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Caravaggio 1951, si scontrano i giganti della storia dell’arte. Luigi Ficacci e un libro che è anche una lezione di metodo

Luigi Ficacci è intervistato da About Art online intorno alla grande mostra caravaggesca di Palazzo Reale del 1951. L'intervento si aggiunge al precedente a firma di Michele Cuppone che, sulla stessa rivista e intorno allo stesso tema, pubblicava inedite fonti iconografiche e informazioni più in generale


-Pochi giorni fa hai presentato alla Galleria Borghese insieme a Francesca Cappelletti un volume di Patrizio Aiello intitolato Caravaggio 1951 sulla famosa mostra curata da Roberto Longhi che costituì un vero discrimine riguardo alla ripresa degli studi sulla figura e l’opera del genio lombardo. Cosa hai trovato di nuovo e di interessante nel libro?
R: In primo luogo l’anomalia dell’argomento: non direttamente Caravaggio, nello sviluppo biografico del suo stile, ma la ricostruzione di un evento temporaneo come una mostra; ossia del fatto espositivo in quanto tale. Questo comporta il riconoscimento della pienezza di significato e del potenziale cognitivo che possiede il momento spettacolare della mostra. Dare voce critica a questo aspetto, estraendolo dall’implicito del retroscena è un approccio molto originale, di cui Giovanni Agosti è maestro. D’altronde è suo merito avere tracciato questa linea di metodo per le ricerche della sua Scuola, cui Aiello appartiene. Di solito una mostra è considerata, a distanza storica, una semplice voce della filologia dovuta, senza che se ne  traggano delle vere conseguenze storiografiche. D’altronde senza uno studio approfondito e minuto di ricostruzione, da una mostra, dopo la sua chiusura, non riesci a derivare conseguenze che non siano quelle rese esplicite nei saggi critici. E queste non sono mai il cuore spettacolare della mostra e non contengono nulla della concreta esperienza espositiva. Al contrario credo che raccogliere le informazioni più minute, in ogni dettaglio, dei più vari, soprattutto tra quelli organizzativo pratici, quali sono emersi nella ricostruzione di Aiello, sia fondamentale tanto per lo storico dell’arte puro, che per colui che applichi la propria professionalità alla direzione di un museo. Nel nostro caso si tratta di Brera dove avvenne l’esposizione Caravaggio e i Caravaggeschi, appunto da aprile a luglio del 1951.

-Si è trattato di un determinante lavoro d’archivio svolto dall’autore.
R: Certamente, un lavoro che resta determinante e, come dicevo, prezioso per sogni studioso successivo e per ogni direttore del museo [...]

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La "Canestra di frutta" va a Palazzo Reale per la mostra “Il meraviglioso mondo della natura. Una favola tra arte, mito e scienza”

Dal 13 marzo al 14 luglio 2019, una singolare esposizione celebra la bellezza della natura in tutta la sua complessa varietà lungo un arco cronologico che va dal Quattrocento al Seicento

MILANO - Sarà una “foresta” di lettere illuminate, dove si potranno ascoltare suoni ed echi della natura, a introdurre il pubblico alla mostra “Il meraviglioso mondo della natura. Una favola tra arte, mito e scienza”. 
Si tratta di una esperienza a 360 gradi, immersiva e coinvolgente, grazie ai contenuti multimediali e alle suggestive videoproiezioni, il cui fulcro è però la ricostruzione del Ciclo di Orfeo, uno dei più singolari complessi figurativi del Seicento in Italia, allestito nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale. Il ciclo, con le sue 23 tele, alcune di notevoli dimensioni, rivive grazie a uno speciale allestimento, frutto di studi recenti e del recupero di antiche testimonianze visive e documentarie. Commissionato da Alessandro Visconti intorno al 1670 e ospitato in Palazzo Sormani dal 1877, era qui giunto fortemente manomesso, dopo essere stato smontato da Palazzo Visconti (poi diventato Lunati, e infine Verri) per il quale era stato realizzato. Nella Sala delle Cariatidi lo si potrà ammirare secondo l’antico assetto e la verosimile sequenza originaria. 
L’appuntamento di Palazzo Reale, a cura degli storici dell’arte Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, con le scenografie di Margherita Palli, ricade nelle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. La natura si farà spazio in mostra anche attraverso l’osservazione diretta di oltre 160 esemplari di mammiferi, rettili, uccelli, pesci e invertebrati in arrivo dal Museo di Storia Naturale, dall’Acquario di Milano e dal MUSE di Trento. 
Il percorso verrà introdotto da un prologo che presenterà agli ospiti un famoso codice tardogotico lombardo, l’Historia plantarum della Biblioteca Casanatense di Roma, con centinaia di illustrazioni dal mondo delle piante e degli animali. Una pagina del codice, con l’immagine di un gatto, dialogherà con un disegno di Leonardo da Vinci della Biblioteca Ambrosiana. 
Un'altra sala ospiterà invece la Canestra di frutta del Caravaggio e il Piatto metallico con pesche di Giovanni Ambrogio Figino - che si mostreranno al visitatore in tutta la loro distanza espressiva. 
Il progetto espositivo è stato realizzato dalle diverse istituzioni culturali della città, dalla Biblioteca Sormani a Palazzo Reale, dal Museo di Storia Naturale alla Galleria d’Arte Moderna, al Castello Sforzesco, alle cui raccolte appartengono le tele del Ciclo di Orfeo. 
Vademecum 
Dal 13 Marzo 2019 al 14 Luglio 2019
Milano Palazzo Reale 
piazza Duomo 12 
ORARI: 9.30-19.30; lunedì 14.30-19.30; giovedì e sabato 9.30-22.30. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura Biglietto: intero € 14, ridotto € 12, speciale € 6, Abbonamento Musei Lombardia € 10. Gratuito minori di 6 anni, guide turistiche abilitate con tesserino di riconoscimento, un accompagnatore per ogni gruppo, due accompagnatori per ogni gruppo scolastico, un accompagnatore di un disabile che presenti necessità, giornalisti accreditati dall'Ufficio Stampa del Comune o dall'ufficio stampa della mostra, dipendenti della Soprintendenza ai Beni Paesaggistici e Architettonici di Milano, tesserati ICOM 
Prevendite: +39 02 54912 
Info: +39 02 88445181 
(fonte: comunicato)

