La sepoltura con le presunte spoglie del Merisi è stata spostata al camposanto dove nulla la segnala Accuse dalla minoranza
Il sarcofago che contiene le ossa attribuite al Caravaggio ha trovato posto nel cimitero di Porto Ercole, anche se trovarlo al momento non è semplice; non c’è nessuna indicazione.
Fino ad alcune settimane fa la tomba con le presunte spoglie si trovava nel cuore di Porto Ercole, ora è stata spostata nel cimitero non lontano dal muretto perimetrale, circondata da una siepe d’alloro.
«Le insegne per rendere più facile trovarlo arriveranno», dice il sindaco di Monte Argentario Franco Borghini. Per il momento non c’è nemmeno nessuno, al cimitero, che possa fornire indicazioni sull’orario di apertura.
Lo spostamento della tomba a Porto Ercole aveva creato non poche polemiche. C’è chi neppure crede che il sarcofago contenga effettivamente le ossa del celebre pittore. Spoglie che furono “trovate”, studiate, analizzate e riportate a Porto Ercole ormai 9 anni fa da un comitato - era il 2010 - sotto la precedente amministrazione targata Arturo Cerulli che in quel progetto credeva e voleva investire.
La stessa giunta aveva posizionato il sarcofago al centro del paese: il monumento funerario doveva servire - sempre nelle intenzioni dell’ex amministrazione - come polo attrattivo, per portare cioè turisti e creare economia, con tutto l’indotto collegato (ristorazione, soggiorni in hotel, godimento dei servizi etc). Vista da questa prospettiva è diverso ora il caso, dato che la sepoltura si trova ora al cimitero prima di entrare in paese.
«Alcuni commercianti – dice Michele Lubrano, consigliere di minoranza – ieri mi hanno detto che i turisti cercano i resti del pittore e quando viene loro spiegato dove si trovano adesso storcono il naso, perché di certo non possono arrivarci a piedi ma devono di nuovo prendere la macchina e andare in un posto dove non c’è nulla. Avevamo raccolto 900 firme chiedendo che, se doveva essere spostato, il sarcofago venisse mantenuto in centro e non trasferito così lontano». Il sindaco e la giunta guidata da Borghini, però, hanno sempre sostenuto che l’avrebbero spostato e così è stato fatto. Per il primo cittadino, una tomba non può stare nel centro del paese ma «deve stare in un cimitero», tutt’al più in una chiesa.
Nella piazzetta in via Principe Umberto dove fino ad alcuni mesi fa si trovava l’arca funeraria adesso è stato realizzato - sempre dall’attuale amministrazione - uno spazio di verde pubblico, con aiuole e panchine. Qui, a quanto pare, il sarcofago non dovrebbe tornare.
Chi vorrà vedere le presunte spoglie del Merisi dovrà andare al cimitero e lo troverà, per il momento senza insegne. Un domani dovrebbero arrivare anche le relative indicazioni (fonte: Il Tirreno).
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ON LINE "Il Caravaggio di Palermo e l'Oratorio di San Lorenzo" da "The Burlington Magazine" (recensione di Michele Cuppone)
DISPONIBILE ORA ON LINE la recensione di Michele Cuppone al volume Il Caravaggio di Palermo e l'Oratorio di San Lorenzo di Giovanni Mendola, pubblicata sul numero 1327 di The Burlington Magazine.
Il volume in oggetto presenta, peraltro, importanti documenti palermitani che consolidano la tesi secondo cui la Natività con i santi Lorenzo e Francesco fu dipinta da Merisi a Roma nell'anno 1600, commissionata da Fabio Nuti e destinata a Palermo.
L'ipotesi, già avanzata da Alfred Moir (1982), ripresa con nuove argomentazioni da Maurizio Calvesi (2011), Michele Cuppone (2011) e Giovanni Mendola (2012), è stata recentemente accolta, tra gli altri, da Alessandro Zuccari (2013) e Claudio Strinati (2014) [NEW: nuove aperture vi sono state da parte di Francesca Curti (2015) e Fabio Scaletti (2015)]. Nella stessa direzione vanno i risultati dei nuovi approfondimenti scientifici di Elisabetta Giani e Claudio Seccaroni (2014) [NEW: la tesi di un'esecuzione palermitana è ora messa in discussione anche da Rossella Vodret (2015)].
