Udine, 18 marzo 2020 - Palazzo D'Aronco avrà in comodato d'uso gratuito il San Francesco che riceve le stimmate, attribuito a Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. Ieri la giunta ha deliberato di accettare il deposito del dipinto, di proprietà della Parrocchia di Santa Maria Assunta di Fagagna, nelle Gallerie d'arte antica del Castello di Udine dove è già esposto. Il comodato d'uso avrà durata decennale, con possibilità di rinnovo. L'opera è assicurata per 400mila euro (salvo una revisione al rialzo in caso studi futuri, favoriti dal restauro dell'opera quest'anno, rivelino un'autografia caravaggesca certa del dipinto) e la parrocchia di Fagagna ha chiesto che, in caso di prestiti a terzi, sia valorizzata per 1,5 milioni di euro. Il dipinto, in realtà, è custodito nelle Gallerie dei civici musei da più di un secolo, da quando, nel 1911, l'allora prefetto di Udine comunicò al Soprintendente Gino Fogolari il sequestro del quadro - donato nel 1852 al parroco della chiesa Santa Maria Assunta di Fagagna dal conte Francesco Fistulario -, per sospetto di sua alienazione (era stato portato nello studio di un artista che avrebbe dovuto provvedere a un ennesimo restauro) e quindi il suo trasferimento presso i Musei del Castello. Negli anni successivi la parrocchia di Fagagna avanzò ripetute richieste di restituzione della propria tela, rimaste però, con varie motivazioni, inevase. L'opera, negli anni, è stata sottoposta a diversi restauri: nel 1854 se ne occupò il pittore-fotografo, Arturo Malignani, mentre nel 1930 fu inviata a Roma, dove fu restaurata dall'allora ministero della Pubblica Istruzione. I Civici musei, che hanno sostenuto alcuni interventi nel 1989 e nel 2013, hanno anche coperto nel 2014 i costi per una campagna diagnostica completa sul dipinto, in occasione della mostra in Castello Rebus Caravaggio. Il San Francesco che riceve le stimmate di Udine. Con il beneplacito della Soprintendenza a fine 2019 sono iniziati i saggi di pulitura per l'esecuzione del restauro. Tra gli studiosi, non c'è ancora una posizione univoca: il quadro potrebbe essere del Caravaggio (attribuibile al periodo giovanile), una replica o una copia (fonte: Il Gazzettino)
Visualizzazione post con etichetta restauro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta restauro. Mostra tutti i post
Il 'Caravaggio' rimane nelle gallerie del castello
Udine, 18 marzo 2020 - Palazzo D'Aronco avrà in comodato d'uso gratuito il San Francesco che riceve le stimmate, attribuito a Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. Ieri la giunta ha deliberato di accettare il deposito del dipinto, di proprietà della Parrocchia di Santa Maria Assunta di Fagagna, nelle Gallerie d'arte antica del Castello di Udine dove è già esposto. Il comodato d'uso avrà durata decennale, con possibilità di rinnovo. L'opera è assicurata per 400mila euro (salvo una revisione al rialzo in caso studi futuri, favoriti dal restauro dell'opera quest'anno, rivelino un'autografia caravaggesca certa del dipinto) e la parrocchia di Fagagna ha chiesto che, in caso di prestiti a terzi, sia valorizzata per 1,5 milioni di euro. Il dipinto, in realtà, è custodito nelle Gallerie dei civici musei da più di un secolo, da quando, nel 1911, l'allora prefetto di Udine comunicò al Soprintendente Gino Fogolari il sequestro del quadro - donato nel 1852 al parroco della chiesa Santa Maria Assunta di Fagagna dal conte Francesco Fistulario -, per sospetto di sua alienazione (era stato portato nello studio di un artista che avrebbe dovuto provvedere a un ennesimo restauro) e quindi il suo trasferimento presso i Musei del Castello. Negli anni successivi la parrocchia di Fagagna avanzò ripetute richieste di restituzione della propria tela, rimaste però, con varie motivazioni, inevase. L'opera, negli anni, è stata sottoposta a diversi restauri: nel 1854 se ne occupò il pittore-fotografo, Arturo Malignani, mentre nel 1930 fu inviata a Roma, dove fu restaurata dall'allora ministero della Pubblica Istruzione. I Civici musei, che hanno sostenuto alcuni interventi nel 1989 e nel 2013, hanno anche coperto nel 2014 i costi per una campagna diagnostica completa sul dipinto, in occasione della mostra in Castello Rebus Caravaggio. Il San Francesco che riceve le stimmate di Udine. Con il beneplacito della Soprintendenza a fine 2019 sono iniziati i saggi di pulitura per l'esecuzione del restauro. Tra gli studiosi, non c'è ancora una posizione univoca: il quadro potrebbe essere del Caravaggio (attribuibile al periodo giovanile), una replica o una copia (fonte: Il Gazzettino)
