Il blog CARAVAGGIO400, fondato nel 2009 da Massimo D'Alessandro e Nicoletta Retico in occasione del quarto centenario della morte di Michelangelo Merisi da Caravaggio, ha l'intenzione di attivare e creare un punto di approfondimento e discussione sull'opera di uno dei più grandi maestri della pittura seicentesca di cui far conoscere principalmente la sua opera e la sua arte ancor più che la sua vita e biografia, su cui troppo spesso si è concentrata l'attenzione dei media trascurando l'innovazione e il genio del grande pittore. Invitiamo tutti gli studiosi, appassionati e chiunque voglia dare un suo contributo ad inserire commenti e inviare segnalazioni a questo blog.




A cura di Michele Cuppone, Massimo D'Alessandro e Nicoletta Retico (pagina Fb a cura di Claudio Ferranti )

23 mar 2020

"Un po' di chiarezza sul 'ricercato' più famoso", di Giulia Silvia Ghia su The Huffington Post


In questi giorni che ci costringono giustamente a casa, tra le cose che ognuno di noi, credo, si sia ripromesso di fare, c’è quella di leggere quei libri acquistati e rimasti in sospeso nelle proprie librerie.
Fra questi ve ne è uno donatomi dal suo autore, Michele Cuppone, un ricercatore appassionato, letteralmente, alla figura artistica di Michelangelo Merisi da Caravaggio. Devo ammettere che ci vuole coraggio e una grande motivazione per scrivere un ennesimo libro che parli del celebre pittore, dato che le pubblicazioni su questo argomento vanno ormai ben oltre le 3000 unità. Ma dati i comuni interessi di ricerca e di studio e conoscendo la assoluta dedizione di Michele Cuppone, mi sono dedicata con curiosità alla lettura di questo testo.
Caravaggio. La Natività di Palermo. Nascita e scomparsa di un capolavoro (editore Campisano) è un libro inaspettato. E lo si capisce già dai testi introduttivi di Antonio Vannugli e di Richard E. Spear. Non è il solito libro che ripercorre l’attività artistica di Caravaggio e anzi la nota biografica, particolarmente accurata, è lasciata alla fine. Questo volume è un approfondimento su una sola ma importante opera d’arte del Merisi, la Natività di Palermo per l’appunto.
La tela è nota soprattutto per il furto subito nel 1969 che la annovera ancora nella Top Ten Art Crimes, “l’infelice classifica dei 10 furti d’arte più importanti al mondo secondo l’FBI”. La “pratica 799”, per i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, corrisponde al fascicolo dedicato alle ricerche fatte per il ritrovamento di questo dipinto, purtroppo non ancora avvenuto. Cuppone ne ripercorre l’intera vicenda, presentando particolari rimasti finora inediti. Quindi, sfatando alcune notizie inesatte e conducendo la narrazione come una vera spy story, guida il lettore attraverso le lunghe ricerche per il suo ritrovamento tra nomi altisonanti, processi e confessioni di capimafia, studiosi d’arte e antiquari.
Per arrivare a far comprendere al lettore l’importanza dell’opera e dunque la necessaria e continua ricerca perpetuatasi negli anni, Cuppone parte analizzando il dipinto nei suoi molteplici aspetti, sia dal punto di vista iconografico e iconologico sia da quello storico-artistico.
Il primo capitolo viene infatti dedicato alla nascita del capolavoro, al significato del soggetto narrato e al momento in cui Caravaggio lo realizzò. E qui si legge di un’importante novità sostenuta dall’autore, che lo porta a dimostrare non solo che il dipinto fu realizzato a Roma durante gli anni della Cappella Contarelli, ma che soprattutto il pittore non passò mai per Palermo.
Per confermare la tesi della realizzazione a Roma, Cuppone riporta peraltro i risultati delle indagini diagnostiche eseguite sulla tela in occasione della mostra del 1951 a cura di Roberto Longhi, tenutasi a Milano. Sia nella qualità del supporto, in quanto tipica “tela romana”, sia nella tecnica esecutiva, il dipinto corrisponde pienamente ai quadri prodotti dal Merisi a Roma, fino alla sua fuga nel 1606 a seguito dell’omicidio nei confronti di Ranuccio Tomassoni.
Nel capitolo sugli enigmi caravaggeschi Cuppone ricostruisce la rete di contatti tra Roma e Palermo che portarono alla commissione del dipinto nella prima città e al suo trasporto nella seconda. Un intero capitolo del libro viene dedicato alle copie dipinte della Natività (se ne conoscono almeno due, più una litografia) nonché alle riproduzioni fotografiche e ai filmati in cui l’opera è comparsa. Ho trovato molto interessante che l’autore abbia annotato che, in questi filmati, l’attenzione maggiore sia sempre stata rivolta più alla decorazione dell’oratorio, in stucco, di Giacomo Serpotta, che non al dipinto ivi custodito.
Altri spunti ricostruiti da Cuppone, sono il momento delicato vissuto dalla Natività durante la seconda guerra mondiale nonché i restauri e le mostre cui partecipò, l’ultima delle quali fu la grande occasione espositiva al Louvre, nel 1965. Apprendo dal libro che Il melodramma di stucco, servizio della trasmissione Capolavori nascosti, andò in onda il 1° agosto del 1969, due mesi e mezzo prima della sparizione della tela. L’autore annota un dubbio sorto a seguito del furto; se non fu proprio questa trasmissione a puntare le luci sul dipinto, rendendone note l’importanza, la bellezza, e la fragilità del luogo ove era custodito.
Il libro è uscito a 50 anni esatti dal furto e Cuppone lo chiude con un augurio che condivido pienamente, soprattutto dopo aver letto la sua avvincente storia. Che cioè le indagini investigative per il ritrovamento della tela possano conoscere finalmente una svolta e che presto quindi, il finale di questa vicenda possa essere riscritto.

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21 mar 2020

CARAVAGGIO XXI: 21 tableaux vivants dalle opere di Michelangelo Merisi da Caravaggio (versione integrale del video)

Nell'ambito delle iniziative di #solidarietadigitale per aiutare chi è casa ad usufruire di contenuti video in maniera gratuita rendiamo disponibile la versione integrale dello spettacolo teatrale "Caravaggio XXI: 21 tableaux vivants dalle opere di Michelangelo Merisi da Caravaggio" di Ludovica Rambelli per la regia video di Massimo D'Alessandro. #iorestoacasa


Questo lavoro, costruito con la tecnica dei “tableaux vivants”, è di estrema semplicità e insieme di grande impatto visivo. In scena pochi e semplici elementi (stoffe di diverso colore e spessore, oggetti di uso comune) con cui gli attori compongono sotto gli occhi degli spettatori 21 “tele”. I quadri così costruiti, si mostrano come nello studio del pittore; i costumi ed i ricchi drappeggi si formano in pochi istanti grazie all’abilità degli attori che sono insieme modelli, scenografi, attrezzisti della messa in scena. L’azione si immobilizza come in un lampo di luce al magnesio, nell’istante di un gesto “perfetto”, restituendo l’emozione del dipinto. L’estrema correttezza iconografica, la forza espressiva dei corpi e dei volti degli attori nel caratteristico taglio laterale della luce, restituiscono appieno quella “poesia della realtà” che costituisce il segno distintivo dell’opera di Michelangelo da Caravaggio. 

