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"L'eredità di Caravaggio. Capolavori in luce", in mostra a Bergamo fino al 31 maggio

La sconvolgente raffigurazione della realtà tramite lo studio della luce artificiale, ottenuta da Caravaggio nel primo decennio del XVII secolo, lasciò una concreta eredità nelle opere dei suoi seguaci, non soltanto italiani ma anche stranieri. Attraverso le opere di Matthias Stom, Francesco Buoneri detto Cecco del Caravaggio, Giuseppe Vermiglio, Simon Vouet, Giovanni Lanfranco, Antonio d'Enrico detto Tanzio da Varallo, si cercano di evidenziare alcune delle diverse declinazioni che il “caravaggismo” assunse tra il secondo e il quinto decennio del Seicento. 
Il nucleo principale della rassegna è costituito da opere di Matthias Stom (Paesi Bassi, 1600 circa – post 1645), tra le quali l'intensa Guarigione di Tobi e la rara iconografia di Dedalo attacca le ali ad Icaro di provenienza romana, approdate a Bergamo alla fine del XVIII secolo e tutt'ora conservate presso una storica collezione privata. Il percorso espositivo prosegue con alcune importanti opere che fanno parte della Collezione Banco BPM, il Ritratto della famiglia dell'artista di Giovanni Lanfranco (Parma, 1582 – Roma, 1647), la Vergine addolorata di Simon Vouet (Parigi, 1590 – 1649) e la Battaglia di Sennacherib di Tanzio da Varallo (Alagna Valsesia, 1582 – Varallo, 1633) bozzetto preparatorio per la grande pala realizzata nel 1629-1630 all'interno della cappella Nazari in San Gaudenzio a Novara. 
L'influenza di Caravaggio risulta evidente nell'opera di Giuseppe Vermiglio (Milano, 1587 – post 1635) raffigurante Giuditta con la testa di Oloferne, 1615-1620 in prestito dal Museo Civico di Vicenza – Palazzo Chiericati, che riprende uno dei temi prevalenti del periodo barocco, in cui le passioni violente a volte conducono i protagonisti ad esiti fatali. A rappresentare esperienze coeve ma che esularono dal caravaggismo, giunge infine, dallo stesso museo vicentino, l'ospite della mostra, la magnifica tela con Le Quattro età dell'uomo, 1625 c. dove è evidente la lezione del maestro Rubens, soprattutto nella resa delle figure e nei loro incarnati. 
La mostra a Palazzo Creberg, dal 4 al 31 maggio 2018, prevede tre fine settimana di apertura (5/6 – 12/13 – 19/20 maggio), ingresso libero, visite guidate gratuite (per chi lo desidera) e catalogo illustrato in distribuzione gratuita. L'apertura nei giorni feriali segue gli orari della filiale del Credito Bergamasco-Banco BPM di Largo Porta Nuova. 
Inoltre prosegue il programma dei Grandi Restauri sostenuti e realizzati dalla Fondazione Credito Bergamasco nella convinzione che le opere d'arte siano beni insostituibili. In questa occasione, nella Sala Consiglio del Credito Bergamasco, saranno esposti cinque capolavori di Francesco Capella (Venezia 1711 - Bergamo 1784) al termine delle rispettive operazioni di restauro. Al centro della sala, i visitatori potranno ammirare la pala con il Martirio di Santo Stefano della Parrocchia di Santo Stefano a Carobbio degli Angeli ripristinata da Andrea Lutti e Sabrina Moschitta (fonte: LombardiaPress).

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I miti e il Territorio nella Sicilia dalle mille culture. L'evoluzione del Caravaggismo nell'arte Contemporanea in mostra a Marsala


