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Lectio magistralis su Caravaggio di Claudio Strinati, online il 9 maggio


Caravaggio, l'incipit della modernità nella Storia dell'Arte universale. Il percorso di vita e la carriera artistica del sommo e tormentato Maestro raccontati da Claudio Strinati, con il suo consueto stile ironico e irriverente.

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“Dies Natalis”: Alessandro Allori e Michelangelo da Caravaggio, Natività a confronto. A Carini l'1 febbraio




L'associazione culturale BCsicilia Carini organizza un seminario, sabato 1 febbraio 2020 alle ore 18:00, presso il Salone delle Feste del Castello “La Grua Talamanca”.
Dopo la presentazione di don Giacomo Sgroi, arciprete di Carini, del sindaco Giuseppe Monteleone e di Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale di BCsicilia, Giuseppe Randazzo, Presidente della Sezione BCsicilia di Carini, parlerà dell'Adorazione dei pastori di Alessandro Allori, posta in confronto con la Natività di Michelangelo Merisi da Caravaggio dell’oratorio di San Lorenzo a Palermo, rubata cinquant'anni fa (la notte tra il 17 e il 18 ottobre del 1969).
Interverranno e approfondiranno a seguire Maurizio Vitella, docente di Storia dell’Arte Moderna presso l'Università di Palermo, e Michele Cuppone, ricercatore e studioso di Caravaggio. Le due tele, dell'Allori e di Caravaggio, sono accomunate, oltre che dal tema iconografico, dal nefasto destino che le ha viste rubate e solo in un caso restituite al loro luogo originario.
L’evento prevede momenti di confronto e di analisi fra relatori e partecipanti, con questi ultimi invitati così a un coinvolgimento attivo.
Al seminario seguirà, alle 19:30, la visita alla Chiesa Madre, dove è conservata la tela dell’Allori, recuperata nel settembre 1977 a poco più di un mese di distanza dal furto.


“Caravaggio Napoli”, scoop rinviato, trionfa la diagnostica. Un convegno ricco di spunti e argomenti ma su molte questioni prevale la cautela


Pubblicata in un numero speciale di About Art online una serie di interventi relativi alle giornate di studio Caravaggio a Napoli. Ricerche in corso (Museo e Real Bosco di Capodimonte, 13-14 gennaio 2019). 

"Il Caravaggio ritrovato. Maddalena ultimo atto", di Dario Pappalardo

Dopo l’attribuzione del dipinto al grande artista nel 2014, ora anche i test scientifici sul documento che l’accompagnava ne svelano l’autenticità. Intanto il dipinto è in mostra a Osaka

"E' lei la vera Maddalena". Svelato il mistero di Caravaggio

Prima l'attribuzione, ma ora anche i documenti dicono che la Maddalena in estasi è di Caravaggio. Il quadro che la decana degli storici dell'arte Mina Gregori scoprì e assegnò al pittore maledetto in un'intervista uscita su Repubblica il 24 ottobre 2014 adesso ha una storia certa. Che risale fino al Seicento: il secolo di Caravaggio. E che tocca Porto Ercole, Napoli e Perugia. I proprietari dell'opera continuano a mantenere l'anonimato, ma hanno reso accessibili agli studiosi i fogli che fanno riferimento al dipinto. I risultati della ricerca, rimasti segreti finora, saranno presentati al Museo di Capodimonte di Napoli davanti ad esperti internazionali [...]

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"Caravaggio a Napoli. Ricerche in corso". Giornate di studio il 13 e 14 gennaio a Capodimonte



Lunedì 13 gennaio
Museo e Real Bosco di Capodimonte, secondo piano, sala degli Arazzi
Ore 14.30, registrazione dei partecipanti e Welcome coffee
Ore 15.00, inizio lavori
Sylvain Bellenger, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte
Saluti istituzionali
Sybille Ebert-Schifferer, Biblioteca Herztiana, Max-Planck Institut fur Kunstgeschichte
Presentazione della banca dati “Archivio diagnostico digitale” (sezione relativa a Caravaggio e Caravaggeschi)
Maria Cristina Terzaghi, Università degli Studi “Roma Tre”
Introduzione ai lavori “Caravaggio a Napoli: sentieri di ricerca”
Ore 15.50, keynote lecture
Saverio Ricci, Università della Tuscia
Caravaggio e i filosofi, nuove considerazioni

Prima sezione: Le Sette opere di Misericordia
Presiede Paola D’Alconzo, Università degli Studi di Napoli “Federico II”
Ore 16.30 Loredana Gazzarra, Pio Monte della Misericordia
L’apparato decorativo delle Sette opere di Misericordia
Ore 16.55 Gianluca Forgione, Università degli Studi di Napoli “Federico II”
Caravaggio e la tradizione: l’invenzione di Nostra Signora della Misericordia
Ore 17.20 Marco Cardinali, Emmebi diagnostica artistica, Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”
Costanti e svolte nella tecnica pittorica di Caravaggio a Napoli. Le nuove indagini all’interno delle Sette Opere
Ore 17.45 Bruno Arciprete, restauratore dei dipinti napoletani di Caravaggio
Considerazioni sul restauro delle Sette opere di Misericordia e della Flagellazione
Ore 18.10 Discussione



