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"Il ‘Natale’ rubato di Caravaggio rivive in un inedito video d’epoca. La storia", di Michele Cuppone (su Artribune)

Fotogrammi inediti della Natività di Palermo di Caravaggio da un video degli anni '60. E da ricerche di Michele Cuppone e Roberta Lapucci riemerge una copia sconosciuta del quadro


La Natività con i santi Lorenzo e Francesco di Caravaggio, trafugata nell’ottobre 1969 dall’oratorio di San Lorenzo a Palermo e finita in mano alla mafia, diventa sempre più un ricordo lontano nel tempo, a mezzo secolo dalla sua scomparsa. Ultimamente, si è ridata in qualche modo nuova vita alla tela, con una riproduzione ‘hi-tech’ voluta e realizzata da Sky che ha preso il posto dell’originale. Conosciamo quest’ultimo in particolare attraverso un paio di scatti a colori: la diapositiva di Enzo Brai del 1967 e la foto, ben più nitida, degli Archivi Scala del 1964. Ciò che risalta all’occhio, nella commovente bellezza e pacatezza della scena, è l’assonanza con i quadri della prima maturità romana di Caravaggio, in particolare con i celebri dipinti della cappella Contarelli. E difatti, nuove scoperte d’archivio (e non solo) hanno appurato che la tela fu eseguita contemporaneamente a quelli nel 1600, dunque a Roma e da lì spedita a Palermo, e non in Sicilia nel 1609 come si credeva.

IL PRESEPE PALERMITANO 
A ogni modo, il Presepe palermitano sopravvive, benché per pochi fotogrammi, anche in rari filmati d’epoca. Pubblichiamo – per la prima volta online – un estratto da Lo scultore degli angeli, importante documento audiovisivo trovato di recente e che rischiava di essere perduto per sempre. Giaceva infatti abbandonato, assieme ad altro materiale non classificato, nei locali dell’istituto zootecnico di Palermo. Non è chiaro come fosse finito lì, in un posto tra i più impensabili, ma il caso vuole che nel fare pulizia e prima di disfarsi di ogni cosa, sia stato contattato il regista concittadino Sergio Gianfalla, che ha colto subito il valore del reperto. La pellicola, un 16 mm della durata di 10’30’’, dedicata alle decorazioni in stucco di Giacomo Serpotta che impreziosiscono luoghi sacri del capoluogo siciliano, parte proprio dall’oratorio di San Lorenzo. E si sofferma per qualche secondo sulla Natività – “reputata l’ultima opera del celebre pittore” recita il narratore secondo una vecchia ipotesi. Ma tanto basta per riaccendere l’emozione che ancora trasmette il capolavoro di Michelangelo Merisi, una delle sue prime pale d’altare (se non la prima in assoluto).

LA RICERCA DI GIANFALLA 
Gianfalla, appassionatosi al tema, ha condotto una personale ricerca che lo ha portato a scoprire che cortometraggi come questo, proiettati nelle sale cinematografiche prima dei film, venivano realizzati nella prima metà degli anni ’60 per concorrere all’erogazione di uno speciale “premio di qualità”. Di più, è risultato provvidenziale il suo intervento di digitalizzazione del nastro, poiché questo nel frattempo si è deteriorato irrimediabilmente. In ogni modo, Rai Teche fortunatamente custodisce, consentendone la visione su richiesta, il servizio in bianco e nero Il melodramma di stucco interamente girato a San Lorenzo (e dove ancora una volta protagonista è Serpotta). Questo andò in onda, all’interno della trasmissione Capolavori nascosti, nell’agosto 1969, giusto due mesi prima della sparizione del Caravaggio. Tanto che si arrivò a dire che potrebbe aver generato particolari interessi sul dipinto (paradossalmente fino a quel momento poco noto agli stessi palermitani), che avrebbero spinto a commissionarne il furto.

