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La copia di Paolo Geraci della "Natività" di Caravaggio: il video didattico



Il Museo Civico "Castello Ursino" partecipa alla manifestazione #plateaComune attraverso la pubblicazione di alcuni video didattici, relativi al proprio patrimonio museale. 
Nel primo focus realizzato, si presentava il Cristo alla colonna di autore ignoto.
Oggi Michele Cuppone torna a parlare di un'altra copia di un Caravaggio perduto, la Natività di Paolo Geraci, che nel 1627-1628 copiò appunto il dipinto palermitano di Michelangelo Merisi (rubato nel 1969).
Di seguito una trascrizione del contributo nella sua versione integrale (6'03''):
Nelle collezioni del Castello Ursino di Catania, vi è un quadro che ha una storia particolare: è l’unica copia superstite, di un Caravaggio rubato nel ’69 a Palermo. Parliamo della copia della Natività del sommo artista lombardo, realizzata da un pittore poco noto, Paolo Geraci.
Prima, però, due parole sul dipinto originale.
Si era sempre pensato che Michelangelo Merisi detto Caravaggio, lo avesse realizzato durante il suo soggiorno in Sicilia, nel 1609. In realtà, recenti scoperte, hanno dimostrato come l’artista l’avesse eseguito diversi anni prima, a Roma, nell’anno 1600. La tela, fu poi spedita alla volta di Palermo: era destinata all’oratorio di San Lorenzo, sede di una confraternita chiamata “compagnia di San Francesco”
Abbiamo appena nominato san Lorenzo, san Francesco… sarebbero i due santi che compaiono nel quadro, noto infatti anche come Natività con i santi Lorenzo e Francesco.
Sappiamo da un documento, che qualche anno più tardi, nel novembre del 1627, al pittore palermitano Paolo Geraci, noto per lo più come copista, e della cui attività in realtà si conosce molto poco, furono chiesti due quadri.
La richiesta, venne da Orazio Giancardo, un personaggio che rivestiva un ruolo di una certa importanza nell’amministrazione del Viceregno. Per il costo di 30 onze, Giancardo chiede a Geraci due copie: una, dell’Andata al Calvario di Raffaello, e l’altra, appunto, della Natività. Orazio Giancardo, chiede che questi quadri vengano realizzati «simili» agli originali. Entrambi, verranno consegnati l’anno successivo, nel giugno 1628.
Ora, la copia del quadro di Raffaello, il cui originale oggi si trova al Prado, non è stata mai rintracciata. Qualcosa di simile sarebbe potuto accadere anche per la copia del Caravaggio, la cui scoperta è relativamente recente. Vediamone in sintesi la vicenda.
Nel XIX secolo, la tela di Geraci si trovava ancora a Palermo, ed era di proprietà del catanese Giovanni Battista Finocchiaro, Presidente della Suprema Corte di Giustizia in quella città. Nel 1826, secondo le volontà testamentarie di Finocchiaro, la sua raccolta di dipinti veniva donata al Comune di Catania, sua città natale. E questo, veniva a costituire il primo grande nucleo collezionistico delle raccolte comunali, da cui avrà poi origine il Museo Civico di Castello Ursino.