SCARICA IL PDF ORIGINALE
Il Caravaggio di Palermo e l’Oratorio di San Lorenzo. By Giovanni Mendola.
Reviewed by MICHELE CUPPONE
1 A Moir: Caravaggio, Milan 1982 (Italian edition), p.35.
Il volume in oggetto presenta, peraltro, importanti documenti palermitani che consolidano la tesi secondo cui la Natività con i santi Lorenzo e Francesco fu dipinta da Merisi a Roma nell'anno 1600, commissionata da Fabio Nuti e destinata a Palermo.
L'ipotesi, già avanzata da Alfred Moir (1982), ripresa con nuove argomentazioni da Maurizio Calvesi (2011), Michele Cuppone (2011) e Giovanni Mendola (2012), è stata recentemente accolta, tra gli altri, da Alessandro Zuccari (2013) e Claudio Strinati (2014) [NEW: nuove aperture vi sono state da parte di Francesca Curti (2015) e Fabio Scaletti (2015)]. Nella stessa direzione vanno i risultati dei nuovi approfondimenti scientifici di Elisabetta Giani e Claudio Seccaroni (2014) [NEW: la tesi di un'esecuzione palermitana è ora messa in discussione anche da Rossella Vodret (2015)].
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Il Caravaggio di Palermo e l’Oratorio di San Lorenzo. By Giovanni Mendola.
Reviewed by MICHELE CUPPONE
ARCHIVAL RESEARCH IS an indispensable element for a complex discipline such as art history, especially in respect of a figure such as Michelangelo Merisi da Caravaggio, in that it can add to, and sometimes correct, biographical accounts of his life. Since the first discoveries at the end of the nineteenth century by Antonino Bertolotti, who fruitfully sifted through records of Roman trials of the era, certain contracts for works of art, letters by associates of the artist and other testimonies have slowly emerged. Each one adds another piece to the jigsaw of Caravaggio’s life so that an increasingly clear picture emerges, although there are still many lacunae. Fairly recently documents have been discovered which make it possible to add details to the circumstances of his birth and death, although these are not universally accepted. And accounts of his life in Rome, especially at the start of his career, have also emerged.
One fact that was once generally held to be true now appears dubious and leads us to review a particular moment in the painter’s life. Certain biographies contain a fleeting reference to Caravaggio’s purported visit to Palermo in 1609, and, although there was a complete lack of corroboration, Giovan Pietro Bellori claimed that it was then that he painted the Nativity with Sts Lawrence and Francis, a masterpiece that was stolen from the Oratorio of S. Lorenzo in Palermo in 1969. Giovanni Mendola had the perseverance to scour the notarial archives of Palermo for around the year 1609 – and found nothing. But he then started to look at documents dating from around 1600, following a hypothesis that the altarpiece could be the one known to have been commissioned in 1600 by the merchant Fabio Nuti, who was living in Naples. This was first proposed by Alfred Moir in 1982, but until now has had little support.1
Mendola has added to the history of the Oratory of S. Lorenzo and of the Compagnia di San Francesco that supervised it. Of particular significance for Caravaggio’s altarpiece is the work undertaken in the Jubilee year of 1600 to make the Oratory ready to receive such a picture: on 28th July payment for the gilding of a frame (‘guarnicione’) for the high altar was authorised, which was finished by the day of the Feast of St Lawrence on 10th August. And from a document of 8th March 1601 it emerges that Fabio Nuti in Naples was in correspondence with a member of the confraternity, Cesare da Avosta, in this little Oratory and that on 12th January 1601 Nuti authorised a payment to this friar, presumably in connection with the altarpiece. Mendola reconstructs a tight network of relations between Merisi, Rome, Sicily, Palermo and, naturally, the Oratory. It is still difficult to speculate as to who among the many characters involved might have acted as the gobetween for the commission, Caravaggio being in Rome and his patron Nuti in Naples.
This slim volume contains a mass of new material as well as references to previous publications. Mendola smoothly argues his case to date the altarpiece to 1600, and in fact the later dating had always been questioned, especially on the grounds of the painting’s style, which is very different from the other paintings made in Sicily, and much closer to those in the chapels of the Contarelli and Cerasi in Rome. While some facts have not been checked in the sources, and there are a few oversights, this does not detract from the importance of Mendola’s archival research. The author remains cautious in his conclusions, but several pages of Caravaggio’s life already need to be rewritten, and his findings coincide with the work of other scholars (including Maurizio Calvesi and the present writer). Now the network of relationships uncovered in Palermo should also be looked for in Rome, with, almost certainly, equally interesting results.