Ventitré capolavori per documentare come il "Caravaggismo" si è evoluto nell'arteÈ questo l'obiettivo della mostra, curata da Franco Paliaga e Andrea Maggio, dal titolo I miti e il Territorio nella Sicilia dalle mille culture. L’evoluzione del Caravaggismo nell’arte Contemporanea” che è stata inaugurata nella chiesa di San Pietro a Marsala e rimarrà aperta fino al 16 maggio. Tra le opere esposte 12 sono del passato degli autori Francesco Furini, Nicolas Régnier, Bernardo Strozzi, Pietro Novelli, Gerard Douffet mentre altre 10 sono realizzate da artisti contemporanei come Ugo Levita, Loredana Meo (unica del territorio), Rocco Normanno, Michelangelo della Morte e Alex Folla. Tra gli altri autori delle schede in catalogo  oltre ai curatori , Vittorio Sgarbi e Sandro Bellesi.
L’iniziativa è stata promossa e organizzata dall’Associazione culturale “Fiera Franca Ss. Salvatore” in collaborazione con l’Associazione Culturale “Lab_04” e il patrocinio del Ministero dell’Interno FEC, Regione Sicilia, Beni Culturali, Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Trapani, Città di Marsala, Accademia di Belle Arti “Kandinskij” di Trapani e Club Unesco di Marsala. 
«Caravaggio è stata una grande figura e ha influenzato molto la pittura degli artisti siciliani – ha affermato Paliaga – e in questa mostra abbiamo voluto mettere a confronto il passato con il presente: quadri ispirati a lui nel 600 con artisti di oggi che in qualche maniera si ispirano al suo stile. È un accostamento molto interessante. Ci sono dei talenti in Italia come Loredana Meo che andrebbero valorizzati». «Il nostro progetto continua ad allargare i nostri parametri di visibilità sfruttando le esigenze del contemporaneo – ha concluso Maggio – Mettere a confronto opere del '600 con opere contemporanee fa capire che l’arte non ha tempo». 
La mostra è visitabile dal lunedì al giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20. Dal venerdì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 22. Domenica mattina chiuso (Fonte: Giornale di Sicilia)

"Il barocco napoletano conquista la Germania", recensione di Riccardo Lattuada della mostra al Museo di Wiesbaden


Ci vorrà un po' di tempo per metabolizzare i contenuti specifici delle 576 pagine di catalogo della mostra Caravaggios Herben, Barock in Neapel, aperta fino al 12 febbraio nel Museo di Wiesbaden, curata da Peter Forster, Elisabeth Oy-Marra, Heiko Damm, e corredata da un gran numero di sezioni e saggi specifici. Un fatto, però, non è in discussione: si tratta del più vasto e articolato sforzo negli ultimi quindici anni di restituire la civiltà artistica napoletana in quelli che furono due dei suoi tre secoli di maggior splendore, e cioè il Sei e il Settecento. Ed è uno sforzo interamente concepito e progettato fuori di Napoli, e - con poche eccezioni - da un'équipe non italiana, ma prevalentemente tedesca. La mostra di Wiesbaden ripete in buona parte e attualizza con buon equilibrio l'impianto del progetto sulla mostra del Seicento napoletano a Capodimonte (1984-85), e cioè di quello che - a prescindere dall'avanzamento successivo degli studi specifici - è stato il vero lascito di Raffaello Causa alla attuale visione storiografica sul Barocco del Meridione continentale d'Italia. 
Ben 14 saggi in catalogo vanno dallo sviluppo urbano della città alla rivolta di Masaniello del 1647, al passaggio di Caravaggio; e si prosegue con la transizione dalla tarda Maniera al Caravaggismo per poi andare ai due grandi protagonisti/rivali emiliani della decorazione barocca, Domenichino e Lanfranco, andando avanti con Jusepe de Ribera, Salvator Rosa e Francesco Solimena; e con i disegni e le nature morte. Molto ci sarebbe da discutere su questa struttura, che poggia su un perno robusto nella parte dedicata alla prima metà del Seicento per indebolirsi sempre più, e addirittura quasi scomparire in quelle successive, scontando in ciò il gap di studi che ancora caratterizza la conoscenza dei percorsi dei molti artisti anche gli stessi scultori e architetti - che si posizionarono a Napoli al di fuori della triade aurea di Mattia Preti, Luca Giordano e Francesco Solimena. Dunque si ricade in una visione per la quale sotto le insegne della koinè di Caravaggio sempre buona a fini di marketing - ricadono anche personalità artistiche come Francesco Solimena, Paolo de Matteis e persino Gennaro Greco e Francesco de Mura (morto nel 1782!). Artisti che con Caravaggio, con la sua tradizione e il suo seguito non ebbero mai alcun rapporto
Si sa che le categorie storiografiche sono come grandi scatole in cui si tende a mettere molte cose accomunate da caratteri che in una certa fase appaiono unificanti; e si sa che non di rado accade che qualche decennio dopo sia necessario tirare di nuovo tutto fuori e rassettare non solo i caratteri, ma anche la periodizzazione, etc.; tutte cose che, per la verità, in Italia sono anche state pensate e scritte negli ultimi vent'anni anche in grandi mostre in cui non c'era solo il puro accumulo di materiali, per pregevoli che fossero (per la verità a Napoli non è mancato neanche questo tipo di esposizioni). In ciò il telaio della mostra di Wiesbaden non appare esattamente roccioso, a prescindere dalla qualità dei singoli apporti. 
La forza della rassegna è invece nelle 212 opere in esposizione, perlopiù dipinti e disegni provenienti da collezioni principalmente mitteleuropee e tedesche, ma anche da non pochi musei e collezioni internazionali. Qui e là ci si imbatte in attribuzioni discutibili ma resta una magnifica parata, che un pubblico non specializzato non ha mai visto in Italia, specie i disegni. Una bella mano l'ha data Capodimonte con ben 20 dipinti, altri 2 provengono dal Museo di San Martino, ma a Wiesbaden non hanno allestito una mostra di giro, e chi può faccia un salto in Germania; ne vale ampiamente la pena.

