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Mostra di Michelle Rogers "Divino Amore: Omaggio a Caravaggio” (Siracusa, dal 2 giugno)
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PUBBLICAZIONE NOVITÀ': «L'essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l'ambiente artistico romano
(clicca sull'immagine per ingrandire)
È uscito l'attesissimo numero 2 del 2011 della rivista Roma moderna e contemporanea, numero speciale «L'essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l'ambiente artistico romano a cura di F. Curti-M. Di Sivo-O. Verdi.
Il volume, maturato nel solco della mostra Caravaggio a Roma. Una vita dal vero, promossa dall’Archivio di Stato di Roma nel 2011, propone una serie di approfondimenti fondati su indagini documentarie e storico-artistiche che ricostruiscono tasselli importanti di quel variegato intreccio di relazioni professionali nate nelle botteghe di pittura attive alla fine del Cinquecento nel circoscritto perimetro compreso tra piazza della Minerva, San Luigi de’ Francesi e la Scrofa, negli anni in cui Caravaggio giunse nella capitale. Seguono poi contributi che offrono nuove analisi e proposte stilistiche e iconografiche incentrate su opere di Caravaggio o a lui attribuite e su dipinti di artisti che con il Lombardo si contesero committenze e fama.
Per l’acquisto ci si può
rivolgere a «CROMA-Università Roma Tre», via Ostiense, 139 00154 Roma -
tel. +39.06.57334016 - fax +39.06.57334030 - e-mail: pubblicazioni@uniroma3.it
Per l’acquisto dall'estero ci si
può rivolgere a «LICOSA S.P.A», via Duca di Calabria, 1 50125 Firenze -
Italy - tel. +39.055.64831 - fax +39.055.641257 - e-mail: licosa@licosa.com
È possibile ordinare anche tramite l'apposito modulo on line
Acquistando il volume direttamente presso la sede del «CROMA-Università Roma Tre», via Ostiense, 139 (II piano) Roma, si usufruirà di uno speciale sconto del 15%.
I Dialoghi dell'Arte - Caravaggio incontra Vasari
Roma 25 Gennaio 2013 – Arti Doria Pamphilj s.r.l. e Verderame progetto cultura hanno presentato oggi, presso la Sala del Trono della Galleria Doria Pamphilj, il progetto di studio e restauro denominato I Dialoghi dell’Arte – Caravaggio Incontra Vasari.
Al tavolo dell’incontro, moderato dall’architetto Mario Lolli Ghetti (già direttore generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanea e direttore regionale per i Beni culturali e artistici del Lazio), Giulia Silvia Ghia, Presidente di Verderame progetto cultura, Claudio Santini del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e portavoce del Ministro uscente Lorenzo Ornaghi, gli storici dell’Arte Claudio Strinati, attualmente dirigente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Claudia Tempesta della Soprintendenza speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e del Polo Museale della Città di Roma.
Il progetto, dedicato a due sommi Maestri della pittura italiana, riguarderà l’intervento conservativo e lo studio tecnico di tre importantissime opere d’arte ospitate dalla Galleria Doria Pamphilj: Maddalena penitente, Michelangelo Merisi da Caravaggio - San Giovanni Battista, copia da Michelangelo Merisi da Caravaggio - la Deposizione dalla Croce, Giorgio Vasari ... CONTINUA A LEGGERE IL COMUNICATO STAMPA
Il progetto, dedicato a due sommi Maestri della pittura italiana, riguarderà l’intervento conservativo e lo studio tecnico di tre importantissime opere d’arte ospitate dalla Galleria Doria Pamphilj: Maddalena penitente, Michelangelo Merisi da Caravaggio - San Giovanni Battista, copia da Michelangelo Merisi da Caravaggio - la Deposizione dalla Croce, Giorgio Vasari ... CONTINUA A LEGGERE IL COMUNICATO STAMPA
Nuovi commenti sul San Giovannino "riscoperto"