1 A Moir: Caravaggio, Milan 1982 (Italian edition), p.35.
Uscito "Caravaggio Vero", a cura di Claudio Strinati e direzione scientifica di Michele Cuppone
Il mistero svelato da immagini spettacolari, l'analisi critica più aggiornata ed esaustiva.
«una ricognizione sul sommo maestro lombardo tesa a privilegiare il più possibile quella che potremmo definire l’oggettività della ricerca» (Strinati).
È uscito Caravaggio Vero, a cura di Claudio Strinati e direzione scientifica di Michele Cuppone, con contributi di Pietro Caiazza, Michele Cuppone, Francesca Curti, Jacopo Curzietti, Veronica La Porta, Carla Mariani, Fabio Scaletti, Claudio Strinati.
Edito da Scripta Maneant per la collezione Rinascimento sublime, è un'opera di pregio a tiratura limitata, che si distingue anche per un'attenzione alla qualità delle immagini mai vista prima d'ora.
Per un'anteprima sui contenuti, sfoglia la preview.
Il volume sarà presentato prossimamente a Roma.
Per ogni altra informazione tecnica, consulta il sito di Scripta Maneant.
Il puzzle della trafugata 'Natività' di Palermo: ritrovata una vecchia radiografia
Un pezzo alla volta, si ricompone il 'puzzle' della Natività palermitana di Caravaggio, trafugata nel 1969: negli archivi dell'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, Elisabetta Giani e Claudio Seccaroni hanno rinvenuto una radiografia eseguita al tempo del restauro successivo alla grande mostra milanese del 1951. La foto è relativa a Gesù Bambino, e lo studio condotto dai due ricercatori ha confermato peraltro le caratteristiche tutte romane della tela utilizzata: un grande brano unico di tessuto (mentre le altre tre tele siciliane sono costituite da piccole porzioni cucite assieme) e riduzione (di 7,2x7 fili per cm²) che la rende direttamente confrontabile, relativamente ai dipinti di grande formato, con i dipinti Contarelli e la Morte della Vergine. Tutto porta ad avvalorare l'ipotesi di datazione del dipinto al 1600, quale commissione di Fabio Nuti, a quel tempo in rapporto con l'Oratorio di San Lorenzo.
Emerge inoltre la presenza di incisioni, pennellate stese in fase di abbozzo, pentimenti, elementi iconografici giustapposti l'uno all'altro: tutte caratteristiche peculiari della tecnica di Merisi.
La speranza resta sempre quella che il quadro venga rinvenuto, nella sua integrità, a fronte di testimonianze, tutte da verificare, che l'avrebbero visto malridotto o persino distrutto intenzionalmente.
Tutte le novità sono pubblicate nel n. 28 del Bollettino ICR (Nardini Editore).
[NEW: Leggi l'intero articolo (pdf)]
Emerge inoltre la presenza di incisioni, pennellate stese in fase di abbozzo, pentimenti, elementi iconografici giustapposti l'uno all'altro: tutte caratteristiche peculiari della tecnica di Merisi.
La speranza resta sempre quella che il quadro venga rinvenuto, nella sua integrità, a fronte di testimonianze, tutte da verificare, che l'avrebbero visto malridotto o persino distrutto intenzionalmente.
Tutte le novità sono pubblicate nel n. 28 del Bollettino ICR (Nardini Editore).
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“Tre salti” sulle orme di Caravaggio a Roma (Roma 22/3, visita guidata con Michele Cuppone)
Roma, sabato 22 marzo 2014
Visita guidata a cura di: dott. M. Cuppone.
“Tre salti” sulle orme di Caravaggio a Roma
… dove il pittore visse, dipinse e uccise.
Un avvincente itinerario volto a ricostruire la mappa geografica e interiore del “pittore maledetto”.
