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"Il Caravaggio avrebbe commesso due omicidi", un articolo di Carole Blumenfeld su Le Journal des Arts

Caravaggio aveva dovuto lasciare Roma nel 1606 dopo aver ucciso Ranuccio Tomassoni. Riccardo Gandolfi ha ritrovato la biografia di Gaspare Celio, che attesterebbe che il pittore aveva già ucciso un compagno in Lombardia, forse accidentalmente. Prossimamente per l'editore Leo S. Olshski l'edizione critica della biografia ritrovata.


Le Caravage (1571-1610) fait décidément couler beaucoup d’encre; sa révolution picturale, la modernité de ses scènes, sa vie aventureuse en font un personnage particulièrement romanesque très connu du grand public. Cette nouvelle révélation va ajouter à sa légende, il n’aurait pas un seul meurtre à son actif mais deux. C’est ce que révélerait un manuscrit inédit du peintre Gaspare Celio (1571-1640) découvert par Riccardo Gandolfi, 29 ans, jeune docteur italien en histoire de l’art (La Sapienza, université de Rome).
Cette découverte vient corroborer les annotations figurant en marge de la version du manuscrit conser-vée à Venise par Giulio Mancini, biographe du Caravage. Celles-ci, difficiles à lire et à interpréter, font état d’une plaisanterie avec une prostituée et un gentilhomme qui aurait tourné au drame. Les mots de Mancini, qui ne figurent pas dans la version imprimée, doivent être consi-dérés avec prudence selon l’historien de l’art Giacomo Berra. Mancini évoque une peine d’un an de prison qui ne correspond à aucune dispo-sition juridique milanaise de l’époque. Le manuscrit de Celio parle, lui, du meurtre accidentel d’«un camarade». Autre détail inédit: lorsque le Caravage commit le meurtre très célèbre de Ranuccio Tomassoni en 1606, il l’aurait frappé à la tête avec une raquette, la dispute survenant, le fait est connu, après une querelle au jeu de paume. De fait, comme l’explique Riccardo Gandolfi, «la récidive, synonyme de condamnation certaine, expliquerait sans doute sa fuite précipitée de Rome»
On le sait depuis 2011 (exposition «Caravaggio a Roma. Una vita dal vero»), la présence du Caravage en Lombardie est attestée jusqu’en juillet 1592, date à laquelle le peintre reçoit une importante somme d’argent à la suite de la dispersion des biens familiaux; il serait arrivé à Rome à la fin de 1595. Tous les textes anciens mentionnent son extrême pauvreté lors de son installation à Rome, ce qui indique, selon Orietta Verdi, vicedirectrice des Archives de l’État de Rome, qu’il dépensa toute sa fortune entre 1592 et 1595. Son contemporain Gaspare Celio décrit aussi ces difficultés: «Il réalisait pour un boutiquier dit “Lorenzo le Sicilien” [identifié comme Lorenzo Carlo par Marco Pupillo] des têtes de saints, payées chacune cinq baiocchi. Dès qu’il en avait peint deux, il partait manger» [...]


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Le ultime scoperte di Riccardo Gandolfi sulla biografia di Caravaggio secondo Gaspare Celio. Oggi su "Il Messaggero"



Oggi, domenica 5 marzo 2017, su Il Messaggero (sezione Cultura, a p. 20), Fabio Isman intervista il giovane ricercatore Riccardo Galdolfi, già noto negli studi caravaggeschi per aver pubblicato insieme a Michele Nicolaci i primi documenti della Negazione di Pietro del Metropolitan. Più recentemente, Gandolfi ha ritrovato il manoscritto inedito delle “Vite dei pittori” di Gaspare Celio, databile al 1614, contenente in tre pagine la biografia di Caravaggio, dunque la più antica fra quelle italiane (del 1603 è quella, più stringata, redatta da Karel van Mander), antecedente alla stessa biografia di Giulio Mancini. Molte le notizie di interesse e che non sempre corrispondono a quanto noto – lo studioso ne aveva già dato un’anticipazione durante la giornata di studio Sine ira et studio. Per la cronologia del giovane Caravaggio: estate 1592 - estate 1600. Opinioni a confronto, svoltasi l’1 marzo presso l’università Sapienza di Roma. Sembra ad esempio che fu Prospero Orsi, rotta la sua amicizia con il cavalier d’Arpino che aveva affrescato la volta della cappella Contarelli, a favorire l’ingresso di Caravaggio a Palazzo Madama presso il cardinal Del Monte, e a consigliare lo stesso porporato affinché favorisse l’affidamento della decorazione delle pareti della cappella a Caravaggio.