CARAVAGGIO XXI is a work of great visual impact yet extreme simplicity. One show only images and music they can enjoy the entire global audience. Using the technique of "tableaux vivants", the scenes are composed of minimal elements (fabrics of varied colors and texture, common objects) which are used by the actors as they "compose" the 21 canvases in front of the audience. Once constructed, the paintings created the scene that would have appeared in the artists' studio. The costumes and fine drapery are transformed in seconds by the ability of the actors who each take on the role of model, scenographer, costumer and props manager. The action is immobilized as if illuminated by one lone flash of lighting as one moment, one "perfect" gesture brings to life the heart of the painting. The impeccable iconographic precision, the expressive force of bodies and faces in the characteristic lateral "cut" of light, fully bring out the "poetry of reality" which constitutes what distinguishes the works of Michelangelo Merisi da Caravaggio.

Author & theatrical director: Ludovica Rambelli 
Music from Bach, Mozart, Vivaldi and others 
Producers: Stefano Mavilio (ArsTuaVitaMea) & Maria Teresa Pilloni (Studio Blu Production) 
Movie director: Massimo D'Alessandro

19 mar 2020

Il 'Caravaggio' rimane nelle gallerie del castello



Udine, 18 marzo 2020 - Palazzo D'Aronco avrà in comodato d'uso gratuito il San Francesco che riceve le stimmate, attribuito a Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. Ieri la giunta ha deliberato di accettare il deposito del dipinto, di proprietà della Parrocchia di Santa Maria Assunta di Fagagna, nelle Gallerie d'arte antica del Castello di Udine dove è già esposto. Il comodato d'uso avrà durata decennale, con possibilità di rinnovo. L'opera è assicurata per 400mila euro (salvo una revisione al rialzo in caso studi futuri, favoriti dal restauro dell'opera quest'anno, rivelino un'autografia caravaggesca certa del dipinto) e la parrocchia di Fagagna ha chiesto che, in caso di prestiti a terzi, sia valorizzata per 1,5 milioni di euro. Il dipinto, in realtà, è custodito nelle Gallerie dei civici musei da più di un secolo, da quando, nel 1911, l'allora prefetto di Udine comunicò al Soprintendente Gino Fogolari il sequestro del quadro - donato nel 1852 al parroco della chiesa Santa Maria Assunta di Fagagna dal conte Francesco Fistulario -, per sospetto di sua alienazione (era stato portato nello studio di un artista che avrebbe dovuto provvedere a un ennesimo restauro) e quindi il suo trasferimento presso i Musei del Castello. Negli anni successivi la parrocchia di Fagagna avanzò ripetute richieste di restituzione della propria tela, rimaste però, con varie motivazioni, inevase. L'opera, negli anni, è stata sottoposta a diversi restauri: nel 1854 se ne occupò il pittore-fotografo, Arturo Malignani, mentre nel 1930 fu inviata a Roma, dove fu restaurata dall'allora ministero della Pubblica Istruzione. I Civici musei, che hanno sostenuto alcuni interventi nel 1989 e nel 2013, hanno anche coperto nel 2014 i costi per una campagna diagnostica completa sul dipinto, in occasione della mostra in Castello Rebus Caravaggio. Il San Francesco che riceve le stimmate di Udine. Con il beneplacito della Soprintendenza a fine 2019 sono iniziati i saggi di pulitura per l'esecuzione del restauro. Tra gli studiosi, non c'è ancora una posizione univoca: il quadro potrebbe essere del Caravaggio (attribuibile al periodo giovanile), una replica o una copia (fonte: Il Gazzettino)

17 mar 2020

Videointervista di TRM a Michele Cuppone, autore di "Caravaggio. La Natività di Palermo. Nascita e scomparsa di un capolavoro"



TRM-TeleRadio del Mediterraneo, nell'edizione serale del TgMed del 18 marzo 2020, ha dedicato un servizio al volume Caravaggio. La Natività di Palermo. Nascita e scomparsa di un capolavoro (Campisano Editore), intervistando l'autore Michele Cuppone.
L'intervista è stata pubblicata anche in una news del sito di TRM. Si riporta di seguito il testo della registrazione integrale:
«Caravaggio. La Natività di Palermo, editore Campisano. Sottotitolo, Nascita e scomparsa di un capolavoro: fa riferimento ai due grandi temi che investono il quadro, trafugato nell'ottobre del ‘69 e mai più recuperato. Anzitutto, gli interrogativi attorno alla genesi del dipinto. Si è sempre pensato che fu eseguito in Sicilia, dove Caravaggio si trova nel 1609. In realtà, scoperte recenti restituiscono il dipinto a un periodo precedente, agli anni romani di Caravaggio. In particolare c’è un documento, del 5 aprile 1600, in cui all’artista viene richiesto un quadro; non si specifica quale, ma sono indicate le misure, che sono in sostanza le stesse della Natività. Inoltre è citato un personaggio che riconduce all'ambiente palermitano, addirittura proprio all'oratorio di San Lorenzo dove il quadro si trovava.
Dunque è il 5 aprile 1600: per intenderci, Caravaggio stava lavorando alle celebri tele della cappella Contarelli di San Luigi dei Francesi, la Vocazione di san Matteo e il Martirio di san Matteo. Ecco dunque l’importanza che riveste la Natività, che si pone nel vero e proprio momento di svolta della carriera artistica di Caravaggio.
Nel volume, uno spazio importante è dedicato naturalmente al furto. Anzitutto, sono sfatate diverse leggende sorte nel tempo. Quindi, parte la ricostruzione dei fatti: oggi sappiamo che la tela fu venduta a un antiquario svizzero.
Cosa c’è in più nel volume? Sono intanto rivelati alcuni nomi omessi negli atti ufficiali, sono meglio precisati alcuni dettagli, tra cui i nascondigli della tela. Infine rendo noti i contenuti di una lettera inedita, da me reperita in archivio, che fa riferimento a una richiesta di riscatto. In chiusura, vi è un’ampia rassegna stampa del tempo, con le trascrizioni integrali degli articoli, da cui si evincono particolari anche piuttosto interessanti».
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14 mar 2020

Da Caravaggio a Tiepolo, i capricci pittorici di Nicola Ancona, omaggio ai Grandi Maestri