In merito alla recente nuova attribuzione a Caravaggio del "San Giovannino" riportiamo due commenti recenti su questa presunta attribuzione:
"Il Caravaggio conteso: ora spunta lo Spadarino" (articolo di Fabio Isman dal Messaggero del 15/01/13):
"E' raro che un'attribuzione calamiti l'unanimità dei consensi, così è anche per il "San Giovannino" che lo Stato ha assegnato a Caravaggio vincolandolo (vedi il precedente articolo del 9 gennaio). Uno studioso dei più non famosi, Daniele Radini Tedeschi, scrive dicendo che secondo lui e per altri l'opera è di Giovanni Antonio Galli, detto lo Spadarino. Nessun elemento stilistico..... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO SU "ILMESSAGGERO.IT
"Radini Tedeschi non accetta il presunto Caravaggio" (articolo del 15/01/13)
L’esperto del Caravaggio, Daniele Radini Tedeschi, interviene nel dibattito sul “San Giovannino” recentemente attribuito da alcuni studiosi al Merisi
Il famoso Daniele Radini Tedeschi, esperto del Caravaggio e autore di due importanti monografie sul pittore, interviene sul caso-Caravaggio, nato giorni fa, poiché alcuni Professori, tra cui M.Calvesi, R.Vodret, C.Strinati, hanno recentemente attribuito al Caravaggio il quadro “San Giovannino nutre la pecora” (olio su tela, cm largo 112 e alto 78) di collezione privata. La loro attribuzione era stata pubblicata su Il Messaggero in data 9 Gennaio 2013. Radini Tedeschi replica su Il Messaggero in data 15 gennaio 2013 asserendo che il quadro non è di Caravaggio ma di Spadarino. Sostiene Radini .... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO SU COMUNICATI.NET
LEGGI ANCHE IL PRECEDENTE ARTICOLO SULL'ATTRIBUZIONE PUBBLICATO IL 09/01/13 SU CARAVAGGIO400
LEGGI ANCHE IL PRECEDENTE ARTICOLO SULL'ATTRIBUZIONE PUBBLICATO IL 09/01/13 SU CARAVAGGIO400
"MA QUANTO È GRANDE LA CANESTRA?" di Fabio Scaletti
A proposito della Canestra, di questo infungibile quadretto, il più mignon del
Caravaggio, occorre rilevare che proprio le sue dimensioni, quali sono riportate
da storici, studiosi e regestatori nei loro scritti o cataloghi, non sono poi state
così unitariamente fissate, e la cosa, curiosamente, è sfuggita a tanti (con alcune
eccezioni, tra cui P. Robb, 1998, p. 532), compreso chi scrive, che nella propria
monografia (2008, scheda n. 17) se ne è avveduto, intervenendo
opportunamente, solo quando erano pronte le copie staffetta. Vi è infatti
un’insanabile incompatibilità, aritmetica si potrebbe dire, tra la taglia mini (cm
31 x 47) e la taglia maxi (cm 46 x 64,5 – con una “tolleranza” di mezzo
centimetro in larghezza) indicate dai vari autori: limitandoci ad alcuni esempi,
la prima è stata pubblicata da Longhi (1968), M. Marini (1974), Cinotti (1983 e
1991), Hibbard (1983), Gregori (1985), Frèches (1995), König (1997), Bona
Castellotti (1998), Puglisi (1998), Wilson-Smith (1998), Zeri (1998),
Ragozzino (2000), Lambert (2001), M. Marini (2001), F. Marini (2003), Gash
(2003), Guasti/Neri (2004), Fo (2005), Sgarbi (2005), Jover (2007), Bott
(2009), Schütze (2009), Bolard (2010), Nuridsany (2010), Milesi (2010), Spike
(2010), nonché nel catalogo della mostra, curato da Duncan Bull, “Rembrandt-.... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO SU CARAVAGGIO400.ORG
"BUFALE DI CARAVAGGIO" (di Tomaso Montanari da IlFattoQuotidiano)
La madre dei Caravaggio è sempre incinta. E se i poveri parti non meriterebbero nessuna attenzione, è invece la madre stessa ad indurre a qualche riflessione.
Due illustri sconosciuti agli studi caravaggeschi (e, più in generale, storico-artistici) che si chiamano Maurizio Bernardelli Curuz e Adriana Conconi Fedrigolli annunciano di aver ‘scoperto’ cento (siamo ai saldi estivi, cento al prezzo di uno: «venghino siore e siori!») autografi di Caravaggio nel Civico Gabinetto dei disegni del Castello Sforzesco a Milano.
