Il blog CARAVAGGIO400, fondato nel 2009 da Massimo D'Alessandro e Nicoletta Retico in occasione del quarto centenario della morte di Michelangelo Merisi da Caravaggio, ha l'intenzione di attivare e creare un punto di approfondimento e discussione sull'opera di uno dei più grandi maestri della pittura seicentesca di cui far conoscere principalmente la sua opera e la sua arte ancor più che la sua vita e biografia, su cui troppo spesso si è concentrata l'attenzione dei media trascurando l'innovazione e il genio del grande pittore. Invitiamo tutti gli studiosi, appassionati e chiunque voglia dare un suo contributo ad inserire commenti e inviare segnalazioni a questo blog.

21 dic 2018

"La Natività di Palermo: prima pala d'altare per Caravaggio?". Disponibile online l'articolo di Michele Cuppone





Nel fascicolo 9-2017 della rivista scientifica Valori Tattili, sono presenti ben quattro contributi a tema caravaggesco. Fra questi, l'articolo La Natività di Palermo: prima pala d'altare per Caravaggio? di Michele Cuppone.

In esso viene esaminata sotto più punti di vista la questione cronologica relativa al quadro disperso (1600 o 1609?), recentemente tornato alla ribalta della cronaca per le indagini condotte dalla Commissione parlamentare antimafia. La conclusione, è che il dipinto fu realizzato a Roma e corrisponde al finora ignoto quadro pagato materialmente all'artista nel 1600 dai mercanti Fabio Nuti e Alessandro Albani, che avevano relazioni con Palermo, gravitanti intorno all'oratorio di San Lorenzo che ospitava il dipinto.

Nella bibliografia aggiornata, si dà conto di tutte le recenti posizioni concordi con tale ricostruzione, tra cui: Vincenzo Abbate, Sergio Benedetti, Maurizio Calvesi, Pierluigi Carofano, Keith Christiansen, Marco Di Mauro, Francesca Curti, Marco Cardinali, Maria Beatrice De Ruggieri, Andrea Italiano, Roberta Lapucci, Giorgio Leone, Giovanni MendolaMassimo Moretti, Emilio Negro, Nicosetta Roio, Herwarth Röttgen, Fabio Scaletti, Vittorio Sgarbi, Nicola Spinosa, Claudio Strinati, Clovis Whitfield, Alessandro Zuccari (cui ora vanno aggiunti quanto meno Sara Magister, Raffaella Morselli e Maurizio Vitella). Allo stesso tempo si registrano le importanti aperture di Sibylle Ebert-Schifferer, John Gash, Rodolfo Papa, Alvise Spadaro, Richard Spear, Rossella Vodret, Stefano Zuffi.

Vengono inoltre affrontate alcune questioni iconografiche e, da ultimo, è presentata una copia del dipinto appartenuta al gerarca fascista Luigi Federzoni. Tale copia ci è nota attraverso una foto in bianco e nero (appartenuta a Roberto Longhi) ed è andata dispersa pure essa, durante la seconda guerra mondiale.

Il fascicolo 9-2017 di Valori Tattili è acquistabile su  Libro Co.Artbooks, presso Merigo Art Books o scrivendo a info@valoritattili.it.


Abstract

Per lungo tempo la cosiddetta Natività con i santi Lorenzo e Francesco di Caravaggio, già nell’oratorio di S. Lorenzo a Palermo, si è generalmente creduta dipinta nel 1609 durante il soggiorno siciliano. Recenti acquisizioni portano tuttavia ad affermare che in realtà il quadro fu realizzato a Roma, nel 1600, e da lì spedito in Sicilia. Ma se importanti novità documentarie sono state talvolta ignorate o non valutate adeguatamente, contributi storico-artistici meno si sono soffermati su complementari aspetti più propriamente tecnici e viceversa. In assenza di un quadro completo la datazione tradizionale poteva sembrare ancora la più credibile: è certamente il caso di fare tabula rasa e riprendere ordinatamente la questione, senza trascurarne nessun aspetto e anzi cogliendo l’occasione per aggiungervi nuove acquisizioni.
In tale occasione, è pubblicata una copia del dipinto, conosciuta solo attraverso una fotografia, in aggiunta a quella già nota di Paolo Geraci.