Dopo vari movimenti, nel 1954, il quadro di Geraci venne concesso in prestito alla Prefettura di Catania. Ma di questo passaggio, si era persa memoria: nemmeno un verbale di consegna, risultava redatto. Soltanto trent’anni dopo, nel 1984, il quadro fu riconosciuto, come copia di un originale perduto del Merisi: era ancora nell’ufficio del prefetto, alle spalle della sua scrivania. Ma ci vollero poi diversi anni ancora, prima che l’opera venisse restituita a Castello Ursino, dove ancora oggi si può ammirare.
Della Natività di Caravaggio, c’è da dire, esisteva un tempo anche un’altra copia, nota purtroppo solo attraverso una fotografia in bianco e nero: essa, come l’originale, è andata dispersa. È comunque interessante mettere a confronto le due uniche copie del dipinto di Palermo. Certamente, quella oggi a Catania è di migliore qualità, e rispetta più fedelmente l’originale: è un riproduzione in scala 1:1.
La copia di Geraci, proprio perché si attiene alle misure del dipinto di Caravaggio – di cui restano pochi scatti a colori, rappresenta una testimonianza estremamente importante. Tanto da aiutare a decifrare meglio alcuni particolari che, nell’originale, non erano così leggibili. Oppure, erano stati danneggiati nel tempo. La tela di Castello Ursino, anch’essa non in ottime condizioni fino a poco tempo fa, è stata restaurata di recente.
Per concludere: cosa rappresenta il quadro? Appunto la Nascita del Bambino, che giace a terra, con la Madonna dal volto dolce e spossata dal parto, san Giuseppe di spalle che offre allo spettatore la sua nuca ingrigita, un angelo con il cartiglio, con su scritto «Gloria in Eccelsis Deo». Delle bestie sullo sfondo a sinistra, vediamo principalmente il bue. Accanto a lui, san Lorenzo, che riconosciamo in particolare dalla ricca veste gialla, e dalla graticola, strumento su cui fu  martirizzato e su cui qui si appoggia. Dall’altro lato, con un cappello e il bastone, un pastore. E, a fianco, un personaggio sulla cui identità ancora ci si interroga. Dovrebbe essere san Francesco, perché appunto nell’oratorio di San Lorenzo dove si trovava il Caravaggio, si riuniva la compagnia di San Francesco. Ma presenta alcune incongruenze, rispetto alle raffigurazioni del santo di Assisi che faceva Caravaggio. In questo, vediamo una calvizie, i capelli sono neri anziché castani, sono assenti le stimmate, il saio non presenta strappi né toppe, vi è un mantello… tutto questo, ha fatto pensare che il personaggio, che resta più di tutti sullo sfondo, possa essere un altro pastore. Per cui, il tema, diverrebbe un’Adorazione dei pastori con san Lorenzo.
Tuttavia, il mistero più grande che interessa la Natività di Caravaggio, è relativo alla sua sparizione, avvenuta in una notte di ottobre del 1969. Ma questa è un’altra storia…
E, mentre si continua a cercarla, non ci resta che ammirarne la copia fedele a Castello Ursino. Ringraziando per questo quel Paolo Geraci che, altrimenti, difficilmente avremmo incontrato