Si tratta di un fondo ignoto agli studi? Manco per sogno: come hanno ricordato subito i funzionari del museo, esso è noto da sempre, ed è almeno dagli anni cinquanta che gli specialisti di Caravaggio lo frequentano e ne scrivono, interrogandosi su alcuni nessi con l’opera del grande naturalista. Nonostante i dispareri sulla paternità dei singoli fogli, si è concordi nel ritenere che i disegni vadano ricondotti alla bottega di Simone Peterzano (1540-1596), il pittore bergamasco con cui Caravaggio si formò a Milano. Ma ora i due novelli caravaggisti hanno una soluzione geniale, un vero uovo di colombo: quei nessi si spiegano perché i disegni son tutti autografi del giovane Caravaggio. Semplice no? E tanti saluti a quei babbioni degli studiosi che da decenni ci si stillano il cervello.
Le prove? Esilaranti fotomontaggi al photoshop che incollano particolari di disegni, palesemente di mani e di epoche diverse, su quadri di Caravaggio, con effetti tragicomici. Non si fa desiderare l’imperdibile perizia calligrafica che stabilisce che, sì, la scrittura di un biglietto annesso ai disegni è proprio quella di Caravaggio. Insomma, manca solo il Ris di Parma: ma quello ha già dato, avendo autenticato due anni fa le ossa del Merisi a Porto Ercole, nella madre di tutti....... CONTINUA A LEGGERE SU "ILFATTOQUOTIDIANO.IT"
Un articolo sulla "Medusa Murtola" su Art e Dossier di giugno
La "Medusa Murtola", di recente attribuita al Merisi e attualmente in mostra in Brasile, è al centro di un ampio articolo che compare nel numero di giugno di "Art e Dossier". L'autore è Fabio Scaletti, uno dei non molti studiosi che ha potuto esaminare direttamente l'opera, di cui descrive la storia e le qualità tecniche, anche in confronto con il noto capolavoro del Caravaggio agli Uffizi. L'articolo è la sintesi di uno studio che l'autore ha fatto quando il dipinto non era ancora stato ufficialmente presentato, nel febbraio scorso, come autografo.
Ultimi aggiornamenti della Rassegna stampa sul SANT AGOSTINO GIUSTINIANI
Sempre più corposa la rassegna stampa sul Sant Agostino Giustiniani, grazie al prezioso contributo dell'amico Michele Cuppone. Questi gli ultimi due articoli pubblicati nel mese di dicembre 2011:
LA CITTÀ ETERNA AL TEMPO DEL MERISI (di Marco Bona Castellotti) 18-12-11
UN CARAVAGGIO DI TROPPO (di Marco Bona Castellotti) 31-12-11
TROVATE LA RASSEGNA STAMPA COMPLETA ED AGGIORNATA AL SEGUENTE LINK: http://caravaggio400.blogspot.com/p/rassegna-stampa-completa-sul.html
LA CITTÀ ETERNA AL TEMPO DEL MERISI (di Marco Bona Castellotti) 18-12-11
UN CARAVAGGIO DI TROPPO (di Marco Bona Castellotti) 31-12-11
TROVATE LA RASSEGNA STAMPA COMPLETA ED AGGIORNATA AL SEGUENTE LINK: http://caravaggio400.blogspot.com/p/rassegna-stampa-completa-sul.html
Due versioni della "MEDUSA" di Caravaggio? (di Claudio Ferranti)
Della terribile testa urlante della Medusa con i serpenti guizzanti al posto dei capelli Caravaggio a fine ’500 dipinse una prima versione, oltre a quella esposta agli Uffizi di Firenze e da poco restaurata.
La testa di Medusa sconosciuta ai più (è in mano privata in un caveau di Londra) non è una copia, è opera di Michelangelo Merisi da Caravaggio. Probanti soprattutto tre elementi: una firma, il disegno sottostante la superficie pittorica, due poesie. La firma. «Vi ha apposto il proprio nome nel sangue che stilla al di sopra del bordo decorato a viticci, in basso a destra, “Michel. A. f.”. Secondo elemento: il disegno. Il dipinto londinese, eseguito su legno di fico (quello degli Uffizi è pioppo). Gli esami hanno rilevato un disegno steso in gran parte a carbone con tante cancellazioni e rifacimenti che dimostrano le difficoltà di sperimentare un ritratto su una superficie convessa. Il disegno sottostante il quadro fiorentino e svelato dalle recenti indagini si limita a puntualizzare occhi, denti, qualche serpente, «nonché a minime variazioni nella bocca, ha meno pentimenti.Segno che il pittore aveva già tracciato il percorso.