La Natività da Caravaggio a Tiepolo. Capricci pittorici “dal sacro al profano” è il cataloghino (60 pp., bilingue) con cui Nicola Ancona presenta un lato piuttosto interessante della sua produzione. Come fa intendere il titolo, l’artista nativo di Bitonto (ma di adozione leccese) ha voluto omaggiare a suo modo i maestri del passato, combinando di volta in volta due o più opere dello stesso autore. Il risultato, è sorprendente: tanto gli innesti sono generalmente riusciti, se necessario ribaltando anche le singole figure, che, specie all’occhio meno esperto e colto, essi potranno apparire copie conformi di un originale. Ciascun “rebus” pittorico è comunque presto svelato dalle elaborazioni grafiche sui dipinti di partenza, in una sorta di gioco didattico che stimola gli stessi conoscitori. Se siamo qui a parlare delle creazioni di Ancona, va detto, è anche per la qualità dei suoi lavori, di recente esposti a Lecce (Chiostro del Seminario, 23 dicembre 2019-2 gennaio 2020). Un talento personale, il suo, che si sviluppa peraltro a partire dalla sua attività principale, quella di restauratore (per lungo tempo restauratore capo del salentino Museo “Sigismondo Castromediano”), cui si lega la grande dimestichezza con la materia. E che, diremo poi, si manifesta in altri soggetti dipinti, più originali. 
Ma tornando ai capricci pittorici, il loro valore è ben testimoniato nel saggio d’apertura di Francesco Petrucci, che presenta l’artista, l’opera nel complesso e nel suo significato, fino a decifrare i singoli rebus. A partire dalla caravaggesca «Adorazione dei pastori con san Lorenzo e san Francesco dell’Oratorio di San Lorenzo a Palermo, sottratta in un furto nel 1969 e mai più ritrovata – collocata dalla critica recente al 1600 e non al soggiorno siciliano, come si credeva –, [che] viene ribaltata specularmente e incastonata nella stalla dell’Adorazione dei Pastori del Museo Regionale di Messina (1609). Dalla stessa perduta pala proviene anche l’angelo che scende in volo, mentre i volti dei due pastori sono quelli degli apostoli nella Incredulità di san Tommaso della Bildergalerie di Postdam (1600-1601)». Seguono, nel saggio e nelle vivaci riproduzioni, capolavori, tutti di tema sacro e più o meno noti al grande pubblico – invitato nel secondo caso ad approfondire, nell’ottica didattica di cui sopra –, di Rubens, Ribera, de La Tour, Poussin; fino ad Antonio Balestra, Giovan Battista Pittoni e, naturalmente, Giambattista Tiepolo. Solo per citarne alcuni dei ben quindici maestri celebrati in questo progetto, per un numero di fonti iconografiche che è chiaramente superiore al doppio; e che affronta movimenti e correnti artistiche diverse, avvicendatesi tra Sei e Settecento, ma sempre con la stessa curiosità d’indagine e impegno manuale.
Il progetto tuttavia, accennavamo, va oltre la sperimentazione sul passato e si sposta pressoché tutto sul profano, quando include le opere d’arte contemporanea di Ancona [...]

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8 mar 2020

"Quel furto scellerato a Palermo", recensione al volume di Michele Cuppone su "Il Giornale dell'Arte"

Michele Cuppone si fa carico di un arduo lavoro, quello di porre, per quanto possibile, una certa chiarezza tra tutte le numerose, e talvolta errate, congetture che sono state prodotte in questi anni su uno dei dipinti più ricercati al mondo. Le avventure della «Natività» di Caravaggio, restituite nel libro con efficacia narrativa, si dipanano avvincendo il lettore al susseguirsi dei fatti e dei personaggi coinvolti.


Un’opera dalla storia dibattuta quella della «Natività» di Caravaggio. Un’«isola che non c’è», come la definì il magistrato Giovanbattista Tona, dopo lo scellerato furto dell’ottobre 1969. Si, perché da quando è scomparsa, ha catturato l’attenzione di studiosi, e non, sulla sua genesi, sul soggetto raffigurato e sulla sua possibile rintracciabilità.
Michele Cuppone si fa carico di un arduo lavoro, quello di porre, per quanto possibile, una certa chiarezza tra tutte le numerose, e talvolta errate, congetture che sono state prodotte in questi anni su uno dei dipinti più ricercati al mondo. L’autore approfondisce il primo grande fraintendimento legato all’origine della tela. Sostiene dunque che la «Natività con i santi Lorenzo e Francesco» sia stata realizzata nel 1600, periodo in cui Caravaggio lavorava alle storie di san Matteo per San Luigi dei Francesi in Roma, benché fosse già destinata all’Oratorio di San Lorenzo di Palermo.
Una ricerca interdisciplinare, basata su confronti stilistici, su documenti notarili e sulle analisi radiografiche preliminari al restauro del 1951, consente all’autore di avvalorare la restituzione al periodo romano dell’opera del Merisi. Cuppone prosegue verso il discusso tema della sorte toccata al dipinto dopo il furto. L’autore si muove tra leggende metropolitane scardinandole opportunamente. L’opera non fu infatti nascosta in una stalla, né mangiata dai topi, né bruciata, né sepolta in una cassa sotto terra, né esposta come trofeo nei summit di mafia dei corleonesi di Totò Riina.
La cronaca narrata da Cuppone è basata su fonti accreditate e verificate, alcune inedite. L’opera sarebbe stata rubata, prima del pomeriggio del 15 ottobre 1969, da ladri poco consapevoli del suo valore e caricata su un furgone Fiat 642, avvolta in un tappeto. La prima notte sistemata in un appartamento, poi in una ghiacciaia. La stampa diffuse la notizia del furto di un’opera miliardaria in lire. La «Natività» fu mostrata al primo potenziale acquirente, il quale non si aspettava però di trovarsi davanti a una tela di quel livello, di per sé non commerciabile.
Il boss Gaetano Badalamenti chiese al suo braccio destro Gaetano Grado di rintracciare l’opera: in poco tempo la mafia la acquistò per 4-5 milioni arrivando prima dello Stato. Quando il dipinto giunse al nascondiglio di Cinisi, partirono le richieste di riscatto che continuarono sino alla vendita a un trafficante che lo portò in Svizzera. A Lugano è possibile sia giunto nella collezione del barone Hans Heinrich von Thyssen Bornemisza, che per molto tempo fu un sorvegliato speciale dello 007 dell’arte, Rodolfo Siviero.
Le avventure della «Natività» di Caravaggio, restituite nel libro con efficacia narrativa, si dipanano avvincendo il lettore al susseguirsi dei fatti e dei personaggi coinvolti. Chiudono il volume alcuni passi estrapolati da antichi biografi e moderni critici, la biografia dell’artista e la trascrizione integrale degli articoli della stampa che seguirono l’amara storia di un capolavoro perduto (fonte: Il Giornale dell'Arte).

