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10 feb 2016

Il “San Francesco” di Caravaggio è in restauro a Cremona


Il Museo Civico si prende cura dei suoi gioielli. E’ attualmente oggetto di restauro il S. Francesco in meditazione di Michelangelo Merisi, noto come Caravaggio. L’intervento sull’opera, lascito di Filippo Ala Ponzone, fiore all'occhiello del percorso espositivo della Pinacoteca, e sulla relativa cornice, viene condotto nei laboratorio di palazzo Affaitati dalla restauratrice di origini cremonesi Mariarita Signorini, sotto la direzione della Sovrintendenza e del Conservatore Mario Marubbi.
Il dipinto, recentemente valorizzato dalla corretta illuminazione e dall’esposizione nella sala ad esso dedicata del Museo, presenta il degrado delle vecchie vernici, ingiallite e scurite, che sono state sovrapposte nel corso del tempo e di vecchi ritocchi ossidati, che rendono illeggibile la vegetazione sullo sfondo e gran parte dei passaggi tonali che caratterizzano la stesura pittorica, impedendone il pieno godimento. Al contrario le buone condizioni del supporto non rendono necessario alcun intervento conservativo dello stesso. Quindi, l’opera di restauro si focalizza sulla pulitura della superficie pittorica, con rimozione delle vernici alterate e dei restauri obsoleti al fine di migliorare la lettura dell’opera.
Prima e durante le operazioni di recupero, il dipinto viene sottoposto ad indagini scientifiche non invasive con le più moderne tecnologie, come supporto al restauro. La cornice originale nera con decori in oro zecchino contenenti lo stemma Ala, riferibile al primo proprietario dell’opera Mons. Benedetto Ala, stemma che compare nell’altare di famiglia nella Cattedrale di Cremona, viene in questa occasione disinfestata.
Sia il restauro, sia la campagna fotografica e diagnostica sono frutto di sponsorizzazioni private.
La restauratrice Signorini lavora da anni per istituzioni pubbliche, fra queste la Galleria gli Uffizi, e la Galleria dell’Accademia, il Museo degli Argenti, la Galleria Palatina di Firenze, il Museo Capitolare di Pistoia, i Musei Civici di Prato e Cremona, il Museo Bandini di Fiesole, l’Eredità Bardini di Firenze e per Enti ecclesiastici.
L’Assessorato alla Cultura, Musei e City Branding si sta già muovendo per organizzare momenti di valorizzazione dell’opera e del restauro nel momento in cui il Caravaggio tornerà, recuperato, a fine marzo, nel percorso espositivo della Pinacoteca, prima di essere ‘ambasciatore’ del patrimonio cittadino in importanti mostre anche di livello internazionale.

Leggi il comunicato del Comune di Cremona




05 feb 2016

"CARAVAGGIO" di e con Vittorio Sgarbi, al Teatro Vittoria in Roma dal 15 al 17 febbraio

Lo spettacolo teatrale "CARAVAGGIO" di Vittorio Sgarbi fa tappa a Roma, 
in tre serate al Teatro Vittoria (15-17 febbraio)



CARAVAGGIO di e con Vittorio Sgarbi

Il Teatro Vittoria di Roma propone dal 15 al 17 febbraio 2016 la straordinaria interpretazione di Vittorio Sgarbi, che condurrà, attraverso la vita e la pittura rivoluzionaria di Michelangelo Merisi, in uno spettacolo teatrale arricchito dalla musica di Valentino Corvino, e dalle immagini delle opere più rappresentative del pittore lombardo curate dal visual artist Tommaso Arosio. La regia è di Angelo Generali.