LE SORPRESE SUL FRONTE ICONOGRAFICO 
Comunque le sorprese sul fronte iconografico non finiscono qui. A Castello Ursino a Catania è custodita la finora ritenuta unica copia del quadro, molto fedele, dipinta da Paolo Geraci nel 1627-1628. Ed ecco invece che ora, in una ricerca congiunta tra chi scrive e Roberta Lapucci pubblicata nella rivista scientifica Valori Tattili, è stata reperita nella fototeca del famoso storico dell’arte Roberto Longhi una foto di un’altra copia antica, con poche varianti. Mistero nel mistero, ne è ignota l’ubicazione attuale; forse il quadro andò disperso durante la seconda guerra mondiale: apparteneva al gerarca fascista Luigi Federzoni.
La citata documentazione fotografica e audiovisiva non potrà in nessun modo colmare il vuoto incommensurabile lasciato nel patrimonio storico-artistico universale dal dipinto, peraltro inserito nella Top Ten mondiale dei furti d’arte stilata dall’FBI. Ma certo questi nuovi studi e scoperte riaccendono i riflettori sulla Natività, immeritatamente poco conosciuta, tenendo sempre viva la pur fioca speranza di una restituzione alla collettività.

‒ Michele Cuppone

link: 


"Viaggio nei tesori dell’arte sacra", con Michele Cuppone e Rodolfo Papa su TV2000


Mercoledì 27 aprile a Siamo Noi, su TV2000, un viaggio a 360 gradi nell’arte sacra tra scultura, pittura e impegno sociale. Da segnalare il servizio esclusivo realizzato all’interno dei Musei Vaticani dove sono custoditi alcuni dei capolavori assoluti dell’umanità. Ospiti in studio, a parlare di Caravaggio, Michele Cuppone e Rodolfo Papa.

link:

"Caravaggio. La Natività di Palermo: un quadro del 1600 o 1609?", di Michele Cuppone


Un Dossier per la prima volta esamina tutti gli aspetti legati alla realizzazione della Natività con i santi Lorenzo e Francesco, trafugata dall'oratorio di San Lorenzo a Palermo, attestandone la datazione al 1600.





Accedi al Dossier su www.News-Art.it 

La recente collocazione sull'altare dell'Oratorio di San Lorenzo a Palermo di una riproduzione hi-tech della Natività con i santi Lorenzo e Francesco di Caravaggio, rubata nel 1969, ha permesso di recuperare in qualche modo la straordinaria unità del contesto artistico, storico, architettonico e religioso.
Se solo poche voci isolate avanzano perplessità sulla legittimità dell'operazione – il precedente vuoto faceva comunque riflettere su quanto resta ancora da fare in termini di tutela del patrimonio culturale –, la stampa nazionale e internazionale plaude all'unisono all'evento (analogamente a quanto fatto in occasione dell'inverosimile ritrovamento dei resti mortali di Merisi), riportando altresì pedissequamente l'informazione, attinta da comunicato stampa, che il quadro originale si trovava in Oratorio sin dal 1609, supposto anno di realizzazione in un soggiorno di Caravaggio in città mai documentato.
Eppure almeno dal 2011 si sono succedute diverse e in parte indipendenti scoperte che portano ad affermare che la Natività fu dipinta in realtà a Roma, nel 1600, e da lì spedita in Sicilia.

Scarica il DOSSIER (ebook) con i link diretti alle fonti



Un viaggio multisensoriale nel Seppellimento di Santa Lucia. A Palazzo Bellomo dal 26 giugno al 30 agosto 2015


Le voci, i suoni e le atmosfere dell'opera di Caravaggio






La Galleria Regionale di Palazzo Bellomo a Siracusa è da sempre orientata alla didattica e alla valorizzazione del patrimonio culturale.
L’installazione "Un viaggio multisensoriale nel Seppellimento di Santa Lucia", ideata dalla Galleria Bellomo insieme a IAN - Innovative Art Network, nasce dal desiderio di sperimentare nuove forme di comunicazione che consentano la fruibilità delle opere non solo visivamente ma attraverso esperienze che coinvolgano altri sensi (udito, tatto, olfatto), in modo da poter essere accessibili in maniera innovativa. 

Il progetto, con la partecipazione di Michele Cuppone e la collaborazione di Red Raion e Strumenti Letterari, si è reso possibile grazie a partners come Bioturismo.

