Il blog CARAVAGGIO400, fondato nel 2009 da Massimo D'Alessandro e Nicoletta Retico in occasione del quarto centenario della morte di Michelangelo Merisi da Caravaggio, ha l'intenzione di attivare e creare un punto di approfondimento e discussione sull'opera di uno dei più grandi maestri della pittura seicentesca di cui far conoscere principalmente la sua opera e la sua arte ancor più che la sua vita e biografia, su cui troppo spesso si è concentrata l'attenzione dei media trascurando l'innovazione e il genio del grande pittore. Invitiamo tutti gli studiosi, appassionati e chiunque voglia dare un suo contributo ad inserire commenti e inviare segnalazioni a questo blog.

19 nov 2018

Presentazione dell'opera di Ippazio Campa ispirata alla "Vocazione di san Matteo" di Caravaggio, il 23 novembre a Salerno



Il 23 Novembre 2018, per il genetliaco di S.E.R. Cardinale Protodiacono Renato Raffaele Martino, verrà presentata presso il Duomo di Salerno, alle ore 17.00, l’opera Mt 9,9-13
Il quadro è stato realizzato con la tecnica del pastello dal maestro Ippazio Campa, appuntato scelto dei Carabinieri. L’artista si è prefissato di rappresentare la vocazione di san Matteo in maniera innovativa, pur mantenendo salda l’ispirazione all’omonimo capolavoro di Caravaggio e abbracciando la lectio della storica dell’arte Sara Magister – già nota per le sue collaborazioni con l’Accademia dei Lincei, i Musei Vaticani, la Fabbrica di San Pietro e l’Enciclopedia Treccani. 
L’opera prende spunto proprio dall’estrema sintesi con la quale il Vangelo narra questo episodio. Gesù vede Matteo dietro a un banco a riscuotere le imposte dovute all’imperatore romano, lo chiama e lui lo segue. Ed è proprio nell’attimo in cui lo sguardo del pubblicano incontra quello del Messia, che si racchiude il significato di quel momento. 
Il gruppo di interpreti e tecnici M9913, sotto la guida del maestro Ippazio Campa, ha ricostruito questo preciso istante, ambientato fedelmente nel periodo storico in cui è avvenuto. Il fotografo Max Angeloni ha fissato in una foto quello stesso istante, poi interpretato pittoricamente. 
Il quadro Mt 9,9-13, delle dimensioni di cm 200×140, sarà collocato permanentemente all’interno del Duomo di Salerno. Esso ha già ricevuto, peraltro, l’autorevole patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura, conferito da S.E.R. Cardinale Gianfranco Ravasi
Alla presentazione del dipinto parteciperanno autorità religiose, politiche, militari e personalità dell’arte e della cultura tra cui: la dott.ssa Sara Magister autrice del libro Caravaggio. Il vero Matteo, il dott. Michele Cuppone ricercatore e autore della biografia di Caravaggio nello stesso volume, il dott. Giuseppe Orlando D’Urso socio ordinario della Società di Storia Patria per la Puglia, Camilla Bertuzzi per Fujifilm Italia, la Marchesa Federica de Gregorio Cattaneo dei Principi di Sant’Elia Delegato per Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. 
Inoltre, presenzierà il Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri, rappresentato dal Cap. Giampaolo Brasili C.te del Nucleo TPC di Napoli (fonte: comunicato stampa).

18 nov 2018

Intervista a Vittorio Sgarbi: Caravaggio? Mai fatto doppi e la diagnostica non serve a niente”

