"Dalla Tomba di Pietro a Caravaggio in S. Luigi dei Francesi", con Antonio Paolucci dal 26 marzo su Rai5


Un percorso attraverso i luoghi simbolo del Giubileo e i capolavori artistici che a Roma, nella capitale del Cattolicesimo, hanno dato immagine alle forme della spiritualità e della religione. Un viaggio nella storia della Chiesa, nelle profondità e nelle mutazioni della storia e soprattutto un viaggio nello splendore della bellezza italiana. E’ la nuova serie “I Luoghi del Giubileo”, che Rai Cultura propone sabato 26 marzo alle 21:15 su Rai5.
A fare da guida in questo itinerario artistico e spirituale, il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci. Dalle grandi Basiliche come San Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura ai luoghi celebri della devozione popolare, come il santuario della Scala Santa e i siti monumentali legati al culto dei martiri: il Colosseo, San Pietro in carcere nel Foro romano, San Pietro in Vincoli, il Pantheon. I capolavori artistici, immagine della spiritualità e religione, come le tele del Caravaggio che rappresentano il martirio di San Pietro e di San Paolo, nella Cappella Cerasi a Santa Maria del Popolo; o le forme pittoriche del naturalismo che si piegano ai valori evangelici della Misericordia e della Conversione, sempre in confronto con il Caravaggio, simboleggiate dai dipinti “Chiamata di Matteo” e “Madonna di Loreto, nella chiesa di San Luigi dei Francesi e Sant’Agostino che ospita la Madonna di Loreto.
Nella prima puntata, Antonio Paolucci, spiega come dal martirio di un uomo, di un ebreo itinerante giustiziato per croce al tempo dell’imperatore Nerone, è nata la straordinaria concentrazione artistica e monumentale di S. Pietro in Vaticano, il cuore della Cristianità, che da secoli accoglie con l’abbraccio in pietra del suo colonnato, i pellegrini da tutto il mondo.

[NEW: la puntata dedicata ai dipinti di Caravaggio andrà in onda mercoledì 27 aprile, alle 21:15 su Rai5]

(comunicato stampa, foto di repertorio)

Caravaggio Experience, esperienza multisensoriale al Palazzo delle Esposizioni


Caravaggio Experience è l’imponente video installazione ospitata dal Palazzo delle Esposizioni, dal 24 marzo al 3 luglio 2016.
Allontanandosi volutamente da qualsiasi intento di revisione scientifica, l’iniziativa nasce con l’obiettivo di dare la possibilità di osservare e conoscere in modo nuovo ed emozionale l’opera di Caravaggio, attraverso proiezioni e ingrandimenti di altissima qualità. Cinquantasette capolavori dell’artista, incluso il dibattuto Narciso su cui è posto un particolare accento, scorrono nell'arco di quarantotto minuti, scanditi da otto sezioni tematiche e accompagnati da musiche originali e fragranze selezionate appositamente. Per un'anteprima clicca QUI, per i crediti e altre informazioni visita il sito del Palaexpo