Martedì 14 gennaio
Museo e Real Bosco di Capodimonte, secondo piano, sala degli Arazzi
Ore 9.15 Welcome coffee

Seconda sezione: Caravaggio e Louis Finson
Presiede Francesca Cappelletti, Università degli Studi di Ferrara
Ore 9.45 Rossella Vodret, già Soprintendente del Polo museale di Roma
La Giuditta e Oloferne di Tolosa
Ore 10.10 Gianni Papi, storico dell’arte
Caravaggio e Finson: un’amicizia
Ore 10.35 Dibattito

Terza sezione: La Flagellazione di Cristo
Presiede Sybille Ebert-Schifferer, Biblioteca Hertziana, Max-Planck Institut fur Kunstgeschichte
Ore 11.00 Pier Ludovico Puddu, Università Palacky di Olomuc
Riflessioni sulla Flagellazione di Caravaggio già in collezione Borghese
Ore 11.25 M. Beatrice De Ruggieri, Emmebi diagnostica artistica
La Flagellazione di Capodimonte: dalla “eclisse del committente” alle nuove acquisizioni sulla tecnica e sul processo esecutivo
Ore 11.50 Dibattito

Quarta sezione: I viaggi di Caravaggio da Roma a Napoli e da Napoli a Malta
Presiede Raffaella Morselli, Università degli Studi di Teramo
Ore 12.15 Giacomo Berra, storico dell’arte
Lettere inedite sul viaggio della marchesa di Caravaggio e del figlio Fabrizio Sforza Colonna, comandante delle galere maltesi, da Genova a Napoli
Ore 12.40 Keith Sciberras, Università di Malta
Novità per il viaggio di Caravaggio Napoli / Malta andata e ritorno
Ore 13.05 Dibattito
Ore 13.30 Light Lunch

Quinta sezione: La Maddalena in estasi
Presiede Patrizia Cavazzini, British School at Rome
Ore 14.45 Francesca Curti, storico dell’arte
Sulla via della seta: prime ricerche sulla Maddalena Gregori
Ore 15.10 Orietta Verdi, Archivio di Stato di Roma
“Maddalena roversa di Caravaggio”: per una storia del foglio manoscritto che accompagna il dipinto della Maddalena Gregori
Ore 15.35 Dibattito

Sesta sezione: Da Caravaggio ai caravaggeschi napoletani
Presiede Riccardo Lattuada, Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”
Ore 16.00 Stefano De Mieri, Università della Calabria
Caravaggio tra Santafede, Balduzzi e Azzolino
Ore 16.25 Viviana Farina, Accademia di Belle Arti di Napoli
Echi della Salomé in Azzolino, Sellitto e Ribera
Ore 16.50 Angela Cerasuolo, Museo e Real Bosco di Capodimonte
Battistello Caracciolo, tecnica e stile
Ore 17.15 Dibattito e conclusioni

Conferenza di Claudio Strinati "Giorgione e Caravaggio: suonatori di liuto", il 14 dicembre a Roma




Sabato 14 dicembre 2019 alle ore 19:00, presso Palazzo Carpegna sede dell’Accademia Nazionale di San Luca, si terrà la conferenza Giorgione e Caravaggio: suonatori di liuto di Claudio Strinati, in occasione della manifestazione “Musei in musica”, promossa dall’Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata da Zètema Progetto Cultura.
Giorgione all'inizio del Cinquecento rappresenta l'esempio più emblematico di quella che si potrebbe definire la nuova immagine dell'artista rinascimentale. Le fonti infatti lo descrivono in termini che potrebbero attagliarsi a quelli con cui sono oggi descritte le cosiddette Rock Star.
Bello, idolatrato sia dalle classi colte e intellettuali, sia dal mondo dell'alta finanza, mondano, agognato seduttore nelle più importanti feste e ricevimenti, il sommo pittore fu anche musicista dilettante ma come tale bravo e dotato di un talento naturale. Vasari attesta come sapesse cantare e suonare accompagnandosi col liuto in modo fascinoso e coinvolgente.
Cento anni dopo i quadri musicali del Caravaggio fanno riferimento a una analoga tipologia di vita mondana, di cui la musica cantata con accompagnamento di liuto è componente ragguardevole.
Ma questa tradizione del pittore-musicista non era nata con Giorgione e affonda le sue radici già nel Quattrocento. Altrettanto emblematica, ad esempio, è la figura di un grande pittore marchigiano attivo intorno alla metà del quindicesimo secolo, Giovanni Angelo d'Antonio da Bolognola, ricordato anche per questa sua attitudine musicale che lo qualificò socialmente, rafforzando peraltro la sua personalità di formidabile maestro della prospettiva e della ritrattistica.
Una storia che ci permette di comprendere meglio il ruolo della musica nell'ambito della promozione delle attività pittoriche nell'età del Rinascimento (fonte: comunicato stampa).