For long time, the so called Nativity with Saints Lawrence and Francis by Caravaggio, once in the oratory of St Lawrence in Palermo, was generally considered as executed in 1609 during the artist’s Sicilian stay. Recent acquisitions make us believe that, actually, this artwork was executed in Rome, in 1600, and then transferred from here to Sicily. If some important documentary findings were often ignored or not properly read, art historical essays focused less on complementary technical aspects, and opposite. A traditional dating still seemed to be the most credible hypothesis: the present essay aims at making a tabula rasa of all the previous ideas and at clarifying this matter with some logical order, without forgetting any element, rather adding new information. 
On this occasion, a copy of the painting is introduced, known only by a photograph, in addition to the one already known by Paolo Geraci.

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19 dic 2018

Convegno "Caravaggio, una vita barocca. Novità e riflessioni sugli anni romani" e incontro "Caravaggio, l'anima e il sangue del realismo", il 9 gennaio a Parigi

Doppio appuntamento caravaggesco a Parigi nella giornata di mercoledì 9 gennaio



In occasione della mostra Caravage à Rome. Amis et ennemis, attualmente presso il Museo Jacquemart-André fino al 28 gennaio, l'Istituto Italiano di Cultura, l'Associazione degli storici dell'arte italiana (AHAI), l'Università di Ferrara, l'Università di Roma Tre e la Fondazione Nando Peretti organizzano una giornata di studio per presentare e discutere i risultati delle più recenti ricerche sulle opere e la vita del pittore
Interventi e tavola rotonda con: Paola Bassani Pacht, Francesca Cappelletti, Anna ColivaPierre Curie, Jean Pierre CuzinSilvia Danesi Squarzina, Océane Durand, Claudio FalcucciCecilia Frosinini, Fabio GambaroJohn Gash, Helen Langdon, Annick Lemoine, Stéphane Loire, Gianni Papi, Pierre RosembergKeith Sciberras, Cristina Terzaghi Rossella Vodret.
Consulta QUI il programma completo.


A cosa si deve la grandezza di Caravaggio? Al suo stile? Ai soggetti che sceglie di dipingere? Al tipo di rappresentazione e messa in scena? 
Nel suo ultimo libro, Un romanzo per gli occhi, Manzoni, Caravaggio e la fabbrica del realismo (Carocci, 2018), Daniela Brogi, docente di letteratura comparata all'Università di Siena, propone di confrontare il realismo pittorico di Caravaggio con il realismo letterario di Manzoni. Secondo l'autrice, i due artisti condividono la stessa visione del cristianesimo, inteso come un codice culturale che permette di dare voce agli umili, ai dimenticati dalla storia
Claudio Strinati, storico dell'arte e già Soprintendente al Polo Museale Romano, curatore della mostra che ha commemorato i 400 anni della morte di Caravaggio, presenterà le sue ricerche sull'artista e discuterà l'affascinante analisi sviluppata da Brogi. 
La serata si concluderà con la proiezione di Caravaggio, l’anima e il sangue [2018, 90’, versione originale in italiano con sottotitoli in francese], viaggio nel mondo e nell'immaginario dell'artista. Il film è diretto da Jesus Garces Lambert, prodotto da Sky e Magnitudo film, sotto la direzione artistica di Cosetta Lagani. La proiezione, organizzata in collaborazione con Sky, avrà luogo in presenza di Roberta Conti di Cinema d’Arte Sky.


I due appuntamenti avranno luogo presso l'Istituto Italiano di Cultura di Parigi (50, rue de Varenne), mercoledì 9 gennaio 2019.

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17 dic 2018

Manara e Strinati raccontano Caravaggio. "L'uomo del ritratto è Filippo Colonna"

Dopo una prima identificazione con Bartolomeo Manfredi per il personaggio effigiato in un ritratto della Galleria Borghese (comunemente assegnato a Ottavio Leoni), Claudio Strinati, continuandovi dal canto suo a ritenerlo dubitativamente opera di Caravaggio, ritiene ora che raffiguri probabilmente Filippo Colonna


