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17 apr 2015

"CARAVAGGIO.LA TAVOLOZZA E LA SPADA" di Milo Manara, finalmente disponibile dal 30 aprile

Il volume presentato a Roma presso la Biblioteca Angelica: su Caravaggio400 in esclusiva il video dell'evento



Caravaggio. La tavolozza e la spada: questo il titolo dell’opera a fumetti che, dopo anni di lavoro, il maestro Milo Manara dedica a Michelangelo Merisi. Vi sono narrate la vita del geniale pittore italiano, dal suo arrivo a Roma alla fine del ‘500 fino alla rocambolesca fuga dalla capitale: le straordinarie tavole di Manara ne raccontano l’arte e le opere, ma anche le donne, la passione e gli eccessi. Una grandiosa biografia del Caravaggio, rivolta sia agli appassionati del fumetto d’autore che ai cultori della storia dell’arte. L’opera inedita, pubblicata da Panini Comics nella collana “Panini 9L”, è articolata in due volumi. Il primo sarà disponibile in tutte le fumetterie e librerie a partire dal 30 aprile in due formati differenti, “Regular” e “Artist Edition”.

Tra i contenuti speciali della “Artist Edition” figura anche una lettera che lo stesso Milo Manara ha voluto rivolgere direttamente a Caravaggio. “Maestro Michelangelo Merisi, sono un disegnatore di fumetti”, si presenta Manara, svelando anche un piccolo aneddoto personale: “Molti anni fa, agli esami di maturità classica, il professore picchiettò con l’indice sulla copertina del libro di storia dell’arte dicendomi: ‘Mi parli di questo’. Sulla copertina c’era la vostra ‘Canestra di frutta’. Beh, feci un figurone, sapevo tutto di voi. Almeno tutto quello che uno studente poteva sapere, a quei tempi”

“La storia del Caravaggio è raccontata da Milo Manara con grande rispetto della testimonianza delle fonti e della verità sostanziale di quella vicenda”, spiega nell’introduzione lo storico dell’arte Claudio Strinati. “Non è, infatti, una storia romanzata. Eppure Manara vi ha impresso il segno della sua creatività in modo netto e personalissimo. Il suo Caravaggio, pur riflettendo perfettamente quello storico, è, per l’appunto, suo, uno dei più bei personaggi creati dalla sua fantasia”

“Siamo orgogliosi di essere l’editore di questa opera straordinaria, ma soprattutto di aver avuto l’onore di assistere alla sua genesi e di seguirne la creazione”, ha commentato Sara Mattioli, publishing manager di Panini Comics Italia. “Ogni volta che Milo spediva una nuova tavola, si ricreava in ufficio una scena caravaggesca di redattori in adorazione, un capannello di teste attorno allo schermo e un coro di voci in ammirazione. Siamo sicuri che anche il pubblico, pagina dopo pagina, proverà la nostra stessa meraviglia”

Il lancio ufficiale dell’opera, alla presenza dell’autore, è previsto in occasione del Comicon, salone internazionale del fumetto di Napoli. 

  •  Caravaggio. La tavolozza e la spadaRegular Edition – cartonato (23,5x31 cm), 64 pagine, 16,90 euro.     
  • Caravaggio. La tavolozza e la spada Artist Edition – cartonato deluxe con bozzetti e altri contenuti speciali, inserti in tela ed effetto rilievo (formato più grande 29x38 cm), 80 pagine, 49 euro. Edizione limitata e numerata in 1.000 esemplari.


Guarda il VIDEO DELLA PRESENTAZIONE di Roma (esclusivo!) 


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15 apr 2015

ON LINE "Il Caravaggio di Palermo e l'Oratorio di San Lorenzo" da "The Burlington Magazine" (recensione di Michele Cuppone)

DISPONIBILE ORA ON LINE la recensione di Michele Cuppone al volume Il Caravaggio di Palermo e l'Oratorio di San Lorenzo di Giovanni Mendola, pubblicata sul numero 1327 di The Burlington Magazine.

Il volume in oggetto presenta, peraltro, importanti documenti palermitani che consolidano la tesi secondo cui la Natività con i santi Lorenzo e Francesco fu dipinta da Merisi a Roma nell'anno 1600, commissionata da Fabio Nuti e destinata a Palermo.

L'ipotesi, già avanzata da Alfred Moir (1982), ripresa con nuove argomentazioni da Maurizio Calvesi (2011) e Michele Cuppone (2011), è stata recentemente accolta, tra gli altri, da Alessandro Zuccari (2013) e Claudio Strinati (2014). Nella stessa direzione vanno i risultati dei nuovi approfondimenti scientifici di Elisabetta Giani e Claudio Seccaroni (2014).