Affidiamo infine l'illustrazione del progetto alle parole di Claudio Strinati che ne ha curato in parte i contenuti:
«Qui vediamo una sorta di spettacolare messa in scena della pittura caravaggesca realizzata in modo tale da suggerire allo spettatore un modo nuovo di guardare quelle opere celeberrime e venerate. Questo modo nuovo è una vera e propria immersione dentro immagini gigantesche che incombono sull’osservatore e esaltano la sua stessa capacità di accostarsi ai dipinti e quindi di pensare e di emozionarsi. 
Così davanti ai nostri occhi appaiono, con una evidenza ancor più forte rispetto alla normale conoscenza, i grandi argomenti trattati dal Caravaggio, senza bisogno di particolari spiegazioni critiche dato che l’atto stesso del vedere viene avvertito come un atto critico. 
Le immagini dilatate e focalizzate costringono in qualche maniera a soffermarsi su aspetti che non necessariamente vengono normalmente notati ma sono proprio la quintessenza dell’arte caravaggesca: la luce, il naturalismo, la teatralità, la violenza. 
Specifico ancora meglio il senso del mito che circonda effettivamente la figura di quel sommo pittore, attraverso la sosta in una serie di stanze ciascuna delle quali è dedicata a mettere in risalto un argomento specifico.
Il fascino emanato dalla figura del Caravaggio è nello stesso tempo chiaramente spiegabile e quasi impenetrabile nella sua sostanza più profonda.
E questo spettacolo è basato proprio su questa strana dialettica tra ciò che è evidente e ciò che, malgrado tutto, resta al limite dell’incomprensibile ma non per questo è meno avvincente e coinvolgente. Anzi emana una forza di attrazione che non ha eguali nell’arte occidentale.
Così nello spettacolo compare anche il più grande enigma della storia critica inerente a Michelangelo Merisi: il fenomenale dipinto del Narciso ritenuto da alcuni grandi esperti del Caravaggio, suo capolavoro giovanile, e da altri altrettanto esperti, non suo ma di altro pittore, certamente a lui connesso ma diverso. Sembra incredibile che questa disputa, che ha visto e vede i maggiori studiosi dibattere con argomentazioni spesso di notevole interesse, non sia mai stata risolta ma l’occasione del nostro spettacolo potrà forse arrecare nuovi contributi, mettendo tutti, dai più sapienti ai più ignari, nella possibilità di svolgere le proprie riflessioni. 
E proprio la riflessione è l’argomento del Narciso, simbolo supremo dell’Artista, che guardando se stesso in uno specchio d’ acqua si innamora della propria immagine. 
Fu Roberto Longhi, il più grande studioso del Caravaggio del secolo ventesimo, a scoprire e attribuire al Merisi il quadro del Narciso e così, nel nostro spettacolo, gli si è voluto rendere un particolare omaggio inserendo tra le opere la versione del Ragazzo morso dal ramarro che il Longhi stesso acquistò per la propria collezione e che oggi appartiene alla Fondazione intitolata al suo nome nella villa di Firenze dove visse. 
La versione principale di tale soggetto è conservata alla National Gallery di Londra ma questa appartenente alla Fondazione Longhi, giudicata autografa da molti insigni esperti, è stata qui scelta proprio per dare il giusto riconoscimento all'impegno di uno storico dell’arte che ha riportato la figura del Caravaggio all'attenzione del mondo intero consacrandone l’ immensa fama da cui questo stesso spettacolo nasce».

Il prossimo autunno Caravaggio Experience sarà a Napoli dove rimarrà fino ai primi mesi del 2017 mentre sono in corso di definizione altre sedi espositive in Italia e all'estero. 

A Catania esposta l'unica copia antica della Natività di Caravaggio, 18-19 marzo



Venerdì 18 dalle 10:30 alle 19:00, e sabato 19 marzo dalle 10:30 alle 15:00 e dalle 20:00 alle 22:00, nel foyeur del Teatro Massimo Bellini di Catania eccezionalmente sarà possibile ammirare l'unica copia antica della perduta Natività di Caravaggio, che Paolo Geraci eseguì tra novembre 1627 e giugno 1628 a meno di trent'anni dalla realizzazione dell'originale.
La copia fa parte attualmente della collezione del Museo civico del Castello Ursino di Catania ed è stata recentemente restaurata da Giovanna Comes
L'occasione espositiva avviene in concomitanza con uno spettacolo teatrale liberamente ispirato alla storia del quadro rubato, ma il cui vero protagonista è la città di Palermo. Curiosamente, il musicista Giovanni Sollima che vi partecipa, palermitano, ha dichiarato di aver conosciuto per la prima volta il quadro originale vedendone una foto soltanto sei mesi fa.

Francesco rivestito di Misericordia: a Cremona presentazione del restauro e visite guidate

Domenica 3 aprile alle 21, presentazione presso la cattedrale di Cremona del restauro del San Francesco.

























Il restauro, recentemente condotto da Mariarita Signorini, ha svelato particolari importanti e inediti che danno nuova luce sul dipinto, e che saranno presentati in Cattedrale il 3 aprile. Uno di questi dettagli è stato segnalato da poco e si tratta dei chiodi del Crocifisso.

Prima che parta per due mostre importanti a Novara e a Madrid, per ritornare in città a settembre, nelle giornate di lunedì 4, martedì 5 e mercoledì 6 aprile sono previste visite guidate al dipinto, da prenotare presso gli uffici dell’Assessorato Cultura, Musei e City Branding ai numeri 0372 407784 o 0372 407770 oppure alla mail eventi@comune.cremona.it

Leggi il comunicato sul sito del Comune di Cremona

Le mostre del 2016 su e con Caravaggio


Sono lontani gli anni a ridosso del triennio 2010-2012 quando, in occasione del IV Centenario della morte di Michelangelo Merisi, Roma in particolare è stata centro di numerose mostre caravaggesche. Eppure il 2016 vede una notevole movimentazione di capolavori del maestro milanese in occasioni espositive nazionali (ma stavolta nessuna capitolina) e internazionali.