[...] – Visto che lo abbiamo nominato, vorrei sapere tu cosa pensi degli sviluppi che stanno prendendo gli ultimi studi sull’opera del Caravaggio, che sembrano prediligere le indagini scientifiche e diagnostiche su supporti, mestiche, colori ecc e che hanno portato a mostre, pubblicazioni e convegni di vario tipo (l’ultimo in ordine di tempo dal titolo “Art from inside. La diagnostica per immagini applicata al Patrimonio culturale” si tiene alla città della Scienza a Napoli il 20 novembre. NdA).
 R: La diagnostica? Fu quella che consentì di affermare che le pietre di Modigliani erano buone; vuol dire che se ti metti nelle mani di un chimico, di un diagnostico per l’appunto puoi arrivare a dire esattamente il contrario del vero; quindi personalmente non alcuna fiducia in ciò che è legato a questa dimensione; si fanno comitati scientifici, tavoli scientifici come se questa parola, ‘scientifico’, fosse una sorta di alibi atto a giustificare qualunque errore o la mancanza di impegno professionale. Prendi il Cenacolo di Leonardo, dove come sai non possono entrare a vederlo più di cinque sei persone o giù di lì, perché altrimenti i fiati, la polvere, i rumori …Tutte balle, costruite per creare il mito dello scienziato del restauro e della tutela, che è una categoria totalmente fasulla e che sostituisce alla capacità di conoscenza storica e visionaria degli occhi – che è quella dei grandi conoscitori – una macchina in grado di trovare una serie di elementi che portano perfino ad una attribuzione, in alternativa alla intelligenza, alla scelta, agli accostamenti, che solo un uomo può fare con la sua mente. 
– Dunque sei totalmente contrario? 
R: Totalmente, sono cose che possono essere utili solo ed esclusivamente come ancelle sussidiarie: l’opinione di un critico avveduto diventa spesso verità, mentre la verità della diagnostica resta sempre un’opinione. 
– E allora come pensi si possa sciogliere questo enigma sulle opere ‘doppie’ di Caravaggio, laddove cioè due dipinti uguali si contendono – con buone ragioni spesse volte  l’autografia caravaggesca? 
R: Mi chiedi dei ‘doppi’ di Caravaggio, ma io in realtà non credo che Caravaggio replicasse, tanto è vero che ogni qualvolta è emersa un’ opera ritenuta replica di un’altra già nota del maestro essa è apparsa sempre imparagonabile con quella già conosciuta, o viceversa, quella riemersa è migliore e più credibile di quella che si conosceva; per me Caravaggio non ha mai fatto copie e quando esce un dipinto identico ad un altro secondo me non è suo, perché credo che non avesse proprio tempo per fermarsi ad elaborare una seconda opera una volta terminata la prima, dal momento che quell’idea di pittura è interna ad una logica inventiva così rapida e direi quasi rapinosa che non glielo consentiva. 
Ed allora molti di questi quadri in dubbio di legittimazione caravaggesca? 
R: Si tratta secondo me di espedienti per cercare di allargare il mercato con opere che qualcuno tenta di legittimare e che magari sono parzialmente in dubbio di autenticità [...]

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15 nov 2018

La "Natività" di Caravaggio reinterpretata dal pittore spagnolo Santiago Ydáñez, in mostra all'oratorio di San Lorenzo a Palermo


Si inaugura venerdì 16 novembre alle ore 19,00 in Oratorio di S. Lorenzo la mostra di Santiago Ydáñez, organizzata dall’associazione Amici dei Musei Siciliani in collaborazione con l’Istituto Cervantes
A quasi cinquant’anni dal furto della Natività di Caravaggio, e a breve distanza dal “ritorno” dell’opera sotto forma di riproduzione 'hi tech', la tela dell’artista lombardo appare nuovamente nell’Oratorio di San Lorenzo nell’interpretazione che ne dà il pittore spagnolo Santiago Ydáñez. 
L’artista non è nuovo a questo genere di interventi: lo testimoniano le tre versioni di un’altra tela caravaggesca, il Martirio di San Pietro della cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo a Roma, e da ultimo la sua rilettura degli affreschi della Villa di Livia attualmente esposti al Museo Nazionale Romano. La sua versione ad acrilico su tela della Natività, che fronteggerà l’immagine dell’originale fino al prossimo 16 dicembre 2018, si caratterizza per la fedeltà nella riproposizione delle misure e delle linee generali del dipinto seicentesco, da cui si distanza tuttavia per la libera pennellata di Ydáñez
Alla compattezza delle forme caravaggesche, scolpite nel buio da una luce tagliente, si sostituisce cosí una visione sfaldata, che ricorda peraltro certi esiti già seicenteschi della ricezione di Caravaggio (un nome per tutti: Giovanni Serodine). Punto focale di entrambe le Natività è la figura del Bambino, il solo brano in cui Ydáñez si distanzia nettamente dal prototipo, attraverso il ricorso al non-finito. In questo Bambino che non c’è si può scorgere un’allusione all'assenza dell’originale di Caravaggio, ma ancor più la volontà di evidenziare la natura di organismo vivente dell’opera d’arte, che ha una sua natività e cresce per stadi successivi fino a raggiungere (o a non raggiungere, come in questo caso) il suo assetto definitivo. 
Dopo essersi confrontato con il San Pietro di Santa Maria del Popolo, Ydáñez torna dunque a reinterpretare Caravaggio: ma questa volta il dialogo è con un fantasma, con un’opera che, nella sua assenza, è presente quant’altre mai nell’immaginario collettivo di un Paese e di una regione come l’Italia e la Sicilia, gremiti di fantasmi e di misteri irrisolti. 

