23 apr 2017

Uscito "Caravage", edizione francese di "Caravaggio Vero", a cura di Claudio Strinati e direzione scientifica di Michele Cuppone



È uscito Caravage, edizione francese di Caravaggio Vero, a cura di Claudio Strinati e direzione scientifica di Michele Cuppone.
Il volume, che esplora diversi aspetti della vicenda caravaggesca ed è caratterizzato da un ricco apparato illustrativo, è ora alla portata di un pubblico di lettori più ampio grazie al costo contenuto. È possibile acquistarlo attraverso il sito dell'editore Place des Victoires e a Roma presso la Libreria Stendhal.
Caravage sarà presentato prossimamente nell'ambito di un evento romano.

Eventuali difformità con i testi dell'edizione italiana non sono imputabili alla volontà degli autori.


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"I pittori olandesi a Roma: tra Caravaggismo e mercato", simposio a Roma il 28 aprile



I pittori olandesi vennero a Roma nel XVI secolo per diverse ragioni; cercavano di perfezionare la loro formazione artistica studiando l'antichità classica e i maestri moderni quali Raffaello e MichelangeloDagli inizi del XVII secolo, continuarono a venire nella Città Eterna ma parecchi aspetti erano radicalmente cambiati. Prima di tutto, una minima parte rimase più a lungo del necessario per un semplice viaggio di studio - spesso si stabilivano per alcuni anni. Cominciarono anche a sviluppare uno stile pittorico che non aveva niente a che fare con l'antichità classica - sia optando per Caravaggio, o sviluppando le cosiddette Bambocciate o pittura di genere che furono molto richieste da committenti e acquirenti locali. Gli aspetti sociali  e di mercato rimasero furono all'origine di tale cambiamento. Durante questa tavola rotonda, diversi relatori approcceranno il fenomeno da prospettive storico-artistiche, sociali e storiche.

Il simposio si terrà il 28 aprile a Roma, e comincerà alle 16, presso la sede del Reale Istituto Neerlandese in via Omero 10,  e consisterà dei seguenti interventi (in lingua inglese):

Reflections on recent (mis)attributions to Caravaggio  
Gert Jan van der Sman, Dutch University Institute for Art History in Florence 

Painters from the North and the Art Market in Early Seventeenth-century Rome 
Patrizia Cavazzini, Research Fellow British School at Rome 

Changing tastes. The formal and informal appreciation of the works of 17th century Dutch painters from the 19th to the 21th century 
Paul Schnabel, Utrecht University

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21 apr 2017

Caravaggio e la sua influenza nel Mediterraneo in mostra a Palazzo Barberini fino al 21 maggio

"Mediterraneo in chiaroscuro. Ribera, Stomer e Mattia Preti da Malta a Roma", a cura di Alessandro Cosma e Sandro Debono, fino al 21 maggio a Palazzo Barberini


Per celebrare artisticamente il semestre di presidenza maltese dell’Unione Europea, il MUZA, il Museo Nazionale delle Arti di Valletta, e le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini hanno organizzato la mostra “Mediterraneo in chiaroscuro, Ribera, Stomer e Mattia Preti da Malta a Roma”, aperta fino al 21 maggio prossimo, al fine di evidenziare il profondo legame culturale tra Italia e Malta nel periodo Barocco, grazie soprattutto all’influenza del grande Michelangelo Merisi detto “Il Caravaggio”. Diciotto opere in esposizione che ripercorrono il rapporto storico e artistico tra il nostro Paese e l’isola mediterranea nel corso del Seicento quando, sia Michelangelo Merisi (1571-1610) che Mattia Preti (1613-1699), trascorsero un lungo periodo di soggiorno a Malta come Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni. 

I quadri esposti a Palazzo Barberini 
Partendo proprio dal Caravaggio e dalla sua eredità artistica, l’esposizione mette in mostra anche diversi pittori attivi nell’Italia del periodo come Jusepe de Ribera (1591-1652), Matthias Stomer (o Stom, 1600-1650 ca.) e David De Haen (1597-1622). Se del primo artista vengono proposte tele come Santo Stefano e S. Gregorio Magno che ne illustrano bene la filosofia pittorica specie nei suoi accenti più marcati e caratteristici, di Matthias Stomer vengono esposte opere come Parabola del Buon samaritano, Adamo ed Eva e Sansone e Dalila dove l’influenza del Caravaggio è particolarmente evidente seppur mitigata dal temperamento tipicamente fiammingo dell’artista. L’Eraclito, custodito a Malta, costituisce invece il picco artistico di David de Haen, attivo soprattutto nella Roma barocca mentre densa di un particolare mistero è, infine, la Vanitas di Trophime Bigot detto anche Candlelight Master (il Maestro del lume di candela) che incarna al meglio il registro pittorico basato sullo studio della luce in tutte le sue sfaccettature. Un capitolo a parte della mostra è dedicato a Mattia Preti, noto anche come il “Cavaliere calabrese”, con opere come La Fuga da Troia e la Resurrezione di Lazzaro che danno testimonianza della notevole attività artistica svolta dall’esponente della pittura napoletana, in particolare dopo il trasferimento a Malta avvenuto nel 1661. La chiusura simbolica della mostra è affidata all’Allegoria della Nobiltà dell’Ordine di Malta del 1747, omaggio all’isola e all’opera dei suoi Cavalieri, realizzato da Francesco de Mura (1696-1782), ritenuto allora “il primo dipintore” della città.
Fonte: Cultora

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18 apr 2017

Gli ultimi due dipinti di Caravaggio in mostra a New York


Il Martirio di sant'Orsola, ultimo dipinto di Caravaggio, è stato prestato eccezionalmente dalla Banca Intesa Sanpaolo di Napoli  assieme alla Negazione di san Pietro, anch'esso dipinto dall'artista negli ultimi mesi della sua vita. Commissionato dal nobile genovese Marcantonio Doria due mesi prima della morte avvenuta nel luglio 1610, Caravaggio dipinse il Martirio di sant'Orsola in uno stile minimalista senza precedenti; la sua interpretazione del tragico evento, combinata con una pittura potremmo dire più essenziale, ha solo un caso simile: la Negazione di Pietro.
Questi due straordinari dipinti non erano stai mai riuniti sin dalla mostra del 2004 a Londra e Napoli, dedicata all'ultimo tempo di Caravaggio. Da allora, si sono susseguite numerose scoperte sugli ultimi anni di Merisi, quali le prime citazioni documentarie della Negazione di Pietro passata in mano a Guido Reni, la genesi romana della Natività un tempo a Palermo, la presenza presso Girolamo Mastrillo di un ignoto San Gerolamo dipinto nel 1607 a Napoli.
Questa mostra offre la rara possibilità di vedere i due dipinti l'uno accanto all'altro e di esaminare la novità del tardo stile merisiano.
Le due opere sono in esposizione al Metropolitan di New York fino al 9 luglio.


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05 apr 2017

"The Works of Caravaggio in Rome", conferenza di Giulia Ghia alla New Jersey City University il 6 aprile



Giovedì 6 aprile, a 16.30 Giulia Silvia Ghia, tra i curatori di Caravaggio. Tecnica e stile. Opere a Roma, presenterà una lecture presso la New Jersey City University. La lecture avrà il suo focus su Caravaggio, i materiali usati, i suoi capolavori e i numerosi lavori di restauro che si sono susseguiti nel corso della storia sulle sue opere.

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