[...] A Strinati l’ultima parola ovvero il lungo percorso che lo ha portato a ritenere che il ritratto esposto ad Arezzo proveniente dalla Galleria Borghese di Roma dove è stato restaurato sia attribuibile al Caravaggio e non a Ottavio Leoni. Non ci sono la direttrice della Galleria [Borghese Anna Coliva, ndC400] né la restauratrice [del dipinto Fabiola Jatta, ndC400] a sostenere la sua tesi ma il critico d’arte è convintissimo di quello che dice “anche se non ho i documenti ma sono i dettagli tecnici a darmi ragione”. Le prove sono nella stessa biografia di Caravaggio, nei giorni della sua fuga da Roma dopo la condanna a morte per rissa e omicidio, quando si rifugia dalla famiglia Colonna nel 1606 in attesa di fuggire a Napoli, e nei particolari delle sue tele. L’indizio principale è la gorgiera del ritratto “misterioso”. Una gorgiera, uguale identica, si ritrova nella pala d’altare della “Madonna del Rosario” (1606-1607) oggi al Kunsthistorisches Museum di Vienna [...]
E’ sorprendente il fatto che il Caravaggio in questa opera abbia messo la figura del donatore, sulla sinistra, l’uomo con la gorgiera identica al quella del ritratto. Considerate che non tutte le gorgiere erano uguali, ogni stilista aveva il suo modello. Quindi il personaggio del nostro quadri e il donatore del quadro della Madonna del Rosario si servivano dallo stesso sarto. Non è la stesa persona, ma qualcuno in rapporto col personaggio del ritratto. Nessuno sa chi sia questo donatore, non risulta da nessun documento. Tranne una ipotesi fatta da alcuni studiosi del Caravaggio che hanno notato il drappo in alto tipico dell’artista e sulla sinistra, proprio sopra la figura del donatore, una colonna scanalata. Ebbene, la famiglia che protegge Caravaggio e lo porterà a Napoli è la famiglia Colonna. Quindi la pala della Madonna è una commissione che la famiglia Colonna ha fatto al Caravaggio per la sua cappella nella chiesa di san Domenico Maggiore e il donatore può essere un membro della famiglia Colonna, probabilmente il figlio di Marcantonio Colonna il quale fu uno dei protagonisti della battaglia di Lepanto. E il nostro ritrattato di chi è? - conclude Strinati - potrebbe essere il committente dell’opera, Filippo Colonna che caricò il Caravaggio sulla galera e fece in modo di salvarlo portandolo a Malta. E’ vero o non è vero? E’ lecito pensare che il ritratto ricordi un evento fatale nella biografia così tormentata e contraddittoria di Caravaggio dove restano sempre il dubbio e il mistero quando credi di essere arrivato alla verità”.


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12 dic 2018

Fino al 29 gennaio a Milano, la mostra immersiva "Caravaggio. Oltre la tela"



Aperta ancora fino al 29 gennaio al Museo della Permanente di Milano Caravaggio. Oltre la tela. La mostra immersiva, una nuova esperienza multimediale di altissima tecnologia e spettacolarità in cui si potrà ripercorrere, in 45 minuti con l’ausilio di 16 video proiettori, filmati originali e speciali cuffie binaurali, la vicenda artistica ed umana del grande maestro lombardo. 
Questi i punti chiave di questa iniziativa ideata da MondoMostre Skira, prodotta da NSPRD per Experience Exhibitions con la consulenza scientifica di Rossella Vodret e il Patrocinio del Ministero dei Beni e le Attività Culturali e del Turismo come ideale proseguimento della grande mostra Dentro Caravaggio (Palazzo Reale, ottobre 2017-febbraio 2018): 
1 - Una mostra fatta di opere invisibili al pubblico, custodite in luoghi privati (il gabinetto alchemico nel Casino dell'Aurora, Palazzo Odescalchi), inamovibili dalla sede (cappella Contarelli in San Luigi dei francesi, cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo, concattedrale di Malta), troppo fragili per viaggiare (i quadri del Louvre e del Kunsthistorisches Museum), distrutte (Ritratto di Filide Melandroni) o infine rifiutate perché fuori dal contesto in cui erano state pensate (Deposizione, Morte della Vergine, Madonna dei Palafrenieri). 
Nel percorso di mostra ben 50 opere di Caravaggio, di cui solo 9 nella mostra di Palazzo Reale, fotografate ad altissima definizione per catturare ogni dettaglio, ogni pennellata, ogni intuizione creativa. E non solo per presentare le opere, ma inserirle ricostruendo il contesto nel quale Caravaggio le aveva pensate: la Morte della Vergine del Louvre che Caravaggio dipinse per l’altare della chiesa di Santa Maria della Scala o la Deposizione dei Musei Vaticani commissionata però per Santa Maria in Vallicella. 
2 - Una mostra per andare oltre le opere e raccontare l’uomo: i luoghi della sua vita (Caravaggio, Milano, Roma, Napoli, Malta, la Sicilia), i successi e gli eccessi (l’assassinio di Ranuccio Tommasoni), le tragedie (la peste che decima la famiglia), gli amici potenti (il cardinal Giustiniani, il Cardinal del Monte), la vocazione al precipizio (il vizio del gioco, le prostitute, i postriboli, l’alcool). 
Sono stati per questo ritrovati e filmati i luoghi dell’anima di Caravaggio: la campagna di Caravaggio in Lombardia, lo studio d’artista di una Milano flagellata dalla peste, la Roma dei vicoli di Piazza Navona, del palazzo nobiliare dove viene accolto dal suo mecenate cardinal del Monte, dei postriboli che frequentava, fino alla fuga verso Napoli, sempre protetto dai marchesi Colonna e al viaggio a Malta, poi alla nuova fuga in Sicilia dove lascia tracce indelebili di capolavori per ritornare a Napoli, diretto a Roma, dove non arriverà mai. 
3 - Una mostra per entrare dentro le opere e capire la genesi creativa dei suoi capolavori fondamentali e spesso poco visibili, i pentimenti (che arrivano nel Martirio di San Matteo della Cappella Contarelli fino a dipingere un secondo quadro sopra al primo), la tecnica di un artista che letteralmente dipingeva la luce su preparazioni scure, che andava oltre le convenzioni dell’epoca, imponendo una propria visione realistica. Con il progetto nato nel 2009 alla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale di Roma vengono analizzate nel dettaglio con le ultime tecnologie disponibili le 22 opere di Caravaggio presenti a Roma, e successivamente, grazie alla mostra di Palazzo Reale, sono altre 36 le opere di cui sappiamo quasi tutto, coprendo oltre i due terzi della produzione di Caravaggio, un lavoro che viene portato avanti anche negli archivi storici e ha permesso di capire sempre meglio la tecnica, la vita, la poesia di un grande artista. 
La mostra non si limita alla semplice presentazione delle opere in alta risoluzione e dei loro dettagli, ma sfrutta al massimo le più sofisticate tecnologie per una divulgazione scientifica di ultima generazione, per proporre un racconto spettacolare, una lezione avvincente di storia dell’arte, davvero un nuovo modo di accostarsi a una icona della storia dell’arte mondiale.

