16 feb 2016

Mostra nella Capitale, il Quirinale chiede il quadro di Caravaggio

La Presidenza della Repubblica vuole per una mostra le "Sette Opere di Misericordia", già richieste nel settembre scorso da parte degli organizzatori dell’Expo. 
Di seguito un commento di parte napoletana. Facciamo notare che la tela è stata comunque esposta in mostre nazionali e internazionali in passato (Milano 1951; Parigi 1965; Londra 1982; Washington, di nuovo Parigi e Torino 1983 etc)


E’ stata una delle battaglie “militanti” di questo giornale [Identità Sorgenti, ndr].
Stiamo parlando della meravigliosa tela del Caravaggio, avente come soggetto le “sette opere di Misericordia” e realizzata a Napoli tra il 1606 ed il 1607, dov’è tuttora conservata presso il Pio Monte della Misericordia.
E, purtroppo, torniamo a parlarne per la stessa ragione che ci spinse ad interessarcene nell’estate del 2014: l’intenzione di spostarla, seppur temporaneamente, dalla sua sede naturale.
Nel settembre del 2014, infatti, associazioni, cittadini ed esponenti politici scesero in strada, presidiando il Pio Monte, per cercare di evitare che l’opera prendesse la via dell’Expo di Milano.
Oggi, leggiamo che sarebbe il Presidente della Repubblica in persona, Sergio Mattarella, a chiedere l’opera in prestito per una mostra al Quirinale.
Oggi come un anno fa, i motivi dell’ opposizione- da parte della cittadinanza ma anche dei maggiori critici e storici italiani- sono forti e decisi e trovano ragione nel fatto che l’opera è vincolata alla sua sede originaria da fattori di carattere giuridico, architettonico e, perché no, economico.
La tela, infatti, fu acquistata dal Pio Monte alla somma di 470 ducati, che ne conserva ancora il contratto originale, con tanto di firma dell’autore, in cui si farebbe esplicito riferimento alla sua inamovibilità. 
Così intimamente legata al suo “luogo di nascita” che la ricostruzione della Cappella, avvenuta nel 1670, fu concepita proprio in virtù dell’opera che non ha mai “alloggiato” in altri luoghi.
Insomma, Cappella e tela sono un unico corpus da circa quattro secoli. 
E per le casse del Monte e dell’intera città di Napoli che, da qualche anno, sta rivivendo la “primavera” turistica che tutti aspettavamo, sarebbe un danno considerevole, anche se solo temporaneamente, lo spostamento di un’opera di tale importanza, attrattiva di migliaia di turisti da tutto il mondo.
L’opera, infatti, è considerata cruciale nell’evoluzione artistica del grande pittore. Un pilastro per la sua pittura. E per la nostra città [...]


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