#plateaComune, a cura dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Catania, è uno spazio aperto per non spegnere i riflettori sulla bellezza, sull’arte, sulla cultura, sulle molteplici espressioni del genio e della creatività della quale Catania è ricchissima.

L'autore
Michele Cuppone è ricercatore e studioso di Caravaggio. Ha pubblicato i suoi studi storico-artistici in sedi scientifiche e divulgative. Ha prestato consulenza in progetti editoriali ed espositivi. In televisione ha partecipato al documentario La Rome claire obscure du Caravage/Im helldunkel-Rom von Caravaggio prodotto da Arte ed è stato ospite di approfondimenti tematici su Rai 2 e Tv2000. È infine curatore di Caravaggio400.org. Per l’editore Campisano, è appena uscito il suo volume Caravaggio. La Natività di Palermo. Nascita e scomparsa di un capolavoro.

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#iorestoacasa, la Cultura non si ferma: Caravaggio a Napoli sul canale YouTube MiBACT



Sul canale YouTube del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo è disponibile il video “Caravaggio” del Museo e Real Bosco di Capodimonte https://youtu.be/HY9rvClxJxY che racconta e approfondisce il soggiorno napoletano del pittore lombardo e l’eredità lasciata nella città partenopea. Il filmato, con didascalie in lingua inglese, è uno dei tanti contributi che, dall’inizio dell’emergenza coronavirus, musei, parchi archeologici e istituti autonomi statali hanno e continuano a fornire al pubblico a casa per non interrompere il contatto con il loro patrimonio culturale nazionale. 
A Napoli Caravaggio arrivò in fuga da Roma, dove era stato coinvolto nell’omicidio di Ranuccio Tomassoni, e visse nella meravigliosa capitale del meridione per complessivi 18 mesi tra il 1606 e il 1610. Il legame di Caravaggio con il territorio ebbe un grande influsso sulla Scuola napoletana e la nascita del naturalismo partenopeo. Sia gli artisti giovani, come Battistello Caracciolo, che quelli già attivi a Napoli, come Fabrizio Santafede, non poterono restare immuni dal realismo caravaggesco. Il soggiorno napoletano procurò a Michelangelo Merisi una grande fama internazionale. 
Il racconto e le immagini del filmato si soffermano in particolare su i tre capolavori realizzati da Caravaggio a Napoli: le Sette Opere di Misericordia, un olio su tela di grandi dimensioni, in cui l’artista rivoluziona l’iconografia classica e rappresenta i protagonisti come persone comuni. Le Sette opere di Misericordia si possono ammirare ancora oggi presso il complesso Pio Monte della Misericordia; La Flagellazione di Cristo è un altro olio su tela di grandi dimensioni, commissionato in origine per la chiesa di San Domenico Maggiore e oggi custodito nel museo di Capodimonte. L’opera è concentrata sulla figura del Cristo e i suoi aguzzini che emergono da un’ombra densa e scura; Il Martirio di Sant’Orsola, invece fu eseguito per il banchiere genovese Marcantonio Doria, anche in questo caso Caravaggio stravolge completamente l’iconografia classica. In quest’opera la drammaticità della scena è accentuata dall’uso degli scuri. Sono tutte splendide opere, due delle quali si trovano nel cuore del centro storico di Napoli, che aspettano solo di essere riviste appena l’emergenza sarà terminata. 
Con questa iniziativa il Mibact, attraverso un impegno corale di tutti i propri istituti, mostra così non solo ciò che è abitualmente accessibile al pubblico, ma anche il dietro le quinte dei beni culturali con le numerose professionalità che si occupano di conservazione, didattica, tutela, valorizzazione. Attraverso il sito e i propri profili social facebook, instagram e twitter il Ministero rilancia le numerose iniziative digitali in atto. 
Sulla pagina La cultura non si ferma del sito https://www.beniculturali.it/laculturanonsiferma, in continuo aggiornamento, sono inoltre già presenti diversi contributi dei luoghi della cultura statali.

Roma, 20 aprile 2020
Ufficio Stampa Mibact ​

Caravaggio rubato, nelle teche Rai le uniche riprese del luogo del furto



A mezzo secolo dal furto della Natività dall'Oratorio di San Lorenzo a Palermo, spunta una testimonianza inedita del parroco del tempo che porta al boss Badalamenti. Misteriosamente scomparsi anche i verbali delle forze dell'ordine del tempo.

Servizio TGR Sicilia di Raffaella Cosentino - Riprese: Pippo Gigliorosso - Montaggio: Francesco Fresta

link:


"AAA Vendesi Caravaggio. La trattativa di Gaetano Badalamenti e il prete che sapeva", di Michele Cuppone

Riemerge una video intervista al sacerdote a conoscenza della richiesta di riscatto per la Natività rubata. È la terza dopo quelle del 1994 e del 2006