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Disponibile online la recensione a "Muziano: il San Matteo Contarelli e altro", di Michele Cuppone



Nel fascicolo 9-2017 della rivista scientifica Valori Tattili, sono presenti ben quattro contributi a tema caravaggesco. Fra questi, una recensione di Michele Cuppone a Muziano: il San Matteo Contarelli e altro, volume di Andrea G. De Marchi e a cura di Cinzia Ammannato.
Il volume presenta il ritrovato San Matteo e l'angelo di Girolamo Muziano, di accertata provenienza dalla cappella Mattei di Santa Maria in Aracoeli. De Marchi ha inoltre identificato in tale quadro la prima pala d'altare della cappella Contarelli, che dunque sarebbe passata in seguito alla famiglia Mattei.
Tale ipotesi viene approfondita e analizzata criticamente nella recensione, disponibile ora online su Caravaggio400.

Il fascicolo 9-2017 di Valori Tattili è acquistabile su  Libro Co.Artbooks, presso Merigo Art Books o scrivendo a info@valoritattili.it.


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11 dic 2018

“Con Caravaggio". Incontro spettacolo con l’opera e l’artista”, il 15 dicembre ad Arezzo

Sabato 15 dicembre, alle ore 17.30, appuntamento al Teatro Petrarca con Milo Manara, Claudio Strinati, Anna Coliva, Fabiola Jatta, Alessandro Ghinelli


AREZZO - In occasione della mostra Manara, biografo di Caravaggio allestita nella Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Arezzo (Piazza San Francesco, 4), fino al prossimo 8 gennaio 2019, il 15 dicembre il Teatro Petrarca ospita “Con Caravaggio – incontro spettacolo con l’opera e l’artista”. Si tratta di un singolare incontro spettacolo durante il quale alcuni dei massimi conoscitori dell’opera del Merisi indagheranno gli aspetti meno noti del genio indiscusso del Seicento. 
Saranno Milo Manara artista, Claudio Strinati storico dell’arte, Anna Coliva direttore della Galleria Borghese, Fabiola Jatta restauratrice, coordinati da da Alessandro Ghinelli sindaco del Comune di Arezzo, i protagonisti di questo appuntamento, immaginato come uno spettacolo, durante il quale alcuni attori daranno voce a personaggi coevi del Merisi, alternandosi alle conversazioni degli esperti. 
La mostra Manara, biografo di Caravaggio presenta al pubblico la parte inedita della graphic novel di Milo Manara dedicata alla vita di Michelangelo Merisi. In esposizione circa 100 tavole dove l’artista veronese racconta il maestro del Seicento. Il percorso espositivo è arricchito anche da un’opera proveniente dalla Galleria Borghese di Roma, il Ritratto di Marcello Provenzale finora attribuito ad Ottavio Leoni, sul quale Claudio Strinati, che con la collaborazione di Claudio Curcio cura la mostra, ha avanzato una nuova attribuzione allo stesso Caravaggio. 
Questa ipotesi sarà oggetto di confronto nel corso dell’incontro, a cui seguirà una visita straordinaria alla mostra. 
L’esposizione è un un progetto della Fondazione Guido d’Arezzo ed è realizzata in collaborazione con il Comune di Arezzo, DIALOGUES Srls, COMICON con il contributo di Conad del Tirreno, Estra e Coingas.