6 mar 2020

'Caravaggio. Il suonatore di liuto', alla Galleria Borghese di Roma dal 29 aprile


La Galleria Borghese (Piazzale Scipione Borghese 5, Roma) presenta dal 29 aprile una mostra dedicata al celebre tema del Suonatore di liuto di Caravaggio, che avrà una seconda tappa al Museo dell’Hermitage di San Pietroburgo dal prossimo settembre. 
L’esposizione porterà per la prima volta in confronto diretto due versioni del soggetto, concepito da Caravaggio negli anni giovanili e romani. Il Suonatore di liuto dipinto per il cardinale Benedetto e il marchese Vincenzo Giustiniani – proveniente dal Museo dell’Hermitage di San Pietroburgo e recentemente restaurato – sarà esposto accanto al Suonatore di liuto già in Badminton House, Gloucestershire, realizzato da Caravaggio per un altro importantissimo committente e mecenate, il cardinale Francesco Maria Del Monte.
Le due versioni del Suonatore di liuto saranno allestite nel Salone d’ingresso insieme alle altre sei opere di Caravaggio presenti nella collezione permanente del Museo, con l’obiettivo di proporre un percorso davvero eccezionale della sua carriera pittorica, che va dalla prima opera da lui eseguita sino all’ultima, che l’artista aveva con sé al momento della morte. Grazie alla completezza di questo percorso sarà possibile definire al meglio la cronologia dei due Suonatori. La loro presenza contigua e ravvicinata consentirà inoltre di esaminare il metodo pittorico rivoluzionario adottato da Caravaggio nel periodo romano oltre che di riflettere sulla sua produzione di repliche del medesimo soggetto.
La Galleria Borghese, che ospita nella sua collezione il nucleo di dipinti più numeroso, importante e in migliore stato di conservazione di Caravaggio, attraverso questa mostra renderà evidente la struttura metodologica che è alla base del suo progetto Caravaggio Research Institute. Si tratta di un progetto internazionale, rivolto essenzialmente a studiosi, conoscitori, esperti, che ha il fondamentale obiettivo di elaborare una piattaforma digitale integrata nella quale saranno riversati tutti i dati documentari noti sulla intera opera caravaggesca e che ambisce a divenire punto di riferimento primario per gli studi sull’artista.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo, a cura del Museo, previsto in italiano e in inglese oltre che in russo per la tappa di San Pietroburgo, che includerà un confronto fra gli esiti delle indagini diagnostiche condotte recentemente su entrambi i dipinti oltre che un testo analitico di taglio musicologico che insisterà sui brani musicali raffigurati nelle due versioni.
A tal proposito la mostra sarà l’occasione straordinaria per ospitare concerti per liuto antico e voce, impegnati a eseguire gli spartiti “dipinti” nei due esemplari dei Suonatori e che vedrà coinvolti i massimi interpreti di questa raffinata eccellenza della musica barocca (fonte: Cronache della Campania).

2 mar 2020

"Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi", in mostra a Roma

Esposizione di dipinti caravaggeschi della raccolta del grande storico dell’arte, nella ricorrenza dei cinquant'anni dalla morte.




Il tempo di Caravaggio
Capolavori della collezione di Roberto Longhi

La mostra, curata da Maria Cristina Bandera, direttore scientifico della Fondazione Longhi, è dedicata ai cosiddetti caravaggeschi, ai quali il grande storico dell’arte e collezionista Roberto Longhi dedicò una vita di studi. Le opere dei seguaci del Caravaggio sono sicuramente la parte più importante e significativa della sua collezione, che si formò proprio attorno al dipinto di Merisi Ragazzo morso da un ramarro, da lui acquistato nel 1928. La mostra comprende quasi 50 opere che mostrano l'importanza dell'eredità di Caravaggio e della sua poesia: dalla Negazione di Pietro, grande capolavoro di Valentin de Boulogne, recentemente esposto al Metropolitan Museum of Art di New York e al Museo del Louvre di Parigi, ad opere di grande rilievo di artisti che hanno assimilato la lezione del Caravaggio, come - solo per citarne alcuni - Jusepe de Ribera, Battistello Caracciolo, Matthias Stomer, Giovanni Lanfranco.


Luogo: Musei Capitolini, Palazzo Caffarelli
Orario: dal 12 marzo al 13 settembre 2020, tutti i giorni ore 9.30 - 19.30 la biglietteria chiude un’ora prima
Per ulteriori informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 - 19.00)

26 feb 2020

Lettura di Victor Stoichita intorno alla "Buona ventura", l'1 marzo a Roma [NEW: ANNULLATO]

NEW: L'EVENTO È STATO ANNULLATO



DOMENICA 1 MARZO 2020
ore 11:00 «Lettura Corsiniana»

Victor Stoichita
Intorno alla "Buona ventura" di Caravaggio

Le due versioni della Buona ventura del Caravaggio rappresentano in primo piano l’incontro tra un giovane ed elegante cavaliere e una giovane e bella donna zigana. La conferenza focalizza il tema dell’”incontro con l’Altro”, sulla base di una lettura analitica dei quadri, messi a confronto con le prime fonti scritte (Bellori, Mancini), col contesto iconografico dell’epoca nonché con la poesia erotica di Giovanni Battista Marino.

Seguirà visita alle sale della Biblioteca con un'esposizione libraria

Prenotazione obbligatoria: tel. 0668027628 - 0668027550 - email: palazzocorsini@lincei.it
Palazzo Corsini, via della Lungara, 10 - Roma
(fonte: Lincei)

NEW: L'EVENTO È STATO ANNULLATO

24 feb 2020

Presentazione di "Caravaggio, il vero Matteo" di Sara Magister, il 25 febbraio a Roma

Presentazione romana presso la sede del Touring Club Italiano, in occasione della seconda edizione riveduta e corretta del volume

Nei racconti del Vangelo, Matteo è un “pubblicano”, uno che riscuote le tasse per conto dei romani, un infame che collabora con l’oppressore. Eppure Gesù lo vede, lo chiama. E lui lascia tutto e lo segue. Sarà apostolo ed evangelista. Sedici secoli dopo, a Roma, chiedono a un pittore nemmeno trentenne, noto come il Caravaggio, di dipingere quella chiamata per la chiesa di San Luigi dei Francesi. La committenza è esigente. Vuole fedeltà al testo evangelico, ma anche capacità di renderlo attuale, come il Concilio di Trento ha prescritto agli artisti. La risposta del Caravaggio è geniale. Fa irrompere il Cristo in un vicolo della Roma del 1600, nella stamberga di un usuraio. E lì, tra quegli uomini, giovani e maturi, affaccendati attorno a un tavolo su cui si contano monete, chi è il Matteo che Gesù chiama? È l’uomo d’età, ben vestito, che sta al centro e si volta con sguardo incuriosito e turbato? O è invece il giovane a capo del tavolo, incurvato sui soldi, il più lontano di tutti, ma sulle cui spalle si posa la luce calda e accogliente della Grazia? La scelta del Caravaggio fu netta, rivoluzionaria. E decretò l’immediato e travolgente successo del suo dipinto, tra i cuori semplici del popolo, ma ancora più tra i dotti. Il “vero” Matteo è colto nell’attimo del dramma interiore, della scelta tra le due vie del male e del bene, della soglia decisiva su cui anche lo spettatore riluttante è trascinato invincibilmente, alla vista di questo capolavoro della pittura di ogni tempo, ancora oggi straordinariamente attuale. Il volume è vincitore del Premio Nazionale “Città Cristologica 2018”, indetto dalla Fondazione Lucana Antiusura per studi e opere sulla figura di San Matteo. 

L’autrice del libro, Sara Magister, ne parlerà con Sara Pietrantoni, Storica dell’Arte. 

Martedì 25 ottobre, ore 17:00, presso Punto Touring di Piazza Ss. Apostoli 62/65 - Roma

Ingresso libero. E’ gradita la prenotazione (06-36005281; libreria.ptroma@touringclub.it). Non è garantito il posto a sedere.
In occasione della presentazione il libro sarà disponibile con uno sconto speciale del 15% (per i Soci TCI) e del 10% (per i non Soci). 