"Palermo, l’arte al tempo della guerra. E il Caravaggio rubato che (già) non c’era", di Michele Cuppone
Una mostra sull'arte durante la guerra a Palermo è occasione per ripercorrere la storia della 'Natività' di Caravaggio in quegli anni e in quelli immediatamente successivi, nonché la storia di Filippo Meli, il sacerdote che se ne prese cura fino al 1965
È stata prorogata fino all’8 aprile la mostra fotografica e documentale La Guerra dell’Arte, a Palermo presso il Convento della Real Magione. Il titolo, che parafrasa “L’arte della guerra” di Sun Tzu, stigmatizza come le opere d’arte abbiano da sempre combattuto per poter giungere, illese, sino ai giorni nostri. Come scrive il curatore Attilio Albergoni, “le fotografie esposte provengono da vari archivi esteri e nazionali ma sembrano immagini scattate da un solo uomo, quasi che la guerra a Palermo fosse vissuta da un essere solo”.
Ed è davvero toccante ciò che si presenta agli occhi del visitatore e che resta impresso nel ‘catalogo’ (fuori commercio) realizzato dalla Regione Siciliana, per i tipi di Navarra Editore. Il capoluogo isolano fu particolarmente martoriato dalle incursioni aeree avvenute nel corso del 1943, e se il ‘tributo’ in termini di vite umane e più in generale per la città fu ingente, molte opere d’arte poterono d’altro canto salvarsi grazie a una lungimirante operazione di prevenzione. Esemplare è la foto dell’oratorio del Rosario in San Domenico, dove si vede la ben collaudata opera di puntellamento, consolidamento e messa in sicurezza di statue e pavimentazione attraverso assi di legno e sacchi di sabbia. La pala d’altare del Van Dyck risulta assente; così come altri dipinti, sculture e vari oggetti di pregio provenienti dal territorio e che furono portati in un ricovero – i più in località San Martino delle Scale, alle pendici dei monti che circondano la città.
Questa foto mi ha riportato alla mente una lettera consultata giusto un anno fa, custodita presso l’Archivio Storico della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo (class. II D.75, prot. 217 del 5-2-1948). A scrivere, all’allora soprintendente alle Gallerie della Sicilia Filippo Di Pietro, è il rettore dell’oratorio di San Lorenzo, don Filippo Meli. Eccone il contenuto:
Palermo
3 febbr. 1948
Egr. Prof. Di Pietro,
Le comunico che da parte di Sua Em. il Sig. Cardinale Ruffini è stato restituito il dipinto del Caravaggio a questo Oratorio di San Lorenzo. La prego quindi di esser gentile ad inviare due persone capaci per potere rimettere a posto dovuto il suddetto prezioso dipinto – perché non voglio responsabilità.
Con molti distinti ossequi
Suo dev.mo
Sac. Filippo Meli
Mi sono sempre chiesto il motivo per cui la Natività, come si deduce, era stata temporaneamente fuori dalla sua dimora abituale, dove vi faceva rientro in quei primi mesi del 1948. Una mostra? Non poteva essere: il quadro fu esposto soltanto a Milano nel 1951 e a Parigi nel 1965. Ecco ora che, ricollegando i dati disponibili e approfondendo il tema (vedi La protezione del patrimonio artistico nazionale dalle offese della guerra aerea, Firenze 1942, p. 339), tutto diventa più chiaro. La tela, durante la guerra, fu spostata in luogo più sicuro e non senza difficoltà, legate al suo alloggiamento nella cornice con angeli in stucco del Serpotta (da cui, come visto, la richiesta di “persone capaci”). Sarebbe poi tornata in situ – dopo un passaggio presso l’Arcivescovado – una volta terminati i restauri dell’oratorio (che subì danni nel bombardamento del 15 febbraio 1943). Restauri, che dovevano fare i conti con la lunga e più generale ricostruzione del centro cittadino.