Fonte: Il Mattino


“La luce vince l’ombra” a Casal di Principe. Le opere degli Uffizi negli spazi confiscati alla camorra

Dal 21 giugno al 21 ottobre, il meglio della pittura seicentesca ispirato al Caravaggio nei locali intitolati a don Peppe Diana.




La mostra degli Uffizi a Casal di Principe (curata da Antonio Natali e Fabrizio Vona; catalogo disponibile “La luce vince l’ombra” Pendragon – Natali/Onali) è la diciottesima tappa de La Città degli Uffizi, prima volta assoluta in Italia invece il luogo: la villa confiscata al killer Brutus, uomo di Gomorra, oggi recuperata per ospitare l’esposizione. Opere eccezionali, da Artemisia Gentileschi a Mattia Preti, da Andy Warhol alle sculture femminili precristiane romane di Capua. Oltre alla mostra si possono visitare i luoghi tolti alla camorra – incontrando i testimoni, gustando i prodotti d’eccellenza (come la mozzarella e il vino fatti nelle terre confiscate alla mafie) – in compagnia degli “Ambasciatori della Rinascita”, narratori d’eccezione del bello e del brutto di una terra martoriata ma felice di rinascere.
“La luce vince l’ombra: gli Uffizi a Casal di Principe” è una mostra che polarizza l’attenzione sulla pittura del Seicento, artisti napoletani o a Napoli legati, linguisticamente affascinati dall’espressione di Caravaggio, poi con delle incursioni contemporanee, allo scopo di valorizzare opere oggi custodite a Napoli e a Firenze ...

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Capolavori caravaggeschi a Novara, al via l’attesa mostra al Broletto


 Capolavori caravaggeschi a Novara, al via l’attesa mostra al Broletto
Dal 31 maggio al 20 luglio Novara diventa sede di un’importante mostra dedicata a Caravaggio e alla sua scuola: “Capolavori caravaggeschi a Novara – Pittura di realtà a Novara e nel suo territorio". 
Nel percorso di visita, allestito all’interno dell’Arengo del Broletto di Novara, si potranno ammirare alcuni capolavori provenienti dal territorio della diocesi di Novara e dalle Collezioni Civiche. Ospite d’onore dell’iniziativa novarese l’“Ecce Homo” di Caravaggio proveniente dai Musei di Strada Nuova – Palazzo Bianco di Genova. Una occasione unica per ammirare l’opera di Caravaggio e per riscoprire il ricco patrimonio diocesano.
L’evento, promosso ed organizzato dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico del Piemonte, dall’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Novara e dall’ATL della Provincia di Novara, in collaborazione con il Comune di Novara, con il progetto Città e Cattedrali e la Regione Piemonte, è frutto di un intenso lavoro di studio, ricerche e restauri che hanno permesso di riscoprire autentici capolavori, selezionati dai curatori Anna Maria Bava e Francesco Gonzales, durante gli ultimi anni.
In mostra si potranno ammirare opere di Valentin de Boulogne, Nicolas Tournier, Domenico Fiasella, Giovanni Baglione, Tanzio da Varallo, Giuseppe Vermiglio e altri seguaci ed emuli di Caravaggio ...

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Dal 31 maggio al 20 luglio Novara diventa sede di un’importante mostra dedicata a Caravaggio e alla sua scuola: “Capolavori caravvaggeschi a Novara – Pittura di realtà a Novara e nel suo territorio.
Nel percorso di visita, allestito all’interno dell’Arengo del Broletto di Novara, si potranno ammirare alcuni capolavori provenienti dal territorio della diocesi di Novara e dalle Collezioni Civiche. Ospite d’onore dell’iniziativa novarese l’ “Ecce Homo” di Caravaggio proveniente dai Musei di Strada Nuova – Palazzo Bianco di Genova. Una occasione unica per ammirare l’opera di Caravaggio e per riscoprire il ricco patrimonio diocesano.
L’evento, promosso ed organizzato dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico del Piemonte, dall’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Novara e dall’ATL della Provincia di Novara, in collaborazione con il Comune di Novara, con il progetto Città e Cattedrali e la Regione Piemonte, è frutto di un intenso lavoro di studio, ricerche e restauri che hanno permesso di riscoprire autentici capolavori, selezionati dai curatori Anna Maria Bava e Francesco Gonzales, durante gli ultimi anni.
In mostra si potranno ammirare opere di Valentin de Boulogne, Nicolas Tournier, Domenico Fiasella, Giovanni Baglione, Tanzio da Varallo, Giuseppe Vermiglio e altri seguaci ed emuli di Caravaggio.
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"Caravaggio in Sicilia. L’ultima rivoluzione" (recensione di Michele Cuppone)