11 feb 2020

Pubblicata la biografia di Caravaggio nelle "Vite" di Gaspare Celio. Presentazione a Roma il 12 febbraio

«Storia dell’arte», una delle più autorevoli riviste storico artistiche - fondata nel 1969 da Giulio Carlo Argan, redatta e poi diretta da Maurizio Calvesi, Oreste Ferrari e Angiola Maria Romanini -, celebra i suoi cinquant’anni dedicando l’intera annata del 2019 a questi illustri studiosi e ad alcuni temi che l’hanno caratterizzata sin dall’esordio. 
Mercoledì 12 febbraio a Roma, alle 17:00 presso i Lincei, per celebrare tale ricorrenza verrà presentato il fascicolo 151/152 (2019). Tale numero speciale contiene, peraltro, l'articolo di Riccardo Gandolfi La biografia di Caravaggio nelle Vite di Gaspare Celio, di cui finora la stampa aveva reso note alcune notizie. Risulta di particolare interesse, tra le novità ora pubblicate, una versione discordante sulla morte dell'artista: «tornando a Roma favorito dal Marchese Giustiniani, nelle spiagge di Terracina [...] tutto collerico gli prese la febre, et sopra l'arena del lito fenì di vivere».

La partecipazione all'evento è libera, fino ad esaurimento posti (fonte: Lincei).

link:


30 gen 2020

Novità in libreria: "Caravaggio. La Natività di Palermo", di Michele Cuppone (Campisano Editore, con contributi di Richard E. Spear e Antonio Vannugli)


Il volume contiene diverse novità. Sul fronte storico-artistico, si chiarisce meglio la genesi del dipinto (eseguito e spedito da Roma nel 1600) e se ne discute l’iconografia. Sulla vicenda del furto, si presentano particolari inediti e una nutrita rassegna stampa dell’ottobre 1969.


Michele Cuppone
Caravaggio. La Natività di Palermo. Nascita e scomparsa di un capolavoro
prefazione di Antonio Vannugli, con una nota di Richard E. Spear
Campisano Editore, collana Saggi di Storia dell'Arte - 64, 2020, ISBN 978-88-85795-41-9


L’AUTORE
Michele Cuppone, ricercatore, ha pubblicato i suoi studi storico-artistici su riviste specialistiche internazionali, monografie, opere miscellanee, cataloghi di mostra, atti di convegno, quotidiani di cultura e notiziari on line. Ha prestato consulenza scientifica in progetti editoriali ed espositivi e svolge attività di turismo culturale. In televisione ha partecipato al documentario La Rome claire obscure du Caravage/Im helldunkel-Rom von Caravaggio prodotto da Arte ed è stato ospite di approfondimenti tematici su Rai 2 e Tv2000. È infine curatore di Caravaggio400.org. Diversi suoi scritti e scoperte riguardano la Natività di Palermo, oggetto di conferenze tenute anche in sedi museali e universitarie. Il presente volume, mettendo a frutto anni di ricerche, fa il punto sul tema e presenta nuove informazioni di interesse.

L'OPERA
Il volume – un «importante studio», secondo l’illustre professor Richard E. Spear – esce a cinquant’anni di distanza dal clamoroso furto della Natività di Caravaggio da un oratorio di Palermo, in una notte piovosa dell’ottobre 1969. L’autore Michele Cuppone, ricercatore e studioso del grande pittore lombardo, da anni approfondisce l’argomento, di cui ha ricostruito di volta in volta più tasselli, pubblicando in sedi scientifiche e non. Grazie al lavoro svolto parallelamente anche da altri specialisti, oggi sappiamo molto di più del dipinto scomparso. E tutti questi approfondimenti finalmente trovano ora una trattazione organica nel volume, edito da Campisano, in una veste divulgativa e corredata da una significativa selezione di immagini. Ma non mancano le novità.
Sul fronte storico-artistico, l’autore chiarisce meglio la genesi della Natività, attraverso l’esame stilistico, i confronti iconografici, le scoperte d’archivio, la riconsiderazione di alcune fonti trascurate, fino al riesame dei referti tecnici sulla tela, eseguiti nel 1951 in occasione di una grande mostra. Il quadro, possiamo dire in definitiva, fu eseguito non in Sicilia nel 1609, come si credeva perché così raccontavano certi biografi, ma a Roma, nel 1600, e da qui spedito a Palermo. Sappiamo addirittura dove esso fu realizzato: all’interno di Palazzo Madama, attuale sede del Senato della Repubblica, dove Caravaggio viveva a quel tempo. La scoperta dell’esatta datazione è un aspetto rilevante, anche perché pone il capolavoro accanto alle più celebri storie di san Matteo della cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi, e dunque nel punto di svolta della carriera di Michelangelo Merisi. La Natività, corrispondente dunque al quadro «cum figuris» menzionato in un enigmatico documento romano del 5 aprile 1600, sarebbe addirittura la prima pala d’altare eseguita dall’artista. Si possono comunque chiarire anche alcuni quesiti legati alla sua iconografia, che ha spesso stimolato una discussione intorno all’identità di alcuni personaggi. Infine, si può ripercorre una certa ‘fortuna’ che, fino all’ottobre del 1969, il quadro ebbe, dalle copie ai rari documentari d’epoca: mentre, curiosamente, le stesse copie sono scomparse per sempre o comunque per molti secoli, si attribuì la responsabilità del furto a un filmato andato in onda in tv due mesi prima di esso.
Un capitolo a parte riguarda proprio la storia della sparizione. In cui, anzitutto, Cuppone sgombera il campo dalle tante leggende messe in circolazione da collaboratori di giustizia e giornalisti: si è detto di tutto, dalla tela utilizzata come stendardo nei summit di Cosa nostra, al centro di una trattativa Stato-Mafia, mangiata da topi e maiali in una stalla, o ancora distrutta nel terremoto dell’Irpinia. Segue quindi la ricostruzione degli eventi come risulta dalle fonti più attendibili e verificate: tra tutte, i risultati della specifica inchiesta pubblicata nel 2018 dalla Commissione parlamentare antimafia, che ha individuato in un trafficante svizzero, scomparso da anni, l’acquirente della Natività, attraverso la mediazione del boss Gaetano Badalamenti. Ma l’autore si spinge a offrire nomi e dettagli inediti finora secretati negli atti ufficiali, tra cui i riferimenti, in una lettera del 1974 preclusa alla consultazione in archivio, a una richiesta di riscatto da parte di ignoti ricettatori. Chiude il volume una nutrita rassegna di articoli, dalla stampa nazionale e locale e a firma anche di autori prestigiosi tra cui Leonardo Sciascia: l’operazione di trascrizione dai giornali, mai fatta sinora, consente di rivivere in diretta le cronache del tempo.

SOMMARIO
A few words, Richard E. Spear – Prefazione, Antonio Vannugli – Introduzione - Nascita di un capolavoro - Enigmi caravaggeschi - La fortuna della Natività: copie, riproduzioni e filmati d’epoca - La scomparsa - La Natività nelle parole di biografi antichi e critici moderni - Vita di Caravaggio – APPARATI - Rassegna stampa dell’ottobre 1969 - Bibliografia e sitografia - Indice dei nomi - Crediti fotografici




Il volume è acquistabile online, anche con App18 Bonus Cultura e Carta del Docente, su: Libro Co. (distributore), MondadorilaFeltrinelliIbsHoepliLibreria Universitaria, LibraccioAmazon.



