Il blog CARAVAGGIO400, fondato nel 2009 da Massimo D'Alessandro e Nicoletta Retico in occasione del quarto centenario della morte di Michelangelo Merisi da Caravaggio, ha l'intenzione di attivare e creare un punto di approfondimento e discussione sull'opera di uno dei più grandi maestri della pittura seicentesca di cui far conoscere principalmente la sua opera e la sua arte ancor più che la sua vita e biografia, su cui troppo spesso si è concentrata l'attenzione dei media trascurando l'innovazione e il genio del grande pittore. Invitiamo tutti gli studiosi, appassionati e chiunque voglia dare un suo contributo ad inserire commenti e inviare segnalazioni a questo blog.




A cura di Michele Cuppone, Massimo D'Alessandro e Nicoletta Retico (pagina Fb a cura di Claudio Ferranti )

4 mar 2019

"L'Ecce Homo di Genova è veramente un'opera di Caravaggio? La risposta alla mostra di Palazzo della Meridiana", di Federico Giannini

Recensione della mostra “Caravaggio e i Genovesi. Committenti, collezionisti, pittori”, a Genova, Palazzo della Meridiana, dal 14 febbraio al 24 giugno 2019.




Solo nell’ultimo anno si sono registrate almeno un paio d’interessanti opportunità che, sebbene slegate tra loro, hanno offerto a pubblico e studiosi molto materiale per aprire un’approfondita discussione sugli sviluppi del caravaggismo a Genova. Nel primo caso s’è trattato della mostra milanese L’ultimo Caravaggio: a dispetto della titolazione altisonante ed escogitata ammiccando al richiamo che il nome di Caravaggio (Michelangelo Merisi, Milano, 1571 - Porto Ercole, 1610) esercita sul pubblico, la rassegna delle Gallerie d’Italia s’è configurata come una proposta d’elevatissimo valore scientifico che, partendo dalle vicende collezionistiche di Marco Antonio Doria (Genova, 1572 - 1651) e mossa dall’assunto secondo cui Genova avrebbe recepito in maniera quanto meno fredda la lezione del Merisi, giungeva a concludere che l’arte del grande lombardo, malgrado avesse affascinato diversi artisti genovesi, non ebbe modo d’incidere in maniera determinante sul capoluogo ligure. Il curatore Alessandro Morandotti, nel saggio introduttivo del catalogo, si domandava se non sia possibile immaginare una storia dell’arte del Seicento senza Caravaggio, e sosteneva che in diversi centri italiani, tra i quali Genova, “altre tradizioni incalzano, altre intelligenze agiscono, in piena autonomia, anche quando si è costretti a fare i conti con le opere di Caravaggio messe davanti ai propri occhi, magari solo attraverso una copia ritenuta un originale”. La seconda occasione è stata rappresentata da una mostra di minor impatto mediatico e d’inferiore portata, ma decisamente utile per aggiungere argomenti sul tema dell’eredità genovese di Caravaggio, oltre che per esaminare più a fondo le vicende d’uno dei protagonisti di quella stagione, Bartolomeo Cavarozzi (Viterbo, 1587 - Roma, 1625): si parla della mostra di Palazzo Spinola dedicata allo stesso Cavarozzi e ai suoi rapporti con Genova. Tornando al primo dei due eventi espositivi, nella recensione de L’ultimo Caravaggio, chi scrive ipotizzava che, stanti le riflessioni aperte dall’esposizione milanese, sarebbero giunti presto altri contributi sulla questione. È dunque su tali basi che si può cominciare a entrare nel merito di Caravaggio e i Genovesi. Committenti, collezionisti, pittori, l’importante rassegna di Palazzo della Meridiana che, dati i suoi contenuti, non mancherà di far discutere a lungo. 
L’esposizione, curata da Anna Orlando, ruota essenzialmente attorno a due assi portanti principali: da una parte, si entra in maniera decisa nell’ambito del dibattito sull’autografia dell’unica opera di Caravaggio conservata in città, l’Ecce Homo di Palazzo Bianco (che lascia dunque temporaneamente la propria sede per spostarsi di qualche metro), e dall’altra ricostruisce, con una significativa antologia, gli sviluppi della rielaborazione dell’arte di Merisi a Genova (piuttosto che quelli della sua fortuna), tema a cui comunque se ne collegano altri di non minore importanza, come i rapporti tra artisti e committenza, i termini della presenza a Genova dei caravaggeschi della prima ora, le vicende del collezionismo a loro legato, la diffusione delle copie. Argomenti, peraltro, non scollegati tra loro: un’ipotetica presenza in antico dell’opera di Caravaggio a Genova potrebbe aprire interessanti (e per certi versi inediti) scenari sul rapporto tra Caravaggio e i genovesi. È tuttavia necessario procedere con ordine, partendo dall’annosa questione dell’attribuzione dell’opera di Palazzo Bianco alla mano di Michelangelo Merisi, e va sottolineato che, in tal senso, la mostra di Palazzo della Meridiana ambisce ad avere carattere dirimente [...]

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