Caravaggio in Sicilia. L’ultima rivoluzione è la prima rilevante fatica letteraria di Andrea Italiano. Il volume, complessivamente un buon prodotto, desta interesse per tematica e contenuti, dove protagonista assoluto non è invero Michelangelo Merisi, quanto più la “rivoluzione” da lui innescata in Sicilia, tanto da affermare in tale sede che la pittura del Seicento nell’isola “inizia” proprio con lui.
La prima parte dunque ripercorre il profilo storico artistico del milanese in Sicilia, a partire dal passaggio maltese, e l’autore non perde occasione di esprimere la propria interpretazione alle molteplici circostanze poco chiare legate al soggiorno isolano, da un presunto sbarco a Gela tutto da verificare, alla ripartenza da Messina o Palermo. Su quest’ultimo punto, sono recepite non tutte le più fresche acquisizioni, probabilmente per via delle tempistiche redazionali; e comunque la pur ampia bibliografia di riferimento, accanto alle citate fonti antiche e moderni studi e monografie, andrà aggiornata su fondamentali uscite recenti.
Ma al di là della ricerca storica l’autore, ‘longhianamente’, è maggiormente interessato agli aspetti stilistici e iconografici, dove indubbiamente offre prove di grande competenza e destrezza. Nella lettura delle opere, in particolare, la scrittura raggiunge i momenti più alti e godibili; contribuisce in tal senso un linguaggio raffinato e, quand’anche volutamente ricercato, accessibile a chiunque ...

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Uffizi: collocazione definitiva per Caravaggio ei caravaggeschi

Firenze, 8 luglio 2013 - Nell’ambito degli spostamenti delle opere d’arte al Piano Nobile degli Uffizi, questa mattina sono stati traslati i dipinti di Caravaggio e dei pittori caravaggeschi italiani e stranieri. L’operazione si è svolta sotto il controllo dei funzionari della Direzione della Galleria e ha riguardato 17 dipinti di autori quali Caravaggio, Artemisia Gentileschi, Bartolomeo Manfredi, Honthorst Gerrit Van detto Gherardo delle Notti, Matthias Stomer, Bartolomeo Cavarozzi, Giovanni Antonio Galli detto lo Spadarino e Giovanni Battista Caracciolo detto il Battistello.

Gran parte delle opere erano state spostate due anni fa per far spazio alla mostra “Vasari, gli Uffizi, il Duca”, che si svolse tra giugno e novembre 2011, in occasione dell’anniversario vasariano.

La movimentazione delle opere – che ha visto impegnata la squadra tecnica della Galleria - si è svolta lungo l’infilata delle sale nel lato di Levante e da domani mattina, alla riapertura degli Uffizi, i visitatori potranno ammirare le opere di Caravaggio (Medusa, Bacco, Sacrificio di Isacco) nella prima sala dopo il Verone (la numero 90) e, nelle tre sale successive, tutte le altre.
Così come previsto dalla Direzione degli Uffizi, i tre dipinti di Caravaggio e le opere dei caravaggeschi verranno dopo quelle dei pittori lombardi del Cinquecento – dopo i saggi di Longhi considerati il precedente immediato all’espressione di Caravaggio - le cui sale concludono l’infilata di Ponente al Piano Nobile del complesso vasariano.

