Il blog CARAVAGGIO400, fondato nel 2009 da Massimo D'Alessandro e Nicoletta Retico in occasione del quarto centenario della morte di Michelangelo Merisi da Caravaggio, ha l'intenzione di attivare e creare un punto di approfondimento e discussione sull'opera di uno dei più grandi maestri della pittura seicentesca di cui far conoscere principalmente la sua opera e la sua arte ancor più che la sua vita e biografia, su cui troppo spesso si è concentrata l'attenzione dei media trascurando l'innovazione e il genio del grande pittore. Invitiamo tutti gli studiosi, appassionati e chiunque voglia dare un suo contributo ad inserire commenti e inviare segnalazioni a questo blog.

11 ago 2018

"Va in scena a Parigi l’ultima Maddalena di Caravaggio", di Dario Pappalardo su la Repubblica

Il capolavoro del Merisi rivelato da Mina Gregori a "Repubblica" sarà in mostra al Jacquemart-André. Dopo Tokyo e il no a Milano è la prima volta che l’opera lascia il caveau in Svizzera per l’Europa. E c’è chi pensa all’acquisto 




La Maddalena in estasi di Caravaggio torna sulla scena. Il quadro che Mina Gregori, la principale esperta mondiale della materia, attribuì al pittore maledetto in un’intervista a Repubblica dell’ottobre 2014, sarà esposto per la prima volta in Europa. Dopo l’unica apparizione a Tokyo, nel 2016, e dopo il clamoroso no alla mostra di Milano dello scorso anno, l’ultimo capolavoro di Michelangelo Merisi andrà a Parigi. Il dipinto lascerà il caveau svizzero in cui è custodito per occupare l’ultima sala della mostra Caravage à Rome, amis & ennemis, al Museo Jacquemart-André dal 21 settembre al 28 gennaio 2019. Si tratterà di una "prima" a tutti gli effetti. Non solo perché l’opera potrà finalmente essere vista da un ampio pubblico, ma anche perché sarà esposta accanto alla Maddalena Klain, la tela di collezione romana che, prima dell’annuncio di Mina Gregori, era considerata il soggetto più vicino all’originale perduto. Secondo la lettera scritta il 29 luglio 1610 – undici giorni dopo la morte dell’artista – da Diodato Gentile, vescovo di Caserta, al cardinale collezionista Scipione Borghese, nell’ultimo viaggio verso Porto Ercole, Caravaggio portava con sé sulla barca "doi S. Giovanni e la Maddalena". "La Maddalena", in questione, con buona probabilità, era proprio il quadro ritrovato da Mina Gregori di cui si conoscevano già decine di repliche di copisti in tutta Europa. Al Jacquemart-André anche il dipinto Klain riporterà l’attribuzione a Caravaggio: la "sfida" che apre un capitolo nuovo nella storia dell’arte partirà da qui. Ma gli studiosi che hanno avuto modo di analizzare da vicino entrambi i soggetti – con Gregori anche l’olandese Bert Treffers e poi Rossella Vodret – hanno pochi dubbi: la qualità della Maddalena scoperta nel 2014 sarebbe decisamente superiore
Di sicuro, la tela, che misura 108 x 98,5 centimetri, ha bisogno di un restauro che renda più leggibile la parte inferiore particolarmente compromessa. Se l’ultimo Caravaggio approda in Francia, il risultato è frutto di una trattativa tutta italiana. La mostra Caravage à Rome, amis & ennemis, infatti, è curata da Francesca Cappelletti, autrice degli studi più aggiornati sul pittore, con Maria Cristina Terzaghi e Pierre Curie. «La Maddalena Gregori è molto più vicina alla Sant’Orsola – il dipinto estremo di Caravaggio del 1610 – di qualsiasi altro quadro», dice Cappelletti. E se il pittore maledetto avesse dipinto due soggetti identici? «La questione dei doppi di Caravaggio non è banale: si presenta per più opere, a partire dal Ragazzo morso dal ramarro. Ma io credo che replicasse raramente i suoi quadri. Intanto, è importante che i due esemplari si vedano finalmente insieme». 