Prosegue intanto, per concludersi il 10 aprile, "Caravaggio e il suo tempo" presso il Castello di Miradolo a San Secondo di Pinerolo, aperta il 21 novembre 2015. Presenti nel percorso espositivo la Maddalena penitente della Galleria Doria Pamphilj, e due copie: il San Francesco in meditazione da collezione privata maltese e il San Francesco in estasi di Udine (fonte/riferimento principale: Fondazione Cosso).

Si è aperta l'1 marzo la grande mostra "Caravaggio and his time. Friends, rivals and enemies", a Tokyo fino al 12 giugno. È la prima assoluta mondiale della recente Maddalena in estasi di collezione privata olandese scoperta da Mina Gregori e resa nota nell'ottobre 2014, che nelle intenzioni della curatrice Rossella Vodret sarà al centro di una giornata di studi romana in corso di preparazione. Tra i quadri di Merisi o a lui attribuiti in esposizione a Tokyo, anche la Testa di Medusa versione Murtola, il Ritratto di Maffeo Barberini della collezione Corsini di Firenze, il San Giovanni Battista che nutre l'agnello di collezione privata affiancato al San Giovanni Battista della Corsini, il Ragazzo morso da un ramarro della Fondazione Longhi, I bari dei Musei Capitolini, il Ragazzo con canestro di frutta della Galleria Borghese, il Bacco degli Uffizi, il Narciso Barberini, l'Ecce Homo di Genova, la Cena in Emmaus di Brera (fonte/riferimento principale: Il Sole 24 Ore).

Il 12 marzo sarà la volta di "Francesco nell’arte. Da Cimabue a Caravaggio", che resterà aperta fino al 30 giugno ad Ascoli Piceno presso la Pinacoteca Civica, dove si potrà ammirare il San Francesco in meditazione di Palazzo Barberini. Dal 10 aprile, proveniente dalla mostra al castello di Miradolo, l'esposizione si arricchirà della versione dello stesso quadro in collezione privata maltese, recentemente studiata e portata al Castello di Miradolo (fonte/riferimento principale: blog Musei di Ascoli).

Terminerà a fine marzo il restauro in corso del Francesco in orazione di Cremona, dopo di che sarà esposto a Novara e a Madrid (fonte/riferimento principale: TG2).
La mostra di Novara, "Da Lorenzo Lotto a Caravaggio. La collezione e le ricerche di Roberto Longhi", si terrà presso il Complesso monumentale del Broletto dal 9 aprile al 24 luglio. Un'altra opera caravaggesca andrà a sostituire il San Fancesco quando questa partirà a giugno per Madrid (fonte/riferimento principale: La Stampa).

Madrid"Caravaggio and the Northern Painters" si svolgerà presso il Museo Thyssen-Bornemisza dal 21 giugno al 18 settembre e sarà occasione per vedere anche il San Giovanni Battista di Kansas City, I musici del Metropolitan, naturalmente la Santa Caterina dello stesso museo madrileno e, verosimilmente, altre opere caravaggesche conservate in altre sedi della capitale spagnola, tra Prado e Palacio Real (fonte/riferimento principale: Museo Thyssen).

Il Ritratto di cavaliere di Malta sarà esposto, fresco di restauro, nell'ambito della mostra "La Bellezza Ritrovata. Caravaggio, Rubens, Perugino, Lotto", dall'1 aprile al 17 luglio presso Gallerie d’Italia – Piazza Scala, sede museale e culturale di Intesa Sanpaolo a Milano. L'iniziativa espositiva rappresenta la XVII edizione di Restituzioni, programma di restauri di opere appartenenti al patrimonio artistico pubblico curato e promosso dallo stesso istituto di credito (fonte/riferimento principale: Estetika).

Da ridefinire il progetto di mostra "Caravaggio Profano" inizialmente prevista a Palazzo Te a Mantova per la primavera di quest'anno, che vedrà la partecipazione di Milo Manara con alcune sue tavole (fonte/riferimento principale: Artemagazine).

