05 mar 2017

"Chiusa la giornata di studi alla Sapienza sui primi anni di Caravaggio a Roma, si apre il dibattito", di Clovis Whitfiled



La giornata di studi svoltasi alla Sapienza il 1 marzo (cfr. intervista di News-Art all'ideatore http://news-art.it/news/a-lezione-con-caravaggio--alessandro-zuccari-parla-del-conv.htm) ha indagato sui primi anni della carriera di Caravaggio: un’occasione per mostrare nuovi documenti e giungere a nuovi chiarimenti, visto che la scarsa informazione sulla sua carriera iniziale e sulle prime commissioni ha spesso aperto la strada a interpretazioni e miti che hanno più a che fare con chi li ha inventati che con il pittore stesso. Non esiste un monopolio della verità e, quando le fantasie vengono ripetute all’infinito, non sono più valide. Il mito della sua omosessualità, ad esempio, è diventato come una specie di distrazione nata dai soggetti che ha dipinto, mentre al contrario il periodo fino al processo intentato da Baglione nel 1603 sembra essere stato il più produttivo, forse perché in quel momento Caravaggio non era molto noto. L’influenza dei suoi protettori, a partire da Onorio Longhi, dei suoi dealer, come Costantino Spada e Prospero Orsi, dei suoi mecenati come Gerolamo Vittrice, di coloro che si esercitavano nella filosofia naturale attorno a Del Monte e lo stesso cardinale, come pure dei Mattei e dei Costa, è invece di grande interesse per capire cosa l’artista fosse portato a dipingere. C’è anche da sottolineare la grande importanza di Benedetto Giustiniani, il vero mecenate del pittore, in confronto a quella del fratello minore, il marchese Vincenzo. Insomma, sarebbe veramente un bene se Caravaggio potesse essere seguito senza i preconcetti di cui lo ha caricato e, invero, anche tormentato, la comunità scientifica. 

La vita e le opere di Caravaggio sono ancora oggetto di dibattito: il catalogo - a dispetto dei titoli di vari libri - non è completo, anche perché molti quadri, noti nelle fonti, sono ancora da rintracciare; anche la sua biografia è incompleta. Dov’era l’artista tra il 1592 a 1596? E’ una domanda a cui ha cercato di rispondere il convegno romano. Si è scoperto in un prezioso documento d’archivio che si parla di una presenza a Roma risalente alla Quaresima del 1596, quando Pietropaolo Pellegrini lo incontrò nella bottega di Lorenzo Carli, e questa individuazione è rafforzata dall’associazione dell’immagine della Madonna sotto la Buona ventura capitolina con la tipologia di immagini religiose che commerciava lo stesso Carli, così come sapientemente analizzato dal compianto Giorgio Leone.Se si vuole continuare ad argomentare l’esistenza di una carriera romana prima di quella data, allora c’è bisogno di trovare qualche segno sicuro della sua presenza in città; allo stesso modo la rapida ascesa alla fama sembra che confermi come Caravaggio esprimesse un talento irreprensibile, che non si bruciò presto. Sarà affascinante scoprire dove si sia rintanato prima di arrivare, quell’inverno, nell’ Urbe ‘bisognoso et ignudo’
In diversi casi vale la pena di tornare ai documenti già pubblicati, perché ogni pagamento, resoconto della sua presenza ed ogni pur piccola citazione può dimostrarsi un prezioso suggerimento per la nostra conoscenza, e queste informazioni debbono essere seguite esattamente nelle direzioni che ci vogliono condurre [...]

link:

Nessun commento:

Posta un commento