Altra prova, è un sonetto sulla «chioma avvelenata di Medusa» del poeta genovese Gaspare Murtola, pubblicato nel 1604. Il letterato era a Roma nel 1600 e in quell’anno avrebbe visto la «rotella» citata (senza indicare il soggetto) in un inventario del 1606. Siccome il poeta Giovanni Battista Marino dedicava una poesia alla Medusa medicea nel 1601, vista a Firenze, si deduce che le teste del mostro raffigurate da Caravaggio erano due: quella rimasta a Roma e finita a Londra, quella della corte fiorentina, dove arrivò nel settembre del 1598.
Ma gli studiosi come spiegano la duplice versione? Secondo Mahon Caravaggio considerò la commissione così importante (era per i Medici) e così complessa (su una superficie convessa) da voler affrontare una prova preliminare. Invece Marini considera la prima Medusa un esercizio privato, pronto a essere ripreso nel caso di una richiesta specifica, e lo inserisce nella casistica dei «doppi» (doppie versioni di un medesimo soggetto) caravaggeschi. Però, conclude, «resta più bello e meno aspro il dipinto degli Uffizi».
La testa di Medusa sconosciuta ai più (è in mano privata in un caveau di Londra) non è una copia, è opera di Michelangelo Merisi da Caravaggio. Probanti soprattutto tre elementi: una firma, il disegno sottostante la superficie pittorica, due poesie. La firma. «Vi ha apposto il proprio nome nel sangue che stilla al di sopra del bordo decorato a viticci, in basso a destra, “Michel. A. f.”. Secondo elemento: il disegno. Il dipinto londinese, eseguito su legno di fico (quello degli Uffizi è pioppo). Gli esami hanno rilevato un disegno steso in gran parte a carbone con tante cancellazioni e rifacimenti che dimostrano le difficoltà di sperimentare un ritratto su una superficie convessa. Il disegno sottostante il quadro fiorentino e svelato dalle recenti indagini si limita a puntualizzare occhi, denti, qualche serpente, «nonché a minime variazioni nella bocca, ha meno pentimenti.Segno che il pittore aveva già tracciato il percorso.
Altra prova, è un sonetto sulla «chioma avvelenata di Medusa» del poeta genovese Gaspare Murtola, pubblicato nel 1604. Il letterato era a Roma nel 1600 e in quell’anno avrebbe visto la «rotella» citata (senza indicare il soggetto) in un inventario del 1606. Siccome il poeta Giovanni Battista Marino dedicava una poesia alla Medusa medicea nel 1601, vista a Firenze, si deduce che le teste del mostro raffigurate da Caravaggio erano due: quella rimasta a Roma e finita a Londra, quella della corte fiorentina, dove arrivò nel settembre del 1598.
Ma gli studiosi come spiegano la duplice versione? Secondo Mahon Caravaggio considerò la commissione così importante (era per i Medici) e così complessa (su una superficie convessa) da voler affrontare una prova preliminare. Invece Marini considera la prima Medusa un esercizio privato, pronto a essere ripreso nel caso di una richiesta specifica, e lo inserisce nella casistica dei «doppi» (doppie versioni di un medesimo soggetto) caravaggeschi. Però, conclude, «resta più bello e meno aspro il dipinto degli Uffizi».
La lettura della tecnica pittorica del Caravaggio. Un incontro con le restauratrici Merlini-Storti (di Michele Cuppone)
Leggere correttamente un dipinto è operazione che richiede anzitutto un’attenta osservazione diretta, accompagnata alle conoscenze storico artistiche di “contesto” e, laddove possibile, supportata dalle più oggettive fonti legate all’opera stessa e all’artista. Oltre a tutto ciò, informazioni inaspettate possono emergere dall’utilizzo di moderne analisi scientifiche quale la diagnostica per immagini (macro e microfotografia, fotografia a luce radente, radiografia, riflettografia a infrarossi, fluorescenza ultravioletta, …). Lo sanno benissimo due restauratrici come Valeria Merlini e Daniela Storti, le cui eccellenti professionalità le sono valse importanti e delicate commissioni: un nome su tutti, universale e altisonante, il Caravaggio.