Tornando alla lettera, da essa emerge tutta la premura da parte di Meli per il “prezioso dipinto” che, come rettore di San Lorenzo, in lui trovò un geloso custode (fino alla morte avvenuta nel 1965). Meli, è ricordato anche come infaticabile studioso e ricercatore – fu lui peraltro a ritrovare il documento con cui Paolo Geraci si impegnava a dipingere una copia della Natività, identificata molti anni dopo nell’ufficio del prefetto a Catania (e cui ora si aggiunge un’altra copia: se ne parla nel fascicolo 9 della rivista “Valori Tattili”) [...]
link:
A Palermo il 23 marzo presentazione del catalogo "Suggestioni caravaggesche", con Rossella Vodret e Giuseppe Porzio

Venerdì 23 marzo 2018 ore 16.00
Palermo, Palazzo Steri / Sala delle Capriate
Presentazione del catalogo
SUGGESTIONI CARAVAGGESCHE
dai depositi di Palazzo Abatellis. Una storia non semplice
a cura di Giacchino Barbera ed Evelina De Castro
e del dipinto "Venere e Amore" di Giovanni Ricca dopo il restauro
Introduce
Maria Concetta Di Natale
Direttore del Dipartimento Culture e Società, Università di Palermo
Intervengono
Rossella Vodret, già Soprintendente per il Polo Museale Romano e curatrice della mostra "Dentro Caravaggio", Milano, Palazzo Reale
Giuseppe Porzio, Università degli Studi di Napoli "L'Orientale"
A Ferrara incontro sul restauro del "Suonatore di liuto" dell'Hermitage, il 21 marzo
Durante l'incontro si esporranno i risultati delle più recenti indagini diagnostiche per il restauro dell'opera
Il restauro del Suonatore di liuto di Caravaggio
Relatore: Kamila Kalinina, Restauratrice Museo Hermitage
Mercoledì 21 marzo alle 15:30, presso il Salone del Restauro, dei Musei e delle Imprese Culturali 2018 (Fiera di Ferrara).
link:
Conferenza "La Natività di Palermo: prima pala d'altare per Caravaggio?", 9 giugno a Roma con Michele Cuppone, Elisabetta Giani e Claudio Seccaroni
Incontri in Corsini
Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma
Galleria Corsini
Via della Lungara, 10 - Roma
Giovedì 9 giugno 2016, ore 17.00
La Natività di Palermo: prima pala d’altare per Caravaggio?
Intervengono
Michele Cuppone
Elisabetta Giani
Claudio Seccaroni
Introducono
Flaminia Gennari Santori
Direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma
Giorgio Leone
Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma
Flaminia Gennari Santori è lieta di invitare il pubblico alla conferenza dedicata alla Natività di Caravaggio, trafugata dall’Oratorio di San Lorenzo la notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969 e mai recuperata. I relatori, integrando ricerca storico-artistica e indagini tecnico-scientifiche, presenteranno nuovi e importanti elementi che sembrano finalmente chiarire l'enigma dell'ignoto quadro "cum figuris" commissionato a Caravaggio il 5 aprile 1600 dal mercante Fabio Nuti. Tutte le nuove acquisizioni portano infatti ad identificarlo con la Natività di Palermo: dall'analisi stilistica, ai confronti iconografici, all'esegesi delle fonti, alle scoperte documentarie. Non da ultimo, un contributo importante perviene dalla diagnostica. L’opera, ricollocata nel momento in cui Caravaggio terminava i più celebri laterali di San Luigi dei francesi, suo debutto pubblico romano, acquista così un’importanza del tutto nuova nel percorso dell’artista e della sua affermazione. Durante l’incontro, inoltre, Michele Cuppone presenterà una nuova ipotesi anche su un altro quadro romano di Caravaggio.
Michele Cuppone, ricercatore, si è occupato di tematiche caravaggesche pubblicando contributi vari su opere miscellanee («L'essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l'ambiente artistico romano), riviste specialistiche internazionali (The Burlington Magazine, Storia dell'Arte), quotidiani di cultura e notiziari on line. Direttore scientifico e autore nel volume Caravaggio Vero a cura di Claudio Strinati, ha curato la sezione critica dell'installazione permanente sul Seppellimento di santa Lucia presso il Museo di Palazzo Bellomo. Collabora inoltre con Caravaggio400.org.