RASSEGNA STAMPA (aggiornata al 23 marzo 2020):


28 gen 2020

Presentazione di "Caravaggio. La Natività di Palermo" di Michele Cuppone, venerdì 31 gennaio a Catania




La S.V. è invitata
venerdì 31 gennaio 2020
ore 17:00
Castello Ursino
Catania

ALLA PRESENTAZIONE DEL VOLUME
Caravaggio. La Natività di Palermo
Nascita e scomparsa di un capolavoro
di Michele Cuppone

E DELLA COLLANA D'ARTE
Sicilia. Arte e committenza
vol. 1 Militello in Val di Catania, Valverde, Valle del Mela
a cura di Michele Romano
Le fate editrice


INTRODUCONO
Valentina Noto
Responsabile del Museo Civico di Castello Ursino di Catania

Barbara Mirabella
Assessore alla Pubblica Istruzione, Attività e Beni Culturali del Comune di Catania

Vincenzo Tromba
Direttore dell'Accademia di Belle Arti di Catania


MODERA
Ornella Fazzina
docente di Storia dell'arte
Accademia di Belle Arti di Catania


INTERVERRANNO
Michele Cuppone
storico dell'arte e autore del volume

Michele Romano
docente di Valorizzazione dei beni storico artistici
Accademia di Belle Arti di Catania

Chiara Nicoletta Compagnino, Carmelo Maria Romano, Sara Vitale
allievi del corso di Comunicazione e valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo
Accademia di Belle Arti di Catania

27 gen 2020

“Dies Natalis”: Alessandro Allori e Michelangelo da Caravaggio, Natività a confronto. A Carini l'1 febbraio




L'associazione culturale BCsicilia Carini organizza un seminario, sabato 1 febbraio 2020 alle ore 18:00, presso il Salone delle Feste del Castello “La Grua Talamanca”.
Dopo la presentazione di don Giacomo Sgroi, arciprete di Carini, del sindaco Giuseppe Monteleone e di Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale di BCsicilia, Giuseppe Randazzo, Presidente della Sezione BCsicilia di Carini, parlerà dell'Adorazione dei pastori di Alessandro Allori, posta in confronto con la Natività di Michelangelo Merisi da Caravaggio dell’oratorio di San Lorenzo a Palermo, rubata cinquant'anni fa (la notte tra il 17 e il 18 ottobre del 1969).
Interverranno e approfondiranno a seguire Maurizio Vitella, docente di Storia dell’Arte Moderna presso l'Università di Palermo, e Michele Cuppone, ricercatore e studioso di Caravaggio. Le due tele, dell'Allori e di Caravaggio, sono accomunate, oltre che dal tema iconografico, dal nefasto destino che le ha viste rubate e solo in un caso restituite al loro luogo originario.
L’evento prevede momenti di confronto e di analisi fra relatori e partecipanti, con questi ultimi invitati così a un coinvolgimento attivo.
Al seminario seguirà, alle 19:30, la visita alla Chiesa Madre, dove è conservata la tela dell’Allori, recuperata nel settembre 1977 a poco più di un mese di distanza dal furto.


26 gen 2020

Caravaggio 1951, si scontrano i giganti della storia dell’arte. Luigi Ficacci e un libro che è anche una lezione di metodo

Luigi Ficacci è intervistato da About Art online intorno alla grande mostra caravaggesca di Palazzo Reale del 1951. L'intervento si aggiunge al precedente a firma di Michele Cuppone che, sulla stessa rivista e intorno allo stesso tema, pubblicava inedite fonti iconografiche e informazioni più in generale


-Pochi giorni fa hai presentato alla Galleria Borghese insieme a Francesca Cappelletti un volume di Patrizio Aiello intitolato Caravaggio 1951 sulla famosa mostra curata da Roberto Longhi che costituì un vero discrimine riguardo alla ripresa degli studi sulla figura e l’opera del genio lombardo. Cosa hai trovato di nuovo e di interessante nel libro?
R: In primo luogo l’anomalia dell’argomento: non direttamente Caravaggio, nello sviluppo biografico del suo stile, ma la ricostruzione di un evento temporaneo come una mostra; ossia del fatto espositivo in quanto tale. Questo comporta il riconoscimento della pienezza di significato e del potenziale cognitivo che possiede il momento spettacolare della mostra. Dare voce critica a questo aspetto, estraendolo dall’implicito del retroscena è un approccio molto originale, di cui Giovanni Agosti è maestro. D’altronde è suo merito avere tracciato questa linea di metodo per le ricerche della sua Scuola, cui Aiello appartiene. Di solito una mostra è considerata, a distanza storica, una semplice voce della filologia dovuta, senza che se ne  traggano delle vere conseguenze storiografiche. D’altronde senza uno studio approfondito e minuto di ricostruzione, da una mostra, dopo la sua chiusura, non riesci a derivare conseguenze che non siano quelle rese esplicite nei saggi critici. E queste non sono mai il cuore spettacolare della mostra e non contengono nulla della concreta esperienza espositiva. Al contrario credo che raccogliere le informazioni più minute, in ogni dettaglio, dei più vari, soprattutto tra quelli organizzativo pratici, quali sono emersi nella ricostruzione di Aiello, sia fondamentale tanto per lo storico dell’arte puro, che per colui che applichi la propria professionalità alla direzione di un museo. Nel nostro caso si tratta di Brera dove avvenne l’esposizione Caravaggio e i Caravaggeschi, appunto da aprile a luglio del 1951.

-Si è trattato di un determinante lavoro d’archivio svolto dall’autore.
R: Certamente, un lavoro che resta determinante e, come dicevo, prezioso per sogni studioso successivo e per ogni direttore del museo [...]

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21 gen 2020

Presentazione di "Caravaggio. La Natività di Palermo" di Michele Cuppone, giovedì 30 gennaio a Palermo




L'editore Campisano invita la S.V. alla presentazione del volume di MICHELE CUPPONE
CARAVAGGIO
LA NATIVITÀ DI PALERMO
Nascita e scomparsa di un capolavoro

introduce
BERNARDO TORTORICI DI RAFFADALI
Presidente Amici dei Musei Siciliani

partecipano
FRANCESCO PAOLO CAMPIONE
Professore associato di Museologia, Università degli Studi di Messina

FRANCESCA CURTI
Storica dell'arte

modera
MARIA ANTONIETTA SPADARO
Storica dell'arte

Giovedì 30 gennaio ore 18,00

Oratorio di San Lorenzo
Palermo, via Immacolatella, 5

20 gen 2020

"Mafia e Caravaggio": rivedi la puntata di "Giallo Criminale"



Disponibile il video della puntata "Mafia e Caravaggio", della trasmissione Giallo Criminale, andata in onda venerdì 17 gennaio 2020 su Radio Caffè Criminale.
Alla puntata hanno partecipato: Michele Cuppone, ricercatore e studioso di Caravaggio; Luca Paolucci, archeologo; Matteo Cannella, investigatore privato ed esperto in opere d'Arte. Conduttore della trasmissione, Davide Cannella, I.P. e direttore della Agenzia Investigativa FALCO: Investigazioni & Perizie.