Singolarmente solo dopo cinquant'anni, tutti ora hanno voglia di parlare della Natività di Caravaggio (1600), rubata nell'ottobre 1969 dall'oratorio di S. Lorenzo a Palermo. Proprio quando la riapertura del fascicolo da parte della Commissione antimafia, nel 2017, aveva fatto, per quel che possibile, chiarezza su importanti elementi: l'individuazione degli autori materiali del colpo, l'intromissione e l'acquisizione della tela da parte del boss di Cinisi Gaetano Badalamenti, la sua vendita e partenza alla volta della Svizzera nel 1970. Ecco così che alcuni pentiti propongono piste alternative, mentre un detective privato ritiene che il quadro non abbia mai lasciato l’isola.
A questo brusio di fondo, che in buona parte sarà forse alimentato da interessi personali, si aggiunge adesso una nuova voce. Anzi vecchia. E autorevole: è don Benedetto Rocco, che dell'oratorio era rettore in quel 1969. La sua versione è affidata a una video intervista registrata nei primi anni 2000. Il regista Massimo D'Anolfi che la realizzò, andò a intervistare specularmente anche il soprintendente (reggente) di allora Vincenzo Scuderi, ma di quest'altro colloquio ignoriamo i contenuti. Del primo invece ne ha dato l’anteprima The Guardian, pur con qualche imprecisione poi ricalcata da altri (a partire dalla curiosa inversione di nome e cognome del prete). Esso viene rispolverato ora, proprio in occasione della triste ricorrenza del furto, grazie all’interessamento di Bernardo Tortorici con Luisa Montaperto. Tortorici, presiederà la manifestazione dedicata “Caravaggio 50” che si terrà a Palermo a metà ottobre, dove al di là di chi scrive sono stati invitati, fra gli altri, l’ex presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi, il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e il critico Vittorio Sgarbi.
Nella ‘nuova’ conversazione il sacerdote, già superati i settant’anni, parla a oltre trenta di distanza dal furto. Sarà per questo che le sue affermazioni in parte coincidono e in parte si discostano, magari anche poco, da due precedenti interviste sfuggite ai più (ma citate ad esempio ne Il Caravaggio scomparso di Alvise Spadaro del 2010). Uno è l’articolo “'Caravaggio' dove sei?” di Marina Pino, apparso nel marzo 1994 sulla rivista Palermo, periodico della Provincia; l’altro, “La verità di monsignor Rocco: 'il quadro si trova a Carini'” a firma di Laura Oddo, uscito il 21 marzo 2006 in un supplemento de La Sicilia.
Qualche tempo dopo la sparizione del dipinto, il monsignore ricevette una lettera lì in oratorio, dove abitava assieme alle custodi. A scrivere erano i ladri: “Ce l’abbiamo noi il quadro. Se voi volete trattare con noi, scrivete nel giornale questa inserzione …”. Cosa che fu fatta, sentito Scuderi, sul “Giornale di Sicilia”. Era un messaggio in codice, un’apertura a un negoziato e i destinatari avrebbero capito. Il rettore, pur non ricordandone bene il contenuto, narrava a Marina Pino che esso fu pubblicato “negli annunci economici” e che “si trattava di una frase molto banale”. Ma specifica dodici anni dopo a Laura Oddo che era “un messaggio cifrato in cui si parlava di donne di servizio”. Non facile pertanto sarà, in tal senso, ricavare oggi un qualche risultato da una ricerca ad hoc tra le inserzioni del tempo, nella sezione “Piccoli avvisi” del quotidiano siciliano.
Fatto sta che, trascorso altro tempo ancora senza passi in avanti, giunse una seconda lettera. Stavolta, a una nuova richiesta di pubblicare un annuncio, si allegava un piccolo frammento di tela. Tuttavia, il soprintendente a quel punto si sfilò dalla trattativa, cui non fece più cenno in successive interviste. È così che, fallita quella, Badalamenti si mise in contatto con l’acquirente svizzero? Possibile, ma è complicato trovarne conferma [...]


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Relazione sul furto della "Natività" del Caravaggio: finalmente consultabile il documento integrale



Finalmente consultabile la relazione sul furto della Natività del Caravaggio, redatta dalla Commissione parlamentare antimafia della XVII legislatura. Il documento, approvato il 21 febbraio 2018, non era stato subito diffuso online. Alcune anticipazioni erano state comunque date peraltro in un articolo apparso sul primo numero di The Art Newspaper Daily (LINK) e poi, più dettagliatamente, in un altro pubblicato su ilsussidiario.net (LINK).
La relazione - Doc. XXIII, n. 44 - pur secretando alcune informazioni utili al prosieguo delle indagini, fornisce molti dettagli relativi ai primi sei mesi circa dalla sparizione del quadro, precisando il contesto in cui avvenne, gli attori coinvolti e i primi spostamenti dell'opera trafugata, prima della partenza alla volta della Svizzera.
Se dopo quasi mezzo secolo dall'ottobre 1969 si è tornati a parlare, più concretamente, di quanto avvenuto all'epoca, si deve certamente alla Commissione parlamentare antimafia presieduta da Rosy Bindi. Essa ha difatti inteso assumere un'autonoma iniziativa di indagine volta a dare un nuovo impulso per la ricostruzione dei fatti e, da qui, eventualmente, per la ripresa delle ricerche di un’opera di elevato valore simbolico anche per la lotta alla mafia.