“Caravaggio è doppiamente contemporaneo. È contemporaneo perché c’è, perché viviamo contemporaneamente alle sue opere che continuano a vivere; ed è contemporaneo perché la sensibilità del nostro tempo gli ha restituito tutti i significati e l’importanza della sua opera. Non sono stati il Settecento o l’Ottocento a capire Caravaggio, ma il nostro Novecento. Caravaggio viene riscoperto in un’epoca fortemente improntata ai valori della realtà, del popolo, della lotta di classe. Ogni secolo sceglie i propri artisti. E questo garantisce un’attualizzazione, un’interpretazione di artisti che non sono più del Quattrocento, del Cinquecento e del Seicento ma appartengono al tempo che li capisce, che li interpreta, che li sente contemporanei. Tra questi, nessuno è più vicino a noi, alle nostre paure, ai nostri stupori, alle nostre emozioni, di quanto non sia Caravaggio”. Vittorio Sgarbi



dal 15 al 17 febbraio 2016 ore 21.00 

TEATRO VITTORIA Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
Biglietti: intero 25 euro; ridotto 18 euro _ Ridotto Tessera 21 euro _ (prevendita: 3 euro)
Promozione gruppi: 1 biglietto omaggio per 10 spettatori paganti
Botteghino: 06 57 40 170; 06 57 40 598 _ lunedì (ore 16-19), martedì - sabato (ore 11- 20), domenica (ore 11-13.30 e 16-18)
Vendita on-line e info: www.teatrovittoria.it
Come arrivare: Metro: Piramide; Bus: 170, 781, 83, 3

25 gen 2016

"Il mistero della tela rubata e la fortuna della copia ritrovata", conferenza-presentazione a Catania il 27 gennaio


La Delegazione FAI di Catania, in occasione del restauro promosso dell'unica copia coeva della Natività di Palermo di Caravaggio realizzata da Paolo Geraci, ha organizzato l'incontro "Il mistero della tela rubata e la fortuna della copia ritrovata".

Paolo Geraci realizzò la sua copia a poco meno di trent'anni dall'originale: come precisato ultimamente dalle ricerche di Giovanni Mendola, essa fu commissionata da Orazio Giancardo il 15 novembre 1627 e venne consegnata il 24 giugno 1628. Creduta scomparsa ma rinvenuta nel 1984 da Alvise Spadaro, è un importante documento a seguito del furto del prototipo caravaggesco.
La tela, di dimensioni leggermente superiori all'originale (cm 270x200, contro 268x197) e realizzata su tre fasce di tessuto longitudinali (come usuale per i dipinti siciliani del tempo), aiuta meglio a decifrare alcuni particolari del quadro di Merisi rispetto alle due sole foto a colori note conservate (Archivio Scala 1964 e Archivio Enzo Brai 1967).

L'incontro si terrà mercoledì 27 gennaio alle 17:30 presso Castello Ursino, Piazza Federico di Svevia a Catania.
Interverranno tra gli altri lo stesso Alvise Spadaro e la restauratrice Giovanna Comes.

Leggi la news su Sicilia Journal


21 gen 2016

Il mistero di Caravaggio: speciale sulla "Natività" di Palermo 27 gennaio su Sky Arte, tra novità, mistero e precisazioni



Mercoledì 27 alle 21:30 Sky Arte trasmetterà uno speciale dedicato alla riproduzione 3D della Natività di Palermo. Si potranno seguire così più da vicino le varie fasi del lavoro eseguito da un opificio di Madrid.

Tuttavia da quel che si apprende da comunicato stampa che ne anticipa in qualche modo i contenuti, la puntata pare non ben documentata sulle vicende più strettamente caravaggesche.

È quanto meno utile sapere preventivamente che, al contrario di quanto diffuso dalla comunicazione Sky:
Caravaggio non firmava le sue opere: la sua firma è presente nella sola Decollazione del Battista a Malta, e in una prima versione della Medusa ma di attribuzione non unanime;
Alla Natività è già stato legato un documento scritto che ne può attestarne la commissione (di Fabio Nuti) e l'anno di esecuzione (1600);
L'ipotesi finora più accreditata era che sia stata dipinta nel 1609 (e non nel 1608), ma questa datazione è stata superata da nuove scoperte documentarie, storico-artistiche e diagnostiche che riportano il quadro più precisamente all'anno 1600 (aprile-novembre);
Inoltre Caravaggio non era stato richiuso nel carcere di Malta con l’accusa di omicidio colposo per la morte di Ranuccio Tomassoni, bensì per aver partecipato ad un violento "tumulto" in una privata abitazione a La Valletta;
L'ipotesi secondo cui il quadro andrò distrutto durante il terremoto dell'Irpinia, è infondata perché si tratta semplicemente della trama di un romanzo (di Peter Watson).