L’installazione sarà esposta nei locali del Museo Bellomo dal 26 giugno al 30 agosto 2015. 
Inaugurazione | venerdì, 26 giugno h. 18:30
Orari di apertura
da martedì a sabato: 9:00 - 18:30
domenica: 9:00 - 13:00
lunedì chiuso
Ingresso libero

ON LINE "Il Caravaggio di Palermo e l'Oratorio di San Lorenzo" da "The Burlington Magazine" (recensione di Michele Cuppone)

DISPONIBILE ORA ON LINE la recensione di Michele Cuppone al volume Il Caravaggio di Palermo e l'Oratorio di San Lorenzo di Giovanni Mendola, pubblicata sul numero 1327 di The Burlington Magazine.

Il volume in oggetto presenta, peraltro, importanti documenti palermitani che consolidano la tesi secondo cui la Natività con i santi Lorenzo e Francesco fu dipinta da Merisi a Roma nell'anno 1600, commissionata da Fabio Nuti e destinata a Palermo.

L'ipotesi, già avanzata da Alfred Moir (1982), ripresa con nuove argomentazioni da Maurizio Calvesi (2011), Michele Cuppone (2011) e Giovanni Mendola (2012), è stata recentemente accolta, tra gli altri, da Alessandro Zuccari (2013) e Claudio Strinati (2014) [NEW: nuove aperture vi sono state da parte di Francesca Curti (2015) e Fabio Scaletti (2015)]. Nella stessa direzione vanno i risultati dei nuovi approfondimenti scientifici di Elisabetta Giani e Claudio Seccaroni (2014) [NEW: la tesi di un'esecuzione palermitana è ora messa in discussione anche da Rossella Vodret (2015)].


SCARICA IL PDF ORIGINALE

Il Caravaggio di Palermo e l’Oratorio di San Lorenzo. By Giovanni Mendola.
Reviewed by MICHELE CUPPONE

ARCHIVAL RESEARCH IS an indispensable element for a complex discipline such as art history, especially in respect of a figure such as Michelangelo Merisi da Caravaggio, in that it can add to, and sometimes correct, biographical accounts of his life. Since the first discoveries at the end of the nineteenth century by Antonino Bertolotti, who fruitfully sifted through records of Roman trials of the era, certain contracts for works of art, letters by associates of the artist and other testimonies have slowly emerged. Each one adds another piece to the jigsaw of Caravaggio’s life so that an increasingly clear picture emerges, although there are still many lacunae. Fairly recently documents have been discovered which make it possible to add details to the circumstances of his birth and death, although these are not universally accepted. And accounts of his life in Rome, especially at the start of his career, have also emerged. 
One fact that was once generally held to be true now appears dubious and leads us to review a particular moment in the painter’s life. Certain biographies contain a fleeting reference to Caravaggio’s purported visit to Palermo in 1609, and, although there was a complete lack of corroboration, Giovan Pietro Bellori claimed that it was then that he painted the Nativity with Sts Lawrence and Francis, a masterpiece that was stolen from the Oratorio of S. Lorenzo in Palermo in 1969. Giovanni Mendola had the perseverance to scour the notarial archives of Palermo for around the year 1609 – and found nothing. But he then started to look at documents dating from around 1600, following a hypothesis that the altarpiece could be the one known to have been commissioned in 1600 by the merchant Fabio Nuti, who was living in Naples. This was first proposed by Alfred Moir in 1982, but until now has had little support.1
Mendola has added to the history of the Oratory of S. Lorenzo and of the Compagnia di San Francesco that supervised it. Of particular significance for Caravaggio’s altarpiece is the work undertaken in the Jubilee year of 1600 to make the Oratory ready to receive such a picture: on 28th July payment for the gilding of a frame (‘guarnicione’) for the high altar was authorised, which was finished by the day of the Feast of St Lawrence on 10th August. And from a document of 8th March 1601 it emerges that Fabio Nuti in Naples was in correspondence with a member of the confraternity, Cesare da Avosta, in this little Oratory and that on 12th January 1601 Nuti authorised a payment to this friar, presumably in connection with the altarpiece. Mendola reconstructs a tight network of relations between Merisi, Rome, Sicily, Palermo and, naturally, the Oratory. It is still difficult to speculate as to who among the many characters involved might have acted as the gobetween for the commission, Caravaggio being in Rome and his patron Nuti in Naples. 
This slim volume contains a mass of new material as well as references to previous publications. Mendola smoothly argues his case to date the altarpiece to 1600, and in fact the later dating had always been questioned, especially on the grounds of the painting’s style, which is very different from the other paintings made in Sicily, and much closer to those in the chapels of the Contarelli and Cerasi in Rome. While some facts have not been checked in the sources, and there are a few oversights, this does not detract from the importance of Mendola’s archival research. The author remains cautious in his conclusions, but several pages of Caravaggio’s life already need to be rewritten, and his findings coincide with the work of other scholars (including Maurizio Calvesi and the present writer). Now the network of relationships uncovered in Palermo should also be looked for in Rome, with, almost certainly, equally interesting results. 

1 A Moir: Caravaggio, Milan 1982 (Italian edition), p.35.

Uscito "Caravaggio Vero", a cura di Claudio Strinati e direzione scientifica di Michele Cuppone


Il mistero svelato da immagini spettacolari, l'analisi critica più aggiornata ed esaustiva. 





«una ricognizione sul sommo maestro lombardo tesa a privilegiare il più possibile quella che potremmo definire l’oggettività della ricerca» (Strinati).


È uscito Caravaggio Vero, a cura di Claudio Strinati e direzione scientifica di Michele Cuppone, con contributi di Pietro Caiazza, Michele Cuppone, Francesca Curti, Jacopo Curzietti, Veronica La Porta, Carla Mariani, Fabio Scaletti, Claudio Strinati.

Edito da Scripta Maneant per la collezione Rinascimento sublime, è un'opera di pregio a tiratura limitata, che si distingue anche per un'attenzione alla qualità delle immagini mai vista prima d'ora.
Per un'anteprima sui contenuti, sfoglia la preview.

Il volume sarà presentato prossimamente a Roma.

Per ogni altra informazione tecnica, consulta il sito di Scripta Maneant.



Il puzzle della trafugata 'Natività' di Palermo: ritrovata una vecchia radiografia

Un pezzo alla volta, si ricompone il 'puzzle' della Natività palermitana di Caravaggio, trafugata nel 1969: negli archivi dell'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, Elisabetta Giani e Claudio Seccaroni hanno rinvenuto una radiografia eseguita al tempo del restauro successivo alla grande mostra milanese del 1951. La foto è relativa a Gesù Bambino, e lo studio condotto dai due ricercatori ha confermato peraltro le caratteristiche tutte romane della tela utilizzata: un grande brano unico di tessuto (mentre le altre tre tele siciliane sono costituite da piccole porzioni cucite assieme) e riduzione (di 7,2x7 fili per cm²) che la rende direttamente confrontabile, relativamente ai dipinti di grande formato, con i dipinti Contarelli e la Morte della Vergine. Tutto porta ad avvalorare l'ipotesi di datazione del dipinto al 1600, quale commissione di Fabio Nuti, a quel tempo in rapporto con l'Oratorio di San Lorenzo.
Emerge inoltre la presenza di incisioni, pennellate stese in fase di abbozzo, pentimenti, elementi iconografici giustapposti l'uno all'altro: tutte caratteristiche peculiari della tecnica di Merisi.
La speranza resta sempre quella che il quadro venga rinvenuto, nella sua integrità, a fronte di testimonianze, tutte da verificare, che l'avrebbero visto malridotto o persino distrutto intenzionalmente.
Tutte le novità sono pubblicate nel n. 28 del Bollettino ICR (Nardini Editore).

[NEW: Leggi l'intero articolo (pdf)]

Presentazione "Il Caravaggio di Palermo" di Giovanni Mendola, 24 luglio a Campofelice di Roccella

Il prof. Giovanni Mendola nel suo volume Il Caravaggio di Palermo e l’Oratorio di San Lorenzo mette in forse il conclamato soggiorno palermitano di Caravaggio e, documenti alla mano, sposta indietro al 1600 l’esecuzione della famosa Natività con i santi Lorenzo e Francesco, oggi purtroppo scomparsa.

