Il blog CARAVAGGIO400, fondato nel 2009 da Massimo D'Alessandro e Nicoletta Retico in occasione del quarto centenario della morte di Michelangelo Merisi da Caravaggio, ha l'intenzione di attivare e creare un punto di approfondimento e discussione sull'opera di uno dei più grandi maestri della pittura seicentesca di cui far conoscere principalmente la sua opera e la sua arte ancor più che la sua vita e biografia, su cui troppo spesso si è concentrata l'attenzione dei media trascurando l'innovazione e il genio del grande pittore. Invitiamo tutti gli studiosi, appassionati e chiunque voglia dare un suo contributo ad inserire commenti e inviare segnalazioni a questo blog.




A cura di Michele Cuppone, Massimo D'Alessandro e Nicoletta Retico (pagina Fb a cura di Claudio Ferranti )

9 apr 2019

Temperatura fuori controllo, umidità, una macchia sospetta: così si conserva un Caravaggio?

I problemi di conservazione che interessano il Seppellimento di santa Lucia di Caravaggio rischiano di farci perdere uno dei capolavori del maestro lombardo?


“Il destino della bellezza è il pericolo, e il danno, se non sono continuamente in azione meccanismi di difesa e protezione efficaci. La perfetta apparenza, creata a edificare la fede del popolo o intrattenere gli occhi dei potenti, è esposta all’alterazione, alla manipolazione, all’annientamento”. Ne Il Caravaggio rubato (Sellerio editore, 2012) Luca Scarlini rinnova il triste scandalo dai colori grigi dell’incuria e dell’abbandono, in cui nella Palermo irredenta e mafiosa del 1969, la notte tra il 17 e il 18 ottobre, la Natività coi santi Francesco e Lorenzo dell’Oratorio di San Lorenzo svanì nel nulla. 
Cinquant’anni dopo siamo a domandarci se in Sicilia il rischio di perdita di un Caravaggio possa scandalizzare “solo” se di mezzo c’è la mafia. E se fossero le istituzioni a venire meno a quei “meccanismi di difesa e protezione” sarebbe, forse, meno grave?
Cinquant’anni dopo, un altro Caravaggio in terra di Sicilia è vittima di una ingiustificabile distrazione. Mentre tutti gli occhi a Siracusa sono puntati sul “giallo”, tra assessori che si contraddicono, locandine doppione con variante ad hoc, articoli giornalistici aggiustati in corsa sul web, che accompagna l’inaugurazione della mostra (il 13 aprile) dedicata proprio a un altro dipinto del Maestro, la Crocefissione di Sant’Andrea, della collezione Spier di Londra, ci si prende il lusso di perdere di vista il capolavoro del Caravaggio che Siracusa possiede stabilmente: il Seppellimento di santa Lucia. Opera dell’ultimo periodo, “di una novità pari solo alla semplicità con cui è concepito”, disse Cesare Brandi, in cui il Merisi inventa il peso emotivo del vuoto, un nuovo modo, cioè, di concepire vaste spazialità in cui l’assenza di materia, per contrasto, grava enormemente sulla sfera sensoriale del riguardante, da otto anni è consegnata a un’inaccettabile condizione sia conservativa che espositiva. Era il 2011 quando fu, infatti, trasferito, allora si disse provvisoriamente, nella chiesa di Santa Lucia alla Badia dove oggi si trova, in piazza Duomo, dalla chiesa di Santa Lucia extra moenia, nel quartiere della Borgata, che non offriva adeguati parametri termoigrometrici. Qui, sull’altare maggiore per il quale fu realizzato nel 1608 dal pittore in fuga da Malta, era stato riportato cinque anni prima, cogliendo l’occasione del riallestimento della Galleria regionale di Palazzo Bellomo, che custodiva il dipinto, in comodato d’uso, dal 1983. Solo a distanza di qualche anno si sarebbe appreso, però, che anche la chiesa in cui era stato trasferito, in piazza Duomo, presenta valori di temperatura e umidità relativa che superano il limite ottimale, con percentuali anche del 100%, secondo i dati allarmanti rilevati dal monitoraggio microclimatico effettuato, nell’arco di un anno solare (2014-2015), dal Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro (CRPR) di Palermo, in entrambe le chiese. E se è da allora che questi dati sono in possesso degli organi preposta alla tutela, è ormai già da due anni che sono stati resi anche pubblici in occasione della conferenza tenutasi il 18 maggio 2017 presso lo stesso Bellomo, proprio in risposta agli interrogativi che chi scrive poneva allora sullo stato conservativo del dipinto, come pure sulla sua discutibile scelta espositiva [...]

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