoro non poteva essere del XVI secolo e, quindi, conclude, che non è autentico

Fonte: ArtEconomy24

[NEW] La sentenza sul caso Wildenstein è stata un inaspettato colpo di scena: nella sorpresa generale, oggi 12 gennaio (Il Giornale dell'Arte)

Nessun commento:

Posta un commento