SCARICA IL PDF ORIGINALE

Il Caravaggio di Palermo e l’Oratorio di San Lorenzo. By Giovanni Mendola.
Reviewed by MICHELE CUPPONE

ARCHIVAL RESEARCH IS an indispensable element for a complex discipline such as art history, especially in respect of a figure such as Michelangelo Merisi da Caravaggio, in that it can add to, and sometimes correct, biographical accounts of his life. Since the first discoveries at the end of the nineteenth century by Antonino Bertolotti, who fruitfully sifted through records of Roman trials of the era, certain contracts for works of art, letters by associates of the artist and other testimonies have slowly emerged. Each one adds another piece to the jigsaw of Caravaggio’s life so that an increasingly clear picture emerges, although there are still many lacunae. Fairly recently documents have been discovered which make it possible to add details to the circumstances of his birth and death, although these are not universally accepted. And accounts of his life in Rome, especially at the start of his career, have also emerged. 
One fact that was once generally held to be true now appears dubious and leads us to review a particular moment in the painter’s life. Certain biographies contain a fleeting reference to Caravaggio’s purported visit to Palermo in 1609, and, although there was a complete lack of corroboration, Giovan Pietro Bellori claimed that it was then that he painted the Nativity with Sts Lawrence and Francis, a masterpiece that was stolen from the Oratorio of S. Lorenzo in Palermo in 1969. Giovanni Mendola had the perseverance to scour the notarial archives of Palermo for around the year 1609 – and found nothing. But he then started to look at documents dating from around 1600, following a hypothesis that the altarpiece could be the one known to have been commissioned in 1600 by the merchant Fabio Nuti, who was living in Naples. This was first proposed by Alfred Moir in 1982, but until now has had little support.1
Mendola has added to the history of the Oratory of S. Lorenzo and of the Compagnia di San Francesco that supervised it. Of particular significance for Caravaggio’s altarpiece is the work undertaken in the Jubilee year of 1600 to make the Oratory ready to receive such a picture: on 28th July payment for the gilding of a frame (‘guarnicione’) for the high altar was authorised, which was finished by the day of the Feast of St Lawrence on 10th August. And from a document of 8th March 1601 it emerges that Fabio Nuti in Naples was in correspondence with a member of the confraternity, Cesare da Avosta, in this little Oratory and that on 12th January 1601 Nuti authorised a payment to this friar, presumably in connection with the altarpiece. Mendola reconstructs a tight network of relations between Merisi, Rome, Sicily, Palermo and, naturally, the Oratory. It is still difficult to speculate as to who among the many characters involved might have acted as the gobetween for the commission, Caravaggio being in Rome and his patron Nuti in Naples. 
This slim volume contains a mass of new material as well as references to previous publications. Mendola smoothly argues his case to date the altarpiece to 1600, and in fact the later dating had always been questioned, especially on the grounds of the painting’s style, which is very different from the other paintings made in Sicily, and much closer to those in the chapels of the Contarelli and Cerasi in Rome. While some facts have not been checked in the sources, and there are a few oversights, this does not detract from the importance of Mendola’s archival research. The author remains cautious in his conclusions, but several pages of Caravaggio’s life already need to be rewritten, and his findings coincide with the work of other scholars (including Maurizio Calvesi and the present writer). Now the network of relationships uncovered in Palermo should also be looked for in Rome, with, almost certainly, equally interesting results. 

1 A Moir: Caravaggio, Milan 1982 (Italian edition), p.35.

14 apr 2015

"Un disegno autografo del Caravaggio a Napoli", di Pietro Caiazza



Presentiamo un contributo inedito di Pietro Caiazza in cui l'autore approfondisce la sua attribuzione a Caravaggio di un disegno relativo alla Vocazione di san Matteo, già avanzata nel volume Caravaggio Vero (p. 72).
L'articolo è presente nella sezione Biblioteca on line di Caravaggio400.