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La battaglia di Caravaggio: il docufilm Sky sull'artista diventa un caso politico e Sgarbi ne annuncia uno tutto dedicato al periodo siciliano di Caravaggio

Il sindaco di Messina ne aveva chiesto il ritiro perché non parla della sua città. Ora Sgarbi commissiona un contro-documentario su Caravaggio in Sicilia: "Ci sarà Michele Placido"

Le tre grandi pale d'altare dipinte da Caravaggio in Sicilia, a Siracusa e a Messina

Vittorio Sgarbi, assessore regionale dei beni culturali della Sicilia, ha impartito una direttiva ai propri uffici di predisporre gli atti per commissionare un documentario sul periodo trascorso da Caravaggio in Sicilia e sulle opere che il grande artista ha realizzato nell'Isola. "E' questo il giusto risarcimento dovuto alla città di Messina - spiega Sgarbi - ingiustamente ignorata dal recente film "Caravaggio, l'anima e il sangue" del regista Jesus Garces Lambert, prodotto da Sky, con la consulenza dello storico dell'arte Claudio Strinati. Un film monco proprio perché ignora la fondamentale permanenza dell'artista a Messina e quella che è probabilmente la sua più importante opera, la "Natività" per la chiesa dei Cappuccini".
Nei giorni scorso Sgarbi si era schierato con il sindaco Renato Accorinti nella protesta contro il regista e la produzione per l'inspiegabile "omissione". Aggiunge Sgarbi: "Ne ho già parlato con Pietro Valsecchi, uno dei più importanti produttori cinematografici, il quale ha mostrato interesse per il progetto e intende sostenerlo. E c'è anche l'adesione dell'attore Michele Placido che sarà chiamato a interpretare il controverso artista. Tra l'altro, è stata una felice sorpresa verificare che proprio Placido è un grande conoscitore della vita e delle opere di Caravaggio" (fonte: Repubblica).

Nuove polemiche (e proiezioni) per "Caravaggio. L'Anima e il Sangue", dal sindaco di Messina a Sgarbi


Ancora polemiche sul docufilm "Caravaggio. L'Anima e il Sangue"
Il sindaco di Messina Renato Accorinti arriva a chiederne il ritiro, per aver omesso riferimenti alla sosta nella sua città – di fatto la più lunga e più prolifica in Sicilia, prima del ritorno a Napoli (fonte: La Repubblica). 
Solidarizza con Accorinti Vittorio Sgarbi, che ricorda i quadri superstiti e le fonti relative al soggiorno messinese (fonte: Ufficio Stampa Vittorio Sgarbi). [NEWS: il noto critico annuncia ora di voler commissionare un contro-documentario, con protagonista Michele Placido - fonte: Repubblica]
La pellicola comunque verrà proiettata nuovamente nelle sale, il 27 e il 28 marzo (fonte: DIRE). 

"'Caravaggio' ignora Messina. Il pubblico non gradisce e protesta", di Vincenzo Bonaventura

Nel documentario "Caravaggio. L'Anima e il Sangue", ignorata l'ultima grande – e più prolifica – sosta del pittore in Sicilia. Il rammarico di Caterina Di Giacomo e la risposta di Claudio Strinati



Quando da Siracusa la narrazione è tornata direttamente a Napoli, l'altra sera nel cinema Apollo si è avvertito un intenso mormorio, che è presto diventato protesta, culminata con l'abbandono della sala di chi si è sentito offeso dall'omissione di Messina (e delle opere conservate nel suo rinnovato museo) nel film "Caravaggio, l'anima e il sangue". "Il martirio di Santa Lucia", dipinta a Siracusa è stata l'unica opera citata del periodo siciliano, fra il 1608 e il 1609, del pittore lombardo. Niente "Adorazione dei pastori" e niente "Resurrezione di Lazzaro", opera quest'ultima considerata fra le maggiori di Caravaggio. Perché questa assenza apparsa così offensiva per la città? Lo abbiamo chiesto a Claudio Strinati [...]