Il volume, frutto di anni di ricerca, è utile per lo studio della vicenda storico-artistica del Merisi, ed offre una ricchissima documentazione della fabbrica dell’Oratorio di San Lorenzo attraverso i secoli, con dettagliati riferimenti all’ambiente culturale, religioso ed economico di Palermo tra il Cinquecento e il Seicento, anche nei rapporti con Roma e i committenti di Caravaggio.


Se ne discuterà con l’autore ai piedi del Castello di Roccella (PA), lunedì 24 luglio alle ore 21.



“Tre salti” sulle orme di Caravaggio a Roma (Roma 22/3, visita guidata con Michele Cuppone)



Roma, sabato 22 marzo 2014
Visita guidata a cura di: dott. M. Cuppone.


“Tre salti” sulle orme di Caravaggio a Roma
… dove il pittore visse, dipinse e uccise.
Un avvincente itinerario volto a ricostruire la mappa geografica e interiore del “pittore maledetto”.

Con «tre salti» intorno al rione Sant’Eustachio è possibile ripercorrere l’intera vicenda romana di Caravaggio, dagli esordi come collaboratore in botteghe altrui, alla prima commissione pubblica in San Luigi dei Francesi, al delitto alla Pallacorda che ne decretò l'esilio dall'Urbe; passando letteralmente per i luoghi in cui abitò e che sempre frequentò: proprio in quest'area della città si concentravano i suoi più importanti collezionisti, estimatori e conoscenti. Senza contare che fu questo il teatro stabile del quotidiano e spesso irrequieto vissuto, come ricordano fonti e documenti, alcuni di fresca scoperta. La visita sarà curata da Michele Cuppone, uno degli autori dell’importante opera «L'essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l'ambiente artistico romano, a cura di F. Curti, M. Di Sivo, O. Verdi (2011).

Appuntamento: ore 15:45 davanti alla Fontana dei Fiumi di Piazza Navona. Ingresso gratuito. Contributo visita: € 7 (soci), € 9 (ospiti).

Leggi il programma completo di Universarte

"Il Caravaggio di Palermo e l'Oratorio di San Lorenzo" su "The Burlington Magazine" (recensione di Michele Cuppone)





Pubblicata sul numero di ottobre 2013 di The Burlington Magazine la recensione di Michele Cuppone al volume Il Caravaggio di Palermo e l'Oratorio di San Lorenzo di Giovanni Mendola.

Il volume in oggetto presenta, peraltro, importanti documenti palermitani che avvalorano sempre più e, a ben vedere, legittimano lasciando poco spazio a ricostruzioni alternative la tesi secondo cui la dispersa Natività con i santi Lorenzo e Francesco fu dipinta da Merisi a Roma nell'anno 1600, commissionata da Fabio Nuti.


LEGGI LA RECENSIONE

Vedi l'indice del numero 1327 di "The Burlington Magazine"

Bentornato Caravaggio 2013




Il Comune di Caravaggio organizza annualmente la manifestazione “Io, Caravaggio” che si svolge nella settimana della ricorrenza della nascita di Caravaggio ovvero del 29 settembre. La manifestazione prevede eventi di vario genere, curati dall’Assessorato alla Cultura e dalle Associazioni più accreditate della città. In tale contesto si inserisce la Convention annuale “Bentornato Caravaggio” ideata e a cura dell’Associazione culturale Decima Musa Caravaggio.
la Convention è un evento annuale che si propone di:
* diffondere la conoscenza di opere e creazioni finalizzate allo studio e alla conoscenza della vita e della produzione artistica di Caravaggio e opere ispirate all'arte caravaggesca,
* incentivare lo scambio culturale e l’incontro tra realtà e persone provenienti da qualunque paese del mondo che hanno in comune la passione per Caravaggio,
* essere un punto di riferimento e un appuntamento per gli appassionati, i cultori e gli esperti
* suscitare interesse, curiosità e conoscenza in tutti i tipi di pubblico, soprattutto nei giovani.
La presenza di Case Editrici, Autori, Studiosi, Critici, Autori, Musicisti, Fotografi, Compagnie Teatrali e di Danza, Registi, Aziende, Ristoranti e Chef, che con la loro attività contribuiscono alla diffusione dell'Arte di Caravaggio, genera un momento straordinario di incontro, confronto, conoscenza ...