Con «tre salti» intorno al rione Sant’Eustachio è possibile ripercorrere l’intera vicenda romana di Caravaggio, dagli esordi come collaboratore in botteghe altrui, alla prima commissione pubblica in San Luigi dei Francesi, al delitto alla Pallacorda che ne decretò l'esilio dall'Urbe; passando letteralmente per i luoghi in cui abitò e che sempre frequentò: proprio in quest'area della città si concentravano i suoi più importanti collezionisti, estimatori e conoscenti. Senza contare che fu questo il teatro stabile del quotidiano e spesso irrequieto vissuto, come ricordano fonti e documenti, alcuni di fresca scoperta. La visita sarà curata da Michele Cuppone, uno degli autori dell’importante opera «L'essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l'ambiente artistico romano, a cura di F. Curti, M. Di Sivo, O. Verdi (2011).
Appuntamento: ore 15:45 davanti alla Fontana dei Fiumi di Piazza Navona. Ingresso gratuito. Contributo visita: € 7 (soci), € 9 (ospiti).
Leggi il programma completo di Universarte
"Il Caravaggio di Palermo e l'Oratorio di San Lorenzo" su "The Burlington Magazine" (recensione di Michele Cuppone)
Pubblicata sul numero di ottobre 2013 di The Burlington Magazine la recensione di Michele Cuppone al volume Il Caravaggio di Palermo e l'Oratorio di San Lorenzo di Giovanni Mendola.
Il volume in oggetto presenta, peraltro, importanti documenti palermitani che avvalorano sempre più – e, a ben vedere, legittimano lasciando poco spazio a ricostruzioni alternative – la tesi secondo cui la dispersa Natività con i santi Lorenzo e Francesco fu dipinta da Merisi a Roma nell'anno 1600, commissionata da Fabio Nuti.
LEGGI LA RECENSIONE
Vedi l'indice del numero 1327 di "The Burlington Magazine"
Il Mistero di Caravaggio a Palermo (da "Palermo Viva")
Leggi l'intero articolo su PALERMO VIVA
VIDEO - Presentazione del volume «L’essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l’ambiente artistico romano
Disponibile on line il video della presentazione del volume «L’essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l’ambiente artistico romano (a cura di Francesca Curti, Michele Di Sivo, Orietta Verdi), tenutasi a Palazzo Barberini il 14 maggio 2013.
GUARDA IL VIDEO INTEGRALE
Guarda una preview
Saluti:
0:00 Anna Lo Bianco
(direttrice della Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini)
1:23 Eugenio Lo
Sardo (direttore dell’Archivio di Stato di Roma)
11:18 CARLO M. TRAVAGLINI (presidente del CROMA e direttore
di RMC)
Relatori:
14:28 MINA GREGORI (storico dell’arte)
26:50 IRENE FOSI (storico)
44:35 E. Lo Sardo
45:19 ALESSANDRO ZUCCARI (storico dell’arte)
1:02:16 E. Lo Sardo
1:05:38 CLAUDIO STRINATI (storico dell’arte)
Ringraziamenti dei curatori:
1:50:00 ORIETTA VERDI
1:52:26 MICHELE DI SIVO
1:57:38 FRANCESCA CURTI
Claudio Strinati sulla dispersa "Natività con i santi Lorenzo e Francesco" di Palermo
Il professore Claudio Strinati presenta le recenti acquisizioni sulla dispersa "Natività con i santi Lorenzo e Francesco" di Caravaggio (già Palermo, oratorio di San Lorenzo), che avvalorano la tesi secondo cui la tela sarebbe stata dipinta a Roma nel 1600 (e non a Palermo nel 1609, come tradizionalmente ritenuto), ordinata dal commerciante Fabio Nuti che era in relazioni con l'oratorio palermitano.
L'intervento si è tenuto il 14 maggio 2013 a Palazzo Barberini, per la presentazione del volume «L'essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l'ambiente artistico romano, a cura di F. Curti-M. Di Sivo-O. Verdi.
A breve, sarà disponibile on line l'intera ripresa video della presentazione
GUARDA IL VIDEO
PRESENTAZIONE 14 maggio a Palazzo Barberini - «L’essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l’ambiente artistico romano
Martedì 14 maggio viene presentato a Roma, palazzo Barberini, salone Pietro
da Cortona, h. 17,00, un nuovo volume dedicato a Caravaggio e ai suoi
legami con gli artisti, i mercanti d’arte, i collezionisti che l’artista
incontrò al suo arrivo a Roma («L'essercitio mio è di pittore».