Il primo confronto tra le Maddalene si consumerà in un’esposizione che conta altri prestiti importanti: primo fra tutti, il Suonatore di liuto dell’Ermitage, che debutta fuori dalla Russia fresco di restauro
Ma, come sintetizza il titolo della mostra, ci saranno anche gli "amici" e i "nemici" di Caravaggio, con le loro opere divise in sale che raccontano i soggetti iconografici della Roma di inizio Seicento: dal "Teatro delle teste tagliate" alla "Musica e le nature morte", passando per le "Meditazioni dei santi". «Perché Caravaggio non può essere conosciuto da solo – spiega Cappelletti –. Se non lo vedi con i contemporanei, non lo capisci. Si tende a isolarlo con i caravaggeschi, ma l’ambiente romano di quel tempo è vivacissimo, fatto di pittori che si guardano, copiano, invidiano. La mostra vuole restituire quel clima storico». 
In questo gran teatro della pittura di primo Seicento, la Maddalena in estasi sarà il colpo di scena finale, al termine del percorso. Ma attorno al quadro restano misteri e domande. Perché, solo lo scorso anno, non ha potuto viaggiare dalla Svizzera alla vicina Milano e ora invece può raggiungere Parigi in tutta tranquillità? Fonti vicine ai proprietari della tela ci hanno fornito qualche risposta. Il prestito fu negato alla mostra di Palazzo Reale Dentro Caravaggio, curata da Rossella Vodret nel settembre 2017, perché, in quel momento, la Maddalena era oggetto di una trattativa di vendita, poi sfumata. Si temeva che, una volta in Italia, l’opera potesse essere sottoposta a vincolo da parte del ministero dei Beni culturali? «Non si corre alcun rischio di questo tipo. Il quadro non è mai entrato o uscito dall’Italia in tempi recenti – sostiene chi si è già occupato del prestito –. Ci sono una serie di documenti che tutelano l’opera e i proprietari». Tra questi, il biglietto con grafia seicentesca che recita: "Madalena reversa di Caravaggio a Chiaia ivi da servare (o portare, ndr) pel beneficio del Cardinale Borghese di Roma". 
Mostrato solo attraverso una riproduzione, non ha mai lasciato l’archivio dei proprietari, che non hanno intenzione di uscire allo scoperto, ma vogliono far sapere: «Non c’è alcun pregiudizio verso l’Italia. Non si vuole che il dipinto sia esposto a tutti i costi, non deve diventare una star. Abbiamo rifiutato alcune proposte perché non c’erano garanzie sufficienti e progetti di qualità. Non ci interessa mandare in tour la Maddalena per incrementarne popolarità e valore economico». 
Che l’opera sia sul mercato, però, non è un segreto. Una "grande istituzione straniera" avrebbe già provato ad acquistarla, ma l’offerta non è stata "ritenuta adeguata". E i musei italiani? «Se un’istituzione italiana dovesse farsi avanti, la proprietà non avrebbe alcuna preclusione. 
Finora non è accaduto. Ma quante sono le risorse disponibili in Italia?». Il vero punto, infatti, è che il prezzo della Maddalena rischia di essere troppo alto. Non ci sono cifre ufficiali, ma, grazie al battage costruito intorno al pittore negli ultimi anni, un dipinto del genere potrebbe raggiungere anche i cento milioni di euro. Un Caravaggio autentico disponibile per essere venduto rappresenta una rarità assoluta. 
«La Maddalena è la Gioconda di Caravaggio: è l’opera che viaggiava con lui. Appartiene al patrimonio mondiale», ricorda chi gioca un ruolo in questa partita. La Gioconda: Leonardo. 
Non si può non pensare alle coincidenze. Nei giorni in cui la Maddalena di Caravaggio arriverà a Parigi, il Louvre di Abu Dhabi – dal 18 settembre – esporrà il discusso Salvator Mundi attribuito al genio di Vinci, diventato l’opera più costosa della storia: 450 milioni di dollari. Se c’è qualcuno al mondo che oggi può permettersi un vero Caravaggio, sicuramente abita negli Emirati (fonte: la Repubblica)