Sono stati ben tre i dipinti autografi che nelle loro mani sono stati riportati all’antico splendore: la Madonna dei Pellegrini della chiesa di Sant’Agostino in Campo Marzio, la tavola della Conversione di Saulo in collezione Odescalchi e, in occasione della mostra celebrativa del quarto centenario, l’Adorazione dei pastori del Museo regionale di Messina; senza contare le copie coeve e i caravaggeschi, e la curatela di eventi e mostre, l’ultima in ordine cronologico riguardante il San Giovanni Battista della Galleria Borghese nella chiesa di Sant’Erasmo a Porto Ercole. Il paziente lavoro e il lungo e ravvicinato contatto con opere appartenenti a diversi momenti della produzione del Merisi, ..... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO SU "CARAVAGGIO400.ORG"
MICHELANGELO DA CARAVAGGIO. Teatro Musica Pittura
Lo spettacolo Michelangelo da Caravaggio della Compagnia Teatrale Maner Manush è un evento che celebra la vita del grande artista, unendo diverse forme d’Arte.
Teatro, Pittura e Musica varcano i confini dello spazio e del tempo e si presentano come immagini, suoni, movimenti. La pittura si presenta nuda e reale; le emozioni prendono forma e si diluiscono in un’ alchemica soluzione ad olio. L’immagine dell’artista si sdoppia, si triplica e continua a moltiplicarsi all’infinito. Egli lascia di sé tracce leggibili oltre la sfera del suo vissuto. La sua anima grida ancora pulsante nelle immagini dipinte, nelle immagini di vita, nelle scene che prendono corpo davanti agli occhi degli spettatori, i quali diventano parte integrante di ciò che è l’oggetto del loro sguardo. Indagando le necessità, le aspirazioni più profonde dell’Artista, i moti dell’anima che guidano la creazione delle sue opere, attori, pittori e musicisti si ritroveranno a condividere lo stesso palcoscenico, lo stesso spazio interiore: quello dell’anima, da cui nasce l’Arte. - DAL 9 AL 16 NOVEMBRE 2010 - Domus Talenti Via delle Quattro Fontane 113 Roma - CLICCARE QUI PER MAGGIORI INFORMAZIONI
Roma, dal 15 al 19 novembre: "L’INVENTORE DEL NERO - Tributo a Caravaggio di artisti contemporanei"
Roma, dal 15 al 19 novembre: "L’INVENTORE DEL NERO - Tributo a Caravaggio di artisti contemporanei nel 2010, quarto centenario della morte" - La Sapienza – Università di Roma. Palazzo del Rettorato - Atrio Aula Magna, lato Museo - Inaugurazione: lunedi 15 novembre h. 17.30
Da un’idea di Laura De Luca - In collaborazione con Laura Ramoino, Galleria Le Tele Tolte e con il patrocinio del Rettorato de La Sapienza – Università di Roma
Caravaggio, inventore del Nero, inteso non solo come controparte “grafica” alla luce, visione pittorica peraltro attualissima, ma anche come percezione anticipata della parte oscura di noi stessi... Caravaggio anticipatore della psicoanalisi? Caravaggio, primo pittore moderno. Variazioni sul Nero in omaggio al grande genio milanese. Il Nero come anima della modernità. Il lato oscuro della luna. Tecniche e mondi diversi a confronto.
Opere di: Silvano Bruscella - Roberto Colangeli – Fabrizio Dell’Arno - Roberto Dionisi -Francesco Ferlisi - Wajih Gharbi - Marisa Gramola - Meg Ellen Mason - Lamberto Melina - Cecilia Natale – Giampiero Navarra - Riccardo Paolucci - Vittorio Pavoncello Luciano Pea - Edoardo Pinto - Enrico Pinto - Vittoria Ramondelli - Diego Romano - Danilo Susi - Trama afonA - Renata Vernaglia
E' possibile visualizzare il videocatalogo, impreziosito dalla colonna sonora Echoesthree, contenente tra l'altro alcuni pensieri degli artisti coinvolti al seguente link: http://www.lauradelucaandfriends.it/Caravaggio/Presentazione/
Informazioni su: www.lauradelucaANDfriends.it
Battuto a 3milioni e 50mila franchi il Caravaggio: ad aggiudicarsi l'asta è stata la BSI
LUGANO - C'era parecchia attesa, soprattutto mediatica, attorno all'asta del quadro “Il ragazzo con una caraffa di rose“ attribuito presumibilmente a Caravaggio. Una cinquantina le persone presenti nella sala Auditorium del secondo piano della BSI. L'asta è cominciata puntuale alle 14.00. Si partiva da una base di 500.000 franchi. La battaglia si è svolta tutta tra due contendenti, da una parte la BSI e dall'altra un competitor italiano che ha preferito restare anonimo. Ed è la prima ad avere avuto la meglio, e ad essersi aggiudicato il quadro per 3 milioni e 50 mila franchi. Il tutto si è svolto in appena una ventina di minuti, con diverse battute a colpi di 10.000 franchi e 50.000 franchi....CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO SU TICINO ON LINE
Un nuovo Caravaggio? Forse stavolta ci siamo (di Enrico Costa)