Caravaggio e l'ambiente artistico romano, a cura di Francesca Curti,
Michele Di Sivo e Orietta Verdi, ed. Università Roma Tre-CROMA, pp. 424).
L’opera propone una serie di approfondimenti fondati su indagini documentarie e storico-artistiche condotte da 18 studiosi. I saggi ricostruiscono per un verso il fitto intreccio di relazioni professionali nate nelle botteghe di pittura romane con le quali Caravaggio al suo esordio entrò in contatto, per l’altro si concentrano su alcune opere di Caravaggio, o a lui attribuite (la dispersa Natività di Palermo, il Ritratto di Paolo V Borghese) e su dipinti di artisti che, come Giovanni Baglione, con l’artista lombardo si contesero committenze e fama.
L’opera propone una serie di approfondimenti fondati su indagini documentarie e storico-artistiche condotte da 18 studiosi. I saggi ricostruiscono per un verso il fitto intreccio di relazioni professionali nate nelle botteghe di pittura romane con le quali Caravaggio al suo esordio entrò in contatto, per l’altro si concentrano su alcune opere di Caravaggio, o a lui attribuite (la dispersa Natività di Palermo, il Ritratto di Paolo V Borghese) e su dipinti di artisti che, come Giovanni Baglione, con l’artista lombardo si contesero committenze e fama.
Saluti Carlo M. Travaglini, Eugenio Lo Sardo
Intervengono Irene Fosi, Mina Gregori, Claudio Strinati, Alessandro Zuccari
scarica l'invito
RECENSIONE: «L'essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l'ambiente artistico romano (Renato Di Tomasi su NEWS-ART)
Dopo la lettura del volume a più mani che qui si presenta, dal mio punto di vista direi che il processo auspicato da Spezzaferro e Strinati, tra molti pregi e qualche limite, trova riscontro nel lavoro di questi studiosi. Scorrendo le pagine della pubblicazione si tocca con mano la passione degli autori per il Merisi, elemento trainante che ha alimentato un impegno non semplice ma culturalmente assai proficuo per dipanare le nebbie del passato che ancora avvolgono il pittore lombardo.
Tutti i capitoli sono degni nota, anche se in questa sede mi limiterò a citarne solo alcuni. Tra le novità della pubblicazione si segnala la luce fatta sulla bottega del pittore fiorentino Francesco Morelli e i rapporti tra i suoi allievi, da Baglione a Salini sino a Travagni. Gli autori analizzano e mettono in luce nell’opera le relazioni tra questi pittori, arricchendone e mutandone parzialmente le biografie con notizie nuove.
Interessante poi appare la messa a fuoco dei rapporti commerciali tra pittori, dei gusti della committenza e del commercio artistico, che trovano nel lavoro degli autori conferme che cominciano a rafforzare certezze su temi cruciali come il ruolo degli artisti, le modalità di lavoro, il copyright sulle singole opere. Nella pubblicazione viene rivalutato il ruolo di Costantino Spada così come viene confermato quello di Prospero Orsi nelle relazioni con Caravaggio.
Altro significativo contributo si rileva nel capitolo scritto da Michele Cuppone che avanza l’ipotesi che la Natività con i ss. Lorenzo e Francesco per l'oratorio palermitano di San Francesco, celebre opera del Caravaggio trafugata nel 1969, sia un dipinto romano, eseguita proprio al principio del Seicento probabilmente su committenza del banchiere senese Fabio Nuti ...
CONTINUA A LEGGERE SU NEWS-ART
CARAVAGGIO A ROMA È MULTIDISCIPLINARE (Il Giornale dell'Arte)
Con «L'essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l'ambiente artistico romano, numero speciale della rivista «Roma moderna e contemporanea», le ricerche intraprese per la recente mostra di Sant'Ivo alla Sapienza tornano, con rigore scientifico, a illuminare la vicenda storico artistica di Michelangelo Merisi e il suo milieu capitolino. Attraverso i contributi di 18 studiosi, e nella rete di riferimenti interni e reciproche collaborazioni, la conoscenza fa grandi passi in avanti.
Come spesso accade, i territori meno battuti si rivelano i più fruttuosi, grazie anche alle notevoli acquisizioni documentali. Si possono così meglio contestualizzare, circoscrivere, approfondire e integrare diversi momenti salienti della vita «dal vero» di Caravaggio a Roma, con particolare riguardo ai suoi esordi ...