Elisabetta Giani, fisico, lavora all’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, dove è vicedirettore del Laboratorio di Fisica e Controlli Ambientali, nonché coordinatore della Sezione di Museotecnica. È autrice di numerose pubblicazioni nel campo della conservazione preventiva e dei controlli ambientali. Ha partecipato a numerosi progetti internazionali del MiBACT e del MAECI.
Claudio Seccaroni è ricercatore presso l'ENEA e da più di venticinque anni si occupa di diagnostica sui dipinti.
L'ingresso è libero
"Il Ritratto di Cavaliere di Malta di Caravaggio (1608)": conversazione il 24 maggio a Milano con Marco Carminati
Martedì 24 maggio, in occasione della mostra La bellezza ritrovata, alle Gallerie d'Italia si terrà il primo incontro del ciclo di conferenze dal titolo La bellezza raccontata, che vedrà Marco Carminati discutere di Caravaggio.
In particolare verrà esaminata l'opera Il cavaliere di Malta. L'esperto d'arte Marco Carminati ne parlerà insieme ad Andrea Kerbaker, curatore delle conversazioni.
Il quadro sarà lo spunto per esaminare il contesto in cui venne realizzato, dal clima culturale ai luoghi geografici specifici di produzione. Al termine dell'incontro il pubblico potrà vedere l'opera di persona.
Leggi su Milano Today
Francesco rivestito di Misericordia: a Cremona presentazione del restauro e visite guidate
Domenica 3 aprile alle 21, presentazione presso la cattedrale di Cremona del restauro del San Francesco.
Leggi il comunicato sul sito del Comune di Cremona
Il restauro, recentemente condotto da Mariarita Signorini, ha svelato particolari importanti e inediti che danno nuova luce sul dipinto, e che saranno presentati in Cattedrale il 3 aprile. Uno di questi dettagli è stato segnalato da poco e si tratta dei chiodi del Crocifisso.
Prima che parta per due mostre importanti a Novara e a Madrid, per ritornare in città a settembre, nelle giornate di lunedì 4, martedì 5 e mercoledì 6 aprile sono previste visite guidate al dipinto, da prenotare presso gli uffici dell’Assessorato Cultura, Musei e City Branding ai numeri 0372 407784 o 0372 407770 oppure alla mail eventi@comune.cremona.it
Leggi il comunicato sul sito del Comune di Cremona
Il “San Francesco” di Caravaggio è in restauro a Cremona
Il Museo Civico si prende cura dei suoi gioielli. E’ attualmente oggetto di restauro il S. Francesco in meditazione di Michelangelo Merisi, noto come Caravaggio. L’intervento sull’opera, lascito di Filippo Ala Ponzone, fiore all'occhiello del percorso espositivo della Pinacoteca, e sulla relativa cornice, viene condotto nei laboratorio di palazzo Affaitati dalla restauratrice di origini cremonesi Mariarita Signorini, sotto la direzione della Sovrintendenza e del Conservatore Mario Marubbi.
Il dipinto, recentemente valorizzato dalla corretta illuminazione e dall’esposizione nella sala ad esso dedicata del Museo, presenta il degrado delle vecchie vernici, ingiallite e scurite, che sono state sovrapposte nel corso del tempo e di vecchi ritocchi ossidati, che rendono illeggibile la vegetazione sullo sfondo e gran parte dei passaggi tonali che caratterizzano la stesura pittorica, impedendone il pieno godimento. Al contrario le buone condizioni del supporto non rendono necessario alcun intervento conservativo dello stesso. Quindi, l’opera di restauro si focalizza sulla pulitura della superficie pittorica, con rimozione delle vernici alterate e dei restauri obsoleti al fine di migliorare la lettura dell’opera.
Prima e durante le operazioni di recupero, il dipinto viene sottoposto ad indagini scientifiche non invasive con le più moderne tecnologie, come supporto al restauro. La cornice originale nera con decori in oro zecchino contenenti lo stemma Ala, riferibile al primo proprietario dell’opera Mons. Benedetto Ala, stemma che compare nell’altare di famiglia nella Cattedrale di Cremona, viene in questa occasione disinfestata.
Sia il restauro, sia la campagna fotografica e diagnostica sono frutto di sponsorizzazioni private.