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4 ago 2018

Il Sacrificio di Isacco di Caravaggio torna agli Uffizi

Il Sacrificio di Isacco di Caravaggio rientra alle Gallerie degli Uffizi dopo le mostre a Milano e Forlì. Il direttore Schmidt: “Opportuno che il prezioso dipinto non si allontani più da Firenze”


Importante novità per l’immenso patrimonio storico e culturale di Firenze. Dopo il prestito per due importanti mostre, a Milano e a Forlì, il Sacrificio di Isacco di Caravaggio torna infatti a casa. Il gesto dell’angelo che ferma all’ultimo, drammatico, momento il braccio di Abramo deciso a ubbidire al volere del Signore ed a uccidere il figlio Isacco, descritto con incalzante realismo da Caravaggio, torna infatti da questa mattina [del 2 agosto, ndC400] nella sua collocazione agli Uffizi. Dalle 9:30 di oggi, per i tanti turisti che popolano il capoluogo toscano in questa calda estate, sarà di nuovo visibile a Firenze questo capolavoro assoluto. 
Il Sacrificio di Isacco del Caravaggio sarà esposto nella sala 91 nella quale, nelle settimane scorse, è stata allestita una nuova cornice/teca capace di garantire un’ottima visibilità oltre al mantenimento costante delle condizioni ambientali, temperatura ed umidità, più adatte alla migliore conservazione dell’opera. Come ha dichiarato il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, “sarà opportuno che il prezioso dipinto non si allontani più da Firenze e dalle Gallerie degli Uffizi”. 
“In questi ultimi decenni il lavoro di Michelangelo Merisi ha assunto un ruolo di primissimo piano. Tanto da divenire una delle opere identitarie del nostro museo. Per questo si sono attivate le procedure che inseriranno presto il Sacrificio di Isacco nella lista delle opere inamovibili” ha concluso (fonte: Corriere Nazionale).

26 lug 2018

"Caravaggio e i suoi". Escono gli atti delle Giornate di Studi



Finalmente disponibili gli atti delle Giornate di Studi "Caravaggio e i suoi", a cura di Pierluigi Carofano (Felici Edizioni, Pisa, 2017). Le Giornate si erano svolte presso il Palazzo Museo Bourbon del Monte di Monte Santa Maria Tiberina, l'8-9 ottobre 2016
Almeno sette i contributi a tema più strettamente merisianoEmilio Negro, rilegge la partitura musicale del Suonatore di liuto; Michele Cuppone, getta nuova luce sulla collezione di Ottavio Costa rivedendo alcune cronologie; Enrico Lucchese, si sofferma sulla figura di Francesco Sessa, padrino di battesimo di Merisi, e sui legami di quest'ultimo con l'area veneta; Francesca Curti, indaga i rapporti del pittore con botteghe d'arte e committenze a Roma e in particolare intorno alla Natività di Palermo; Mario Marubbi, pubblica una copia del San Francesco in preghiera di Cremona; Nicosetta Roio, immagina un arrivo pressoché in contemporanea di Caravaggio e di Mario Minniti a Roma intorno al 1595; Stefania Macioce, presenta un indizio sull'autografia o meno della discussa Giuditta di Tolosa.

Il volume è acquistabile su Libro Co., Art & LibriVita e Pensiero e Artbooks., oppure contattando Merigo Art Books.


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25 lug 2018

"Una storia senza nome": il trailer del film di Roberto Andò sul furto della "Natività" di Palermo

Pubblicato il trailer di Una storia senza nome, il nuovo film di Roberto Andò che sarà presentato nella selezione ufficiale della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2018. Protagonisti del film Micaela Ramazzotti, Renato CarpentieriAlessandro Gassman, Laura Morante.