CONTINUA A LEGGERE SU "IL GIORNALE DELL'ARTE"
«L'essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l'ambiente artistico romano: i singoli contributi in dettaglio.
Disponibili on line maggiori informazioni su «L'essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l'ambiente artistico romano (a cura di F. Curti-M. Di Sivo-O. Verdi), n. 2/2011 della rivista interdisciplinare di storia Roma moderna e contemporanea.
In particolare, è possibile leggere una sintesi dei singoli articoli.
"CARAVAGGIO, SCOPERTI I SEGRETI DEL PERIODO ROMANO DELL'ARTISTA", di Fabio Isman (Il Messaggero)
Caravaggio è arrivato davvero a Roma nel 1596 [sic], quando aveva 25 anni: le testimonianze concordano; e cosa abbia fatto dopo il 1592, data dell'ultimo documento che lo attesta in Lombardia, resta un mistero: un viaggio a Venezia, come scrive Giovan Pietro Bellori nella sua biografia? Non c'è nessuna traccia. Scoperte poi, sul suo grande nemico, il pittore Giovanni Baglione: diceva d'essere nobile, ma era figlio di un macellaio. E ancora: la Natività di Merisi, il quadro rubato dalla mafia nel 1969 dall'oratorio di San Lorenzo a Palermo, non è del 1609, ma dipinto nel 1600, a Roma: se ne sono trovate le tracce ...
CONTINUA A LEGGERE SU IL MESSAGGERO.IT
(edizione cartacea: "Caravaggio, case e botteghe" di sabato 9 febbraio 2013, p. 19)
PUBBLICAZIONE NOVITÀ': «L'essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l'ambiente artistico romano
(clicca sull'immagine per ingrandire)
È uscito l'attesissimo numero 2 del 2011 della rivista Roma moderna e contemporanea, numero speciale «L'essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l'ambiente artistico romano a cura di F. Curti-M. Di Sivo-O. Verdi.
Il volume, maturato nel solco della mostra Caravaggio a Roma. Una vita dal vero, promossa dall’Archivio di Stato di Roma nel 2011, propone una serie di approfondimenti fondati su indagini documentarie e storico-artistiche che ricostruiscono tasselli importanti di quel variegato intreccio di relazioni professionali nate nelle botteghe di pittura attive alla fine del Cinquecento nel circoscritto perimetro compreso tra piazza della Minerva, San Luigi de’ Francesi e la Scrofa, negli anni in cui Caravaggio giunse nella capitale. Seguono poi contributi che offrono nuove analisi e proposte stilistiche e iconografiche incentrate su opere di Caravaggio o a lui attribuite e su dipinti di artisti che con il Lombardo si contesero committenze e fama.
Per l’acquisto ci si può
rivolgere a «CROMA-Università Roma Tre», via Ostiense, 139 00154 Roma -
tel. +39.06.57334016 - fax +39.06.57334030 - e-mail: pubblicazioni@uniroma3.it
Per l’acquisto dall'estero ci si
può rivolgere a «LICOSA S.P.A», via Duca di Calabria, 1 50125 Firenze -
Italy - tel. +39.055.64831 - fax +39.055.641257 - e-mail: licosa@licosa.com
È possibile ordinare anche tramite l'apposito modulo on line
Acquistando il volume direttamente presso la sede del «CROMA-Università Roma Tre», via Ostiense, 139 (II piano) Roma, si usufruirà di uno speciale sconto del 15%.
About Caravaggio. La lezione del genio presso i contemporanei (di Michele Cuppone)
Fin troppo omaggiato di recente dai contemporanei, con kermesse più o meno pretestuose, improvvisate e di dubbio gusto, About Caravaggio. Visioni & illusioni contemporanee a Frascati si presenta da subito come un serio appuntamento molto ben curato, non da ultimo per la selezione di grandi autori, che attesta quanto sia stato fecondo il seme piantato più di quattro secoli or sono dal nostro.
