2 feb 2017

Caravaggio, a Sansepolcro il "Ragazzo morso da un ramarro", in mostra dall'11 febbraio al 4 giugno

L'opera, proveniente dalla Fondazione Roberto Longhi, sarà esposta dall'11 febbraio al 4 giugno in occasione di una mostra dedicata al grande storico dell'arte


È uno dei dipinti più famosi e celebrati di Caravaggio. Il Ragazzo morso da un ramarro, conservato presso la Fondazione Roberto Longhi di Firenze, è in partenza per Sansepolcro (Arezzo), dove sarà esposto dall'11 febbraio al 4 giugno in occasione della mostra "Nel segno di Roberto Longhi. Piero della Francesca e Caravaggio", curata da Maria Cristina Bandera e dedicata al grande storico dell'arte scomparso nel 1970. 
L'iniziativa, ospitata presso il Museo Civico e organizzata da Civita, fa seguito al ritorno a Sansepolcro della Madonna della Misericordia, parte centrale del Polittico di Piero oggetto di un discusso prestito a Milano durante le passate festività natalizie, e presenta un inedito accostamento fra i due grandi maestri "che a prima vista - riconosce l'amministrazione biturgense, promotrice dell'esposizione - potrebbe sembrare azzardato. Eppure, le motivazioni emergono se si guardano i due artisti, tra loro così lontani e diversi, nel segno di Roberto Longhi. Entrambi, infatti, furono studiati e riscoperti dallo storico dell'arte già a partire dai suoi anni formativi". 
Del Caravaggio, in particolare, Longhi fu scopritore moderno, lucido studioso e collezionista, tanto da acquisire intorno al 1928, il Ragazzo morso da un ramarro. La tela, dipinta verso il 1595, è certamente uno dei più significativi capolavori giovanili dell'artista, che con i suoi dettagli di natura morta e straordinari effetti di luce coglie, quasi come in un'istantanea fotografica, il momento un cui il giovane si ritrae improvvisamente per il morso dell'animale. Su Piero della Francesca Longhi scrisse invece, nel 1927, una monografia tuttora imprescindibile, anticipata dal saggio del 1914 Piero dei Franceschi e lo sviluppo della pittura veneziana, che inquadrava il pittore non solo nella sua "ascendenza" fiorentina, ma anche e soprattutto nella sua "discendenza" veneziana, quella di Antonello da Messina e di Giovanni Bellini. Ecco allora, in un'ideale apertura della mostra, proprio il Polittico della Misericordia, mentre la tavola di Ercole de’ Roberti Ritratto di giovane, proveniente da una collezione privata, suggerirà la "discendenza, per quanto evoluta e ormai incrociata di veneto", del profilo del giovane da quelli di Piero, come riconobbe Longhi nel volume Officina ferrarese del 1934. Accanto al Caravaggio, alla tavola di de' Roberti e al Polittico saranno poi esposti documenti provenienti dall'archivio, dalla biblioteca e dalla fototeca della Fondazione Longhi. Il catalogo della mostra, edito da Marsilio, comprenderà saggi di Maria Cristina Bandera e di Mina Gregori e un'antologia di brani di Roberto Longhi sulle opere esposte.


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