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"Caravaggio: dentro e intorno": seminari con Rossella Vodret, Alessandro Zuccari, Stefano Causa e Francesco Zucconi a Udine

Ciclo di Seminari della Fondazione Ado Furlan Caravaggio: dentro e intorno nell'ambito del corso del dottorato di ricerca storia dell'arte, cinema, media audiovisivi e musica, coordinato dal prof. Alessandro Del Puppo.


"Caravaggio#50: le novità emerse dal convegno scientifico sulla Natività di Palermo", di Michele Cuppone




Caro direttore,
sebbene, come sai, con qualche titubanza iniziale, accolgo il tuo cortese invito a rilasciare un breve resoconto del convegno scientifico dedicato alla Natività di Caravaggio nel 50° del furto, tenutosi nell’oratorio di S. Lorenzo a Palermo il 14 ottobre scorso. All’incontro organizzato da Bernardo Tortorici, moderato da Maurizio Vitella e introdotto da padre Giuseppe Bucaro, sono intervenuti, oltre allo scrivente, Francesca Curti e Giovanni Mendola. Ciò che mi ha convinto a tornare sul tema sono state, al solito, le novità; diverse delle quali discendenti da un costruttivo dialogo fra relatori e pubblico. Esse hanno potuto precisare utilmente anche precedenti osservazioni dello scrivente; tra cui alcune annotazioni di carattere iconografico, pubblicate proprio su About Art, che già smentivano l’ipotesi in controtendenza di John T. Spike di identificare san Giuseppe nella figura in piedi con il bastone.
La prima novità del convegno, frutto di un’osservazione condivisa nella stessa giornata da chi scrive con Francesca Curti, è stata poi presentata e ben illustrata da quest’ultima. Si riporta di seguito il relativo passaggio, originariamente inserito all’interno dell’analisi dei vari soggetti che, fra Roma e Palermo, ruotarono attorno alla commissione formalmente avviata da Fabio Nuti per il quadro della Natività: «È anche interessante il fatto che gli interessi di Fabio Nuti (del banco Nuti-Spennazzi), che lavorava a Napoli e aveva una sede a Salerno, non erano soltanto rivolti verso Roma o la Toscana, ma evidentemente anche verso la Sicilia. Lo dimostra un documento trovato da Giovanni Mendola, risalente all’8 marzo 1601, che attesta transazioni con il mercante Cesare de Avosta, confrate della compagnia di San Francesco (la quale aveva sede nell’oratorio di S. Lorenzo). E c’era poi anche questa singolare coincidenza, che forse coincidenza non è, che anche Cesare de Avosta, pur vivendo a Palermo, era originario di Salerno. E credo che questo collegamento sia molto rilevante, sempre per indirizzare appunto verso una commissione palermitana del quadro ‘Nuti’». In definitiva, proprio Cesare de Avosta potrebbe essere stato fra i principali tramiti, da Palermo, per raggiungere Caravaggio, attraverso il mercante Fabio Nuti il quale aveva vissuto e aveva ancora occasione di recarsi a Roma; e potrebbe così spiegare meglio l’iter di questa commissione.
Più spazio necessitano le colte riflessioni di don Mario Torcivia, prete della Chiesa di Palermo e Ordinario di Teologia spirituale presso lo Studio Teologico S. Paolo (Catania), intervenuto dal pubblico. La prima appunto è sull’identificazione del pastore e di san Giuseppe. Con riferimento all’icona della Natività di Rublëv, per Torcivia: «La Natività ha a che vedere solo con Maria, intorno alla quale ci sono gli angeli, i Magi in cammino, i pastori. E poi, in basso, sono scritte le due affermazioni teologiche fondamentali – Gesù Cristo è vero Uomo e vero Dio – una delle quali è ripresa da Caravaggio. Inizio con le due levatrici, che Caravaggio non rappresenta. Una delle tentazioni è: “Non è vero Uomo”. Ma se ci sono le levatrici (secondo la tradizione, Zelomi/Eva e Salome sono i loro nomi), allora è vero Uomo, perché stanno facendo il bagno al bimbo. Ma ecco la seconda tentazione. Il pastore che dialoga con san Giuseppe, nella tradizione iconografica cristiana, è Tirso – che poi è il bastone di Dioniso, dei satiri e dei baccanti – che è la personificazione del diavolo, che si presenta come pastore: ecco perché è vestito con le pelli. E non è il pastore che adora perché, se fate caso, anche in Caravaggio, Giuseppe guarda Tirso. Entrambi però sono fuori dall’evento Natività – nella Natività di Caravaggio c’è Maria, il Bambino e poi ci sono i due santi la cui presenza appare scontata: Lorenzo (per l’oratorio di S. Lorenzo) e, anche qui, con un punto interrogativo, ‘Francesco’ (per la compagnia di San Francesco) – ma il punto è che Tirso tenta Giuseppe sulla divinità. Se le levatrici ci dicono che il bimbo è veramente Uomo (il bagno), il pastore-diavolo Tirso (con il bastone, che Caravaggio riprende) tenta dicendo: “Ma com’è possibile che una vergine partorisca un figlio e com’è possibile che tu, anziano, possa essere fecondo? Tu sei come questo bastone, che rimane secco”. A questa tentazione, risponde la tradizione cristiana – qui, in Caravaggio, però assente – che raffigura il bastone che fiorisce, il bastone gigliato di Giuseppe. Quindi, Giuseppe sta in basso, per i fatti suoi, e non guarda Maria perché, ripeto, nell’evento Natività, Giuseppe non c’entra; è un personaggio marginale. Diventa però ‘centrale’ perché sta dicendo, attraverso la tentazione che subisce da parte di Tirso, “No, realmente il bimbo è vero Dio”. Il pastore che dialoga con Giuseppe è pertanto Tirso, per cui Caravaggio è perfettamente inserito nella tradizione iconografica cristiana, che poi abbiamo perso, e che è rimasta solo nelle icone orientali; ma lì è chiarissimo».
Ancora, don Mario, sull’identificazione di san Francesco e, di conseguenza, sulla datazione del quadro: «Anche a me non convince pensare che il personaggio orante sul fondo sia san Francesco. Di sicuro, il dipinto non è stato fatto a Palermo, per un semplice motivo. Perché se fosse stato fatto qui a Palermo … guardate il san Francesco del Serpotta sulla sommità dell’arco trionfale: quello è l’abito dei Conventuali. Ora, non c’è nessuna famiglia francescana che fa dipingere qualcosa per sé, che non faccia raffigurare Francesco secondo i suoi abiti, nel colore e nella forma. Dunque, in alto, sull’arco, c’è l’abito dei Conventuali, e lo possiamo vedere ancora oggi indossato dai frati dell’adiacente Basilica di S. Francesco d’Assisi. Quello di Caravaggio non è un abito dei Conventuali: quello è un abito o degli Osservanti, o dei Riformati, o degli Alcantarini (ma non dei Cappuccini). Ma, mentre sono convinto su Tirso, questa di Francesco è un’ipotesi: per me, non è lui» [...]