Accedi al sito ufficiale www.bentornatocaravaggio.it

"Caravaggio in Sicilia. L’ultima rivoluzione" (recensione di Michele Cuppone)

Caravaggio in Sicilia. L’ultima rivoluzione è la prima rilevante fatica letteraria di Andrea Italiano. Il volume, complessivamente un buon prodotto, desta interesse per tematica e contenuti, dove protagonista assoluto non è invero Michelangelo Merisi, quanto più la “rivoluzione” da lui innescata in Sicilia, tanto da affermare in tale sede che la pittura del Seicento nell’isola “inizia” proprio con lui.
La prima parte dunque ripercorre il profilo storico artistico del milanese in Sicilia, a partire dal passaggio maltese, e l’autore non perde occasione di esprimere la propria interpretazione alle molteplici circostanze poco chiare legate al soggiorno isolano, da un presunto sbarco a Gela tutto da verificare, alla ripartenza da Messina o Palermo. Su quest’ultimo punto, sono recepite non tutte le più fresche acquisizioni, probabilmente per via delle tempistiche redazionali; e comunque la pur ampia bibliografia di riferimento, accanto alle citate fonti antiche e moderni studi e monografie, andrà aggiornata su fondamentali uscite recenti.
Ma al di là della ricerca storica l’autore, ‘longhianamente’, è maggiormente interessato agli aspetti stilistici e iconografici, dove indubbiamente offre prove di grande competenza e destrezza. Nella lettura delle opere, in particolare, la scrittura raggiunge i momenti più alti e godibili; contribuisce in tal senso un linguaggio raffinato e, quand’anche volutamente ricercato, accessibile a chiunque ...

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Uffizi: collocazione definitiva per Caravaggio ei caravaggeschi

Firenze, 8 luglio 2013 - Nell’ambito degli spostamenti delle opere d’arte al Piano Nobile degli Uffizi, questa mattina sono stati traslati i dipinti di Caravaggio e dei pittori caravaggeschi italiani e stranieri. L’operazione si è svolta sotto il controllo dei funzionari della Direzione della Galleria e ha riguardato 17 dipinti di autori quali Caravaggio, Artemisia Gentileschi, Bartolomeo Manfredi, Honthorst Gerrit Van detto Gherardo delle Notti, Matthias Stomer, Bartolomeo Cavarozzi, Giovanni Antonio Galli detto lo Spadarino e Giovanni Battista Caracciolo detto il Battistello.

Gran parte delle opere erano state spostate due anni fa per far spazio alla mostra “Vasari, gli Uffizi, il Duca”, che si svolse tra giugno e novembre 2011, in occasione dell’anniversario vasariano.

La movimentazione delle opere – che ha visto impegnata la squadra tecnica della Galleria - si è svolta lungo l’infilata delle sale nel lato di Levante e da domani mattina, alla riapertura degli Uffizi, i visitatori potranno ammirare le opere di Caravaggio (Medusa, Bacco, Sacrificio di Isacco) nella prima sala dopo il Verone (la numero 90) e, nelle tre sale successive, tutte le altre.
Così come previsto dalla Direzione degli Uffizi, i tre dipinti di Caravaggio e le opere dei caravaggeschi verranno dopo quelle dei pittori lombardi del Cinquecento – dopo i saggi di Longhi considerati il precedente immediato all’espressione di Caravaggio - le cui sale concludono l’infilata di Ponente al Piano Nobile del complesso vasariano.