La restauratrice Signorini lavora da anni per istituzioni pubbliche, fra queste la Galleria gli Uffizi, e la Galleria dell’Accademia, il Museo degli Argenti, la Galleria Palatina di Firenze, il Museo Capitolare di Pistoia, i Musei Civici di Prato e Cremona, il Museo Bandini di Fiesole, l’Eredità Bardini di Firenze e per Enti ecclesiastici.
L’Assessorato alla Cultura, Musei e City Branding si sta già muovendo per organizzare momenti di valorizzazione dell’opera e del restauro nel momento in cui il Caravaggio tornerà, recuperato, a fine marzo, nel percorso espositivo della Pinacoteca, prima di essere ‘ambasciatore’ del patrimonio cittadino in importanti mostre anche di livello internazionale.
Leggi il comunicato del Comune di Cremona
[NEW: video del restauro]
Restaurata la copia di un Caravaggio, il ‘San Giovanni Battista Costa’ visibile al pubblico alla chiesa di Santo Stefano
Il ‘San Giovanni Battista Costa’ sarà per la prima volta visibile al pubblico sabato 11 Aprile nella chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani di Empoli a seguito del recente restauro operato dai diagnosti dell’Art-Test di Firenze in collaborazione con la Misericordia di Empoli e altri enti locali. Si tratta di una copia secentesca di altissimo livello del celebre dipinto di Caravaggio donata nel 1823 dal monsignor Marchetti e finora conservata nella cappella destra dell’altare maggiore della chiesa di Santo Stefano. Il quadro è tuttora in restaurazione e sarà reso pubblico il giorno del convegno. L’originale si trova al Nelson-Atkins Museum di Kansas City e sarà esposto tra due mesi a Madrid. Il programma di questa giornata è stato esposto nella conferenza stampa di oggi, venerdi 27 marzo, presentata dal Governatore della Misericordia di Empoli, Pierluigi Ciari e dal professor Valfredo Siemoni, storico dell’arte [...]
Continua a leggere su #gonews.it
Terminato il restauro del 'San Sebastiano' del Duomo di Como
Gli studenti del quinquennio magistrale in Restauro dei Beni Culturali dell’Accademia Galli, coordinati dalle docenti Alessandra Collina e Federica Colombani, hanno terminato l’intervento di restauro sul “San Sebastiano” dipinto caravaggesco, conservato nella Sacrestia dei Mansionari del Duomo di Como. Il restauro è stato finanziato dalla classe 42 dell’Associazione “La Stecca”.
Il degrado maggiore era dovuto ad una tecnica esecutiva errata con sollevamenti diffusi dello strato pittorico. L’intervento è consistito in un consolidamento generale del supporto tessile e degli strati pittorici. L’Accademia attende l’ultimo sopralluogo della Soprintendenza.
Vi proponiamo una serie di immagini di grande impatto visivo con gli studenti all’opera e le immagini dei dipinti prima e dopo il restauro ...
Continua a leggere su JSC15
La tecnica della pittura su tela nell'opera di Caravaggio (Roma, 19 febbraio)
Roma, mercoledì 19 febbraio, ore 18,00
Incontro "La pittura su tela"
Prima parte.
Restauratrici: Valeria Merlini e Daniela Storti
La tecnica della pittura su tela nell’opera di Caravaggio
Seconda parte.
Ricercatore: Michele Cuppone
Caravaggio. La Natività di Palermo: un quadro del 1600 o 1609?
Terza parte.
Storico dell’arte: Silvia De Angelis
Caravaggio. L'evoluzione di un artista attraverso la lettura della sua tecnica pittorica e l’analisi dei suoi capolavori
Clicca qui per maggiori informazioni e il programma completo degli incontri
Incontro "La pittura su tela"
Prima parte.
Restauratrici: Valeria Merlini e Daniela Storti
La tecnica della pittura su tela nell’opera di Caravaggio
Seconda parte.
Ricercatore: Michele Cuppone
Caravaggio. La Natività di Palermo: un quadro del 1600 o 1609?
Terza parte.
Storico dell’arte: Silvia De Angelis
Caravaggio. L'evoluzione di un artista attraverso la lettura della sua tecnica pittorica e l’analisi dei suoi capolavori
Clicca qui per maggiori informazioni e il programma completo degli incontri
INCONTRO (Roma, 29 maggio) - Caravaggio, Vasari: il confronto
29 Maggio – Santa Marta – Piazza del Collegio Romano 5, ore 18.15
Lorenzo Pericolo storico dell’arte e professore presso l’Univerisità di Warwick, specialista della pittura di Caravaggio e Maria Clelia Galassi storica dell’arte, professoressa presso l’Università di Genova ed esperta di studi sul disegno attraverso le indagini tecniche, metteranno a confronto i due artisti
Leggi la news sul sito di Verderame
Dietro la pala di Peterzano l'ombra del giovane Caravaggio
La pala d'altare di Peterzano (Studio Sally)
Bernate, 23 aprile 2013 - Un capolavoro derubricato per secoli come opera di un artista minore del Settecento. La recente scoperta del suo vero autore, quel Simone Peterzano che fu maestro del Caravaggio negli anni giovanili. E ora il restauro, che ha restituito all’opera la luminosità dei suoi colori originari, e con essi sembra aver riacceso i riflettori sugli anni bui dell’apprendistato milanese di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. La «deposizione di Cristo» ha tutti gli elementi per suscitare l’attenzione e la curiosità degli studiosi del Caravaggio, da anni alla disperata ricerca delle opere giovanili del maestro
Continua a leggere su IL GIORNO
24 aprile - Caravaggio, Vasari: sguardi impertinenti. Semiotica, arte, testualità
24 aprile – ex Chiesa di Santa Marta – Piazza del Collegio Romano 5, ore 18.15
Giulia Ceriani, docente di Comunicazione Pubblicitaria all’Università degli studi di Siena, sarà la protagonista della terza conferenza dei Dialoghi dell’Arte.
Tre capolavori mettono la semiotica, disciplina che porta una propria griglia di lettura delle manifestazioni visive come fenomeni testuali, al banco di prova dell’arte. Un approccio interpretativo che rende conto del funzionamento immanente dell’opera, e porta un contributo originale al contesto di analisi in cui si situa l’intervento di restauro presso la Galleria Doria Pamphilj.
L’ingresso è gratuito
Leggi sul sito di VERDERAME
Scarica il PROGRAMMA DELLE CONFERENZE
Giulia Ceriani, docente di Comunicazione Pubblicitaria all’Università degli studi di Siena, sarà la protagonista della terza conferenza dei Dialoghi dell’Arte.
Tre capolavori mettono la semiotica, disciplina che porta una propria griglia di lettura delle manifestazioni visive come fenomeni testuali, al banco di prova dell’arte. Un approccio interpretativo che rende conto del funzionamento immanente dell’opera, e porta un contributo originale al contesto di analisi in cui si situa l’intervento di restauro presso la Galleria Doria Pamphilj.
L’ingresso è gratuito
Leggi sul sito di VERDERAME
Scarica il PROGRAMMA DELLE CONFERENZE
CONFERENZA I Dialoghi dell'Arte: Caravaggio incontra Vasari (27 marzo a Roma)
La storia raccontata dai restauratori e dai tecnici al lavoro nel progetto Caravaggio incontra Vasari.
I Dialoghi dell’Arte intendono offrire un punto di vista diverso per considerare i temi dell’intervento conservativo e delle ricerche tecniche, allargando lo sguardo ai diversi contenuti culturali rispecchiati dalle opere.
Il dialogo tra due dipinti accostabili per il soggetto, tra due doppi di uno stesso autore o di autori diversi, tra due stessi soggetti diversamente trattati, lascia emergere quelle pluralità di prospettive e molteplicità di voci, in grado di ricondurre l’opera d’arte al centro di un contesto culturale ampio.
La prima conferenza, a cura del team di Verderame, propone uno sguardo sulle tecniche artistiche e sulla conservazione a partire dalle due opere in restauro: la Deposizione di Vasari e la Maddalena di Caravaggio.