Cancellato invece il progetto di mostra delle Sette opere di misericordia, inizialmente prevista a giugno a Roma presso il Quirinale. Se né il pur lodevole progetto filantropico associato né il pretesto del Giubileo giustificavano di per sé la movimentazione di tale pala, esposta in più occasioni anche intercontinentali tra il 1938 e il 2004 come questo blog ha ricordato per primo, dispiacerebbe se si perdesse anche l'occasione di indagare il dipinto con le più innovative tecniche e mezzi offerti dalla diagnostica per immagini. Forse si potrebbe meglio verificare se, come è stato avanzato, le tracce sottostanti alla redazione finale appartengono al dipinto richiesto dal mercante Niccolò Radolovich nel 1606 (fonte/riferimento principale: Corriere del Mezzogiorno).

Infine il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, inaugurando recentemente una mostra dedicata al berniniano Salvator Mundi, ha dichiarato di voler portare "il Caravaggio" ad Agrigento. Non è dato sapere di quale opera (o, meno probabile, di opere) si tratti: diverse sono quelle di Merisi o a lui attribuite di proprietà del Fondo Edifici di Culto (FEC), la cui titolarità spetta appunto al Ministero degli Interni che, singolarmente, tra le sue prerogative si ritrova così anche a gestire un vasto patrimonio artistico. Potrebbe trattarsi del San Francesco in meditazione di Palazzo Barberini pluriconcesso dal FEC, che comunque più volentieri rende disponibili le sue opere anche in occasioni espositive minori povere di contenuto scientifico (fonte/riferimento principale: Repubblica).

Godart: «Caravaggio ci è stato offerto. Al Pio Monte i fondi degli sponsor»

Il consulente del Quirinale: «Ci è stata formulata una proposta che abbiamo accolto»


«L’opera di Caravaggio? Ci è stata proposta. E così abbiamo deciso di accogliere questa ipotesi per più di un motivo». Louis Godart è consigliere per la Conservazione del Patrimonio Artistico del Presidente della Repubblica Italiana, oltre che titolare della cattedra di Filologia Micenea alla Federico II di Napoli. E getta un fascio di luce sulla vicenda del capolavoro del Pio Monte della Misericordia, che dovrebbe essere temporaneamente trasferito a Roma e diventare elemento centrale di una mostra al Palazzo del Quirinale, organizzata in occasione del Giubileo che ha come tema la Misericordia.

Professore dunque la richiesta delle Sette opere di misericordia non è partita dal Quirinale? 
«No, non è partita da noi. Ci è stata formulata una proposta, che abbiamo deciso di accogliere per molti buoni motivi. Il primo è legato al tema dell’opera che si intreccia con quello del Giubileo della Misericordia e, dunque, della mostra».

E quali sono gli altri motivi che vi hanno spinto ad accettare? 
«Grazie ad una serie di fondi che saranno disponibili per la mostra, sarà possibile fare indagini diagnostiche sull’opera, analisi che permetteranno di scoprire pagine inedite della storia del dipinto. Le sponsorizzazioni consentiranno inoltre, al Pio Monte di aprire, nel rione Sanità una casa per ospitare le profughe con bambini che approdano in Italia provenienti da Paesi dilaniati dalla guerra».

Chi è stato a proporre l’opera di Caravaggio al Quirinale? 
«L’associazione Verderame, insieme con il soprintendente di Napoli e, ovviamente, con il Pio Monte della Misericordia».

Quando sarà inaugurata la mostra? 
«I primi di giugno e resterà aperta per quaranta giorni».

Le è arrivata l’eco delle critiche che si sono levate intorno al prestito del capolavoro
«Si tratta di punti di vista e di considerazioni di cui è arrivata notizia. Ma non si può prescindere dalle cose importanti che sono legate a questo progetto, non si può non considerare quanto sia significativo il coinvolgimento degli esperti dell’università di Anversa per studiare con strumenti all’avanguardia questa opera. Ma non si può neanche ignorare l’importanza di questo rifugio dedicato ai profughi e ai loro bambini piccolissimi. Sono queste le due condizioni in base alle quali il Quirinale ha deciso di dare l’approvazione a questa operazione. Decidendo di accettare la proposta che ci è stata fatta».

Leggi sul Corriere del Mezzogiorno


Tutto esaurito per il “CARAVAGGIO” di e con Vittorio Sgarbi




Grande successo di pubblico ieri a Roma per il “CARAVAGGIO” di e con Vittorio Sgarbi, prima di tre date al Teatro Vittoria (15-17 febbraio) che hanno registrato il tutto esaurito.