"Brera tra Arte e Cinema. Caravaggio", con Nicola Spinosa e Pierluigi Panza, il 20 aprile a Milano

Un viaggio attraverso i film che hanno saputo raccontare il mondo dell’arte e dei musei. In questo incontro, Nicola Spinosa e Pierluigi Panza presentano Caravaggio di Mario Martone.


Orario: 17.30 
Dove: Pinacoteca di Brera, Sala della Passione 
Ingresso: ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti. 

Aldo Bassetti e James Bradburne sono lieti di invitarla al ciclo di incontri in occasione dell’apertura serale della Pinacoteca di Brera. 

In Caravaggio (2004) di Mario Martone il regista napoletano, in occasione della mostra omonima allestita al Museo di Capodimonte nella città partenopea, gira un film breve, originale, di grande suggestione. Non è una biografia nel senso consueto, piuttosto una rivisitazione dell’anima del pittore nell’ultimo anno di vita, tramite la sua opera, facendo incontrare la Napoli di ieri con quella di oggi. 
Mario Dal Bello, [Caravaggio. Percorsi di arte & cinema, Effatà Editore]


"Attorno a un Caravaggio? Una questione spinosa, ma ‘finalmente’ in mostra la nuova Giuditta e Oloferne", su News-Art



È in mostra a Brera fino al 5 febbraio 2017 il Caravaggio della discordia, così come è stata ribattezzata la Giuditta attribuitagli rinvenuta a Tolosa, nientemeno che in un controsoffitto – un ambiente che curiosamente torna nella vicenda del pittore (fu probabilmente per lavorare su tele di grande formato, che smontò in parte quello di una casa presa in affitto). Il motivo di tanto clamore? L’opera viene esposta in una prestigiosa istituzione museale pubblica quando ancora sotto osservazione per accertarne l’autografia e, soprattutto, in vendita sul mercato. 
Eppure non sarebbe proprio così, secondo quanto afferma il curatore Nicola Spinosa: il quadro non sarebbe in commercio, vincolato com’è per trenta mesi dallo Stato francese, suo unico possibile acquirente per un valore stimato in 120 milioni di euro. E se la ‘patente’ braidense che la discussa tela si è conquistata – ma senza prese di posizione ufficiali da parte del museo in merito all’autografia – favorisce a detta di molti tale operazione, vanno in un senso opposto e possono rivelarsi un boomerang per i proprietari il fatto stesso di esporre in contesto così ostile e le tante voci che, scatenatesi di riflesso, rigettano l’ipotesi di attribuzione a Caravaggio – potrebbe rivelarsi illuminante a questo punto la prevista giornata di studi a porte chiuse di gennaio; per ora la proposta attributiva, partita da Spinosa, è stata accolta piuttosto tiepidamente: sin dal suo ‘lancio’ di aprile scorso vi hanno aderito più o meno convintamente Keith Christiansen, Antonio Pinelli e Bruno Arciprete; quanto meno possibilisti Sergio Benedetti, Vittorio Sgarbi, John Gash e, se bisogna dare credito a dichiarazioni indirette, Jean-Pierre Cuzin; giudizio sospeso per Claudio Strinati; sostanzialmente scettici Francesca Cappelletti e in tempi non sospetti Philippe Daverio, ora tra i promotori dell’esposizione; nettamente contrari Mina Gregori, Richard Spear, Alessandro Zuccari, Tomaso Montanari, Gianni Papi, che attribuisce il quadro a Louis Finson, e Giovanna Sapori, che in alternativa giunge a suggerire il nome di Giovanni Francesco Guerrieri; comunque perplessi sulle circostanze del ritrovamento gli stessi Sgarbi e Daverio nelle sue prime dichiarazioni, e sull’operazione della rassegna Giovanni Agosti, dimessosi per questo dal comitato scientifico di Brera [...]