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“Caravaggio Napoli”, scoop rinviato, trionfa la diagnostica. Un convegno ricco di spunti e argomenti ma su molte questioni prevale la cautela


Pubblicata in un numero speciale di About Art online una serie di interventi relativi alle giornate di studio Caravaggio a Napoli. Ricerche in corso (Museo e Real Bosco di Capodimonte, 13-14 gennaio 2019). 

"Caravaggio Experience. La fuga e l'indagine" a Palermo fino al 30 aprile 2020

«Una sezione è dedicata alla Natività palermitana, opera che probabilmente venne realizzata non a Palermo ma a Roma intorno al 1600, e che è stata trafugata esattamente cinquant'anni fa» (Antonio Ticali)



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16 gen 2020

Sorprese e novità al convegno “Caravaggio a Napoli. Ricerche in corso”; ne parla la curatrice M. Cristina Terzaghi

-La prima domanda che vorrei porti nasce in realtà da una constatazione; questa doppia giornata di studi è la logica prosecuzione della mostra evento dello scorso Aprile 2019  Caravaggio Napoli, quindi cosa ci aspetta? 
R: Certamente le giornate di studio nascono come seguito della mostra, nel senso vorremmo far emergere e dare risalto agli spunti nati in occasione della mostra stessa. Essa ha infatti innescato una serie di indagini che sono proseguite, ed inoltre abbiamo inteso dar voce a tutti gli studiosi che hanno lavorato su questi temi e che offriranno dunque il loro contributo alla ricerca. Ci aspettano quindi numerose novità. 
-Vedo che sono coinvolti studiosi di diverse generazioni. 
R: Ma certo, la ricerca non ha età. E poi è indispensabile per arrivare ad una piena comprensione di un problema storico artistico in generale, e di una personalità complessa come quella di Caravaggio, in particolare, che si confrontino diversi approcci e metodi [...]
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"Mafia e Caravaggio": Michele Cuppone tra gli ospiti della puntata speciale di Radio Caffè Criminale




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15 gen 2020

"Caravaggio Immersive", al Castello Ursino di Catania fino al 31 marzo

Fino al 31 marzo 2020 il Castello Ursino di Catania ospiterà “Caravaggio Immersive”, un progetto multimediale che, con l’ausilio di proiezioni immersive e ricostruzioni digitali riproporrà l’esperienza di Caravaggio in Sicilia.



Fino al 31 marzo 2020 il Museo Civico Castello Ursino di Catania ospiterà “Caravaggio Immersive”, un progetto multimediale che nasce dal racconto degli ultimi anni di vita del pittore. Con l’ausilio di proiezioni immersive e ricostruzioni digitali, ”Caravaggio Immersive” riproporrà l’esperienza di Caravaggio in Sicilia, in fuga da Malta e i quadri siciliani come esempio delle tecniche artistiche dello stesso. Il progetto, prodotto da Italia Museo con la collaborazione del Comune di Catania e la direzione artistica di Roberto Pantè, ospita anche la “Stanza dei Tesori” con 14 caravaggeschi tra cui importanti opere di Mattia Preti, Pietro Novelli, Jusepe De Ribera, Matthias Stomer e Mario Minniti.
Attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie è possibile raccontare il viaggio tormentato dell’artista e il riflesso di tale viaggio nelle sue opere. Il progetto multimediale assume un tratto cinematografico tramite l’utilizzo di tagli di luce, colonne sonore originali, voiceover sceneggiati. Il tutto forma un’unica storia coerente con l’estetica del pittore, un unico filo narrativo.
I punti trattati sono vari: Caravaggio come regista ante litteram, l’ispirazione del pittore verso le persone di strada, personaggi pregnanti, l’esperienza fra le strade della Roma seicentesca, la condanna e l’esilio, il focus sulle scene truci e violente nelle sue opere, l’esperienza siciliana.

Il visitatore sarà guidato in un viaggio dedicato a Caravaggio. In un maxi schermo sarà visibile un video che ripercorre le vicende personali dell’artista, quasi a creare un dialogo con Michelangelo Merisi da Caravaggio. Attraverso la riproduzione di alcune delle sue opere si raccontano gli ultimi anni di vita, partendo dalla fuga da Roma, per dare modo al visitatore di ripercorrere tutti gli eventi drammatici dal suo arrivo in Sicilia fino alla morte. L'ambiente è arricchito da una riproduzione del laboratorio dell’artista, l'esposizione degli attrezzi del mestiere, compresa la riproduzione della camera oscura con cui Caravaggio studiava i suoi celebri chiaroscuri.
IL PERIODO SICILIANO
Caravaggio in persona, in un ologramma, racconta la propria esperienza siciliana: le vicende drammatiche di quel periodo e il mutare della sua arte. Il visitatore conoscerà tutti i dettagli delle opere e le trasformazioni stilistiche grazie a grandi proiezioni.
LA PINACOTECA DIGITALE
In alcuni monitor verranno mostrate le opere iconiche di Caravaggio, appartenenti ai diversi periodi. I soggetti delle opere si animeranno in piccoli movimenti. I fasci di luce dipinti da Caravaggio si muoveranno sui soggetti impercettibilmente e i personaggi accenneranno i movimenti ritratti.
LA CONDANNA
Al termine della pinacoteca digitale è trattato il tema della condanna che anticipa il viaggio e che segnerà la vita e la produzione del Merisi. Attraverso l’exhibit della ventola olografica si compongono ciclicamente le parole che sottolineano le condanne che pesano su Caravaggio.
IL VIAGGIO TRA MALTA E LA SICILIA
Il visitatore si ritrova isolato, avvolto dalle onde del mare e dai rumori della tempesta e rivive le stesse sensazioni, la paura e l’incertezza dell’artista nel suo viaggio verso la Sicilia.
L’OSSESSIONE PER LA MORTE
L’iconografia caravaggesca è spesso tempestata da immagini truci e sanguinolente; realistiche, ma che diventano anche simboliche tramite l’utilizzo della luce, caratteristica pregnante dell’artista. Una parte della mostra è dedicata a questa iconografia macabra attraverso exhibit immersivi.
CARAVAGGIO REGISTA
Il tratto distintivo di Caravaggio è la sua capacità di comporre la scena come un regista. A questo tema è dedicata l’ultima area che indaga attraverso alcune delle sue opere le tecniche e gli studi preliminari compiuti dall’artista. L’area è arricchita dalla riproduzione di una locanda seicentesca per raccontare i luoghi e i volti da cui Caravaggio traeva ispirazione per i propri personaggi.
LA STANZA DEI TESORI
In questa sezione saranno esposte importanti opere di pittori caravaggeschi come “San Luca Pittore” (Mattia Preti, 1669), “San Giovanni Battista” (Pietro Novelli, 1630), “Il samaritano soccorre il ferito” (Pietro Novelli, sec.XVII), “Il Profeta” (Jusepe De Ribera, 1620), “Martirio di Sant'Andrea” (attribuito a Matthias Stomer, sec.XVII), “San Pietro” (Cerchia di Jusepe De Ribera, sec. XVII), “Morte di Seneca” (Matthias Stomer, 1640), “Madonna con Bambino e San Luigi re di Francia” (Pietro Novelli 1633-34), “Cristo alla Colonna” (Mario Minniti, 1610), “Cristo deriso” (Matthias Stomer, 1640), “Tobiolo che guarisce il padre” (Matthias Stomer, 1640), “Compianto su Cristo deposto” (Cerchia Jusepe De Ribera), “Natività con i Santi Lorenzo e Francesco D'Assisi” (Geraci Paolo, 1627), “San Cristoforo” (Pietro Novelli, 1637).