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Novità su due quadri dispersi di Caravaggio, sul fascicolo di aprile 2017 di “The Burlington Magazine”



Nel fascicolo di aprile 2017 (n. 1369) della prestigiosa rivista “The Burlington Magazine”, sono pubblicati due interessanti articoli che riguardano da vicino gli studi caravaggeschi
Riccardo Gandolfi ha ritrovato la menzione, nell’inventario del 1612 del mercante Marcello Lopez, di “un quadro grande scorniciato di cornice negro con taffetà verde di N. Sig.re quando da gli documenti agli Apostoli di mano di Michelangelo di Caravaggio. Tale iconografia è approfondita nel contesto culturale a cavallo tra Cinque e Seicento. Interessante poi è la ricostruzione che fa il giovane studioso dei legami di parentela tra il possessore del dipinto oggi disperso e Girolamo Crocicchia, il quale assieme a Prospero Orsi e altri fu garante di Caravaggio in seguito a un arresto di quest’ultimo nel 1605. Inoltre si scopre che tra i clienti di Lopez figurava proprio Prospero Orsi, su cui si attende la pubblicazione di Gandolfi "Prospero Orsi. Pittore di grottesche e ‘turcimanno’ del Caravaggio"
Nell’articolo seguente, Ursula Fisher Pace attribuisce a Giacinto Gimignani il Sant’Agostino nello studio, che Francesca Cappelletti e Silvia Danesi Squarzina ritenevano essere di Merisi. Viene quindi pubblicata una copia del primo San Matteo e l’angelo di Caravaggio, di cui non ne erano note altre finora, che in qualche modo restituisce le cromie del quadro perduto a Berlino. La ‘nuova’ tela, segnalata da François Bousquet, è ubicata nella chiesa di Saint Martin a Pauillac in Francia, assieme alle altre tre copie della serie di evangelisti, un tempo in collezione Giustiniani, che è ricostruita così per intero anche se indirettamente.

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"La vera natura di Caravaggio" di Tomaso Montanari, ogni venerdì a partire dal 16 dicembre su Rai 5

Mai la tv aveva dedicato ampio spazio alla vita di Caravaggio e la notizia è di per sé positiva. Grandi sono le aspettative su un'opera di divulgazione così imponente e C400 per primo presterà molta attenzione ai contenuti scientifici della trasmissione


Venerdì 16 dicembre e a seguire i successivi venerdì, alle ore 21.15 su Rai 5, LA VERA NATURA DI CARAVAGGIO. Dodici documentari che in modo inedito e scientifico ripercorrono la vicenda biografica e artistica del pittore lombardo, attingendo alle fonti dell’epoca e agli scritti degli studiosi più attenti. Grazie alla fotografia in 4K, il programma “entra” nelle tele, segue i tratti del pennello, legge i nessi con il contesto. L’autore racconta la rivoluzione pittorica di Caravaggio, il suo naturalismo, l’aderenza al vero, le luci e le ombre, il rapporto tra i corpi e il potere. Illustra il mondo della committenza, l’epoca in cui viveva, gli uomini e le donne di cui si circondava, i suoi nemici e coloro che lo hanno protetto. Sottolinea le relazioni di Caravaggio con gli artisti che lo hanno preceduto e con coloro che sono venuti dopo. Un programma di Tomaso Montanari, regia Luca Criscenti, fotografia Francesco Lo Gullo, musiche Giorgio Giampà, montaggio Massimiliano Cecchini.

link:

Video integrale del documentario "CARAVAGGIO, IL CORPO RITROVATO"

E' disponibile il video integrale del documentario "CARAVAGGIO, IL CORPO RITROVATO" trasmesso il 27 febbraio 2011 da National Geographic sulla ricerca e le analisi sulle presunte spoglie mortali di Caravaggio.