ACCEDI ALL'ARTICOLO: Un disegno autografo del Caravaggio a Napoli


09 apr 2015

"Michelangelo da Caravaggio che fa a Roma cose meravigliose", recensione di Sara Magister


Alessandra Rodolfo (ed.), Michelangelo da Caravaggio che fa a Roma cose meravigliose, Edizioni Musei Vaticani, Città del Vaticano 2014, pp. 269, euro 75 
Testi di M. Bona Castellotti, M. Bussagli, M. Cardinali, E.A. Cerrato, M. Dal Bello, M.B. De Ruggieri, A. Geretti, E.M. Giuffrè, R. Giuffrè, A. Leonardo, A. Paolucci, A. Rodolfo, T. Verdon  

“Più si esercita il senso critico sulla leggenda moderna del pittore blasfemo e irridente, violento e disordinato, e più accuratamente si studiano le fonti, più si comprende che in quella paradossale anima che fu di Michelangelo Merisi abitava la fede, la fede cattolica, quantunque in una umanità che i chiaroscuri li aveva tutti dentro” (p. 197). Parole, tratte da un magistrale saggio di Mons. Alessio Geretti all’interno del volume, che sintetizzano l’obiettivo di questo studio, nel quale alcuni autorevoli storici della Chiesa e storici dell’arte si sono incontrati con la curatela di Alessandra Rodolfo.
Il risultato è un libro che affronta la “questione Caravaggio” da un punto di vista, quello della fede espressa dalle sue opere, del tutto inedito. Perché se è vero che la tematica aveva già avuto i suoi primi pionieri nel secolo appena passato, negli storici dell’arte Maurizio Calvesi e Irving Lavin, nessuno aveva mai pensato di proporla ad appartenenti ad altre discipline, come Andrea Leonardo, Alessio Geretti, Timothy Verdon, valenti storici della Chiesa e sacerdoti che hanno fatto del connubio tra arte e fede il loro principale strumento di catechesi. 
Il finale è del tutto inaspettato, perché tra gli storici della Chiesa e gli storici dell’arte, chi riesce a portare una concreta ventata di novità di lettura, chi riesce a penetrare e ad esprimere meglio il pensiero religioso delle opere del Merisi, sono proprio gli studiosi sacerdoti.
Non è un caso però: nonostante siano stati coinvolti gli storici dell’arte più illuminati da questo punto di vista, nessuno di loro riesce a liberarsi del tutto da certi ipse dixit caravaggeschi cronicizzati da secoli di critica (errata) e che, pur contraddetti dai documenti, continuano a essere reiterati automaticamente. Il pensiero più libero, e più teologicamente competente, degli storici della Chiesa, apre invece nuove prospettive di analisi, che dimostrano quanto un adeguato approccio teologico sia ormai necessario, per la piena comprensione dell’arte sacra prodotta dall’artista.
Il libro è tutto incentrato su Roma, perché si occupa esclusivamente delle opere sacre del Merisi ancora oggi presenti nelle chiese di S. Luigi dei Francesi, S. Agostino e S. Maria del Popolo, alle quali è stata aggiunta la Deposizione, un tempo in S. Maria della Vallicella e ora nella Pinacoteca Vaticana. Ognuna di queste opere è analizzata con diverse prospettive e competenze da almeno tre-quattro studiosi. Alcuni testi sono più divulgativi che filologici, ma ognuno offre qualcosa di utile e di nuovo rispetto all’immensa bibliografia già prodotta su Caravaggio, di cui oltre la metà non fa altro che ripetere il già detto da altri, spesso per compiacere esigenze puramente commerciali. 
Un solo rimpianto: il libro sarebbe stato più completo se avesse dedicato uno spazio al pari ad altre due opere destinate a chiese romane, ma che in tali luoghi per vari motivi ci rimasero poco. Si tratta della Madonna della Serpe, per l’altare dei Palafrenieri nella basilica di S. Pietro e ora in Galleria Borghese a Roma, e della Morte della Vergine, per la chiesa di S. Maria della Scala, ora al Louvre di Parigi. Due opere magistrali, teologicamente profondissime, ma purtroppo incomprese ai più, e proprio per questo bisognose di qualcuno che, in libertà di pensiero, possa gettarvi una nuova luce. 

Sara Magister

Pubblicato in “Radici Cristiane”, 102, marzo 2015, p. 77

07 apr 2015

La tomba del Caravaggio: un oltraggio tra condomini e panni stesi (di Sergio Rizzo)

L’omaggio di Porto Ercole e lo spreco di 110 mila euro. Il ruolo di Previti, che ha trasportato i presunti resti del pittore all’Argentario