In oltre due ore e mezzo di spettacolo in perfetto stile Sgarbi, dal cordoglio di Moravia per la morte di Pasolini fino all’autoritratto di Merisi nel Davide e Golia della Galleria Borghese, il noto critico d’arte ha ripercorso, attualizzandola ai nostri tempi con rimandi di vario genere (simbolici, visivi, storici), la vita e l’opera del genio milanese; che è l’inventore del concetto di fotografia e «ci pone davanti alla realtà com’è, non come deve essere. Questo è l’inizio della sua grande rivoluzione», racconta Sgarbi commentando il Ragazzo morso da un ramarro.

Caravaggio contemporaneo, dunque. Interpretazioni e accostamenti spesso volutamente provocatori o fortemente soggettivi comunque stimolano la percezione personale delle opere, invitando ad andare oltre iconografie divenute patrimonio figurativo universale e letture consolidate ma talvolta sospettosamente convenzionali.

Non meno interessante notare che sul piano dei contenuti storico-scientifici Sgarbi accoglie recenti novità degli studi caravaggeschi, dall’arrivo posticipato a Roma («credo oggi si possa dire con certezza non nel ’92, ma nel 1596»), alla datazione romana della Natività di Palermo («Caravaggio a Roma che manda il quadro [a Palermo]»).

Da segnalare la sapiente regia e luci di Angelo Generali, le immagini elaborate, ‘scomposte’ e proiettate su tele da Tommaso Arosio e le musiche appositamente scritte e suonate dal vivo da Valentino Corvino (violino, liuto, elettronica).

Lo spettacolo teatrale itinerante “CARAVAGGIO”, partito il 18 maggio 2015, toccherà a breve altre città. Queste le prossime date:

Avellino - Teatro Gesualdo 18-19 febbraio
Foggia - Teatro Umberto Giordano 26-27 febbraio
Firenze - Obi Hall 23 marzo
Gorizia - Teatro Giuseppe Verdi 16 aprile

Mostra nella Capitale, il Quirinale chiede il quadro di Caravaggio

La Presidenza della Repubblica vuole per una mostra le "Sette Opere di Misericordia", già richieste nel settembre scorso da parte degli organizzatori dell’Expo. 
Di seguito un commento di parte napoletana. Facciamo notare che la tela è stata comunque esposta in mostre nazionali e internazionali in passato (Milano 1951; Parigi 1965; Londra 1982; Washington, di nuovo Parigi e Torino 1983 etc)


E’ stata una delle battaglie “militanti” di questo giornale [Identità Sorgenti, ndr].
Stiamo parlando della meravigliosa tela del Caravaggio, avente come soggetto le “sette opere di Misericordia” e realizzata a Napoli tra il 1606 ed il 1607, dov’è tuttora conservata presso il Pio Monte della Misericordia.
E, purtroppo, torniamo a parlarne per la stessa ragione che ci spinse ad interessarcene nell’estate del 2014: l’intenzione di spostarla, seppur temporaneamente, dalla sua sede naturale.
Nel settembre del 2014, infatti, associazioni, cittadini ed esponenti politici scesero in strada, presidiando il Pio Monte, per cercare di evitare che l’opera prendesse la via dell’Expo di Milano.
Oggi, leggiamo che sarebbe il Presidente della Repubblica in persona, Sergio Mattarella, a chiedere l’opera in prestito per una mostra al Quirinale.
Oggi come un anno fa, i motivi dell’ opposizione- da parte della cittadinanza ma anche dei maggiori critici e storici italiani- sono forti e decisi e trovano ragione nel fatto che l’opera è vincolata alla sua sede originaria da fattori di carattere giuridico, architettonico e, perché no, economico.
La tela, infatti, fu acquistata dal Pio Monte alla somma di 470 ducati, che ne conserva ancora il contratto originale, con tanto di firma dell’autore, in cui si farebbe esplicito riferimento alla sua inamovibilità. 
Così intimamente legata al suo “luogo di nascita” che la ricostruzione della Cappella, avvenuta nel 1670, fu concepita proprio in virtù dell’opera che non ha mai “alloggiato” in altri luoghi.
Insomma, Cappella e tela sono un unico corpus da circa quattro secoli. 
E per le casse del Monte e dell’intera città di Napoli che, da qualche anno, sta rivivendo la “primavera” turistica che tutti aspettavamo, sarebbe un danno considerevole, anche se solo temporaneamente, lo spostamento di un’opera di tale importanza, attrattiva di migliaia di turisti da tutto il mondo.
L’opera, infatti, è considerata cruciale nell’evoluzione artistica del grande pittore. Un pilastro per la sua pittura. E per la nostra città [...]


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