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(Fonte: gonews.it)

La musica al tempo di Caravaggio (recensione di Michele Cuppone)

La musica al tempo di Caravaggio, a cura di Stefania Macioce ed Enrico De Pascale per i tipi di Gangemi, è un volume speciale dall'omonimo Convegno Internazionale di Studi tenutosi a Milano nel genetliaco dell'artista, nell'ambito delle celebrazioni per il IV centenario dalla morte e dunque pubblicato anche in tempi piuttosto contenuti e con evidente impegno non comune.
La musica, chiaramente ragione e filo conduttore dell’intero tomo, riacquista tutta l’importanza che in passato le veniva ancor più riconosciuta, non solo come espressione artistica, ma anche quale momento di aggregazione sociale a ogni livello e parte integrante dell’ideale educativo nobiliare. La pubblicazione è ricca di approfondimenti e spunti, presentati da, e solo in apparenza rivolti prioritariamente a differenti categorie di studiosi – in breve e semplificando, storici dell'arte e musicologi – che trovarono un'eccezionale coesistenza nella figura di Franca Trinchieri Camiz, la cui dedizione sembra in qualche modo rivivere e permeare le pagine di quest'opera collettiva. La sintesi e la collaborazione interdisciplinare comunque avvengono ed emergono in più occasioni, talvolta proficuamente frutto dell'incontro diretto in seno al convegno; e si concretizzano soprattutto e simbolicamente nel contributo, a doppia firma, a conclusione del consesso e significativamente dedicato a Baschenis, naturamortista per eccellenza di strumenti musicali ed anzi inauguratore di un genere di grande dignità e fortuna artistica. Ma il volume è arricchito poi in coda – come, è il caso di dire, il bis di un'esibizione concertistica – di ulteriori saggi fuori programma rispetto alla giornata di studi.
Per la numerosità ed eterogeneità dei contributi, arduo è dare conto anche sinteticamente di ognuno, senza scontentare nessuno dei diciotto autori ...

Il Mistero di Caravaggio a Palermo (da "Palermo Viva")

Nativita_con_i_santi_Francesco_e_Lorenzo Giovan Pietro Bellori, insieme ad altri biografi dei secoli passati, aveva sostenuto che la Natività di Palermo era stato commissionato nel 1609 dalla Compagnia dei Bardigli e dei Cordiglieri, ipotizzando un presunto soggiorno palermitano del pittore. Ma di questa commessa non esistono documenti e dal confronto con i quadri eseguiti in Sicilia nello stesso anno a Messina e Siracusa si notano differenze stilistiche così evidenti che si sta facendo sempre più strada l’ipotesi che questo quadro sia stato dipinto nel periodo romano e dunque intorno al 1600 ... 

Leggi l'intero articolo su PALERMO VIVA

VIDEO - Presentazione del volume «L’essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l’ambiente artistico romano


Disponibile on line il video della presentazione del volume «L’essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l’ambiente artistico romano (a cura di Francesca Curti, Michele Di Sivo, Orietta Verdi), tenutasi a Palazzo Barberini il 14 maggio 2013.












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Saluti:
     0:00 Anna Lo Bianco (direttrice della Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini)
     1:23 Eugenio Lo Sardo (direttore dell’Archivio di Stato di Roma)
    11:18 CARLO M. TRAVAGLINI (presidente del CROMA e direttore di RMC)

Relatori:
    14:28 MINA GREGORI (storico dell’arte)
    26:50 IRENE FOSI (storico)
    44:35 E. Lo Sardo
    45:19 ALESSANDRO ZUCCARI (storico dell’arte)
 1:02:16 E. Lo Sardo
 1:05:38 CLAUDIO STRINATI (storico dell’arte)

Ringraziamenti dei curatori
 1:50:00 ORIETTA VERDI
 1:52:26 MICHELE DI SIVO
 1:57:38 FRANCESCA CURTI

Claudio Strinati sulla dispersa "Natività con i santi Lorenzo e Francesco" di Palermo

Miniatura

Il professore Claudio Strinati presenta le recenti acquisizioni sulla dispersa "Natività con i santi Lorenzo e Francesco" di Caravaggio (già Palermo, oratorio di San Lorenzo), che avvalorano la tesi secondo cui la tela sarebbe stata dipinta a Roma nel 1600 (e non a Palermo nel 1609, come tradizionalmente ritenuto), ordinata dal commerciante Fabio Nuti che era in relazioni con l'oratorio palermitano.