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Dal 7 novembre il Caravaggio «contestato» alla Pinacoteca

Esperti divisi sull’attribuzione dell’opera che arriva a Milano: sarà esposta, in una mostra curata da Spinosa a fianco alla Cena in Emmaus e della Giuditta e Oloferne


Il 12 aprile fu presentata in Francia una tela ritrovata in una soffitta di Tolosa di proprietà dell’antiquario Eric Turquin. Si tratta di una Giuditta e Oloferne attribuita a Caravaggio (1571-1610, nella foto) e valutata oltre 120 milioni. Di fronte all’attribuzione proposta, gli storici dell’arte si sono subito divisi. Per citare solo due nomi, Nicola Spinosa si è detto favorevole e Mina Gregori scettica. In quella occasione la Francia ha decretato il divieto di uscita della tela dal Paese, affidandola al Louvre «per uno studio approfondito che potrebbe durare anche 30 mesi». E invece, sorpresa, la tela uscirà dalla Francia per venire proprio a Milano, alla Pinacoteca di Brera il prossimo 7 novembre. Sarà esposta, in una mostra curata da Spinosa (ex direttore del Museo di Capodimonte) a fianco alla Cena in Emmaus e della Giuditta e Oloferne proveniente da Palazzo Zevallos di Banca Intesa (Napoli), opera assolutamente identica ma attribuita al fiammingo Finson come copia di quella «perduta» di Caravaggio.

Fonte: Il Corriere della Sera


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Corso di storia dell’arte 2016/2017 "Il vero Caravaggio" a Milano


Il FAI – Fondo Ambiente Italiano presenta per l’anno 2016/2017 un corso di storia dell’arte dedicato a Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, a cura di Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa. La documentazione esistente su questo pittore è cresciuta enormemente negli ultimi decenni, anche se le zone d’ombra - se non addirittura i misteri - non mancano. Parecchi dettagli, pure infinitesimali, della movimentata e tragica vita del Caravaggio sono riemersi: di qui la possibilità di mettere a punto una sceneggiatura che – per alcuni frangenti – segue l’esistenza dell’artista quasi giorno per giorno.

Un ricco calendario di incontri
Sono 22 le lezioni che accompagnano il pubblico lungo questo viaggio alla scoperta del 'vero Caravaggio'. A cadenza settimanale si svolgono dal 5 ottobre 2016 (eccezionalmente a ingresso libero fino a esaurimento posti) al 24 maggio 2017, dalle ore 18.00 alle 19.15, presso l'Aula Magna dell'Università degli Studi di Milano: un percorso che si può seguire con flessibilità, iscrivendosi al corso o alla singola lezione.

Un ricco calendario di incontri
La formula delle lezioni resta invariata: come per le precedenti edizioni dedicate a Michelangelo (2013 - 2014) e Leonardo (2015 - 2016), il corso si fonda, infatti, sulla ricostruzione biografica del protagonista attraverso un montaggio di testi di prima mano. A raccontare, di puntata in puntata, il percorso del Caravaggio è una compagnia di giovani e giovanissimi, costituita da studiosi di più università italiane e da attori diplomati presso la scuola del Piccolo Teatro di Milano sotto la guida di Luca Ronconi (1933-2015), che aveva collaborato con il FAI per la messa a punto di questa singolare modalità pedagogica.

Non solo lezioni in aula
Si aggiungono alle lezioni presso l’Università degli Studi di Milano delle visite guidate esclusive riservate agli iscritti al corso e condotte dagli stessi docenti: un'opportunità unica per ricostruire il museo immaginario del Caravaggio adolescente e tornare a vedere – con occhi nuovi – la Canestra di frutta della Pinacoteca Ambrosiana e la Cena in Emmaus di Brera. Insieme si potranno, quindi, visitare la Pinacoteca Ambrosiana, la Pinacoteca di Brera e altri due luoghi significativi contenenti opere di Simone Peterzano, maestro dell’artista: la Chiesa di San Paolo Converso e la Certosa di Garegnano.