Roberto Andò presenterà nell’ambito della Selezione Ufficiale – Fuori Concorso della 75esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il suo nuovo film Una storia senza nome, che prende spunto da uno dei più grandi e misteriosi furti d’arte di sempre: quello della Natività del Caravaggio, scomparsa nel 1969 a Palermo. 
Descritto dallo stesso regista come “un film sul cinema”, Una storia senza nome alterna i toni del thriller a quelli della commedia e indaga il rapporto che il cinema stesso instaura tra finzione e vita vera, nonché le “sue capacità di investigare la realtà e di trascenderla”. 
Valeria (Micaela Ramazzotti), giovane segretaria di un produttore cinematografico, vive sullo stesso pianerottolo della madre, Amalia, donna eccentrica e nevrotica (Laura Morante), e scrive in incognito per uno sceneggiatore di successo, Alessandro (Alessandro Gassmann). 
Un giorno, Valeria riceve in regalo da uno sconosciuto, un poliziotto in pensione (Renato Carpentieri), la trama di un film. Ma quel plot è pericoloso, “la storia senza nome” racconta infatti il misterioso furto, avvenuto a Palermo nel 1969, di un celebre quadro di Caravaggio, la Natività. Da quel momento, la sceneggiatrice si troverà immersa in un meccanismo implacabile e rocambolesco. Una storia senza nome arriverà al cinema dal 20 settembre 2018 (fonte: Cinefilos).


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16 lug 2018

Nuova pubblicazione "Caravaggio. L’uomo, l’artista" di Rossella Vodret. Leggi un'anteprima


UTET Grandi Opere torna a pubblicare un’opera su un grande artista italiano che ha rivoluzionato l’arte europea che è anche diventato un vero e proprio fenomeno culturale contemporaneo. 
Il volume è curato e scritto in gran parte dalla dottoressa Rossella Vodret, già autrice per UTET Grandi Opere di Caravaggio. Genio d’Europa
Gli 11 saggi che compongono il volume sono totalmente nuovi e guidano alla scoperta della relazione profonda fra le vicende umane di Caravaggio e quelle artistiche: 

La vita. Un uomo tormentato, un artista rivoluzionario di Rossella Vodret 
La famiglia di Rossella Vodret 
Gli amori di Rossella Vodret 
La casa-bottega di Rossella Vodret 
Le finanze di Raffaella Morselli 
La “rete” dei committenti di Rossella Vodret 
La tecnica pittorica di Rossella Vodret 
Caravaggio in musica di Stefania Macioce 
Caravaggio negli atti giudiziari e nelle parole dei contemporanei di Rossella Vodret 
Caravaggio e la rappresentazione del trauma di Massimo Ammanniti 
La tecnica. Un geniale modo di dipingere di Rossella Vodret

Non è infatti possibile capire Caravaggio senza considerare l’esperienza della morte prematura del padre, dello zio e del nonno a causa della peste e neppure senza pensare al bagaglio di pensieri e riflessioni che lo accompagnarono per tutta la breve vita (morirà a soli 39 anni) a causa dei due omicidi di cui si era macchiato per il suo carattere impulsivo e ribelle. 
E cosa ne sarebbe della sua grande arte senza quei pochi ma importanti committenti che apprezzarono, sin dai suoi esordi, quel suo stile personalissimo e innovativo e accettarono addirittura ragazzi di vita e prostitute come modelli per soggetti religiosi? 
Qual è il fondamento psicologico e culturale oltre che stilistico dei famosi contrasti luce/ombra delle sue opere? 
Le caratteristiche: la tiratura è limitata a 2.999 esemplari numerati, il formato: 25,5 x 38 cm per 280 pagine, l’apparato illustrativo conta circa 140 immagini 
UTET Grandi Opere per il volume Caravaggio. L’uomo, l’artista non si è servita – se non marginalmente – di immagini normalmente disponibili negli archivi fotografici ma di acquisizioni digitali in altissima definizione
Grazie a questo la resa in stampa è eccezionale e ogni particolare delle opere da riprodurre può essere ingrandito senza perdita di dettaglio (fonte principale: comunicato ufficiale).

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