Interverranno Marco Cardinali, Maria Beatrice De Ruggieri, Giulia Silvia Ghia, Paolo Roma
l’ingresso è gratuito e possibile fino a esaurimento posti
Leggi sul sito di VERDERAME
Scarica il PROGRAMMA DELLE CONFERENZE
Casa Caravaggio ridotta a un rudere
La denuncia: Qui visse la madre del Merisi. Il comune bergamasco rinuncia ai lavori e Anna Maria Belli cerca sponsor
La proprietaria bresciana: «Una vergogna»
Il portone cigola. Una spinta. Si apre. Il sipario di un teatro. Il vento sbuffa, fogli di giornale vorticano nel cortile. Carta straccia. Un gatto scivola sotto il portico. Una bicicletta è appoggiata sul muro. Lembi di carta da parati strappati dalle pareti, sul soffitto quattrocentesco si aggrovigliano ragnatele. Lo stemma degli Sforza, sul camino, è divorato dal tempo. Anna Maria Belli, 75 anni, sospira. «Un disastro». Caravaggio, via Matteotti, 1. Palazzo Gallavresi. La signora Belli ci ha abitato finché non si è sposata con Pietro Picotti e s'è trasferita a Provaglio d'Iseo. Lei la chiama anche casa Aratori: ci abitavano gli avi di Lucia, la madre del Merisi, prima che arrivassero il marchese Gian Paolo Sforza, nel 1525, e Costanza Colonna, che, è cosa nota, aiutò l'artista a fuggire da Roma quando fu accusato di omicidio, nel 1606. Archi a tutto sesto, capitelli scudati, i ritratti dei duchi di Milano, muri sbrecciati tra cui, forse, ha giocato un Caravaggio bambino (o almeno ci piace immaginare così) ...
Continua a leggere su IL CORRIERE DELLA SERA
La proprietaria bresciana: «Una vergogna»
Continua a leggere su IL CORRIERE DELLA SERA
Nuovo contributo di Carla Mariani nella Biblioteca on line
Segnaliamo un nuovo contributo nella biblioteca on line di Caravaggio400, di - e messo gentilmente a disposizione da - Carla Mariani. Peraltro, esso è relativo ad un'opera dibattuta e meritevole di essere maggiormente conosciuta, la Cattura di Cristo ex collezione Ladis Sannini.
Il contributo si aggiunge ad altri (Scaletti; Spadaro) presenti in esclusiva nella sezione dedicata di C400, integrata di recente anche da testi (Christiansen; Mahon; Trinchieri Camiz) editi dal Metropolitan Museum of New York.
Si invita cordialmente la comunità scientifica a rendere così più accessibili i propri studi, che non avrebbero problemi di 'diritti' se pubblicati senza immagini (altrimenti chiedendo autorizzazione per le stesse).
Mariani, Carla
* contributo esclusivo per Caravaggio400.
Restauro in diretta streaming della Maddalena penitente
Dalla fine di gennaio, segui in diretta streaming il restauro della Maddalena penitente di Caravaggio!
ACCEDI ALLA PAGINA FACEBOOK
ACCEDI ALLA PAGINA FACEBOOK
CARAVAGGIO E L'INVENZIONE DEL LAZZARO - In mostra a Palazzo Braschi il capolavoro restaurato (di Michele Cuppone)
Caravaggio, geniale inventore di immagini dalla potente forza comunicativa. Che, dopotutto, è la più grande riconferma che chiunque potrà verificare a Palazzo Braschi, se altrimenti la Resurrezione di Lazzaro si espone quasi timidamente in una rara occasione capitolina (a breve replicabile nell'originario museo regionale messinese).
Nell'allestimento pur apprezzabile concettualmente e per semplicità, quasi a riprodurre nel grande spazio vuoto e buio antistante l'opera quello incombente sul gruppo di personaggi raffigurati, l'illuminazione difatti fa parlare troppo di sé per inadeguatezza. Sebbene questione di soluzione problematica per grandi tele e per di più scure e riflettenti come questa, da una mostra incentrata su di una sola opera ci si aspettava comunque uno sforzo maggiore.