Per saperne comunque di più sul quadro LEGGI QUI.


13 gen 2016

"The Art Market: Silent night for Christie’s", di Georgina Adam

Sul processo Wildenstein e il Suonatore di liuto

French authorities have spent five years investigating a case of alleged tax fraud against art dealer Guy Wildenstein. The trial opened this week only to be stopped three days later. Wildenstein, and other family members, were accused of bilking the French taxman to the tune of hundreds of millions of euros, by underdeclaring the stupendous value of his late father’s estate. All the defendants deny wrongdoing. However the tribunal’s president halted the trial because it involved both criminal and civil charges, and has sent the case to a higher court to rule on its constitutionality.
So don’t hold your breath — the case is unlikely to come back before the tribunal for many months.
Much of the Wildenstein’s massive fortune comes from art dealing over four generations, as well as the family holdings of art, according to US investigators, and could be worth $1bn.
But an article published in 1999 in Lute News, the newsletter of the Lute Society, which went largely unnoticed, questioned the attribution of one potentially highly valuable work belonging to the Wildensteins — Caravaggio’s “The Lute Player” (1596).
Reported to be worth some £69m, it is (supposedly) one of three versions, and had been on loan to the Metropolitan Museum of Art in New York until 2013, when it was taken back by the family. However, in the opinion of lute-maker David Van Edwards, a wealth of details in the painting including the number of pegs on the lute and its bridge mean that the work could not be from the 16th century and therefore, he concludes, is inauthentic.
Art dealer Clovis Whitfield concurs: “I know how obsessive Caravaggio was in his observation of detail, and so this picture is disqualified in a comparison with any of the originals.”
The Wildenstein lawyer declined to comment [...]

Leggi l'articolo integrale su Financial Times

È presente nella Biblioteca on line un recente articolo di David Van Edwards

06 gen 2016

"Caravaggio. La Natività di Palermo: un quadro del 1600 o 1609?", di Michele Cuppone


Un Dossier per la prima volta esamina tutti gli aspetti legati alla realizzazione della Natività con i santi Lorenzo e Francesco, trafugata dall'oratorio di San Lorenzo a Palermo, attestandone la datazione al 1600.





Accedi al Dossier su www.News-Art.it 

La recente collocazione sull'altare dell'Oratorio di San Lorenzo a Palermo di una riproduzione hi-tech della Natività con i santi Lorenzo e Francesco di Caravaggio, rubata nel 1969, ha permesso di recuperare in qualche modo la straordinaria unità del contesto artistico, storico, architettonico e religioso.
Se solo poche voci isolate avanzano perplessità sulla legittimità dell'operazione – il precedente vuoto faceva comunque riflettere su quanto resta ancora da fare in termini di tutela del patrimonio culturale –, la stampa nazionale e internazionale plaude all'unisono all'evento (analogamente a quanto fatto in occasione dell'inverosimile ritrovamento dei resti mortali di Merisi), riportando altresì pedissequamente l'informazione, attinta da comunicato stampa, che il quadro originale si trovava in Oratorio sin dal 1609, supposto anno di realizzazione in un soggiorno di Caravaggio in città mai documentato.
Eppure almeno dal 2011 si sono succedute diverse e in parte indipendenti scoperte che portano ad affermare che la Natività fu dipinta in realtà a Roma, nel 1600, e da lì spedita in Sicilia.

Scarica il DOSSIER (ebook) con i link diretti alle fonti