Vernissage Venerdì 16 Novembre ore 19.00 La mostra sarà visitabile fino al 16 Dicembre Ogni giorno dalle 10.00 alle 18.00

(fonte: comunicato stampa)

11 nov 2018

Premio Nazionale Città Cristologica per "Caravaggio. Il vero Matteo" di Sara Magister



Il Premio Nazionale "Città cristologica", nella III edizione - 2018, è stato assegnato a Sara Magister per il volume Caravaggio Il vero Matteo, Campisano Editore, Roma, 2018, in quanto «con mirabile acribia giunge a identificare in maniera del tutto convincente il Matteo usuraio nella Chiamata di Matteo», come motivato dalla Presidenza della Fondazione Lucana Antiusura "Mons. Vincenzo Cavalla".
Il Premio viene assegnato a opere di scrittura attinente il Cristo della fede o della storia o della cultura. Si propone di testimoniare che il nome di Matera circola nel mondo soprattutto grazie a quello di Cristo – cfr. Cristo si è fermato a Eboli (1945) di Carlo Levi, Il Vangelo secondo Matteo (1964) di Pierpaolo Pasolini, The Passion (2004) di Mel Gibson –, per cui la Città dei Sassi ha il dovere di onorarne la perenne presenza.
La cerimonia di premiazione avrà luogo a Matera martedì 20 novembre alle 17.30, nella Sala Joseph Ratzinger in Piazza Sant'Agnese.
Mons. Alberto D’Urso, Presidente della Consulta Nazionale Antiusura Giovanni Paolo II, recherà una preziosa testimonianza. Toccherà poi a Sara Magister svolgere una Lectio sul telero caravaggesco La chiamata di Matteo. Seguirà la consegna del Premio. Sono invitate le Autorità civili, militari e religiose, ma la partecipazione è estesa a tutti; è un’occasione culturale offerta agli appassionati, per una riflessione di sostanza sull’usura, sul Caravaggio e la perenne attualità della sua opera. Tre slanci della cantante lirica Dayana Hernandez Lorente punteggeranno la premiazione.

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8 nov 2018

Paolo Jorio e Rossella Vodret presentano "Luoghi e misteri di Caravaggio", il 27 novembre a Milano

Le tappe della tormentata vita dell’artista lombardo, attraverso i luoghi dove ha vissuto e creato i suoi capolavori immortali. 


Milano, Roma, Napoli, Malta, Siracusa, Messina, forse Palermo e poi di nuovo Napoli. Sono i palcoscenici della vita inquieta, violenta, ma straordinariamente creativa, di un immenso personaggio: Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, figura contorta, rissosa, inquieta, geniale, che ha tratto, proprio da quei luoghi in cui si è immerso e dall’umanità che li ha popolati, linfa vitale per la sua magnifica arte. 
Luoghi e misteri di Caravaggio inquadra il periodo storico e politico in cui il grande pittore lombardo ha vissuto, e ci porta alla scoperta degli angoli bui, delle strade, dei costumi, delle osterie che ha frequentato con gli amici e le prostitute, dei palazzi di chi lo ha protetto, delle case dove ha abitato, degli ambienti che sono stati teatro delle sue aggressioni e che lo hanno visto protagonista di un’esistenza intensa e irregolare. 
Un affascinante itinerario ricco di misteri che si intreccia, in modo indissolubile, con la sua opera; dalla nascita, e dalla formazione a Milano, all’emigrazione a Roma in cerca di lavoro, in lotta con la povertà, la fame e gli stenti del primo periodo. Poi gli anni sotto l’ala protettiva dei potenti della città papalina, come il Cardinal del Monte e la sua raffinata cerchia intellettuale, fino ai primi successi, ben presto offuscati da denunce, arresti, processi. Infine l’apoteosi – la fama – seguita dalla caduta nel precipizio – il grave fatto di sangue che ha marchiato l’ultima fase della sua vita. Quindi la fuga a Napoli, a Malta, in Sicilia lasciando al suo passaggio capolavori di eccezionale bellezza, ma anche i segnali dello squilibrio che gli sconvolgeva la mente. Fino all’approdo a Porto Ercole, dove la morte lo colse solo e disperato (fonte: comunicato Mondadori).

Il libro sarà presentato presso Mondadori Megastore-Milano Marghera, in via Marghera 28 a Milano, martedì 27 novembre alle 18:30.