Passa dunque in secondo piano il motivo dell'evento, l'operazione di restauro da parte dell'ISCR grazie al contributo privato, rivedendo quello del 1951. Sull'opera che proprio l’intervento umano, travisandone le timbriche scure, in passato ne ha compromesso stato conservativo e leggibilità, si constata quel che più appare, l'utilizzo cioè di una vernice più opaca del solito (nelle scelte innovative di cui Caravaggio si fa qui pioniere), che contribuisce in qualche modo a mimetizzare l'intervento. Molto si deve apprendere in tal senso dal nutrito catalogo – ben documentato su materiali e metodi e condensato esemplarmente nel funzionale apparato didattico di sala – pressoché tutto incentrato sugli aspetti tecnici ma trascurando autoreferenzialmente quanto realizzato e acquisito nel recente restauro dell'Adorazione dei pastori, confronto più diretto per comune cronologia e storia conservativa, i cui esiti si sarebbero dovuti porre a sistema, nell’ottica pure già intrapresa sulle opere romane e ai fini di ampliare le conoscenze caravaggesche su tecnica pittorica e del restauro. Nel volume non passa inosservato anche un certo potenziale inespresso nell’approfondimento scientifico, per i mezzi oramai irrinunciabili, sul versante della diagnostica per immagini. Forse, si sarebbero potuti addurre elementi utili alla questione di non poco conto dell’autografia della fascia sottostante, aggiunta in un secondo momento ma che ad ogni modo non scalfisce il senso di ineluttabile gravità comune alla produzione isolana dell’artista.
In definitiva, l’attenzione è tutta calata sulla grande invenzione del Lazzaro che sorge a nuova vita, in perfetta sintonia con la condizione esistenziale del pittore latitante in cerca di riscatto, tanto che per le fonti fu egli stesso a proporre al committente tale iconografia, forse raffigurandosi poi in atto di contrizione a mani giunte. Una composizione inquieta, senza un unico fulcro e nella moltitudine ondeggiante di astanti, alcuni chini come pescatori messinesi sulle reti, nella trama di linee diagonali su cui si innesta il gesto del Cristo, idea di recupero dalla Vocazione di san Matteo e ancor prima dalla Creazione michelangiolesca, nella geniale rivisitazione della mano del Lazzaro-Adamo protesa verso l’alto, centro-isolato del quadro.
Il tutto è ancor più sorprendente pensando al precario contesto siciliano, tra i meno indagati e che anche alla luce di tale capolavoro va rivalutato con la debita considerazione da parte del grande pubblico avvezzo più ai bagliori della maturità romana. Un Caravaggio se possibile sempre più drammatico, ma di un’umanità rassegnata oltre che intensa, certo contagiosa. Non sarà difficile, al cospetto, sentirsi parte integrante di quella pittura.
Michele Cuppone (Roma, 30 giugno 2012)
Caravaggio: in mostra a Roma 'La resurrezione' restaurata (di Nicoletta Castagni da Ansa.it)
Dal 16 giugno. Uno dei dipinti piu' importanti nell'ultimo periodo della vita.
ROMA - E' uno dei dipinti più importanti eseguiti da Caravaggio in terra di Sicilia nell'ultimo periodo della sua vita, dopo la precipitosa fuga da Malta. Ora 'La resurrezione di Lazzaro' (1609), alla fine di un complesso restauro compiuto dagli esperti dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, sarà esposto per la prima volta a Roma dal 16 giugno al Museo di Palazzo Braschi. Della tela del Museo Regionale di Messina tornano particolari scomparsi, come l'autoritratto del Merisi, e le originarie cromie.
Opera imponente (3,80 metri per 2,85), il dipinto è da circa sei mesi nella capitale, nelle mani dei restauratori dell'Iscr che, prima di avviare l'intervento, hanno condotto a Messina alcuni saggi di pulitura. Grazie a leggeri solventi, molto volatili, sono subito riemersi particolari fondamentali per restituire una nuova leggibilità al capolavoro del Merisi. Tra questi, il profilo del Cristo, le braccia spalancate di Lazzaro frementi di vita dopo il rigore della morte, l'autoritratto di Caravaggio confuso tra la piccola folla che assiste al miracolo. Del resto, il grande problema della tela è sempre stato costituito dall'ingiallimento delle vernici usate soprattutto nelle ridipinture settecentesche e che avevano talmente compromesso il capolavoro da renderne incerta l'autografia. Invece, spiega la direttrice dell'Iscr Gisella Capponi, la grande pala, commissionata al genio lombardo dal ricco mercante genovese Giovan Battista Lazzari per la chiesa dei Padri Crociferi, è uno dei pochi dipinti la cui attribuzione sia ampiamente documentata dalle antiche fonti messinesi. Realizzata tra il 1608 e il 1609, appena l'artista arrivò a Messina da Siracusa, l'opera presenta le caratteristiche ...... CONTINUA A LEGGERE SU ANSA.IT
Iscriviti a:
Post (Atom)