È superato il tabù di esporre in presenza di artisti viventi un Caravaggio, qui il San Giovanni Battista Corsini in mostra per un mese ma senza il quale la stessa, che si giustifica da sè, mantiene tutto il suo valore. Il quadro, in un certo senso a suo agio nell'edificio secentesco di palazzo Aldobrandini (famiglia pure in relazione con il pittore), fa da ponte tra la contemporaneità di 25 ospiti, e l'antichità dei reperti museali residenti. E corona letteralmente l'installazione immateriale di icone merisiane che rischierebbe di essere l'ennesima carrellata se non fosse che, nel gioco di vibranti trasparenze, la visione eterea ed anche in controparte di capolavori entrati con forza nell'immaginario collettivo, innesca stimoli e suggestioni nell'osservatore.
Il genio milanese è variamente richiamato dalle personali sensibilità e visioni; qualcuna dichiaratamente presente in maniera occasionale (Kounellis) e magari anche con singola estrapolazione da una serie (Viola, Basilé), che assieme ad episodi neo-pop (Perego) sollecitano il giudizio critico del pubblico (e forse qualche interrogativo sull'opportunità). Certo i due Muniz sono un'ottima apertura, non a caso uno scelto come 'biglietto da visita'.
Fin troppo facile eleggere tra i brani sommi dell'esposizione la fiscella di Ventrone, la cui tecnica iperrealistica – così transfotografica, persino nella resa senza pari della messa a fuoco – ci fa un po' immedesimare in quei "popolani" che 400 anni fa assistevano con stupore al disvelamento delle opere pubbliche del maestro per eccellenza.
Motivo di raro vanto è poi la presenza di ben due opere appositamente realizzate per l'occasione: un'installazione di Nitsch, tra liturgia cruda e salvifica (con una nota di perplessità sul sonoro, quando contamina ogni sala e opera esposta); e il cameraman di Pistoletto, che in una grande specchiatura racchiude la mostra stessa e uno dei motivi – il Narciso – qui maggiormente recepiti dalla lezione caravaggesca. E poi ancora il celebre omaggio di Guttuso, una raffinata medusa vitrea di Familiari, fino all'altare diffuso della Deposizione ai Raggi x di Meneghetti.
Quella lezione appunto, qui nella Deposizione e nella mostra tutta, è stata sondata appieno, per innalzarsi ad una dimensione corale.
È superato il tabù di esporre in presenza di artisti viventi un Caravaggio, qui il San Giovanni Battista Corsini in mostra per un mese ma senza il quale la stessa, che si giustifica da sè, mantiene tutto il suo valore. Il quadro, in un certo senso a suo agio nell'edificio secentesco di palazzo Aldobrandini (famiglia pure in relazione con il pittore), fa da ponte tra la contemporaneità di 25 ospiti, e l'antichità dei reperti museali residenti. E corona letteralmente l'installazione immateriale di icone merisiane che rischierebbe di essere l'ennesima carrellata se non fosse che, nel gioco di vibranti trasparenze, la visione eterea ed anche in controparte di capolavori entrati con forza nell'immaginario collettivo, innesca stimoli e suggestioni nell'osservatore.
Il genio milanese è variamente richiamato dalle personali sensibilità e visioni; qualcuna dichiaratamente presente in maniera occasionale (Kounellis) e magari anche con singola estrapolazione da una serie (Viola, Basilé), che assieme ad episodi neo-pop (Perego) sollecitano il giudizio critico del pubblico (e forse qualche interrogativo sull'opportunità). Certo i due Muniz sono un'ottima apertura, non a caso uno scelto come 'biglietto da visita'.
Fin troppo facile eleggere tra i brani sommi dell'esposizione la fiscella di Ventrone, la cui tecnica iperrealistica – così transfotografica, persino nella resa senza pari della messa a fuoco – ci fa un po' immedesimare in quei "popolani" che 400 anni fa assistevano con stupore al disvelamento delle opere pubbliche del maestro per eccellenza.
Motivo di raro vanto è poi la presenza di ben due opere appositamente realizzate per l'occasione: un'installazione di Nitsch, tra liturgia cruda e salvifica (con una nota di perplessità sul sonoro, quando contamina ogni sala e opera esposta); e il cameraman di Pistoletto, che in una grande specchiatura racchiude la mostra stessa e uno dei motivi – il Narciso – qui maggiormente recepiti dalla lezione caravaggesca. E poi ancora il celebre omaggio di Guttuso, una raffinata medusa vitrea di Familiari, fino all'altare diffuso della Deposizione ai Raggi x di Meneghetti.