Ansa, 21 maggio 2014: È stato Silvano Vinceti ad annunciare l’inaugurazione entro il 18 luglio, data della morte presunta dell’illustre pittore, del parco monumentale dove verranno trasferiti i resti mortali del Caravaggio, ritrovati nel 2010. «Tutti gli amanti del grande pittore potranno così onorare e dare un saluto alle sue spoglie mortali» ha detto Vinceti, «e manifestare l’affetto e l’ammirazione per questo genio pittorico». Il parco monumentale è stato concepito come luogo dove i colori usati nella prima fase dell’avventura pittorica di Caravaggio troveranno una loro incarnazione in fiori e colonne. «Si potranno ammirare in alta definizione le sue opere e rivivere gli ultimi giorni della sua vita», ha spiegato il sindaco (di Monte Argentario Arturo Cerulli, ndr). «Non solo un giusto riconoscimento ad un grande artista, quindi, ma anche la scommessa per un nuovo turismo culturale». Perché anche da queste parti, dove pure il turismo fa mangiare un bel po’ di gente, una spintarella promozionale non guasterebbe. Che cosa, allora, meglio della tomba di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi? Andate, dunque, a visitare il «parco monumentale» dedicato a Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. La visita vale assolutamente il viaggio. Ma non per il motivo di cui parlano, in quelle meravigliose dichiarazioni rese a un’agenzia di stampa l’anno scorso, il presidente della Fondazione intestata al pittore e il sindaco. Potrete toccare con mano come in un piccolo comune si possano spendere senza colpo ferire 110 mila euro dei contribuenti.

Vi troverete al cospetto di un sarcofago dall’apparenza cementizia sostenuto da due pilastrini a un metro e mezzo da terra. Il tutto sormontato da una sbalorditiva riproduzione metallica della «canestra di frutta», la celeberrima natura morta di Merisi. Intorno, una piazzola rotonda di pochi metri quadrati chiusa da una corona di piante rampicanti, fra i panni stesi e una lavanderia. Se riuscirete a riprendervi dalla vista del «parco monumentale» vi suggeriamo di avvicinarvi allo scatolone sul quale campeggia la scritta «Caravaggio» [...]

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Giornata di studi a Empoli “Da Caravaggio. Il San Giovanni Battista Costa e le sue opere” (11 aprile)




Sabato 11 aprile 2015 la Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani di Empoli  ospiterà la giornata di studi “Da Caravaggio. Il San Giovanni Battista Costa e le sue opere” moderata dal Prof. Bruno Santi. Questo soggetto ebbe una grande fortuna, in Italia e all’estero. Ci sono almeno 8 versioni conosciute di buon livello, con diverse e controverse attribuzioni. Quali artisti hanno realizzato le varie versioni? Qual è la storia della semi-sconosciuta versione empolese?
Questo dipinto, confluito nel patrimonio della chiesa di Santo Stefano grazie alla donazione di monsignor Marchetti nel 1823 e quasi illeggibile prima del restauro, si trova in un edificio che vanta una storia antica: fu eretto nel corso del Quattrocento per la confraternita degli Agostiniani, fin dal Medioevo presenti sul territorio empolese. Tra i nomi illustri di artisti che vi lavorarono troviamo infatti Masolino e Starnina ( i cui affreschi ci sono giunti in forma di frammento o sinopia), Cigoli e Cresti detto il Passignano. Ma il nome più altisonante è quello di Caravaggio, legato alla Cappella della Purificazione dove si trova il San Giovanni Battista. Originale o copia? Il simposio sarà l’occasione per presentare gli studi ed i risultati del recente restauro, diretto dalla Dottoressa Maria Cristina Gnoni Mavarelli della SBAPSE di Firenze Pistoia e Prato ed affidato a Sandra Pucci, insieme agli esiti, che non possiamo anticipare, della campagna diagnostica, comprendente analisi dei materiali e riflettografia affidata ad Art-Test.
Vi aspettiamo numerosi Sabato 11 aprile dalle ore 9.30 presso la Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani di Empoli. L’ingresso è libero [...]

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27 mar 2015

Restaurata la copia di un Caravaggio, il ‘San Giovanni Battista Costa’ visibile al pubblico alla chiesa di Santo Stefano

Il 'San Giovanni Battista Costa' visibile al pubblico sabato 11 Aprile nella chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani di Empoli

Il ‘San Giovanni Battista Costa’ sarà per la prima volta visibile al pubblico sabato 11 Aprile nella chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani di Empoli a seguito del recente restauro operato dai diagnosti dell’Art-Test di Firenze in collaborazione con la Misericordia di Empoli e altri enti locali. Si tratta di una copia secentesca di altissimo livello del celebre dipinto di Caravaggio donata nel 1823 dal monsignor Marchetti e finora conservata nella cappella destra dell’altare maggiore della chiesa di Santo Stefano. Il quadro è tuttora in restaurazione e sarà reso pubblico il giorno del convegno. L’originale si trova al Nelson-Atkins Museum di Kansas City e sarà esposto tra due mesi a Madrid. Il programma di questa giornata è stato esposto nella conferenza stampa di oggi, venerdi 27 marzo, presentata dal Governatore della Misericordia di Empoli, Pierluigi Ciari e dal professor Valfredo Siemoni, storico dell’arte [...] 

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