Roma, 22 febbraio, ore 11: Proiezione in anteprima della docu-fiction di Rai Educational: "CARAVAGGIO A ROMA" - (il 24 febbraio su RAISTORIA e RAITRE)

"CARAVAGGIO A ROMA": il viaggio di un'anima per celebrare l'artista genio e' il tema della docu-fiction prodotta da Rai Educational in occasione dei quattrocento anni dalla morte di Michelangelo Merisi da Caravaggio. 

L'appuntamento e' per martedi' 22 febbraio al cinema Madison di Roma (via Gabriello Chiabrera 121, ore 11.00 - ingresso libero).

''Caravaggio a Roma'' verra' successivamente riproposto giovedi' 24 febbraio da Rai Storia (ore 23.15) e Rai Tre (ore 00.40).

Il 18 luglio del 1610 sulla spiaggia di Porto Ercole moriva Michelangelo Merisi, per tutti il Caravaggio, pittore geniale che con il suo tratto cambio' per sempre la storia dell'arte mondiale ritagliandosi un posto nell'eternita'. 

Proprio per celebrare l'artista lombardo, a poco piu' di quattrocento anni dalla morte, Rai Educational presenta in anteprima la docu-fiction ''Caravaggio a Roma'', lavoro che prende le mosse dalla mostra organizzata alle Scuderie del Quirinale nel 2010.  Un documentario di un'ora (diretto da Rubino Rubini, direttore del Centro sperimentale di cinematografia di Milano con testo di Luigi Giuliano Ceccarelli, autore di documentari e film per la tv), diviso in due parti, che conduce lo spettatore nelle fibre di ogni singolo dipinto del maestro in un viaggio unico e irripetibile.  Nella prima c'e' la ricostruzione di ambienti e personaggi dell'epoca storica di Caravaggio (interpretato per l'occasione dall'attore Ivan Franek), a partire da un espediente narrativo: Michelangelo Merisi torna a Roma e visita la mostra che la citta' gli ha dedicato, percorrendo i saloni e rivisitando se stesso, i suoi ricordi, la sua vicenda artistica e umana.  Nella seconda parte la rassegna dei pareri di autorevoli esperti - da Claudio Strinati a Maurizio Calvesi, da Vittorio Sgarbi a Rossella Vodret, da Francesco Buranelli a Eugenio Lo Sardo - che aiutano a comprendere meglio il ''fenomeno Caravaggio'' nella storia dell'arte e non solo: una popolarita' rimasta immutata nel corso dei secoli.

Oltre alle caratteristiche contenutistiche e formali, ''Caravaggio a Roma'' si segnala per aspetti tecnici: girato con tecnologia di ripresa in 4K Red Vision, e' il primo prodotto realizzato dalla Rai ad altissima definizione.

A introdurre la proiezione lo storico dell'arte Claudio Strinati, la responsabile del progetto e conduttrice di Art News Maria Paola Orlandini, il regista Rubino Rubini.

Documentario: "FURTI D'ARTE: LA NATIVITA' DI CARAVAGGIO"

Il documentario di Art News-Rai Educational “Furti d’arte. La Natività di Caravaggio” regia di Massimo Sangermano, dur. 30’ sul furto della Natività di Palermo, sarà trasmesso su Rai il 28 Maggio 2010 alle ore 17 e in replica la mattina successiva, 29 Maggio, alle ore 4.00.  Quarant’anni fa un quadro di Caravaggio, la Natività, viene trafugato dall’oratorio di San Lorenzo a Palermo. Cade, probabilmente, nelle mani della mafia; nessuno lo ha più rivisto. E oggi? Cosa è stato di quel capolavoro dell’umanità? Bruciato, mangiato dai topi, nelle mani di un potente boss. Molte le ipotesi. Molti sperano ancora di poterlo ritrovare.