Caravaggio resterà sempre Caravaggio, anche se alle sue opere note non se ne aggiungeranno atre, ritrovate o ri attribuite ed il suo “catalogo” rimanesse quello che è ormai consolidato, e ci troveremmo sempre di fronte ad un “sommo pittore”, anche se si giungesse a sfoltirne il catalogo. Tuttavia la notizia di un “nuovo” Caravaggio da studiare e/o da ammirare, è sempre, amplificata o meno dai media, una notizia che non può lasciare indifferenti chi ama l’arte. Senza il clamore che ha caratterizzato questa estate la presunta “scoperta” di un Caravaggio inedito appartenente alla Compagnia di Gesù “Il martirio di San Lorenzo”, oggi, nel rarefatto ed asettico mondo bancario elvetico (alle 14.30 presso la BSI di Lugano), verrà battuto all’asta, aperta al pubblico, “Il ragazzo con una caraffa di rose”, un olio su tela (66 x 52.5 cm) attribuito a Michelangelo Merisi, e databile attorno al 1592-93, cioè nei primissimi anni romani del grande pittore lombardo. Prima della seconda guerra mondiale, l’opera era di proprietà del londinese Tancred Borenius. La tela, mai mostrata al pubblico, si trova nel caveau bancario da quando, acquistata nel 1995, divenne proprietà di un collezionista privato americano........ CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO SU STRILL.IT
I segreti della "Canestra di frutta" di Caravaggio
Lo storico dell'arte Costantino D'orazio illustra i segreti e i significati dell'opera di Michelangelo Merisi da Caravaggio "Canestra di frutta".
L'ultima spiaggia di Caravaggio (di Rossella Vodret da "IL SOLE 24ORE")
Il San Giovanni Battista conservato nella Galleria Borghese è uno dei tre dipinti che Caravaggio portò con sé nella feluca che avrebbe dovuto ricondurlo a Roma da Napoli, ultima tappa di una dolorosa peregrinazione seguita alla sua condanna a morte per l'omicidio di Ranuccio Tomassoni, avvenuto il 28 maggio 1606. L'artista era stato, infatti, costretto ad abbandonare la città papale e a intraprendere – in un crescendo di disperazione e paura, che alterò fortemente la sua mente – un desolante vagabondaggio che lo vide esule dapprima a Napoli, poi a Malta, infine in Sicilia, e ancora per un brevissimo periodo a Napoli. Durante il secondo soggiorno napoletano, datato tra il 20 ottobre 1609 e il 18 luglio 1610, il pittore fu ospite della marchesa Costanza Colonna, sua antica protettrice, nel palazzo di Chiaia; da lì aveva provveduto a far recapitare al papa una richiesta di grazia, auspicando forse di veder scontata la pena durante i tre lunghi anni di esilio e prospettando di poter finalmente far ritorno a Roma. Intanto la sua produzione artistica era proseguita febbrilmente: nei dipinti realizzati nella città partenopea nell'arco di poco meno di un anno, Caravaggio rimarcava in maniera esacerbata le caratteristiche peculiari del suo stile, in particolare accentuando i toni aspri e violenti del chiaroscuro e riducendo la narrazione ai soli elementi essenziali. Credendosi prossimo a realizzare il desiderio di far ritorno nella città papale, nell'estate del 1610 il pittore s'era imbarcato su una feluca diretta verso lo Stato pontificio, portando con sé il salvacondotto del cardinale Ferdinando Gonzaga e ..... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO SUL SITO DE "ILSOLE24ORE"
«I contemporanei non siano esposti con Caravaggio» (di Francesca Pini - Corriere della Sera)
Commissionate a un giovane pittore due tele ispirate al Merisi. Ma poi scatta la censura della sovrintendente (nella foto il San Giovanni Battista dipinto da Nicola Samorì)
MILANO - Chi ha paura dell’arte contemporanea? Accostare a Caravaggio un giovane pittore di talento è forse un sacrilegio? Pare proprio di sì, stando alla vicenda di questa mostra a Porto Ercole (dal 18, alla chiesa di Sant’Erasmo), che commemora la fine della vicenda umana dell’artista (in fuga da Napoli verso Roma, fu arrestato a Palo, si rimise in viaggio colpito da febbre e morì nel 1610 a Porto Ercole). Questa mostra prevedeva la presenza di due tele di grandi dimensioni dipinte da Nicola Samorì, commissionate tre mesi fa all’artista, e ora cancellate dalla mostra, perché non gradite alla soprintendente del polo museale romano, Rossella Vodret, che ha posto il suo veto. (Altrimenti niente prestito). «Il Caravaggio a Porto Ercole è stato un prestito eccezionale, concesso per la sua forte valenza simbolica, emotiva e culturale. Mettergli vicino delle opere di un contemporaneo è assolutamente fuori luogo», taglia corto la Vodret, che dichiara di aver approvato solo il prestito del San Giovannino e null’altro. Ma così il progetto (prodotto da Aleart con le restauratrici romane Valeria Merlini e Daniela Storti, oltre a Francesca Temperini) è monco della ..... CONTINUA A LEGGERE SU "IL CORRIERE DELLA SERA.IT"
Scoperto nel quarto centenario della morte: un nuovo Caravaggio?
