Il blog CARAVAGGIO400, fondato nel 2009 da Massimo D'Alessandro e Nicoletta Retico in occasione del quarto centenario della morte di Michelangelo Merisi da Caravaggio, ha l'intenzione di attivare e creare un punto di approfondimento e discussione sull'opera di uno dei più grandi maestri della pittura seicentesca di cui far conoscere principalmente la sua opera e la sua arte ancor più che la sua vita e biografia, su cui troppo spesso si è concentrata l'attenzione dei media trascurando l'innovazione e il genio del grande pittore. Invitiamo tutti gli studiosi, appassionati e chiunque voglia dare un suo contributo ad inserire commenti e inviare segnalazioni a questo blog.




A cura di Michele Cuppone, Massimo D'Alessandro e Nicoletta Retico (pagina Fb a cura di Claudio Ferranti )

23 mar 2020

"Un po' di chiarezza sul 'ricercato' più famoso", di Giulia Silvia Ghia su The Huffington Post


In questi giorni che ci costringono giustamente a casa, tra le cose che ognuno di noi, credo, si sia ripromesso di fare, c’è quella di leggere quei libri acquistati e rimasti in sospeso nelle proprie librerie.
Fra questi ve ne è uno donatomi dal suo autore, Michele Cuppone, un ricercatore appassionato, letteralmente, alla figura artistica di Michelangelo Merisi da Caravaggio. Devo ammettere che ci vuole coraggio e una grande motivazione per scrivere un ennesimo libro che parli del celebre pittore, dato che le pubblicazioni su questo argomento vanno ormai ben oltre le 3000 unità. Ma dati i comuni interessi di ricerca e di studio e conoscendo la assoluta dedizione di Michele Cuppone, mi sono dedicata con curiosità alla lettura di questo testo.
Caravaggio. La Natività di Palermo. Nascita e scomparsa di un capolavoro (editore Campisano) è un libro inaspettato. E lo si capisce già dai testi introduttivi di Antonio Vannugli e di Richard E. Spear. Non è il solito libro che ripercorre l’attività artistica di Caravaggio e anzi la nota biografica, particolarmente accurata, è lasciata alla fine. Questo volume è un approfondimento su una sola ma importante opera d’arte del Merisi, la Natività di Palermo per l’appunto.
La tela è nota soprattutto per il furto subito nel 1969 che la annovera ancora nella Top Ten Art Crimes, “l’infelice classifica dei 10 furti d’arte più importanti al mondo secondo l’FBI”. La “pratica 799”, per i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, corrisponde al fascicolo dedicato alle ricerche fatte per il ritrovamento di questo dipinto, purtroppo non ancora avvenuto. Cuppone ne ripercorre l’intera vicenda, presentando particolari rimasti finora inediti. Quindi, sfatando alcune notizie inesatte e conducendo la narrazione come una vera spy story, guida il lettore attraverso le lunghe ricerche per il suo ritrovamento tra nomi altisonanti, processi e confessioni di capimafia, studiosi d’arte e antiquari.
Per arrivare a far comprendere al lettore l’importanza dell’opera e dunque la necessaria e continua ricerca perpetuatasi negli anni, Cuppone parte analizzando il dipinto nei suoi molteplici aspetti, sia dal punto di vista iconografico e iconologico sia da quello storico-artistico.
Il primo capitolo viene infatti dedicato alla nascita del capolavoro, al significato del soggetto narrato e al momento in cui Caravaggio lo realizzò. E qui si legge di un’importante novità sostenuta dall’autore, che lo porta a dimostrare non solo che il dipinto fu realizzato a Roma durante gli anni della Cappella Contarelli, ma che soprattutto il pittore non passò mai per Palermo.
Per confermare la tesi della realizzazione a Roma, Cuppone riporta peraltro i risultati delle indagini diagnostiche eseguite sulla tela in occasione della mostra del 1951 a cura di Roberto Longhi, tenutasi a Milano. Sia nella qualità del supporto, in quanto tipica “tela romana”, sia nella tecnica esecutiva, il dipinto corrisponde pienamente ai quadri prodotti dal Merisi a Roma, fino alla sua fuga nel 1606 a seguito dell’omicidio nei confronti di Ranuccio Tomassoni.
Nel capitolo sugli enigmi caravaggeschi Cuppone ricostruisce la rete di contatti tra Roma e Palermo che portarono alla commissione del dipinto nella prima città e al suo trasporto nella seconda. Un intero capitolo del libro viene dedicato alle copie dipinte della Natività (se ne conoscono almeno due, più una litografia) nonché alle riproduzioni fotografiche e ai filmati in cui l’opera è comparsa. Ho trovato molto interessante che l’autore abbia annotato che, in questi filmati, l’attenzione maggiore sia sempre stata rivolta più alla decorazione dell’oratorio, in stucco, di Giacomo Serpotta, che non al dipinto ivi custodito.
Altri spunti ricostruiti da Cuppone, sono il momento delicato vissuto dalla Natività durante la seconda guerra mondiale nonché i restauri e le mostre cui partecipò, l’ultima delle quali fu la grande occasione espositiva al Louvre, nel 1965. Apprendo dal libro che Il melodramma di stucco, servizio della trasmissione Capolavori nascosti, andò in onda il 1° agosto del 1969, due mesi e mezzo prima della sparizione della tela. L’autore annota un dubbio sorto a seguito del furto; se non fu proprio questa trasmissione a puntare le luci sul dipinto, rendendone note l’importanza, la bellezza, e la fragilità del luogo ove era custodito.
Il libro è uscito a 50 anni esatti dal furto e Cuppone lo chiude con un augurio che condivido pienamente, soprattutto dopo aver letto la sua avvincente storia. Che cioè le indagini investigative per il ritrovamento della tela possano conoscere finalmente una svolta e che presto quindi, il finale di questa vicenda possa essere riscritto.