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Seminario sulla "Natività" con padre Giuseppe Bucaro, Francesca Curti, Michele Cuppone, Giovanni Mendola e Maurizio Vitella, il 14 ottobre a Palermo



Quando è stata realizzata la Natività? Chi sono i personaggi raffigurati? Chi ha commissionato il quadro? Caravaggio è passato da Palermo? Sono alcune delle domande alle quali cercheranno di dare risposta Michele Cuppone, Giovanni Mendola e Francesca Curti. Introduce Padre Giuseppe Bucaro, modera Maurizio Vitella.
L'appuntamento si inserisce nell'ambito della manifestazione Caravaggio#50, che si tiene a Palermo dl 10 al 20 ottobre. Per il programma completo della rassegna clicca QUI.

"La Natività Trafugata 1969-2019". Esposizione, convegni, tableaux vivants dal 17 ottobre al 16 novembre a Sciacca




Programma

Giovedì 17 ottobre ore 18:30
Complesso Badia Grande - Sala degli Specchi
La Natività Ritrovata
Esposizione della copia della Natività di Caravaggio,
realizzata dal maestro Calogero Termine.


Venerdì 18 ottobre 2019 ore 18:30
Complesso Badia Grande - Sala Germi
Le opere Siciliane del Caravaggio e il mistero della Natività
Incontro con lo storico  dell'arte Alvise Spadaro.


Sabato 19 ottobre ore 18:30
Complesso Badia Grande - Sala degli Archi
Le ricerche sul Caravaggio, la ricerca della Natività
Convegno

Saluti introduttivi
Tony Russo, presidente Circolo di cultura di Sciacca
Francesca Valenti, sindaco di Sciacca
Sino Caracappa, assessore alla Cultura

Intervengono:
Calogero Termine, pittore
Francesco Comparone, consigliere parlamentare,
segretario della Commissione Antimafia della XVII legislatura
Michele Cuppone, ricercatore, esperto in tematiche caravaggesche
Alvise Spadaro, storico dell'arte

Coordina:
Giovanbattista Tona, magistrato,
consulente della Commissione Antimafia della XVII legislatura.


Sabato 16 novembre ore 18:30
Complesso Badia Grande - Sala degli Archi
Passione Caravaggio
Spettacolo di Tableaux vivants, ass. cult. "Tessere di Coccio".

Disponibile online il saggio di Michele Cuppone sui dipinti di Caravaggio nella collezione di Ottavio Costa










Finalmente disponibile online l'articolo “un quadro ch’io gli dipingo”. Nuova luce su Caravaggio per Ottavio Costa, dalla Giuditta al San Giovanni Battista, di Michele Cuppone.
L'autore, getta nuova luce sui tre dipinti caravaggeschi della collezione di Ottavio Costa, rivedendone alcune cronologie. In particolare, nuove osservazioni su aspetti stilistici, documentari e non ultimo tecnico-diagnostici, permettono di legare la Giuditta a un documento del 21 maggio 1602. In quello specifico momento, il pittore doveva essere già al lavoro sull'opera e stava ricevendo almeno il secondo acconto per la stessa, come risulta da una più attenta lettura del documento. Parallelamente, il San Giovanni Battista di Kansas City viene riportato al 1604 circa e comunque a un periodo successivo al 14 settembre del 1603. L'interesse di Ottavio Costa per Caravaggio, pertanto, si concentra essenzialmente attorno agli anni 1602-1604 e viene da chiedersi se il San Francesco in estasi non sia entrato nelle mani del collezionista ligure qualche tempo dopo la sua data di esecuzione (avvenuta nell'ultimo quinquennio del XVI secolo).


L'articolo, oggi disponibile online, era inserito negli atti delle Giornate di Studi "Caravaggio e i suoi" (Monte Santa Maria Tiberina, Palazzo Museo Bourbon del Monte, 8-9 ottobre 2016). 
Caravaggio e i suoi, a cura di Pierluigi Carofano e pubblicato da Felici Edizioni (Pontedera, 2017), risulta esaurito ed è consultabile in biblioteche specializzate. Sono presenti al suo interno, oltre a quello di Michele Cuppone, almeno altri sei contributi a tema più strettamente merisiano: Emilio Negro, rilegge la partitura musicale del Suonatore di liuto; Enrico Lucchese, si sofferma sulla figura del padrino di battesimo di Merisi Francesco Sessa e sui suoi legami con l'area veneta; Francesca Curti, indaga i rapporti del pittore con botteghe d'arte e committenze a Roma e in particolare intorno alla Natività di Palermo; Mario Marubbi, pubblica una copia del San Francesco in preghiera di Cremona; Nicosetta Roio, immagina un arrivo pressoché in contemporanea di Caravaggio e di Mario Minniti a Roma intorno al 1595; Stefania Macioce, presenta un indizio sull'autografia o meno della discussa Giuditta di Tolosa.


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Ladispoli, 30 luglio, ore 16:00, Convegno: "Caravaggio, una falsa verità lunga 400 anni?"


Una mostra di copie d'autore dei quadri del Caravaggio, opera del pittore Guido Venanzoni e dei suoi allievi, e un convegno per sollevare il dubbio sulle circostanze e luogo della morte.
Palo laziale invece di Porto Ercole? 
Il dibattito è aperto. 
Appuntamento il 30 luglio alle ore 16 presso la sala conferenze dell'Hotel Villa Margherita, via Duca degli Abruzzi, 147 a Ladispoli (RM). 
L’evento, organizzato dal periodico Tracciati d'arte, prevede la presentazione di un’inchiesta giornalistica che si pone l’obiettivo di porre in evidenza come Caravaggio, dopo essere approdato nel borgo di Palo Laziale, malato e debilitato, difficilmente potrebbe aver camminato sulla spiaggia fino a Porto Ercole dove avrebbe trovato la morte. Attraverso documenti storici, il convegno tenterà di proporre nuove ipotesi a 409 anni dalla morte del grande pittore.

Porto Ercole commemora Caravaggio a 409 anni dalla morte, con una conferenza di Stefania Macioce

Porto Ercole - Il 18 luglio di 409 anni fa, era il 1610, in circostanze non ancora del tutto acclarate, a Porto Ercole moriva Michelangelo Merisi da Caravaggio, uno dei più affermati pittori al mondo e le cui opere continuano a conquistare e affascinare per la sua eccelsa genialità. Giovedì 18 luglio, alle 21:30 in piazza Indipendenza, a due passi dal monumento a lui dedicato, la delegazione di Porto Ercole del Comune di Monte Argentario ricorderà pubblicamente il sommo genio artistico con una conferenza della prof. Stefania Macioce, docente di storia dell’arte alla Sapienza Università di Roma, autrice di numerose approfondite pubblicazioni su Caravaggio e per questo ritenuta uno dei maggiori esperti del pittore. 
La conferenza, dal titolo “Caravaggio e l’Ordine di Malta”, è dedicata alle vicende che legano l’artista all’isola mediterranea che lo ospitò in una fase cruciale della sua tormentata esistenza. Il pittore in fuga terminò poi i suoi giorni a Porto Ercole nel disperato tentativo di ricevere la grazia papale ed essere così assolto dalle sue condanne per rientrare così definitivamente a Roma “con la croce in petto” di Cavaliere del prestigioso Ordine di Malta e riacquistare nuova dignità. 
La serata commemorativa sarà introdotta dalle autorità comunali di Monte Argentario e moderata dalla giornalista Francesca Costigliola, filologa classica e bizantinista (fonte: MaremmaNews).