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"Caravaggio Innamorato? Nuove ipotesi sul 'Ragazzo morso dal ramarro' in uno studio di Giacomo Berra", di Pietro Di Loreto


Uno dei capolavori giovanili di Caravaggio riletto alla luce delle coeve fonti poetiche e letterarie, nell'accurata indagine filologica e iconografica di uno studioso 'caravaggista' tra i più preparati (di Pietro di Loreto)


Non è certo l’ennesima scontata pubblicazione su un argomento riguardante un dipinto di Caravaggio, di facile attrazione e di sicuro successo quanto meno per gli appassionati delle belle arti, questo che Giacomo Berra ha dato alle stampe per i tipi di Libroco, in vendita già da qualche settimana. E forse non avrebbe fatto male l’autore, che di altri dipinti del Merisi ha in varie circostanze proposto letture tanto dotte quanto innovative, a specificarlo ai lettori. Anche in questo caso, in effetti, siamo di fronte ad un lavoro insieme stimolante ed impegnativo, ma del tutto originale, riguardante il Ragazzo morso dal ramarro, un capolavoro giovanile di Caravaggio da sempre oggetto (come tutte le opere del genio lombardo d'altronde) di letture differenti e perfino contrastanti, e che però l’autore presenta ora riformulandone il senso, sulla base di un’analisi serrata del contesto culturale del tempo in cui vide la luce, condotta in maniera tale che davvero meriterebbe di essere inserita nei manuali dei licei se consideriamo l’impegno intellettuale da cui è scaturita. Le relazioni con la cultura letteraria, l’analisi approfondita dei testi, i confronti stretti con tematiche ed eventi collegati ai temi presi in esame: tutto ciò viene a comporre a nostro parere un percorso preciso che si situa ad un livello ragguardevole di critica d'arte secondo una metodologia che non potrà che attirare ulteriormente l'attenzione degli addetti ai lavori e non solo. 
Per entrare meglio nel discorso, occorre dire subito che l’autore ha focalizzato la sua ricerca sul significato simbolico–allegorico–letterario che si cela dietro il dipinto sub judice, sottolineando come esso “rifletta proprio un topos amoroso diffusissimo nella cultura emblematica e poetica del cinquecento”
Per poter dimostrare il suo assunto, Berra ha esplorato con vera acribia quanto la cultura letteraria e in particolare la poesia antica avevano prodotto in precedenza o a ridosso dell’opera e anche i molti e differenti punti di osservazione emersi nel corso del tempo, a cominciare proprio dai giudizi relativi alle versioni che sono conosciute. Tutti sanno in effetti che le versioni accreditate di autografia caravaggesca sono due, una in collezione Longhi, l’altra oggi alla National Gallery di Londra, pochi sanno però che probabilmente è esistita anche un’altra redazione dell’opera: una tesi che Berra, sulla base di quanto lasciato scritto da Giulio Mancini, non si sente di “scartare del tutto”, secondo la quale di questo tema sarebbero stati in effetti realizzati due soggetti, differenti anche se simili: da un lato ci sarebbe “un putto che piange” e dall’altro “un ‘fanciullo’ che fa una smorfia di dolore, entrambi morsi da una lucertola”. E sulla scorta di questi diversi rimandi, lo studioso opta per l’idea che le versioni prodotte siano due ed una sia “abbastanza diversa dalle versioni di Londra e Firenze” ...


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26 maggio (Auditorium di Roma): Claudio Strinati - Caravaggio

Claudio Strinati "Caravaggio" Domenica 26 maggio, ore 11
Roma - Auditorium Parco della Musica, Sala Sinopoli

Claudio Strinati
CARAVAGGIO

La lezione intende ripercorrere tutta la vicenda di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio (Milano 1571- Porto Ercole 1610) soffermandosi su tutti quegli argomenti che sono stati, negli ultimi cinquant'anni, al centro della discussione degli storici con risultati spesso sorprendentemente diversi.