L'intervento si è tenuto il 14 maggio 2013 a Palazzo Barberini, per la presentazione del volume «L'essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l'ambiente artistico romano, a cura di F. Curti-M. Di Sivo-O. Verdi.

A breve, sarà disponibile on line l'intera ripresa video della presentazione

GUARDA IL VIDEO


PRESENTAZIONE 14 maggio a Palazzo Barberini - «L’essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l’ambiente artistico romano


Martedì 14 maggio viene presentato a Roma, palazzo Barberini, salone Pietro da Cortona, h. 17,00, un nuovo volume dedicato a Caravaggio e ai suoi legami con gli artisti, i mercanti d’arte, i collezionisti che l’artista incontrò al suo arrivo a Roma («L'essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l'ambiente artistico romano, a cura di Francesca Curti, Michele Di Sivo e Orietta Verdi, ed. Università Roma Tre-CROMA, pp. 424).

L’opera propone una serie di approfondimenti fondati su indagini documentarie e storico-artistiche condotte da 18 studiosi. I saggi ricostruiscono per un verso il fitto intreccio di relazioni professionali nate nelle botteghe di pittura romane con le quali Caravaggio al suo esordio entrò in contatto, per l’altro si concentrano su alcune opere di Caravaggio, o a lui attribuite (la dispersa Natività di Palermo, il Ritratto di Paolo V Borghese) e su dipinti di artisti che, come Giovanni Baglione, con l’artista lombardo si contesero committenze e fama.

Saluti Carlo M. Travaglini, Eugenio Lo Sardo
Intervengono Irene Fosi, Mina Gregori, Claudio Strinati, Alessandro Zuccari

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RECENSIONE: «L'essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l'ambiente artistico romano (Renato Di Tomasi su NEWS-ART)

copertina_caravaggio Come ricordato dagli autori nella prefazione, già Luigi Spezzaferro, grande studioso del pittore lombardo, auspicava una revisione storica dei documenti sul Merisi; non molto tempo fa, in una intervista su questo magazine anche Claudio Strinati auspicava con valide argomentazioni una revisione documentaria che portasse ad una interpretazione più consona alla realtà in cui visse l’artista.
Dopo la lettura del volume a più mani che qui si presenta, dal mio punto di vista direi che il processo auspicato da Spezzaferro e Strinati, tra molti pregi e qualche limite, trova riscontro nel lavoro di questi studiosi. Scorrendo le pagine della pubblicazione si tocca con mano la passione degli autori per il Merisi, elemento trainante che ha alimentato un impegno non semplice ma culturalmente assai proficuo per dipanare le nebbie del passato che ancora avvolgono il pittore lombardo.
Tutti i capitoli sono degni nota, anche se in questa sede mi limiterò a citarne solo alcuni. Tra le novità della pubblicazione si segnala la luce fatta sulla bottega del pittore fiorentino Francesco Morelli e i rapporti tra i suoi allievi, da Baglione a Salini sino a Travagni. Gli autori analizzano e mettono in luce nell’opera le relazioni tra questi pittori, arricchendone e mutandone parzialmente le biografie con notizie nuove.
Interessante poi appare la messa a fuoco dei rapporti commerciali tra pittori, dei gusti della committenza e del commercio artistico, che trovano nel lavoro degli autori conferme che cominciano a rafforzare certezze su temi cruciali come il ruolo degli artisti, le modalità di lavoro, il copyright sulle singole opere. Nella pubblicazione viene rivalutato il ruolo di Costantino Spada così come viene confermato quello di Prospero Orsi nelle relazioni con Caravaggio.
Altro significativo contributo si rileva nel capitolo scritto da Michele Cuppone che avanza l’ipotesi che la Natività con i ss. Lorenzo e Francesco per l'oratorio palermitano di San Francesco, celebre opera del Caravaggio trafugata nel 1969, sia un dipinto romano, eseguita proprio al principio del Seicento probabilmente su committenza del banchiere senese Fabio Nuti ...

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