Il blog CARAVAGGIO400, fondato nel 2009 da Massimo D'Alessandro e Nicoletta Retico in occasione del quarto centenario della morte di Michelangelo Merisi da Caravaggio, ha l'intenzione di attivare e creare un punto di approfondimento e discussione sull'opera di uno dei più grandi maestri della pittura seicentesca di cui far conoscere principalmente la sua opera e la sua arte ancor più che la sua vita e biografia, su cui troppo spesso si è concentrata l'attenzione dei media trascurando l'innovazione e il genio del grande pittore. Invitiamo tutti gli studiosi, appassionati e chiunque voglia dare un suo contributo ad inserire commenti e inviare segnalazioni a questo blog.

19 apr 2019

"Caravaggio. Per una Crocifissione di sant'Andrea", in mostra a Siracusa fino al 10 gennaio 2020

A Siracusa esposta, per la prima volta in Italia, la “Crocifissione di Sant’Andrea” di Michelangelo Merisi da Caravaggio, collezione Spier Londra (già collezione Back Vega)



CARAVAGGIO 
PER UNA CROCIFISSIONE DI SANT'ANDREA 

19 aprile 2019 - 10 gennaio 2020 
Palazzo della Soprintendenza ai Beni Culturali - Siracusa 


Dal 19 aprile 2019 al 10 gennaio 2020 i prestigiosi locali del Palazzo della Soprintendenza di Siracusa ospiteranno “Caravaggio. Per una crocifissione di Sant’Andrea”. La mostra, curata da Pierluigi Carofano e Nicola Barbatelli, è un progetto Sicilia Musei con il patrocinio della Regione Siciliana – Assessorato regionale dei Beni Culturali, Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali della provincia di Siracusa e la Città di Siracusa. 
La mostra sarà una vera e propria “Caravaggio experience” che vedrà al centro del progetto espositivo la “Crocifissione di Sant’Andrea” di Michelangelo Merisi da Caravaggio, collezione Spier Londra (già collezione Back Vega). L’opera la cui proprietà è di un fondo privato è stata esposta al museo di Cleveland nel 2017 in occasione del restauro dell’altra versione della “Crocifissione di Sant’Andrea” di proprietà del museo americano. In quella occasione è stato possibile effettuare tra i principali studiosi al mondo di Caravaggio il confronto tra le due opere. Gli studi hanno rilevato che Caravaggio ha dipinto due versioni della “Crocifissione di Sant’Andrea”. La mostra e il rispettivo catalogo intendono proporre per la prima volta in Italia un opera di Caravaggio poco conosciuta. La presenza nel catalogo di un saggio di Bruno Arciprete, tra i massimi restauratori dei dipinti di Caravaggio, conferma l’autografia del dipinto al grande maestro lombardo. 
Nell’ambito dello spazio espositivo, grazie alla collaborazione del Polo Museale di Messina per i siti culturali, potranno essere apprezzate due opere di Mario Minniti, grande amico di Caravaggio, che ospitò nel suo periodo siciliano: “Miracolo della vedova di Naim” e “Maddalena ai piedi della croce”
Dal 17 maggio l’esposizione si arricchirà di un percorso immersivo nello splendido ipogeo situato a due passi dalla mostra, in piazza Duomo. Con l'ausilio di proiezioni immersive, realtà virtuale e suggestioni sonore, il visitatore sarà accompagnato per tutto il percorso espositivo in cui si ripropone l'esperienza creativa di Caravaggio. Due tematiche principali si avvicendano nella “Caravaggio Experience Sicily”: il soggiorno siciliano dell’artista ed il tormento che ha caratterizzato gli ultimi anni della vita di Michelangelo Merisi. 

Il percorso si svilupperà lungo sei momenti: 

LE OPERE SICILIANE Caravaggio in persona, in un ologramma, introduce gli ospiti spiegando le vicende drammatiche del periodo siciliano. Il soggiorno nell’Isola è esaltato da grandi proiezioni che evidenziano i dettagli delle opere e le trasformazioni stilistiche. 

PINACOTECA DIGITALE In alcuni monitor vengono mostrati dipinti del Caravaggio, appartenenti ai diversi periodi della sua storia artistica. Le opere sono riprodotte “in movimento”. I soggetti dei quadri si animano: i fasci di luce dipinti dal pittore si muovono sui soggetti impercettibilmente, i personaggi, fermi nello svolgersi delle azioni alle quali il pittore li ha destinati, accennano i movimenti ritratti. 

LA CONDANNA Al termine della pinacoteca digitale è trattato il tema della condanna che anticipa il viaggio e che segnerà la vita e la produzione del Merisi. Attraverso l’exhibit della ventola olografica si compongono ciclicamente le parole che sottolineano le condanne che pesano su Caravaggio. 

IN MARE, TRA MALTA E SICILIA Attraverso la tecnologia del 3D Mapping si ripercorre il viaggio in mare tra Malta e la Sicilia. La proiezione del mare e del cielo di notte fa vivere al visitatore l’esperienza traumatica della fuga. 

L’OSSESSIONE PER LA MORTE L’iconografia caravaggesca è spesso tempestata da immagini truci e sanguinolente; realistiche, ma che diventano anche simboliche tramite l’utilizzo della luce, caratteristica pregnante dell’artista. Una parte della mostra è dedicata a questa iconografia macabra attraverso exhibit immersivi. L’ossessione per la morte, per le teste mozzate: tutto ciò è riprodotto su pannelli retroilluminati e su tele che parlano e raccontano la propria storia all’avvicinarsi del visitatore. 

CARAVAGGIO REGISTA L’ultima parte della “Caravaggio Experience Sicily” è dedicata al tema “Caravaggio regista ante-litteram”, proprio perché utilizzava la tecnica della camera oscura. Lavorava, infatti, come un regista, a partire dalla scelta dei personaggi che avrebbero poi popolato le sue opere: sceglieva, girando per le strade, uomini e donne dai volti che gli sembravano adeguati alla sua idea. Il visitatore, grazie alla realtà virtuale, entra in un’antica taverna dove trova Caravaggio intento a lavorare sul dipinto siciliano del “Seppellimento di Santa Lucia”.

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17 apr 2019

Gli ultimi "Passi" del Vangelo secondo Caravaggio, in mostra a Napoli fino al 31 maggio


Sarà inaugurata oggi alle 9.30 presso la Chiesa di Santa Marta a Via San Sebastiano, la mostra “Passi – tra pittura e arte presepiale, gli ultimi passi dei vangeli per le strade di Napoli” e rimarrà in esposizione e visitabile fino al 31 Maggio. Una mostra che parte da lontano, dobbiamo tornare nella seconda metà del Settecento quando la bravura degli scultori e artisti della creta napoletana diedero la possibilità di ricreare la Nascita di Cristo, inserendo nelle rappresentazioni l’universo della città napoletana. 
Il presepe, da questo punto in poi, inizia a creare dei percorsi in cui sempre più spesso venivano inseriti personaggi dei vangeli, sia quelli classici che apocrifi, coniugando le tipiche scene del presepe a scene di vita quotidiana, prendendo spunto dalla pittura di genere, da quella paesaggistica e quella del Caravaggio, in una Napoli dei primi anni del seicento. 
Il Presepe è uno dei tanti simboli della tradizione napoletana, ogni anno durante il periodo natalizio, in ogni casa da oltre tre secoli, le scene e i tipici personaggi non possono mai mancare nelle case del capoluogo Campano. 
Ma una domanda nasce spontanea, se da circa tre secoli i napoletani hanno fatto nascere Gesù nella propria città, perché ci risulta impossibile immaginare che anche la sua morte e resurrezione sia avvenuta a Napoli? 
A questa domanda la risposta è proprio il progetto “Passi”, una rivisitazione in chiave presepiale degli ultimi giorni di Gesù, ambientato nei vicoli e nelle piazze di Napoli. Da Porta San Gennaro a Salita Capodimonte, passando per la Certosa di San Martino ai bassi della Vicaria,ed immancabile, ovviamente, il Vesuvio. Dieci scene che prendo ispirazione dagli ultimi passi dei vangeli e abilmente realizzate con la tecnica del presepe napoletano classico, quello del settecento, partendo dall’ingresso a Gerusalemme fino all’apparizione ai discepoli dopo la resurrezione. 
Cinque sono le trasposizioni di quadri del Caravaggio, “L’ecce Homo”, “La Flagellazione”, “La deposizione”, “La cena in Emmaus” ed infine “L’orazione sul monte degli ulivi”. Di quest’ultimo quadro gli artisti presepiali hanno dovuto far riferimento ad una foto in bianco e nero, in quanto l’originale andò distrutto nel 1945 durante l’incendio a Berlino. 
Il progetto rispondente alla richiesta dell’Arciconfraternita di San Vitale in Santa Marta e condiviso con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, si inserisce nell’ambito dei percorsi culturali correlati alla mostra “Caravaggio. Napoli” che sarà inaugurata il 12 Aprile al Museo di Capodimonte e che sarà un focus sul periodo napoletano dell’artista, sulle frequentazioni, gli ambienti, ma anche lo studio e gli spazi che fecero da sfondo al percorso artistico del pittore. 
Appuntamento quindi alla Chiesa di Santa Marta a Via San Sebastiano, per ripercorre un pezzo di storia in una splendente e fedele ricostruzione della Napoli del passato (fonte: Senzalinea)

9 apr 2019

"Caravaggio tradito": tre appuntamenti nelle chiese romane, l'11, 17 e 24 maggio



“Caravaggio Tradito”, un triplice appuntamento, da segnare in agenda nel mese di maggio, per riscoprire le opere romane di Michelangelo Merisi: da San Luigi dei Francesi a Santa Maria del Popolo, passando per Santa Maria della Scala dove la tela commissionata non trovò mai posto. 
Un itinerario per rivelare luci e ombre, menzogne e verità, rifiuti e trionfi, del pittore più discusso e tradito dalla critica d’arte.
Modera Francesco d’Alfonso.

Ingresso libero. 

Programma: 

Sabato 11 maggio 2019, ore 19.30 
San Luigi dei Francesi 
Con Andrea Lonardo e Francesca Cappelletti 

Venerdì 17 maggio 2019, ore 20.15 
Santa Maria della Scala 
Con Andrea Lonardo e Maria Beatrice De Ruggieri 

Venerdì 24 maggio 2019, ore 20.15 
Santa Maria del Popolo 
Con Andrea Lonardo e Sara Magister

(fonte: Diocesi di Roma - Servizio per la Cultura e l'Università)

Temperatura fuori controllo, umidità, una macchia sospetta: così si conserva un Caravaggio?

I problemi di conservazione che interessano il Seppellimento di santa Lucia di Caravaggio rischiano di farci perdere uno dei capolavori del maestro lombardo?


“Il destino della bellezza è il pericolo, e il danno, se non sono continuamente in azione meccanismi di difesa e protezione efficaci. La perfetta apparenza, creata a edificare la fede del popolo o intrattenere gli occhi dei potenti, è esposta all’alterazione, alla manipolazione, all’annientamento”. Ne Il Caravaggio rubato (Sellerio editore, 2012) Luca Scarlini rinnova il triste scandalo dai colori grigi dell’incuria e dell’abbandono, in cui nella Palermo irredenta e mafiosa del 1969, la notte tra il 17 e il 18 ottobre, la Natività coi santi Francesco e Lorenzo dell’Oratorio di San Lorenzo svanì nel nulla. 
Cinquant’anni dopo siamo a domandarci se in Sicilia il rischio di perdita di un Caravaggio possa scandalizzare “solo” se di mezzo c’è la mafia. E se fossero le istituzioni a venire meno a quei “meccanismi di difesa e protezione” sarebbe, forse, meno grave?
Cinquant’anni dopo, un altro Caravaggio in terra di Sicilia è vittima di una ingiustificabile distrazione. Mentre tutti gli occhi a Siracusa sono puntati sul “giallo”, tra assessori che si contraddicono, locandine doppione con variante ad hoc, articoli giornalistici aggiustati in corsa sul web, che accompagna l’inaugurazione della mostra (il 13 aprile) dedicata proprio a un altro dipinto del Maestro, la Crocefissione di Sant’Andrea, della collezione Spier di Londra, ci si prende il lusso di perdere di vista il capolavoro del Caravaggio che Siracusa possiede stabilmente: il Seppellimento di santa Lucia. Opera dell’ultimo periodo, “di una novità pari solo alla semplicità con cui è concepito”, disse Cesare Brandi, in cui il Merisi inventa il peso emotivo del vuoto, un nuovo modo, cioè, di concepire vaste spazialità in cui l’assenza di materia, per contrasto, grava enormemente sulla sfera sensoriale del riguardante, da otto anni è consegnata a un’inaccettabile condizione sia conservativa che espositiva. Era il 2011 quando fu, infatti, trasferito, allora si disse provvisoriamente, nella chiesa di Santa Lucia alla Badia dove oggi si trova, in piazza Duomo, dalla chiesa di Santa Lucia extra moenia, nel quartiere della Borgata, che non offriva adeguati parametri termoigrometrici. Qui, sull’altare maggiore per il quale fu realizzato nel 1608 dal pittore in fuga da Malta, era stato riportato cinque anni prima, cogliendo l’occasione del riallestimento della Galleria regionale di Palazzo Bellomo, che custodiva il dipinto, in comodato d’uso, dal 1983. Solo a distanza di qualche anno si sarebbe appreso, però, che anche la chiesa in cui era stato trasferito, in piazza Duomo, presenta valori di temperatura e umidità relativa che superano il limite ottimale, con percentuali anche del 100%, secondo i dati allarmanti rilevati dal monitoraggio microclimatico effettuato, nell’arco di un anno solare (2014-2015), dal Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro (CRPR) di Palermo, in entrambe le chiese. E se è da allora che questi dati sono in possesso degli organi preposta alla tutela, è ormai già da due anni che sono stati resi anche pubblici in occasione della conferenza tenutasi il 18 maggio 2017 presso lo stesso Bellomo, proprio in risposta agli interrogativi che chi scrive poneva allora sullo stato conservativo del dipinto, come pure sulla sua discutibile scelta espositiva [...]

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8 apr 2019

Presentazione di "L’Arte di vivere l’Arte. Scritti in onore di Claudio Strinati", ad Arezzo il 27 aprile



Sabato 27 aprile 2019 alle ore 16:30 presso la Fraternita dei Laici ad Arezzo, il direttore degli Uffizi Eike Schmidt presenterà L’Arte di vivere l’Arte. Scritti in onore di Claudio Strinati.

Il volume, a cura di Pietro Di Loreto, è stato pubblicato in occasione del 70esimo compleanno di Claudio Strinati da Etgraphiae editore.

Interverranno Fabio Migliorati, storico dell'arte e Pietro di Loreto, curatore del volume.
Introdurrà Pier Luigi Rossi, Primo Rettore di Fraternita.
Sarà presente Claudio Strinati

Il volume contiene alcuni saggi su temi caravaggeschi, a firma di Maria Grazia Bernardini (L'iconografia rivoluzionaria delle Sette Opere di Misericordia), Giacomo Berra (E il Caravaggio disse che «tanta manifattura gl'era à fare un quadro buono di fiori, come di figure»), Anna Coliva (Ottavio Leoni? Giuditta con la testa di Oloferne - Roma, Collezione Lemme), Alberto Cottino (Un caso interessante: il cosiddetto "Maestro delle mele rosa" tra caravaggismo e vasi a grottesche), Michele Cuppone («tre salti» sulle orme di Caravaggio intorno a Palazzo Madama), Dinko Fabris (Il liutista di Ribera: un caso precoce di caravaggismo), Helen Langdon (Caravaggio's Cardsharps and Gypsies Travel to Britain), Riccardo Lattuada (Un Archimede inedito del giovane Mattia Preti), Emilio Negro (Caravaggio e il giovane, che sonava il Lauto Wildenstein: un un rivoluzionario "manifesto" pittorico per il partito musicale petrarchesco?), Gianni Papi (Due dipinti di Juan Batuista Maino), Nicosetta Roio (Caravaggio, il problema del "Maestro della natura morta di Hartford" e il possibile ruolo dei siciliani Mario Minniti e Pietro d'Asaro), Keith Sciberras (Caravaggio ispirato. Il ruolo dei Lorena e l'Annunciazione di Nancy nella Malta del 1608: un capolavoro tra politica e religione).

Di seguito, l'elenco completo dei 54 autori:
Cristina Acidini, Stefan Albl, Maria Giulia Aurigemma, Francesca Baldassari, Costanza Barbieri, Maria Grazia Bernardini, Giacomo Berra, Giuseppe Bertini, Arnauld Brejon de Lavergnée, Beatrice Buscaroli, Franco Cardini, Pierluigi Carofano, Sonia Cavicchioli, Maria Cristina Chiusa, Marco Ciampolini, Anna Coliva, Alberto Cottino, Michele Cuppone, Silvia Danesi Squarzina, Michele Di Sivo, Andrea Emiliani, Dinko Fabris, Marcello Fagiolo, Antonio Forcellino, Maria Barbara Guerrieri Borsoi, Helen Langdon, Riccardo Lattuada, Fabrizio Lemme, Anna Lo Bianco, Stéphane Loire, Stefania Macioce, Paola Mainetti, Valter Mainetti, Valerio Massimo Manfredi, Paola Mangia, Mario Marubbi, Giovanni Morello, Antonio Natali, Emilio Negro, Paolo Nucci Pagliaro, Franco Paliaga, Gianni Papi, Stefania Pasti, Alberto Mario Pavone, Francesco Petrucci, Massimo Pirondini, Rita Randolfi, Nicosetta Roio, Giancarlo Rostirolla, Keith Sciberras, Emanuela Settimi, Gianni Venturi, Rossella Vodret, Alessandro Zuccari.

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