Il progetto multimediale sarà aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00 (ultimo biglietto ore 18:00). I biglietti potranno essere acquistati al botteghino del Museo Civico Castello Ursino, su internet all’indirizzo www.ticketone.it o nei punti vendita dei circuiti Ticketone e Sicilia Ticket. Per info: info@siciliaticket.it, tel. 095.5181100. Previste diverse tipologie di tagliandi: intero € 12,00, ridotto over 65 € 10,00, ridotto studenti € 8,00, ridotto scuole € 4,00.
(fonte: comunicato stampa)

11 gen 2020

"Il Caravaggio ritrovato. Maddalena ultimo atto", di Dario Pappalardo

Dopo l’attribuzione del dipinto al grande artista nel 2014, ora anche i test scientifici sul documento che l’accompagnava ne svelano l’autenticità. Intanto il dipinto è in mostra a Osaka

"E' lei la vera Maddalena". Svelato il mistero di Caravaggio

Prima l'attribuzione, ma ora anche i documenti dicono che la Maddalena in estasi è di Caravaggio. Il quadro che la decana degli storici dell'arte Mina Gregori scoprì e assegnò al pittore maledetto in un'intervista uscita su Repubblica il 24 ottobre 2014 adesso ha una storia certa. Che risale fino al Seicento: il secolo di Caravaggio. E che tocca Porto Ercole, Napoli e Perugia. I proprietari dell'opera continuano a mantenere l'anonimato, ma hanno reso accessibili agli studiosi i fogli che fanno riferimento al dipinto. I risultati della ricerca, rimasti segreti finora, saranno presentati al Museo di Capodimonte di Napoli davanti ad esperti internazionali [...]

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5 gen 2020

"Caravaggio a Napoli. Ricerche in corso". Giornate di studio il 13 e 14 gennaio a Capodimonte



Lunedì 13 gennaio
Museo e Real Bosco di Capodimonte, secondo piano, sala degli Arazzi
Ore 14.30, registrazione dei partecipanti e Welcome coffee
Ore 15.00, inizio lavori
Sylvain Bellenger, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte
Saluti istituzionali
Sybille Ebert-Schifferer, Biblioteca Herztiana, Max-Planck Institut fur Kunstgeschichte
Presentazione della banca dati “Archivio diagnostico digitale” (sezione relativa a Caravaggio e Caravaggeschi)
Maria Cristina Terzaghi, Università degli Studi “Roma Tre”
Introduzione ai lavori “Caravaggio a Napoli: sentieri di ricerca”
Ore 15.50, keynote lecture
Saverio Ricci, Università della Tuscia
Caravaggio e i filosofi, nuove considerazioni

Prima sezione: Le Sette opere di Misericordia
Presiede Paola D’Alconzo, Università degli Studi di Napoli “Federico II”
Ore 16.30 Loredana Gazzarra, Pio Monte della Misericordia
L’apparato decorativo delle Sette opere di Misericordia
Ore 16.55 Gianluca Forgione, Università degli Studi di Napoli “Federico II”
Caravaggio e la tradizione: l’invenzione di Nostra Signora della Misericordia
Ore 17.20 Marco Cardinali, Emmebi diagnostica artistica, Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”
Costanti e svolte nella tecnica pittorica di Caravaggio a Napoli. Le nuove indagini all’interno delle Sette Opere
Ore 17.45 Bruno Arciprete, restauratore dei dipinti napoletani di Caravaggio
Considerazioni sul restauro delle Sette opere di Misericordia e della Flagellazione
Ore 18.10 Discussione



Martedì 14 gennaio
Museo e Real Bosco di Capodimonte, secondo piano, sala degli Arazzi
Ore 9.15 Welcome coffee

Seconda sezione: Caravaggio e Louis Finson
Presiede Francesca Cappelletti, Università degli Studi di Ferrara
Ore 9.45 Rossella Vodret, già Soprintendente del Polo museale di Roma
La Giuditta e Oloferne di Tolosa
Ore 10.10 Gianni Papi, storico dell’arte
Caravaggio e Finson: un’amicizia
Ore 10.35 Dibattito

Terza sezione: La Flagellazione di Cristo
Presiede Sybille Ebert-Schifferer, Biblioteca Hertziana, Max-Planck Institut fur Kunstgeschichte
Ore 11.00 Pier Ludovico Puddu, Università Palacky di Olomuc
Riflessioni sulla Flagellazione di Caravaggio già in collezione Borghese
Ore 11.25 M. Beatrice De Ruggieri, Emmebi diagnostica artistica
La Flagellazione di Capodimonte: dalla “eclisse del committente” alle nuove acquisizioni sulla tecnica e sul processo esecutivo
Ore 11.50 Dibattito

Quarta sezione: I viaggi di Caravaggio da Roma a Napoli e da Napoli a Malta
Presiede Raffaella Morselli, Università degli Studi di Teramo
Ore 12.15 Giacomo Berra, storico dell’arte
Lettere inedite sul viaggio della marchesa di Caravaggio e del figlio Fabrizio Sforza Colonna, comandante delle galere maltesi, da Genova a Napoli
Ore 12.40 Keith Sciberras, Università di Malta
Novità per il viaggio di Caravaggio Napoli / Malta andata e ritorno
Ore 13.05 Dibattito
Ore 13.30 Light Lunch

Quinta sezione: La Maddalena in estasi
Presiede Patrizia Cavazzini, British School at Rome
Ore 14.45 Francesca Curti, storico dell’arte
Sulla via della seta: prime ricerche sulla Maddalena Gregori
Ore 15.10 Orietta Verdi, Archivio di Stato di Roma
“Maddalena roversa di Caravaggio”: per una storia del foglio manoscritto che accompagna il dipinto della Maddalena Gregori
Ore 15.35 Dibattito

Sesta sezione: Da Caravaggio ai caravaggeschi napoletani
Presiede Riccardo Lattuada, Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”
Ore 16.00 Stefano De Mieri, Università della Calabria
Caravaggio tra Santafede, Balduzzi e Azzolino
Ore 16.25 Viviana Farina, Accademia di Belle Arti di Napoli
Echi della Salomé in Azzolino, Sellitto e Ribera
Ore 16.50 Angela Cerasuolo, Museo e Real Bosco di Capodimonte
Battistello Caracciolo, tecnica e stile
Ore 17.15 Dibattito e conclusioni