Nessun artista, forse, come il Caravaggio è stato infatti oggetto di analisi, interpretazioni, attribuzioni, deduzioni, spiegazioni più contraddittorie e diverse.
Chi vede nel Caravaggio, per fare un unico notevole esempio, l'artista maledetto, ateo, disperato, fosco, tenebroso; chi, al contrario, vede in lui l'artista spinto da una profonda fede religiosa e cattolica in particolare, estremamente positivo e costruttivo nel suo discorso estetico, animato da grandi idee teologiche e filosofiche, coinvolgente e vicinissimo alla mentalità contemporanea, una vera e propria "superstar" nel firmamento dell'arte occidentale.
Chi ha ragione, chi ha torto? La lezione tenta di dare delle risposte entro certi limiti anche nuove a questo e molti altri quesiti.

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"Caravaggio, una spiritualità tra fede, fanatismo e blasfemia" (di Paolo Gallinaro da Mediani.it)

Tra le pagine ancora da scrivere della storia dell'arte italiana, vi è quella del carattere spirituale di Michelangelo Merisi da Caravaggio. Molte le ipotesi che si possono avanzare, tra cui il suo rapporto con il misticismo degli Oratoriani. 

È risaputo che Caravaggio non fu un santo, ma anche che non fu un uomo senza Dio. Ribelle, scontroso, aggressivo e allo stesso tempo profondamente religioso, l’artista ha a lungo impegnato gli storici dell’arte per scoprire quale fosse il suo preciso orientamento spirituale. Molti i pareri contrastanti e i dubbi irrisolvibili, tanto che, ancora oggi, la spiritualità dell’artista resta un mistero. Per molti studiosi Michelangelo Merisi fu tra i maggiori artefici della restauratio religiosa che coinvolse l’Europa subito dopo il Concilio di Trento; per altri, invece, il pittore lombardo fu legato soprattutto alle correnti pauperistiche nate a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento; mentre per i suoi contemporanei Caravaggio fu semplicemente un blasfemo. Sembrerebbe un rompicapo, ma nella sua arte, in effetti, c’è chi ha voluto vedere attuate tutte le direttive ... CONTINUA A LEGGERE SU MEDIANI.IT

Caravaggio in Sicilia: il sito di Alvise Spadaro dedicato al percorso del Merisi nell'isola (nuovi contenuti)

Siracusa, Messina e Palermo, sono le tre città siciliane che posseggono le grandi tele dipinte da Caravaggio nell’Isola. Deduttivamente disposte in quest’ordine, a partire dalla biografia del Bellori (1672) che non aveva mai messo piede in Sicilia, hanno costituito il percorso siciliano di Caravaggio proveniente da Malta e diretto a Napoli.  Considerando invece che Caravaggio, proveniente da Malta, era diretto a Caltagirone è più probabile che sia sbarcato al caricatore di Gela, alla stregua dei successivi viaggiatori stranieri che avrebbero fatto lo stesso percorso. Ricevuta, verosimilmente da fra’ Bonaventura Secusio, la commissione per la prima tela a destinazione francescana, da Caltagirone avrebbe raggiunto Siracusa. Dipinta la pala d’altare avrebbe raggiunto Messina via mare come farà successivamente per recarsi a Palermo (percorso più conveniente almeno fino alla seconda metà dell’Ottocento). A Palermo sarebbe rimasto nel mese di maggio e da qui non sarebbe partito per Napoli, bensì sarebbe tornato a Messina, oltre che per l’impegno preso con Nicolò di Giacomo di consegnarli tre quadri, come da nota coeva, ma anche per la testimonianza di Giuseppe Grosso Cacopardo.  COLLEGATI AL SITO, AGGIORNATO DI RECENTE

Caravaggio a Roma: il musico, il barbiere e il ferraiolo

Un cicerone scopre la firma di Baglione (di Marco Carminati, da ILSOLE24ORE)