I giovedì di Caravaggio: Quesiti caravaggeschi a Napoli




Il Museo e Real Bosco di Capodimonte presenta I giovedì di Caravaggio: Quesiti caravaggeschi a Napoli: quattro appuntamenti interamente dedicati al pittore lombardo ed al suo legame con la città di Napoli con gli studiosi Stefano Causa, Loredana Gazzara, Saverio Ricci e Riccardo Lattuada. 
Negli stessi giovedì apertura straordinaria fino alle ore 22.30 (la biglietteria chiude alle ore 21.30) con accesso agevolato al Museo (1 euro) e alla mostra Caravaggio Napoli (8 euro). 

L’incontro di Caravaggio con la città di Napoli, le relazioni che intrecciò con il panorama artistico locale, segnarono definitivamente il suo percorso. 
L’intensa resa della passione e dell’istinto nei dipinti napoletani identifica oggi, più che in altri momenti, l’immagine e la personalità dell’artista lombardo. 
Il legame di Caravaggio con il territorio ebbe un impatto incisivo sulla Scuola napoletana e nella costituzione della poetica del naturalismo partenopeo. 
Sia gli artisti più giovani, come Battistello Caracciolo, che quelli già attivi a Napoli, come Fabrizio Santafede, non poterono restare immuni al realismo caravaggesco e tentarono di adeguarsi alla novità, creando opere inconfondibilmente suggestionate dal Caravaggio. 
Un influsso che toccò anche in parte i colleghi della successiva generazione, tra cui Massimo Stanzione.

Sono dedicati a questo incontro unico nella storia dell’arte le lectures in programma nei quattro giovedì del mese di giugno 2019 nell’Auditorium del Museo di Capodimonte (piano terra), organizzate da Maria Cristina Terzaghi e Sylvain Bellenger, curatori della mostra Caravaggio Napoli (fino al 14 luglio 2019), con la produzione della casa editrice Electa. 
Si comincia giovedì 6 giugno alle ore 18.00 con Stefano Causa che parlerà di Battistello Caracciolo protagonista del naturalismo napoletano.
Nei giovedì successivi si avvicenderanno Loredana Gazzara, Saverio Ricci e Riccardo Lattuada.

Ecco il calendario completo degli incontri: 
6 giugno: Stefano Causa, Battistello Caracciolo protagonista del naturalismo napoletano 
13 giugno: Loredana Gazzara, Il Pio Monte della Misericordia storia e protagonisti 
20 giugno: Saverio Ricci, Caravaggio e la cultura filosofica a Napoli nel primo Seicento 
27 giugno: Riccardo Lattuada, Il giovane Massimo Stanzione tra caravaggismo e nuovi linguaggi figurativi

Dalle ore 19.30 seguirà apertura straordinaria con accesso agevolato al Museo e Real Bosco di Capodimonte (biglietto: 1 euro) e alla mostra Caravaggio Napoli (biglietto: 8 euro).
Le biglietterie chiudono alle ore 21.30. Con il biglietto serale della mostra Caravaggio Napoli si potrà gustare a soli 3 euro il cocktail “Rosso Caravaggio” creato per l’occasione dal Capodimonte Cafè (fonte: Museo e real Bosco di Capodimonte).

"Caravaggio tradito". I file audio di tutti gli incontri con Francesca Cappelletti, Maria Beatrice De Ruggieri, Sara Magister e Andrea Lonardo


Ricostruzione della cappella Cherubini in Santa Maria della Scala, con una riproduzione della Morte della Vergine

Il Centro culturale "Gli Scritti" ha messo a disposizione sul proprio sito web i file audio delle relazioni del ciclo "Caravaggio tradito", organizzato dal Servizio per la Cultura e l’Università della Diocesi di Roma.
Il ciclo “Caravaggio Tradito”, ha permesso di riscoprire le opere romane di Michelangelo Merisi: da San Luigi dei Francesi a Santa Maria del Popolo, passando per Santa Maria della Scala dove la tela commissionata non trovò mai posto.  Un itinerario per rivelare luci e ombre, menzogne e verità, rifiuti e trionfi, del pittore più discusso e tradito dalla critica d’arte.


Programma degli incontri di "Caravaggio tradito": 

Sabato 11 maggio 2019 
San Luigi dei Francesi 
Con Andrea Lonardo e Francesca Cappelletti 

Venerdì 17 maggio 2019
Santa Maria della Scala 
Con Andrea Lonardo e Maria Beatrice De Ruggieri 

Venerdì 24 maggio 2019
Santa Maria del Popolo 
Con Andrea Lonardo e Sara Magister

Modera Francesco d’Alfonso.

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Conferenza di Michele Cuppone "Caravaggio e la sfortuna di un capolavoro: la Natività di Palermo", a Galatina e Lecce il 5-6 aprile



A Lecce, presso Antica Saliera - Studio | gallery | ipogeo e nell'ambito della rassegna Incontro con l'autore, sabato 6 aprile alle 19 si terrà l'appuntamento Caravaggio e la sfortuna di un capolavoro: la "Natività" di Palermo, con Michele Cuppone.