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(Fonte: gonews.it)

"Rivoluzione Caravaggio": mostra a Palazzo Thiene fino al 5 febbraio 2012

A Palazzo Thiene, fino al 5 febbraio, i capolavori della collezione toscana della Banca popolare di Vicenza

Lippi, Bronzino, Caravaggio. Capolavori dalla Collezione toscana della Banca Popolare di Vicenza. Quale strenna natalizia, dono per gli occhi e per lo spirito, l’edizione 2011 di «Capolavori che ritornano » presenta la Mostra «Lippi, Bronzino, Caravaggio, capolavori sacri e profani dalla Collezione Toscana della Banca Popolare di Vicenza», voluta dal presidente Gianni Zonin e curata da Fernando Rigon. Si tratta della preziosa raccolta della Cariprato ora incorporata nell’Istituto vicentino. I dipinti, normalmente esposti al pubblico nella Galleria del Palazzo degli Alberti di Prato, sono ospitati per la prima volta a Palazzo Thiene, sede storica della Banca. Al contempo sarà inviato a Prato l’intero nucleo d’opere di Jacopo Bassano e dei figli Francesco e Leandro, parte integrante della Pinacoteca di Palazzo Thiene. Le prime acquisizioni della Collezione toscana risalgono agli anni ’30 del secolo scorso e recentemente, data l’importanza culturale, 46 opere sono state sottoposte a vincolo ministeriale. La mostra inizia con un «fondo oro» di Puccio di Simone (notizie dal 1346 al 1360) formatosi nell’ambito di Bernardo Daddi seguace fiorentino di Giotto.
La tavoletta è probabilmente parte di un dittico o di un altarolo per devozione privata. Raffigura tre Sante con corona e palma del martirio di straordinaria grazia nella ieraticità dell’insieme. Incanta la Madonna col Bambino di Filippo Lippi (Firenze 1406-Spoleto 1469) una piccola tempera su tavola, opera giovanile databile 1436, dove è forte l’influsso di Masaccio di cui egli sarà ideale prosecutore. Raffinatissimo il cromatismo che unisce alla morbidità dei rosa l’avvolgente profondità dei blu. Dal Rinascimento di Lippi si passa al Manierismo di Agnolo di Cosimo Tori detto il Bronzino (Firenze 1503-1572...  CONTINUA A LEGGERE SUL CORRIERE DEL VENETO

Caravaggio docet - Rossella Vodret presenta la mostra sui Caravaggeschi e annuncia importanti anticipazioni (di Michele Cuppone)

La mostra sui Caravaggeschi a Palazzo Ruspoli.  Caravaggio docet. E la sua lezione è bene illustrata da Rossella Vodret, Soprintendente al Polo Museale romano, in occasione della presentazione della mostra “I Colori del Buio - I Caravaggeschi nel Patrimonio del Fondo Edifici di Culto”, di cui è la curatrice. La mostra si inserisce nel quadro delle Celebrazioni del IV Centenario della morte di Michelangelo Merisi, e appresenta idealmente il naturale e cronologico prosieguo dell’esposizione alle Scuderie del Quirinale (che vanta già di aver superato i 280.000 visitatori, per la metà stranieri), che proprio nella giornata odierna ha visto l’arrivo nelle sue sale della Flagellazione da Capodimonte. Nella prestigiosa sede della Fondazione Memmo a Palazzo Ruspoli saranno esposte, a partire dal 15 aprile e fino al 18 luglio 2010 (data in cui ricorrono i 400 anni dalla morte), ben 39 opere, provenienti da 23 chiese e 13 città, tutte appartenenti al Fondo Edifici di Culto, che in questo 2010 festeggia il venticinquennale dalla fondazione. La mostra è dedicata ai seguaci del Caravaggio, e parliamo correttamente di seguaci e non di allievi o discepoli poiché egli, lavorando pressoché in solitudine (fatta eccezione per la presenza dei modelli che permettevano la rappresentazione dal vero), non ha mai avuto una sua scuola, una bottega come quella del Cavalier D’Arpino che gli permettesse anche di avvalersi di aiuti... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO

A Roma "I colori del buio": mostra a Palazzo Ruspoli in onore di Caravaggio

A Roma, dal 15 aprile al 18 luglio, Palazzo Ruspoli ospita la mostra "I colori del buio. I Caravaggeschi nel patrimonio del Fondo Edifici di Culto".  In esposizione 39 opere, provenienti da 23 chiese di 13 città diverse, dei seguaci dell'artista barocco più noto. Artisti che seguirono i suoi segreti, ispirandosi alla sua arte, ma non ebbero il suo stesso successo.  Una galleria dei quadri esposti e altre informazioni sono disponibili sul blog ARTSBLOG.it.  La mostra è stata presentata in una conferenza stampa al Viminale nella quale il Ministro Maroni ha colto anche l'occasione di riferirsi al Caravaggio, da lui definito "gay e lumbard", a seguito di alcune battute scambiate con l'On. Italo Bocchino. Se oltre all'arte avete anche una cuorisità per questi aspetti di colore potete trovare il resoconto di questa polemica a questo link.