"Concerti longhiani"
Parlare del Caravaggio significa inevitabilmente fare i conti con il suo maggiore interprete: Roberto Longhi (1890-1970), responsabile primo della resurrezione critica dell’artista lombardo, a cui aveva tra l’altro dedicato, a Palazzo Reale a Milano, un’insuperata mostra nel 1951. Per questo il percorso del Caravaggio – presentato alla luce delle più recenti scoperte ma libero da sensazionalismi – è arricchito da quattro "concerti longhiani" in cui Toni Servillo, Luca Zingaretti, Monica Guerritore e Lella Costa, maestri della scena teatrale italiana contemporanea, si alternano nella lettura dei brani di Longhi dedicati alla vita dell'artista: il migliore viatico per comprendere il peso e il ruolo di questo artista nel corpo della storia dell’arte europea.

Per informazioni: Ufficio Valorizzazione 02-467615.252/349 faiarte@fondoambiente.it

Leggi la news sul sito del FAI

Scarica direttamente il programma (pdf)

Milano, gli studenti del liceo clonano Caravaggio

Caravaggio quattrocento anni dopo. Gli studenti della quarta e della quinta del liceo Orsoline di via Lanzone, a Milano, hanno rivisitato in chiave fotografica una serie di quadri di Caravaggio. Alcuni ragazzi hanno perseguito la fedeltà, cercando di ricalcare con precisione le linee guida del dipinto, altri invece hanno preferito ispirarsi allo stato d'animo dei personaggi, scegliendo una via più personale. Questi lavori sono ospitati per tutto il periodo di Natale all'Ancora Store in via Pavoni. Le fotografie delle Orsoline sono affiancate dai lavori più tecnici degli allievi dell'Istituto Pavoniano Artigianelli




Federico Unia // Famelici


Federico Unia ha dedicato due opere di grandi dimensioni – 200X300 cm – al Caravaggio approfondendo in particolare la “Vocazione di San Matteo” e la “Cena in Emmaus” a cui si aggiunge e si sovrappone la presenza di “Amor sacro e amor profano” di Giovanni Baglione ...
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Conferenza di Mina Gregori - 15 maggio a Cultura Milano


Importante! L'appuntamento, inizialmente previsto giovedì 2 maggio, è stato spostato a mercoledì 15. Restano confermati luogo e orario.



La professoressa Mina Gregori sarà ospite a "Cultura Milano.it" presso la "Milano Art Gallery Spazio Culturale" in via Alessi 11, a Milano, in data Mercoledì 15 Maggio 2013, alle ore 18.00, per tenere una conferenza sul tema "Caravaggio e dintorni" ...

Sito ufficiale della rassegna

Falsi Caravaggio, la giunta di Milano ora chiede i danni


I finti Caravaggio (Omaggio)
Milano, 2 febbraio 2013 - Dall'Ebook alle carte bollate il passo non è stato breve. A quasi sette mesi dall’uscita del «Giovane Caravaggio - Le cento opere ritrovate» la giunta di Milano ha deliberato che il Comune farà causa civile per risarcimento danni «in relazione alla vicenda» deflagrata quando Maurizio Bernardelli Curuz e Adriana Conconi Fedrigolli, con quel doppio volume venduto su Amazon e poi su Lulu.com, annunciarono d’aver scoperto la mano del Merisi in quasi un centinaio dei 1.378 disegni del Fondo intitolato al suo maestro Simone Peterzano, custodito nel Gabinetto del Castello Sforzesco.

Attribuzione «proclamata e infondata», precisa in una nota Palazzo Marino, che procede per danno d’immagine. Non li porta in tribunale per aver detto che i disegni sono di Caravaggio; l’azione legale «è motivata dall’utilizzo di espressioni diffamatorie», «amplificate dal clamore mediatico delle testate giornalistiche di tutto il mondo, che hanno leso l’immagine del Comune e offeso la professionalità dei dipendenti comunali preposti alla tutela dei beni culturali della città». In quei giorni di luglio, quando la storia faceva davvero il giro del mondo, Palazzo Marino taceva e gli storici dell’arte con poche eccezioni stroncavano la loro «scoperta», Curuz e Fedrigolli la difesero come leoni. Anche dall’accusa di non aver mai visto i disegni dal vivo, ma solo le riproduzioni in bassa risoluzione.
E quando la conservatrice del Gabinetto disse che da lei quei signori non si erano mai presentati, Curuz la esortò a dimettersi («È in malafede», «Era seduta su Caravaggio e non se n’è accorta») ...
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