11 dic 2016

“Beyond Caravaggio”, mostra itinerante tra Londra, Dublino ed Edimburgo


Beyond Caravaggio è la prima grande mostra oltremanica che esplora in 49 dipinti l’opera di Caravaggio e la sua influenza sull’arte dei suoi contemporanei e seguaci. L’esposizione, in corso alla National Gallery di Londra fino al 15 gennaio 2017, approderà in seguito alla National Gallery of Ireland di Dublino (11 febbraio-14 maggio 2017) e poi alla Royal Scottish Academy di Edimburgo (17 giugno-24 settembre 2017). 
La mostra si contraddistingue per offrire l’opportunità unica di scoprire diversi tesori artistici nascosti delle isole britanniche, provenienti anche da case signorili, castelli e collezioni private. Questi dipinti dimostrano come la lezione di Caravaggio abbia ispirato un’intera generazione di pittori, sebbene di fatto nessuno anglosassone. E per “fare numero”, sono stati aggiunti capolavori il cui legame con il Regno Unito è piuttosto tenue, scelti come sono per la provenienza da questi territori ma da tempo conservati in altre nazioni. Per contro, si è deciso scientemente, e giustamente, di non portare in mostra la Vocazione dei santi Pietro e Andrea da Hampton Court. 
Beyond Caravaggio inizia esplorando i primi anni di Caravaggio a Roma, dove dipinse opere rappresentanti giovani, musicisti, bari e zingare. Questi dipinti erano considerati altamente originali per via dei soggetti appartenenti alla vita quotidiana e per l’uso della luce naturale. Qui esposti capolavori come il Ragazzo morso da un ramarro di Merisi, il Ragazzo che monda un frutto a lui pure attribuito, un Musicista di Cecco del Caravaggio, la Zingara indovina di Bartolomeo Manfredi e Il baro dell’asso di fiori di Georges de la Tour
La fama di Caravaggio subì un’impennata nell’anno 1600, attestata dal primo incarico pubblico per la cappella Contarelli, pressoché parallelo a quello di Fabio Nuti con Alessandro Albani per Palermo. Questi successi romani e non portarono con sé numerosi altri incarichi da parte di raffinati mecenati, fino a Ciriaco Mattei alla cui collezione è dedicata una preziosa sottosezione nel percorso di visita, comprendente la Cena in Emmaus e la Cattura di Cristo di Caravaggio, Gesù e il tributo della moneta di Giovanni Serodine e Cristo fra i dottori di Antiveduto Gramatica
La vivacità dello stile pittorico di Caravaggio e il suo uso del chiaroscuro furono presto emulati, e gli artisti non replicavano solamente il suo stile ma presero spunto per sviluppare i propri approcci personali. L’Estasi di san Francesco di Giovanni Baglione è forse il primo dipinto caravaggesco di un altro artista; Orazio Gentileschi è rappresentato con due opere molto diverse, mentre la sua talentuosissima figlia, Artemisia, è presente con Susanna e i vecchioni. Cristo che mostra le sue ferite di Giovanni Antonio Galli detto lo Spadarino è uno dei più sorprendenti e memorabili dipinti in mostra. 
Caravaggio viaggiò due volte a Napoli. Il Viceregno di Napoli era legato alla corona spagnola e luogo di passaggio e base d’appoggio per molti artisti spagnoli, come Jusepe de Ribera rappresentato qui da tre opere (in particolare il Martirio di san Bartolomeo). Gli artisti napoletani viaggiavano spesso a Roma dove ebbero l’opportunità di vedere le prime opere di Caravaggio: tra questi Mattia Preti, presente in mostra con il Gioco della dama
Il lascito maggiore di Caravaggio è il potere duraturo della sua narrazione. Egli iniettò nuova linfa alle storie bibliche, spesso sfumando la distinzione tra soggetti sacri e profani, come nel San Giovanni Battista di Kansas City (cui forse è solo per i tempi di pubblicazione se non si è dato conto in catalogo delle ultime acquisizioni). Questo dipinto è esposto insieme a capolavori dei suoi seguaci, quali San Sebastiano curato da sant’Irene di Nicolas Régnier e Cristo davanti a Caifa di Gerrit van Honthorst
Sedotti dal potere dei dipinti di Caravaggio, gli artisti continuarono a emularlo anche dopo la sua morte, ma dalla metà del XVII secolo l’approccio naturalista di Caravaggio era stato rifiutato in favore di una tradizione pittorica più classicista. Ci vollero circa tre secoli affinché la reputazione dei dipinti di Caravaggio fosse riabilitata e i suoi meriti artistici fossero totalmente riconosciuti. Oggi è di nuovo ammirato per le sue immagini memorabili, l’inventiva e la sorprendente modernità. 
Letizia Treves, curatrice di Beyond Caravaggio commenta: “La National Gallery può ritenersi fortunata di possedere tre dipinti di Caravaggio, ognuno appartenente a una fase diversa della sua carriera, ma solitamente nelle nostre gallerie non siamo in grado di mostrare queste opere nel loro contesto”. Proprio ciò che è reso possibile dalla mostra. 
L’esposizione è accompagnata da un ciclo di conferenze e da molte altre iniziative, tra cui si sono contraddistinte le giornate di studio del 17 e 18 novembre, con interventi qualificati di Richard Spear, John Gash e Keith Christiansen tra gli altri. 

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