Il blog CARAVAGGIO400, fondato nel 2009 da Massimo D'Alessandro e Nicoletta Retico in occasione del quarto centenario della morte di Michelangelo Merisi da Caravaggio, ha l'intenzione di attivare e creare un punto di approfondimento e discussione sull'opera di uno dei più grandi maestri della pittura seicentesca di cui far conoscere principalmente la sua opera e la sua arte ancor più che la sua vita e biografia, su cui troppo spesso si è concentrata l'attenzione dei media trascurando l'innovazione e il genio del grande pittore. Invitiamo tutti gli studiosi, appassionati e chiunque voglia dare un suo contributo ad inserire commenti e inviare segnalazioni a questo blog.



4 gen 2019

Le grandi mostre su Caravaggio nel 2019, a Utrecht e Monaco, Genova, Napoli, Vienna


Continua a Utrecht presso il Centraal Museum fino al 24 marzo, per poi trasferirsi dal 17 aprile al 21 luglio presso l'Alte Pinakothek di Monaco, la mostra Utrecht, Caravaggio e l'Europa.
Dovette essere una rivelazione per Hendrick ter Brugghen, Gerard van Honthorst e Dirck van Baburen, tre giovani pittori di Utrecht, quando incontrarono per la prima volta a Roma i dipinti mozzafiato ed eterodossi di Caravaggio. Descritti come "cose meravigliose", i suoi lavori furono caratterizzati da un realismo innovativo, dramma impressionante, e illuminazione misteriosa. Lui avrebbe influenzato lo stile di diversi artisti dall'Italia, Francia, Spagna e Paesi Bassi. La mostra itinerante, tra Utrecht e Monaco, presenta oltre 70 dei più apprezzati e importanti lavori dei principali ‘Caravaggeschi’, includendo quadri di Bartolomeo Manfredi, Jusepe de Ribera e Valentin de Boulogne. Posti accanto ai lavori dei loro colleghi pittori, diventa subito chiaro come i dipinti dei pittori di Utrecht sono tipicamente olandesi e hanno avuto successo sia in Italia che nel proprio Paese.


Dal 14 febbraio al 24 giugno 2019, Palazzo della Meridiana a Genova ospita la mostra Caravaggio e i genovesi. Committenti, collezionisti, pittori, a cura di Anna Orlando. La rassegna, promossa e organizzata dall’Associazione Amici di Palazzo della Meridiana, affrontando di nuovo il Seicento in città dopo le interessanti mostre su Sinibaldo Scorza e su Van Dyck e i fiamminghi a Genova, questa volta si pone l’obiettivo di sviluppare un altro capitolo estremamente importante per la cultura figurativa genovese che, visto il calibro dei protagonisti coinvolti, diventa di portata internazionale. 
I primi trent’anni del Seicento sono indiscutibilmente un momento magico per la città: il potere economico e finanziario delle famiglie leader della repubblica genovese, un numero assi più cospicuo di quante se ne possano immaginare, rendono Genova e il suo porto un centro baricentrico per l’Europa del tempo. Qui si sono accumulati decenni di benessere, ricchezze, argenti, opere d’arte. Quello che gli storici dell’economia definiscono “il secolo dei genovesi”, un centinaio d’anni a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento, è per la storia dell’arte genovese un glorioso periodo aureo. La mostra, partendo dalla figura di Caravaggio (Milano, 1571 - Porto Ercole, 1610), che per qualche tempo nel 1605 soggiornò a Genova (e oggi in città rimane l’Ecce Homo di Palazzo Bianco, riconosciuto dai più come sua opera), s’interroga su chi sono stati i protagonisti (insieme alle famiglie con i lori condottieri, dogi, mercanti e finanzieri), gli artisti locali e i “foresti” che hanno dato lustro alla città, come la lezione di Caravaggio si è sviluppata a Genova, in un momento in cui la storia dell’arte genovese può dirsi storia dell’arte europea e occidentale. 
Maggiori info si potranno trovare sul sito di Palazzo della Meridiana (fonte: Finestre sull'Arte).


Sarà una delle mostre protagoniste del nuovo anno. Caravaggio a Napoli aprirà i battenti nel mese di aprile (programma ancora in definizione) per concludersi a luglio. Come lascia presagire il titolo, l’esposizione evidenzierà l’influenza della rivoluzione di Caravaggio sulla pittura napoletana, con particolare riferimento al suo soggiorno a Napoli, considerato dagli esperti uno dei periodi più intensi della sua produzione artistica. 
Del resto il brulicare di vita dei vicoli napoletani non poteva che essere fonte d’ispirazione per il suo genio pittorico che amava scegliere persone del popolo per le scene delle sue opere, sublimare l’umano per portarlo al divino. Le sette opere di Misericordia (1606/1607) – conservata presso la Chiesa e la Quadreria del Pio Monte della Misericordia nella centralissima Via dei Tribunali di Napoli – è forse l’espressione più alta di tutto questo. 
Se la fase dell’inizio della sua carriera a Roma è ben nota a tutti, il dramma vissuto dal pittore dopo la fuga a causa della condanna in contumacia per l’uccisione di Ranuccio Tomassoni è fonte di studi più recenti che la mostra vuole evidenziare. Come ha infatti anticipato al quotidiano “La Repubblica”, il Direttore del Museo di Capodimonte Sylvain Bellenger
“La mostra non servirà per fare visitatori, ma per studiare i 18 mesi di Caravaggio a Napoli e il suo effetto sulla scuola pittorica napoletana. Seguirà un percorso caravaggesco attraverso la città: i luoghi dove è vissuto e che ha frequentato, quello del suo studio, quello che l’ha accolto quando è arrivato come un rifugiato in un paese nuovo con leggi diverse” (fonte: ArtsLife).


Dal 15 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020, il Kunsthistorisches Museum di Vienna ospiterà una grande mostra intitolata Caravaggio & Bernini e dedicata ai due grandi maestri del Seicento, il Caravaggio (Milano, 1571 - Porto Ercole, 1610) e Gian Lorenzo Bernini (Napoli, 1598 - Roma, 1680). La rassegna metterà a confronto i capolavori dei due grandi artisti (saranno in particolare i lavori “pionieristici” a essere esposti in Austria), e sarà arricchita delle opere di altri grandi dell’arte europea del tempo, come Nicolas PoussinOrazio GentileschiAlessandro Algardi Simon Vouet: la mostra approfondirà anche come il Barocco si è evoluto da Roma verso il resto d’Europa. 
Le innovazioni dell’arte del XVII secolo verranno presentate grazie all’apporto di “circa 60 opere principali” (così nella presentazione della mostra), definite come “affascinanti, altamente drammatiche, cariche di intensa passione, forte movimento e teatralità dai colori intensi” (fonte: Finestre sull'Arte).
Secondo alcune fonti la mostra si sposterà successivamente presso il Rijksmuseum di Amsterdam.

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