Quando si incontravano per le vie di Roma facevano letteralmente scintille, si apostrofavano con parole grosse e mettevano volentieri mano allo spadone. Erano anche capaci di litigare a distanza, attraverso poesiole e sonetti infamanti che si indirizzavano l'un l'altro. Per questo, in più di un'occasione, finirono davanti al magistrato. Li avrete riconosciuti: stiamo parlando di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio e del suo collega-nemico Giovanni Baglione, ovvero due dei più grandi pittori (e attaccabrighe) attivi a Roma nei primi dieci anni del Seicento.
Caravaggio è diventato una star universale, Giovanni Baglione un po' meno. Ma ogni volta che si affronta il tema di Caravaggio a Roma è praticamente impossibile non rievocare la figura parallela di Giovanni Baglione. Questo per dire che Baglione è un pittore importante, autore di opere di grande qualità formale e per questo amato e studiato da generazioni di storici dell'arte.
Alla luce di tutto ciò, appare piuttosto sorprendente la notizia emersa qualche giorno fa attorno alla mostra «Caravaggio a Roma. Una vita dal vero», aperta fino al 15 maggio nell'Archivio di Stato della capitale. Qui, accanto a documenti e dipinti caravaggeschi, si trovano – direi d'obbligo – alcune tele di Giovanni Baglione. Una di queste è l'Ecce homo conservato alla Galleria Borghese.
Si tratta di un'opera nota e stranota, che gli studiosi hanno attribuito a Giovanni Baglione sulla base dell'inconfondibile stile. Una tela che ha fatto anche tappa in varie mostre, in Italia e all'estero (Roma, Milano, Vienna), senza che nessuno, ma davvero nessuno, si sia mai accorto di un piccolo, fondamentale dettaglio...... CONTINUA A LEGGERE SUL SITO DE "ILSOLE24ORE"

La lingua di Caravaggio (dal sito dell'Archivio di Stato di Roma)

Pubblicato sul Sole24ore un altro articolo di Marco Carminati, che mette in risalto l'importante ritrovamento di due nuovi documenti sul pittore Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, nascosti nelle carte restaurate dell'archivio del Tribunale del governatore di Roma, conservato presso l'Archivio di Stato di Roma.  Grazie all'appello lanciato sulle pagine di questo giornale dallo stesso giornalista per la salvaguardia dei documenti su Caravaggio (lo scorso 6 febbraio 2010), si sono reperiti velocemente fondi per restaurare questi preziosi registri che conservano le carte caravaggesche.  Tutto ciò ha permesso l'approfondimento delle ricerche storiche su Caravaggio, già iniziate per la mostra, in programma dal 9 dicembre 2010, sulla vita di Caravaggio raccontata propria grazie ai documenti conservati nell'Archivio di stato di Roma. Da oggi possiamo contare su due nuove testimonianze e la ricerca prosegue...  Vai all'articolo [...]

Il nuovo sito dedicato a Caravaggio dal Comune di Caravagio (Bergamo)

Presentazione del sito: LE RADICI DEL CARAVAGGIO:  "Nell'anno in cui tutto il mondo celebra il quarto centenario della morte del nostro più conosciuto concittadino, anche la sua città di origine intende onorarlo e ricordarlo nella propria terra, quella Caravaggio a cui il grande pittore ha voluto indissolubilmente legare il suo nome, la sua origine. Così come ancora oggi è tormentata la ricerca delle verità intorno alla sua venuta in questa mondo, alla sua morte, alla sua arte, oltre ogni indagine, che pure certamente arricchirà la nostra conoscenza, è nostro orgoglio qui, in questa pagina d'apertura del sito a lui completamente dedicato, testimoniare con forza questa sua scelta di affermare la propria origine".  ACCEDI AL SITO WEB "CARAVAGGIO A CARAVAGGIO" 

Una Pasqua con Claudio Strinati (dal blog di Egizio Trombetta)

Intervento di Claudio Strinati al Tempio di Adriano “La tradizione artistica lombardo-veneta nella rivoluzione pittorica di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio”. All’interno il video integrale dell’intervento.

Domenica 4 aprile 2010, è la domenica di Pasqua, sono passati pochi minuti dopo le 11, il professor Strinati fa ingresso al tempio di Adriano, il pubblico è numerosissimo. Lo storico dell’arte, tra i massimi studiosi del pittore lombardo, partecipa alla rassegna “Racconti di storia dell’arte. Dal Rinascimento al Barocco” organizzati tutti i fine settimana fino al prossimo 25 aprile. Nelle battute iniziali Claudio Strinati, che è anche l’ideatore della mostra “Caravaggio” in programma alle Scuderie del Quirinale, ringrazia principalmente Zetema e il suo presidente Marcolini, per il fondamentale sostegno all’iniziativa. Da li in avanti il professor Strinati comincia a fare sul serio, catalizza l’attenzione del pubblico ripercorrendo la vita del Caravaggio con assoluta disinvoltura.  CONTINUA A LEGGERE E ACCEDI AL VIDEO INTEGRALE DELL'INTERVENTO