Quella lezione appunto, qui nella Deposizione e nella mostra tutta, è stata sondata appieno, per innalzarsi ad una dimensione corale.
Porto Ercole città di Caravaggio: al via il progetto che coinvolgerà tutto il comune
PORTO ERCOLE – Prende sempre più forma il progetto “Porto Ercole la città del Caravaggio” ideato da Silvano Vinceti, presidente del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali per il Comune di Monte Argentario.
Lunedì prossimo, 28 gennaio 2013, nell’aula magna della scuola di Porto Ercole intitolata proprio a Michelangelo Merisi, alle ore 18.00, avrà luogo la presentazione dell’innovativo progetto da parte dello stesso Vinceti con l’introduzione del sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli. Nel corso della serata verranno illustrate tutte le caratteristiche dell’offerta che coinvolge anche la parte paesaggistica, naturalistica, del turismo religioso, equituristico, enogastronomico.
Sono invitati all’incontro i rappresentanti delle associazioni dei commercianti, degli albergatori, dei ristoratori, degli agriturismi, degli artigiani, delle associazioni, singoli o gruppi che svolgono attività nei diversi settori turistici.
Fonte: Il Giunco.net
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Restauro in diretta streaming della Maddalena penitente
Dalla fine di gennaio, segui in diretta streaming il restauro della Maddalena penitente di Caravaggio!
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Il Caravaggio di Milo Manara avrà il volto di Andrea Pazienza
Dall'intervista:
"[Caravaggio] aveva due lati, uno oscuro e uno luminosissimo.
C'è una frase che Filippo Neri dirà a Caravaggio: 'Io vedo in te due lupi che lottano uno contro l'altro e devono sbranarsi a vicenda.'
Caravaggio dice: 'Quale dei due riuscirà a vincere?'
'Quello che tu avrai nutrito di più', risponde Filippo Neri."
Il Caravaggio di Milo Manara avrà il volto di Andrea Pazienza.
Il primo incontro fra Manara e il Caravaggio era avvenuto nel libro di illustrazioni Il pittore e la modella ... CONTINUA A LEGGERE SU HOUSE OF MISTERY
Quattro Università a caccia dei resti di Michelangelo Merisi da Caravaggio (fonte: gialli.it)
Hanno seguito una pista che li ha portati al cimitero comunale di Porto Ercole in Via del Camerone. E’ bastato aprire una botola sul pavimento della piccola chiesa del cimitero. Scendere con una scala nella cripta che conserva ossa di persone decedute nei primi anni del 1600. E cercare di dare una risposta ad uno dei casi irrisolti più celebri della storia. Fra quelle ossa potrebbero esserci i resti di Michelangelo Merisi da Caravaggio, il pittore che dopo una vita rocambolesca caratterizzata da liti, accoltellamenti, fughe, morì in circostanze misteriose. Pochissimi, anonimi sconosciuti, videro il suo cadavere. La pista che ha condotto a questa esplorazione ha avuto varie tappe: il pittore morto nell’ospedale di Santa Maria Ausiliatrice (come testimonia il documento rinvenuto nel 2001), sarebbe stato poi seppellito nel cimitero di San Sebastiano. Nel 1956, durante lavori di ristrutturazione urbanistica, il corpo sarebbe stato trovato dal parroco e traslato, si pensava, nella Chiesa di Sant’Erasmo, ma le recenti ricerche hanno portato gli studiosi ad ipotizzare che i resti del famoso pittore siano stati “abbandonati” in un ossario comune del nuovo cimitero comunale, e precisamente nella piccola cripta sotto la chiesa del cimitero. L’operazione “Caravaggio Cold Case” è diretta dal Comitato Nazionale per la Valorizzazione di Beni Storici, Culturali e Ambientali, presieduta da Silvano Vinceti. A coadiuvarlo ci sono studiosi di ben 4 Università italiane: Bologna, Lecce, Ravenna e Pisa coordinati dal Comitato scientifico presieduto dal professor Giorgio Gruppioni, ordinario di Antropologia all’Università di Bologna. Dopo una prima selezione delle ossa rinvenute, i campioni saranno analizzati al carbonio 14 che permetterà di datarli. Una comparazione poi con il DNA dei discendenti di Caravaggio consentirà di stabilire se effettivamente i resti possono essere attribuiti al celebre pittore.
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