La recente cronaca, grazie a nuove confessioni di collaboratori di giustizia, ha portato alla ribalta la Natività di Caravaggio, rubata nel 1969 e mai più recuperata. Ma la sfortuna del capolavoro palermitano è anche critica, e non soltanto per la discussa identificazione di alcuni personaggi raffigurati. A lungo ritenuta dipinta in Sicilia, durante gli anni trascorsi da ‘latitante privilegiato’ nel Meridione a seguito di un omicidio commesso a Roma, freschi studi hanno potuto ricollocare l’opera all’interno della produzione romana dell’artista, accanto alle storie di san Matteo della cappella Contarelli (1600). Al di là dell’analisi stilistica, a questa conclusione portano la rilettura del contratto di commissione, che sempre ha posto qualche interrogativo, oltre a documenti ora emersi e alle analisi scientifiche eseguite sulla tela. Sul fronte iconografico, alla perdita dell’originale si contrappongono le riscoperte, negli ultimi tempi, dell’esistenza di una copia antica, di una vivace litografia dell’oratorio che custodiva il quadro e delle prime fotografie novecentesche, per giungere a commoventi documentari degli anni ’60 del secolo scorso. Del dipinto rubato, sopravvive in qualche modo l’immagine della bella modella che aveva posato per la Vergine, presente in altro celebre dipinto romano … 

Per l'occasione, sarà esposta la copia a dimensione naturale della Natività realizzata dal maestro Filippo Maria Cazzolla, recentemente presentata presso la Cattedrale di Bari.
Incursioni poetiche a cura di Franco Leone, autore del volume Caravaggio Poesia della Luce (Corato, SECOP Edizioni, 2019).

L'evento avrà una 'prima' il giorno precedente, venerdì 5 aprile alle 18, presso l'Università Popolare "Aldo Vallone" di Galatina.