L'arrivo delle probabili spoglie di Caravaggio a Ravenna


Il 22/12/09 sono arrivati al Dipartimento di Antropologia dell'Università di Bologna con sede a Ravenna le ossa prelevate nell'ossario di Porto Ercole tra cui dovrebbero essere presenti anche quelle di Caravaggio. La ricerca scientifica del gruppo di ricercatori, guidati dal Prof. Giorgio Gruppioni,  avverrà in collaborazione con l'Università di Lecce, Pisa e L'Aquila. L'Università di Lecce si occuperà di effettuare l'esame del carbonio 14 al fine di datare l'età di ogni singolo reperto. Dopo una prima selezione che stabilirà il sesso e la data dei resti, si procederà all'esame del DNA comparato con quello dei discendenti in via paterna del grande pittore, presenti a Caravaggio. Se ideintificati i resti del grande artista a questo punto sarà possibile eseguire ulteriori analisi microbiologiche presso l'Università di Pisa per determinare malattie e reale causa della morte. E' anche disponibile il video dell'arrivo delle spoglie presso l'Università di Ravenna alla presenza del Sindaco, Fabrizio Matteucci e del ViceSindaco, Giannantonio Mingozzi. (notizia e foto di Franca Franciosi - fonte "RomagnaNoi" e "La Voce di Romagna").  CLICCARE QUI PER VEDERE IL VIDEO

ASSOCIAZIONE GIOVANNI TESTORI: Finalmente Caravaggio (ciclo di conferenze)

Sabato 24 ottobre alla Pinacoteca Ambrosiana, alle ore 14.30, convegno conclusivo del ciclo "L'Alba di Caravaggio" con Maria Cristina Terzaghi e Giacomo Berra per fare il punto sugli studi più recenti e sulla formazione milanese di Caravaggio. A seguire una visita guidata ad uno dei suoi capolavori milanesi: la Canestra di Frutta della Pinacoteca Ambrosiana. Ritrovo ore 14.30: Milano, Pinacoteca Ambrosiana, Sala delle Accademie, ingresso da Piazza San Sepolcro. I posti sono limitati e la prenotazione è vivamente consigliata.Per informazioni e prenotazioni:info@associazionetestori.it o 02.55.22.98.369-370. L'offerta devoluta andrà a sostegno delle attività dell'Associazione Giovanni Testori Onlus. Ingresso 15 euro (studenti e soci 10 euro), biglietto per la Pinacoteca Ambrosiana incluso.

Aperta la mostra CARAVAGGIO-BACON (Galleria Borghese, Roma) fino al 24 gennaio 2010


1° ottobre 2009: conferenza stampa di presentazione della mostra "CARAVAGGIO-BACON" - IMPRESSIONI


L’inedita esposizione, organizzata da MondoMostre e curata da Anna Coliva, direttrice della Galleria, e da Michael Peppiat, biografo di Francis Bacon, abbina tredici dipinti del grande maestro naturalista e diciassette dall’artista contemporaneo. Ospitati nelle varie sale, tra i noti capolavori del museo, le opere invitano lo spettatore a essere lette nell’unico linguaggio possibile, quello dell’emozione. E in effetti, appena entro a vedere la mostra, mi emoziono. Percorro le sale assecondando subito il richiamo più forte, quello dell’affezione, alla ricerca dei tredici dipinti di Caravaggio, due dei quali ammirati solo nei libri perché, per quanti viaggi ho fatto e musei ho visitato, non ero mai stata a Messina a vedere la Resurrezione di Lazzaro, né a New York, da dove proviene la Negazione di Pietro. Sono incantata. Solo compiuto questo primo percorso dedicato, torno sui miei passi per vedere l’intero allestimento. E accolgo senza riserve tutto il turbamento che le tele possenti di Bacon mi proiettano. Niente a che vedere con l’eloquenza della luce, il fascino delle tenebre e la drammaticità dell’arte caravaggesca. Penso che nessun approccio storico-artistico o ricerca di contaminazioni sia qui ed ora possibile; solo nella suggestione inquietante e rivoluzionaria si può leggere un filo conduttore tra i due artisti. Entrambi intensi, tormentati e a tratti “maledetti”. Entrambi fortemente figurativi, profondi indagatori di un’umanità angosciata che sente di non avere scampo, che non intravede riscatto né salvezza. Entrambi ossessionatI, chi dalla morte e chi dal disfacimento della carne. Al di là della tecnica, senza confronto, profondamente diversi anche nel modus operandi: Caravaggio dipingeva solo dal vero i suoi modelli, Bacon preferiva le fonti fotografiche. E poiché Bacon non si ispirò mai dichiaratamente a Caravaggio, né un confronto stilistico tra i due è pensabile, ne consegue che in questa mostra il vero protagonista è lo spettatore che, interagendo con le opere e la scenografica cornice della Galleria Borghese, assume in piena libertà su di sé il compito di sentire, cogliere, decifrare ed emozionarsi davanti alle intense o angustiate esistenze dei personaggi ritratti. A lui la scelta di accogliere questa coabitazione di soggetti sospesi tra il tormento interiore e lo strazio visibile, il dramma e l’horror vacui, o decidere da che parte voltare lo sguardo, cosa selezionare. Sta a lui soltanto. I dipinti non si fronteggiano, non dialogano, non si contendono la scena. Ognuno ha il suo spazio e vive di luce propria. E’ la prima volta che numerose opere di Bacon giungono a Roma; questo accade in occasione dei cento anni dalla sua nascita e, secondo Peppiat, è il modo migliore di ricordarlo. L’accostamento ai capolavori del Merisi giunge ad un passo da un’altra ricorrenza importante, che il sito e blog “Caravaggio400” è nato per celebrare: il quarto centenario della morte di Michelangelo Merisi, che avrà un 2010 dedicato interamente a lui con mostre e convegni, in tutta Italia e anche all’estero. Tre grandi esposizioni sono state oggi annunciate dalla sovrintendente Vodret: negli Stati Uniti, in Cina e in Giappone. Eventi davvero unici.

Uscendo dalla mostra e tornando a casa a scrivere le mie impressioni, penso a cosa mi risuona dentro della visione di queste trenta opere. E in effetti, ad ascoltare bene, la traccia che ha lasciato è più un suono che un’immagine. E’ un urlo. Un memento sonoro che dai quadri di Bacon grida la pena di chi non riesce a morire, perché condannato a decomposizione eterna, mentre dalle tele di Caravaggio continua a invocare di non voler morire mai…



Nicoletta Retico (Responsabile Progetto Culturale CARAVAGGIO400)


























Nella foto di sinistra Anna Coliva in una delle sale della Mostra durante un'intervista. Nella foto di destra, ai lati i due curatori della Mostra, Anna Coliva e Michael Peppiat; al centro Rossella Vodret, Soprintendente al Polo Museale di Roma.

IL SITO UFFICIALE DELLA MOSTRA a cura della Fondazione IBM Italia
dal blog ENGRAMMI di Tommaso Evangelista un primo articolo ed un commento dopo la conferenza stampa

Alla GALLERIA NAZIONALE DI ARTE MODERNA di Roma è stata anche inaugurata un'opera coreografica multimediale in continuo movimento tra scultura, pittura, video arte e danza dello scultore e videoartista Peter Welz e del coreografo William Forsythe dedicata a Francis Bacon, visibile fino al 25 ottobre 2009.


IL SERVIZIO DI SKY TG24


Video di un'intervista a Francis Bacon del 1966 (da Youtube)

Scoperto l'unico ritratto contemporaneo del Caravaggio

In occasione dell’anniversario della nascita di Michelangelo Merisi, il Caravaggio, il Gruppo Watching The Sky, composto da artisti, studiosi d’arte ed esperti informatici, annuncia di aver scoperto un ritratto inedito del pittore nato a Caravaggio il 29 settembre del 1571. «Si tratta, probabilmente, dell’unico ritratto a lui contemporaneo - dichiarano Roberto Malini e Dario Picciau, fondatori dell’associazione culturale - perché fino ad oggi la fisionomia del maestro era nota grazie al ritratto che Ottavio Leoni realizzò a memoria nel 1621, undici anni dopo la morte dell’artista. Alcuni storici dell’arte, con i quali concordiamo, ritengono che il Caravaggio eseguì alcuni autoritratti, che possiamo ammirare nel celebre "Bacchino malato" e nel "Davide e Golia". In quei dipinti, tuttavia, il volto del pittore si cela dietro le fattezze del dio del vino e del gigante biblico»... Leggi tutto l'articolo sull'"Eco di Bergamo.it"