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Conferenza sulla "Natività" di Caravaggio, a Palermo il 13 dicembre



Giovedì 13 dicembre alle 17.30, l’Associazione Amicizia fra i Popoli farà una Conferenza sull'opera del Caravaggio "La Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d'Assisi". Nel giorno di Santa Lucia nei paesi Cristiani si celebra la Festa della Luce, quindi ci sarà un incontro in un luogo denso di significato - l'Oratorio di San Lorenzo - proprio dove venne trafugata, nella notte tra il 17 e il 18 Ottobre 1969, la preziosa tela del Caravaggio.

Relazione del Dott. Bernardo Tortorici di Raffadali.
Interviene la Prof.ssa Anna Capra.
Contributi di Ninni Casamento e Teresa Pezzino.
Presiede il Dott. Antonio Dolce
Proiezione del video "La notte dei ladri". Al termine un piccolo rinfresco negli spazi annessi. Ingresso libero.

Evento realizzato grazie alla cortese disponibilità dell'Associzione Amici dei Musei Siciliani presieduta dal Dott. Bernardo Tortrici Oratorio di San Lorenzo (Via dell’Immacolatella, 3 - Palermo).

Info 
Cell. 333 4244125 - 328 4695318 - 349 8352415
(fonte: comunicato stampa)

2 dic 2018

"Qualche riflessione sulla mostra milanese 'Dentro Caravaggio'", di Gianni Papi

La mostra su Caravaggio che si è svolta agli inizia di gennaio a Milano ha avuto innegabili meriti; curata da Rossella Vodret, aveva già nel titolo Dentro Caravaggio quello che è stato il suo principale intento: svelare l’iter esecutivo del pittore. 
Ben venti opere del Merisi erano presenti: data la difficoltà nel concedere prestiti così importanti, immagino quale sarà stato l’enorme lavoro diplomatico per la preparazione dell’evento, tanto che in occasioni come questa – ben più rispetto ad altre mostre – il progetto giocoforza si consuma tutto nella ricerca di ottenere il maggior numero di prestiti. E alla fine non è troppo grave se fra quei venti dipinti ne saranno mancati alcuni che la curatrice avrebbe voluto, ma che erano – per le più varie ragioni – incedibili: l’importante è aver raggiunto quel numero sorprendente e che tutte le opere fossero (salvo poche eccezioni meno sicure, un paio al massimo) indiscutibili sul piano dell’autografia. 
La mostra di Milano, con la sua specificità riguardante il modo di dipingere del Merisi, rappresenta un ulteriore passo in avanti nel separare lo studio del pittore lombardo dal resto della storia dell’arte. Ormai Caravaggio appare come un settore della disciplina a se stante, per il quale si affilano sofisticati strumenti tecnologici e si trascorrono mesi e anni in archivio. 
Caravaggio viene studiato a tutto campo, in modo oserei dire quasi morboso, con una serie variegata di metodologie e con un accanimento nel voler ricostruire ogni aspetto della sua attività e della sua vita, che non hanno riscontro – se non in piccola parte – negli studi dedicati ad altri protagonisti della storia dell’arte e del Seicento in particolare. Tutti gli sforzi che si fanno intorno a Caravaggio – da parte di decine e decine di studiosi in tutto il mondo e particolarmente in Italia – hanno forse paragone rispetto a ciò che accade, ad esempio, intorno a Rubens o a Velázquez, per citare due sommi epigoni del lombardo? E in questi ultimi quindici anni, seguiti alla rivoluzionaria scoperta dell’attività romana di Ribera, si è forse avuto un particolare interesse per indagare il contesto dei committenti e i molti lati della personalità di colui che gareggia col Merisi per genialità e sempre più ci appare come il pittore che ha dato nuova linfa alla corrente naturalistica originata da quest’ultimo? [...]

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