links:


21 mar 2020

CARAVAGGIO XXI: 21 tableaux vivants dalle opere di Michelangelo Merisi da Caravaggio (versione integrale del video)

Nell'ambito delle iniziative di #solidarietadigitale per aiutare chi è casa ad usufruire di contenuti video in maniera gratuita rendiamo disponibile la versione integrale dello spettacolo teatrale "Caravaggio XXI: 21 tableaux vivants dalle opere di Michelangelo Merisi da Caravaggio" di Ludovica Rambelli per la regia video di Massimo D'Alessandro. #iorestoacasa


Questo lavoro, costruito con la tecnica dei “tableaux vivants”, è di estrema semplicità e insieme di grande impatto visivo. In scena pochi e semplici elementi (stoffe di diverso colore e spessore, oggetti di uso comune) con cui gli attori compongono sotto gli occhi degli spettatori 21 “tele”. I quadri così costruiti, si mostrano come nello studio del pittore; i costumi ed i ricchi drappeggi si formano in pochi istanti grazie all’abilità degli attori che sono insieme modelli, scenografi, attrezzisti della messa in scena. L’azione si immobilizza come in un lampo di luce al magnesio, nell’istante di un gesto “perfetto”, restituendo l’emozione del dipinto. L’estrema correttezza iconografica, la forza espressiva dei corpi e dei volti degli attori nel caratteristico taglio laterale della luce, restituiscono appieno quella “poesia della realtà” che costituisce il segno distintivo dell’opera di Michelangelo da Caravaggio. 

CARAVAGGIO XXI is a work of great visual impact yet extreme simplicity. One show only images and music they can enjoy the entire global audience. Using the technique of "tableaux vivants", the scenes are composed of minimal elements (fabrics of varied colors and texture, common objects) which are used by the actors as they "compose" the 21 canvases in front of the audience. Once constructed, the paintings created the scene that would have appeared in the artists' studio. The costumes and fine drapery are transformed in seconds by the ability of the actors who each take on the role of model, scenographer, costumer and props manager. The action is immobilized as if illuminated by one lone flash of lighting as one moment, one "perfect" gesture brings to life the heart of the painting. The impeccable iconographic precision, the expressive force of bodies and faces in the characteristic lateral "cut" of light, fully bring out the "poetry of reality" which constitutes what distinguishes the works of Michelangelo Merisi da Caravaggio.