L’Osservatore Romano riporta in prima pagina il ritrovamento di una tela “attribuibile” al Merisi e raffigurante il martirio di San Lorenzo. Cauti gli esperti: “Sembra un caravaggesco della prima ora, ma servono analisi più approfondite”.
(Foto di Zeno Colantoni, esclusiva dell'Osservatore Romano)
(Foto di Zeno Colantoni, esclusiva dell'Osservatore Romano)
L'Osservatore Romano pubblica oggi in prima pagina la notizia del ritrovamento di una bellissima tela inedita raffigurante il martirio di San Lorenzo, di proprietà della Compagnia di Gesù, mettendo però in guardia da il rischio di "cadere nel facile tranello di un “Caravaggio a tutti i costi”. "Saranno ulteriori indagini diagnostiche e un circostanziato approfondimento documentario, stilistico e critico - scrive - a fornire le risposte". Il giornale vaticano non si sbilancia ma ammette che si tratta almeno di "un caravaggesco della primissima ora". "San Lorenzo – rileva l'articolo - è raffigurato sulla graticola con le braccia in avanti, quasi a cercare la salvezza e il suo volto giovane, sofferente e disperato mostra quell'umanità presente nel profondo significato teologico del martirio". .. CONTINUA A LEGGERE SU SKY TG24
La "Deposizione" dipinta per la Chiesa Nuova - L'invito di Caravaggio (di Edoardo Aldo Cerrato dall'OSSERVATORE ROMANO)
Il procuratore generale degli oratoriani, Edoardo Aldo Cerrato, ha sintetizzato per l'OSSERVATORE ROMANO il contenuto della conferenza tenuta il 22 aprile nella chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma nell'ambito dei "Sermoni dell'Oratorio".
Pur nella semplicità di un sermone dell'Oratorio secolare, non poteva mancare alla Vallicella, nel iv centenario della morte di Caravaggio, il ricordo del "gran peccatore, specie nell'ira, ma cattolico peccatore, ben cosciente che gli insegnamenti della Chiesa erano veri", il quale ha dipinto per la cappella Vittrici della Chiesa Nuova la Deposizione conservata nei Musei Vaticani. Pietro Vittrici, già maggiordomo del cardinale Ugo Boncompagni e suo famigliare dopo l'elezione al Soglio pontificio (1572), era stato guarito miracolosamente per intervento di Filippo Neri e si era spiritualmente legato a lui e all'Oratorio, tanto da essere il primo ad aver assegnata, nel 1577, nella Chiesa Nuova che stava sorgendo... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO SULL'OSSERVATORE ROMANO
TRAVERSIE DELLE OPERE DI CARAVAGGIO (di Claudio Ferranti)
Negli ultimi due secoli di storia abbiamo perso almeno OTTO opere del Caravaggio. Per rendersi conto della portata dell'impoverimento del corpus caravaggesco basti pensare che le otto opere, sicuramente autografe, rappresentano circa il 20% delle non più di cinquanta opere universalmente riconosciute autografe dalla critica. Altre opere di Caravaggio hanno rischiato di essere perdute ma si sono salvata. Diamo qui un elenco di queste opere e le loro vicissitudini
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