"Il vero Caravaggio e la guerra delle Maddalene", di Dario Pappalardo


Mina Gregori mentre vede per la prima volta insieme le due opere a Parigi

Nella guerra delle Maddalene, il colpo di scena è questa signora di 95 anni, scesa alla Gare de Lyon dopo sette ore di treno. Mina Gregori, classe 1924, l’erede di Roberto Longhi, decana della storia dell’arte, è a sorpresa a Parigi per rivedere il “suo” Caravaggio. «È l’ultima occasione di osservare le Maddalene fianco a fianco», dice. Scende al binario e prende un taxi per il museo Jacquemart-André. Dove c’è la mostra dei record, “Caravage à Rome”, curata da Francesca Cappelletti con Pierre Curie e Cristina Terzaghi: oltre 210mila visitatori si sono messi in fila da fine settembre sul Boulevard Haussmann (aumenteranno: chiude il 28 gennaio). Gregori, accompagnata dalla nipote, si fa largo verso l’ultima sala con le Maddalene in estasi mai esposte prima insieme: la Klain e la “sua”, da lei ritrovata e attribuita a Caravaggio nell’ottobre 2014 in un’intervista a Repubblica. Da allora non l’aveva più vista. «Guardate le mani che si intrecciano, la composizione dello spazio: è un quadro bellissimo». E la Klain? 
«Anche questo è un dipinto molto interessante, difficile trovare qualcuno che copiasse Caravaggio così bene. C’è ancora da studiare». 
L’allieva di Longhi, l’uomo che nel Novecento riscoprì il pittore maledetto, lo consegnò alla storia e al mito pop, parla e negli spazi del museo il tempo si ferma. Parte qualche flash. Mina Gregori visita gli altri capolavori, alcuni scoperti da lei: «Il suonatore di liuto dell’Ermitage è uno dei miei preferiti. E il San Francesco in meditazione l’orgoglio della pinacoteca della mia Cremona». 
Gli studiosi del Seicento italiano si contendono uno scatto con Mina: tutti si sono formati sui suoi saggi. 
Sono a Parigi perché qui si sta consumando un nuovo atto della Caravaggeide. L’Istituto italiano di cultura di Rue de Varenne ha ospitato ieri un convegno nato a margine della mostra al Jacquemart che promette “novità e riflessioni” sull’artista. Caravaggisti di tutto il mondo, o quasi, si succedono in cattedra per oltre sei ore: i posti sono esauriti e, seduti nella ex casa di Talleyrand, non ci sono soltanto specialisti. La contesa tra le Maddalene ruba ancora la scena. 
Per la prima volta, vengono presentate le analisi radiografiche sulle due opere. Cecilia Frosinini dell’Opificio delle Pietre Dure illustra quelle sulla Klain, ma con una premessa: «Le analisi non possono fornire l’autografia. Nella storia dell’arte corriamo il rischio di una fase positivista in senso negativo: il dato analitico non è una verità di per sé. L’occhio degli storici dell’arte resta fondamentale». Ma i raggi X una certezza la danno: l’opera Klain non presenta pentimenti. Dagli infrarossi risultano sottilissime linee grafiche, tracce di disegno. Ma l’autore aveva già bene in testa la sua composizione. Come accade, in generale, alle copie. Per la Maddalena Gregori, che contende alla Klain il titolo di “originale”, il discorso cambia. Qui i ripensamenti ci sono. E si sa che Caravaggio non usava disegni preparatori. La spalla destra della santa, ora nuda, era in una prima stesura coperta dalla camicia e il manto rosso era più esteso nel margine sinistro della tela. Claudio Falcucci, ingegnere nucleare, che ha raccolto con Rossella Vodret la diagnosi su 35 quadri certi di Merisi (22 conservati a Roma) è serafico: «La scienza non può dare una risposta certa. Ma nel caso della Maddalena Gregori le modifiche all’idea di partenza sono abbastanza evidenti e non ci sono elementi che contrastano con la prassi di lavoro utilizzata da Caravaggio nei dipinti realizzati dopo la fuga da Roma, nel 1606». 
Insomma, anche gli infrarossi dicono che la Maddalena potrebbe essere proprio quella che Caravaggio portava con sé sulla barca, nell’ultimo viaggio conclusosi con la morte a Porto Ercole il 18 luglio 1610. «Due San Giovanni e la Maddalena» erano i soggetti descritti da Diodato Gentile, vescovo di Caserta, in una lettera a Scipione Borghese datata 29 luglio 1610. Il cardinale collezionista riuscì a mettere le mani solo sul San Giovanni, che è ancora oggi nella Galleria romana con altri cinque Caravaggio. «Dai rilievi sul pigmento del San Giovanni risultano infatti sali marini - precisa la direttrice della Borghese Anna Coliva - il dipinto è stato a contatto col mare». Con quale Maddalena: la Klain o la Gregori? «Sono due opere di qualità altissima. Caravaggio non replicava quasi mai le sue opere, ma questo potrebbe essere un caso eccezionale». Mentre le analisi tecniche mostrano una distanza tra le due Maddalene, gli storici dell’arte, almeno durante il convegno, preferiscono non esporsi in maniera netta. Nel 1998, i proprietari della Klain avevano offerto il quadro - già sottoposto a vincolo - allo Stato italiano per 10 miliardi di lire. Nel 2002 il comitato di settore del ministero dei Beni culturali respinse l’acquisto con una relazione di Rossella Vodret che non riscontrava «elementi per confermare l’autografia caravaggesca». La scoperta di Mina Gregori del 2014 ha dato ragione a quella cautela. La proprietà e la collocazione del nuovo quadro entrato della storia dell’arte restano, però, ufficialmente un mistero. Oggi gli studiosi francesi presenti all’Istituto italiano di cultura, a partire dall’ex direttore del Louvre Pierre Rosenberg, preferiscono il no comment sull’attribuzione. Gianni Papi, che a Caravaggio ha dedicato decine di studi, è sicuro che la Maddalena sia stata dipinta a Napoli nel 1610. Passa in rassegna con le slide una decina di copie, a partire da quelle del fiammingo Louis Finson che riprendono il soggetto Gregori con la croce e il teschio assenti nella Klain: «Chissà, magari Finson stesso si accaparrò il dipinto e lo replicò più volte in Francia del sud, dove il culto della Maddalena era diffusissimo». «La Klain è di Finson», ribatte Silvia Danesi Squarzina. Ma la Caravaggeide offre altre trame: «Sono ancora da ritrovare le quattro storie della Passione che Caravaggio dipinse a Messina», ricorda Papi. E di svolte improvvise, tanto per tacere sul mistero della Natività rubata a Palermo nel 1969, rischiano di essercene ancora: «Il ritratto di Fillide, la cortigiana modella di Caravaggio, più che distrutto a Berlino nel 1945, potrebbe essere nei caveau russi», sostiene Danesi Squarzina. E la dubbia Giuditta che taglia la testa di Oloferne, scoperta a Tolosa nel 2016, non è più vincolata dallo Stato francese. Restaurata ed esposta nell’atelier parigino del mercante Eric Turquin, aspetta di fare colpo sul mercato e di far riparlare di sé. Perché la vera maledizione di Caravaggio è questo suo essere sempre in bilico tra la realtà estrema dei suoi quadri e la strepitosa fiction che il tempo gli ha costruito su
(fonte: la Repubblica, 10 gennaio 2018).

Incontro "Caravaggio allo specchio", il 18 gennaio a Roma


Per il ciclo di incontri "L'arte siamo noi" si terrà venerdì 18 gennaio, alle 17.00 presso l'Accademia Urbana delle Arti (piazza Enrico Dunant, 55), l'appuntamento "Caravaggio allo specchio". Questi gli interventi previsti:

Stefania Macioce
Caravaggio e la musica

Rodolfo Papa
Caravaggio, la Grazia e la libertà

Sergio Rossi
Caravaggio tra salvezza e perdizione

Per prenotazioni e informazioni, contattare accademiaurbanadellearti@gmail.com