Author & theatrical director: Ludovica Rambelli 
Music from Bach, Mozart, Vivaldi and others 
Producers: Stefano Mavilio (ArsTuaVitaMea) & Maria Teresa Pilloni (Studio Blu Production) 
Movie director: Massimo D'Alessandro

19 mar 2020

Il 'Caravaggio' rimane nelle gallerie del castello



Udine, 18 marzo 2020 - Palazzo D'Aronco avrà in comodato d'uso gratuito il San Francesco che riceve le stimmate, attribuito a Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. Ieri la giunta ha deliberato di accettare il deposito del dipinto, di proprietà della Parrocchia di Santa Maria Assunta di Fagagna, nelle Gallerie d'arte antica del Castello di Udine dove è già esposto. Il comodato d'uso avrà durata decennale, con possibilità di rinnovo. L'opera è assicurata per 400mila euro (salvo una revisione al rialzo in caso studi futuri, favoriti dal restauro dell'opera quest'anno, rivelino un'autografia caravaggesca certa del dipinto) e la parrocchia di Fagagna ha chiesto che, in caso di prestiti a terzi, sia valorizzata per 1,5 milioni di euro. Il dipinto, in realtà, è custodito nelle Gallerie dei civici musei da più di un secolo, da quando, nel 1911, l'allora prefetto di Udine comunicò al Soprintendente Gino Fogolari il sequestro del quadro - donato nel 1852 al parroco della chiesa Santa Maria Assunta di Fagagna dal conte Francesco Fistulario -, per sospetto di sua alienazione (era stato portato nello studio di un artista che avrebbe dovuto provvedere a un ennesimo restauro) e quindi il suo trasferimento presso i Musei del Castello. Negli anni successivi la parrocchia di Fagagna avanzò ripetute richieste di restituzione della propria tela, rimaste però, con varie motivazioni, inevase. L'opera, negli anni, è stata sottoposta a diversi restauri: nel 1854 se ne occupò il pittore-fotografo, Arturo Malignani, mentre nel 1930 fu inviata a Roma, dove fu restaurata dall'allora ministero della Pubblica Istruzione. I Civici musei, che hanno sostenuto alcuni interventi nel 1989 e nel 2013, hanno anche coperto nel 2014 i costi per una campagna diagnostica completa sul dipinto, in occasione della mostra in Castello Rebus Caravaggio. Il San Francesco che riceve le stimmate di Udine. Con il beneplacito della Soprintendenza a fine 2019 sono iniziati i saggi di pulitura per l'esecuzione del restauro. Tra gli studiosi, non c'è ancora una posizione univoca: il quadro potrebbe essere del Caravaggio (attribuibile al periodo giovanile), una replica o una copia (fonte: Il Gazzettino)

17 mar 2020

Videointervista di TRM a Michele Cuppone, autore di "Caravaggio. La Natività di Palermo. Nascita e scomparsa di un capolavoro"



TRM-TeleRadio del Mediterraneo, nell'edizione serale del TgMed del 18 marzo 2020, ha dedicato un servizio al volume Caravaggio. La Natività di Palermo. Nascita e scomparsa di un capolavoro (Campisano Editore), intervistando l'autore Michele Cuppone.
L'intervista è stata pubblicata anche in una news del sito di TRM. Si riporta di seguito il testo della registrazione integrale:
«Caravaggio. La Natività di Palermo, editore Campisano. Sottotitolo, Nascita e scomparsa di un capolavoro: fa riferimento ai due grandi temi che investono il quadro, trafugato nell'ottobre del ‘69 e mai più recuperato. Anzitutto, gli interrogativi attorno alla genesi del dipinto. Si è sempre pensato che fu eseguito in Sicilia, dove Caravaggio si trova nel 1609. In realtà, scoperte recenti restituiscono il dipinto a un periodo precedente, agli anni romani di Caravaggio. In particolare c’è un documento, del 5 aprile 1600, in cui all’artista viene richiesto un quadro; non si specifica quale, ma sono indicate le misure, che sono in sostanza le stesse della Natività. Inoltre è citato un personaggio che riconduce all'ambiente palermitano, addirittura proprio all'oratorio di San Lorenzo dove il quadro si trovava.
Dunque è il 5 aprile 1600: per intenderci, Caravaggio stava lavorando alle celebri tele della cappella Contarelli di San Luigi dei Francesi, la Vocazione di san Matteo e il Martirio di san Matteo. Ecco dunque l’importanza che riveste la Natività, che si pone nel vero e proprio momento di svolta della carriera artistica di Caravaggio.
Nel volume, uno spazio importante è dedicato naturalmente al furto. Anzitutto, sono sfatate diverse leggende sorte nel tempo. Quindi, parte la ricostruzione dei fatti: oggi sappiamo che la tela fu venduta a un antiquario svizzero.
Cosa c’è in più nel volume? Sono intanto rivelati alcuni nomi omessi negli atti ufficiali, sono meglio precisati alcuni dettagli, tra cui i nascondigli della tela. Infine rendo noti i contenuti di una lettera inedita, da me reperita in archivio, che fa riferimento a una richiesta di riscatto. In chiusura, vi è un’ampia rassegna stampa del tempo, con le trascrizioni integrali degli articoli, da cui si evincono particolari anche piuttosto interessanti».
links:

14 mar 2020

Da Caravaggio a Tiepolo, i capricci pittorici di Nicola Ancona, omaggio ai Grandi Maestri



La Natività da Caravaggio a Tiepolo. Capricci pittorici “dal sacro al profano” è il cataloghino (60 pp., bilingue) con cui Nicola Ancona presenta un lato piuttosto interessante della sua produzione. Come fa intendere il titolo, l’artista nativo di Bitonto (ma di adozione leccese) ha voluto omaggiare a suo modo i maestri del passato, combinando di volta in volta due o più opere dello stesso autore. Il risultato, è sorprendente: tanto gli innesti sono generalmente riusciti, se necessario ribaltando anche le singole figure, che, specie all’occhio meno esperto e colto, essi potranno apparire copie conformi di un originale. Ciascun “rebus” pittorico è comunque presto svelato dalle elaborazioni grafiche sui dipinti di partenza, in una sorta di gioco didattico che stimola gli stessi conoscitori. Se siamo qui a parlare delle creazioni di Ancona, va detto, è anche per la qualità dei suoi lavori, di recente esposti a Lecce (Chiostro del Seminario, 23 dicembre 2019-2 gennaio 2020). Un talento personale, il suo, che si sviluppa peraltro a partire dalla sua attività principale, quella di restauratore (per lungo tempo restauratore capo del salentino Museo “Sigismondo Castromediano”), cui si lega la grande dimestichezza con la materia. E che, diremo poi, si manifesta in altri soggetti dipinti, più originali. 
Ma tornando ai capricci pittorici, il loro valore è ben testimoniato nel saggio d’apertura di Francesco Petrucci, che presenta l’artista, l’opera nel complesso e nel suo significato, fino a decifrare i singoli rebus. A partire dalla caravaggesca «Adorazione dei pastori con san Lorenzo e san Francesco dell’Oratorio di San Lorenzo a Palermo, sottratta in un furto nel 1969 e mai più ritrovata – collocata dalla critica recente al 1600 e non al soggiorno siciliano, come si credeva –, [che] viene ribaltata specularmente e incastonata nella stalla dell’Adorazione dei Pastori del Museo Regionale di Messina (1609). Dalla stessa perduta pala proviene anche l’angelo che scende in volo, mentre i volti dei due pastori sono quelli degli apostoli nella Incredulità di san Tommaso della Bildergalerie di Postdam (1600-1601)». Seguono, nel saggio e nelle vivaci riproduzioni, capolavori, tutti di tema sacro e più o meno noti al grande pubblico – invitato nel secondo caso ad approfondire, nell’ottica didattica di cui sopra –, di Rubens, Ribera, de La Tour, Poussin; fino ad Antonio Balestra, Giovan Battista Pittoni e, naturalmente, Giambattista Tiepolo. Solo per citarne alcuni dei ben quindici maestri celebrati in questo progetto, per un numero di fonti iconografiche che è chiaramente superiore al doppio; e che affronta movimenti e correnti artistiche diverse, avvicendatesi tra Sei e Settecento, ma sempre con la stessa curiosità d’indagine e impegno manuale.
Il progetto tuttavia, accennavamo, va oltre la sperimentazione sul passato e si sposta pressoché tutto sul profano, quando include le opere d’arte contemporanea di Ancona [...]

link: