Un progetto realizzato da A.S.S.O. Onlus e curato da: Nicoletta Retico e Massimo D'Alessandro

AD MEMORIAM Michiel Angelo da Caravaggio

Fecer crudel congiura Michele, a‘ danni tuoi Morte e Natura. Questa restar temea da la tua mano in ogni imagin vinta, ch‘era da te creata, e non dipinta; quella di sdegno ardea, perché con larga usura, quante la falce sua genti struggea, tante il pennello tuo ne rifacea. (Giovanni Battista Marino)
ACCEDI ALLA PAGINA "AD MEMORIAM" per CARAVAGGIO

Cerca nel blog

Caricamento in corso...

30/lug/2010

NEC SPE NEC METU - Andrea Angione presenta Caravaggio di nuova Luce

31 luglio - 18 agosto 2010 - Forte Stella (Monte Argentario):  NEC SPE, NEC METU "Senza Speranza, Senza Timore”: Andrea Angione presenta il Caravaggio di nuova luce

Maturano, nella fertile alleanza tra fotografia e pittura, le sperimentazioni pittoriche di stampo fotografico in cui l'artista Toscano rielabora l'antica luce del Caravaggio, attraverso nuove contaminazioni tra le due arti visive. “Nec spe nec metu” è l’antico motto dei pittori “maledetti” e tormentati, cui l’artista vuole rendere omaggio alla luce di una personale interpretazione della scritta, titolo della Mostra, che il Caravaggio stesso volle inserire nella spada impugnata dal Davide all’interno dell’opera: “Davide con la testa di Golia”. Con il patrocinio del Comune di Monte Argentario, Andrea Angione presenta, insieme alle sue opere, 5 nuovi lavori di forte impatto visivo e concettuale in mostra a Forte Stella. Tributo al grande Maestro ed alla città di Porto Ercole che ospita la mostra, è la nuova fotografia, ora “impressa sulla tela”, che racconta il momento dell’uccisione di Tommaso Ranuccio. Episodio che costrinse Michelangelo Merisi, nel maggio del 1606, ai successivi quattro anni di fuga che lo videro, alla metà di luglio del 1610, imbarcarsi su una feluca che lo depositerà a Porto Ercole nell’ultima tappa delle sue tormentate peregrinazioni. Il punto di partenza della produzione di Andrea Angione inizia per la strada e vive nella sua capacità di relazionarsi agli uomini. Alla ricerca di chi è più vicino a Dio. Di chi vive ai margini. Di chi porta sul volto i segni della vita e possa reinterpretare e animare le Sacre Scritture oggi. Di qui la ricerca di volti espressivi, di sguardi profondi, di personaggi che rivelino lo stesso desiderio di salvezza, catturato dalla luce di Michelangelo Merisi come raggio innaturale e divino che fende il buio della terra e riporta la speranza tra gli uomini. Attraverso una nuova potenza di contrasti ombra/luce, sinonimi di bene e male, Andrea mette abilmente in posa nel suo studio la gente comune. Racconta loro il passato che intendono rappresentare; ricostruisce fedelmente il set per il suo scatto; rielabora, secondo il suo sguardo personalissimo e profondo, l’eredità del grande Maestro. Un viaggio circolare all’interno di quello che ognuno di noi avrebbe potuto essere: Un modello del suo tempo. Un emozione ancora di tutti. 
SABATO 31 LUGLIO dalle ore 20:00: Inaugurazione con Degustazione Vini - FORTE STELLA – Monte Argentario - dal 31 luglio tutti i giorni dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 18:00 alle 22:00



Manifestazione "LA RI-NASCITA DEL CARAVAGGIO" (Sciacca, Agrigento)

Il 3 agosto inizieranno gli incontri e gli eventi organizzati dall'Associazione Culturale SCIACCARTE nell'ambito della manifestazione "LA RI-NASCITA DI CARAVAGGIO" che si terrà durante 5 week-end del mese di agosto e settembre nell'incantevole cittadina di Sciacca (AG).

Il programma dei primi incontri è il seguente:
  • Martedì 3 Agosto, ore 20.00: Inaugurazione mostra della copia della “Natività” realizzata dall'artista saccense Calogero Termine (Chiesa di S.Margherita fino al 15 Settembre)
  • Venerdi 6 Agosto, ore 21.30: Convegno “Caravaggio in Sicilia: il percorso smarrito” relatore il prof. Alvise Spadaro (Chiesa di S.Gerlando -ex Micron)
  • Domenica 8 Agosto, ore 21.30: Concerto di musica del '600 con “Liber Quartet” (Chiesa di S.Gerlando -ex Micron)

27/lug/2010

Caravaggio, dietrofront dell'Osservatore Romano. Paolucci: "Non è suo il San Lorenzo" (da "LA REPUBBLICA")

Per il direttore dei musei vaticani il dipinto è "una copia modesta" di un originale andato perduto di qualche pittore di qualità, ma non del Merisi.
Dietrofront dell'Osservatore Romano sull'attribuzione del dipinto raffigurante il Martirio di San Lorenzo ritrovato nel Convento della Compagnia del Gesù a Roma. Non è un Caravaggio. Il direttore dei musei vaticani, ed ex ministro dei Beni culturali, Antonio Paolucci, anticipa oggi, sempre sull'Osservatore, il suo giudizio sul "Martirio di San Lorenzo", dipinto conservato nel Convento del Gesù a Roma e su cui, la scorsa settimana, si era aperta una discussione se fosse da attribuire o meno al Merisi. Domani, un gruppo di esperti illustreranno l'opera e i loro pareri alla stampa internazionale. Per Paolucci il dipinto è "una copia modesta" di un originale andato perduto di qualche pittore di qualità ma non di Caravaggio. "Bastava guardare le foto pubblicate sui giornali", commenta, laconico, il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro. "Il livello qualitativo della tela che si conserva nella sagrestia della Cappella dei Nobili al Gesù di Roma è modesto", afferma Paolucci. "Bella l'idea del san Lorenzo drammaticamente dialogante sulla graticola del suo martirio, suggestivi i ceffi dei manigoldi impegnati nell'esecuzione atroce. Poi però guardi da vicino e vedi mani prospetticamente sbagliate, anatomie goffe e disarticolate nei nudi in secondo piano sulla destra, panneggi incerti, stesura pittorica inadeguata", sottolinea il direttore dei Musei Vaticani. "Insomma, la qualità non c'è mentre in Caravaggio ..... CONTINUA A LEGGERE SU "LAREPUBBLICA.IT"

Zanoni presenta "fotografie di Caravaggio" (fonte ADNKRONOS)

Zanoni presenta 'fotografie di Caravaggio'Roma, 22 lug. - (Adnkronos) - Otto capolavori di Caravaggio da reinterpretare in fotografia contemporanea, senza intaccare le luci e la composizione delle opere del grande maestro: questo l'obiettivo del fotografo Giuseppe Zanoni, di Porto Ercole il quale, insieme alla giornalista tedesca Annegriet Camilla Spoerndle e all'architetto Giacomo Pietrapiana, ha coinvolto nel progetto studenti, pensionati, maestre, pescatori, mamme e nonni della sua terra d'origine. L'impresa e' stata ancora piu' avventurosa per la scelta del mezzo tecnico: il banco ottico a lastre, prima storica macchina fotografica, senza l'ausilio di strumenti digitali. ''Io sono nato dove Caravaggio e' morto e sono sempre stato affascinato dalla potenza fotografica dei suoi quadri, dei suoi modelli e dei giochi con le luci e le ombre -dichiara Zanoni- Gli studi scientifici della dottoressa Roberta Lapucci hanno poi confermato e catalizzato la mia idea sul Caravaggio fotografo. Cosi' abbiamo cominciato a sviluppare le prime idee sulle opere''. ''Come Caravaggio anche noi volevamo lavorare con la gente del popolo e siamo tutti molto contenti del prodotto finale'' dice la Spoerndle.  Pietrapiana aggiunge: ''Il lavoro e' stato complesso ed appassionante e i risultati hanno coinvolto sia lo storico dell'arte Tomaso Montanari che sponsor tecnici tra cui Fuji e Canon Italia; abbiamo inoltre ottenuto il patrocinio del Comune di Monte Argentario e della Citta' di Caravaggio, della Provincia di Grosseto e del Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali''. I risultati saranno presentati in una mostra fotografica (e in un catalogo) che si terra' dal 24 luglio fino al 29 agosto durante i festeggiamenti del quadricentenario della morte del Caravaggio.

L'ultima spiaggia di Caravaggio (di Rossella Vodret da "IL SOLE 24ORE")

Il San Giovanni Battista conservato nella Galleria Borghese è uno dei tre dipinti che Caravaggio portò con sé nella feluca che avrebbe dovuto ricondurlo a Roma da Napoli, ultima tappa di una dolorosa peregrinazione seguita alla sua condanna a morte per l'omicidio di Ranuccio Tomassoni, avvenuto il 28 maggio 1606. L'artista era stato, infatti, costretto ad abbandonare la città papale e a intraprendere – in un crescendo di disperazione e paura, che alterò fortemente la sua mente – un desolante vagabondaggio che lo vide esule dapprima a Napoli, poi a Malta, infine in Sicilia, e ancora per un brevissimo periodo a Napoli.  Durante il secondo soggiorno napoletano, datato tra il 20 ottobre 1609 e il 18 luglio 1610, il pittore fu ospite della marchesa Costanza Colonna, sua antica protettrice, nel palazzo di Chiaia; da lì aveva provveduto a far recapitare al papa una richiesta di grazia, auspicando forse di veder scontata la pena durante i tre lunghi anni di esilio e prospettando di poter finalmente far ritorno a Roma. Intanto la sua produzione artistica era proseguita febbrilmente: nei dipinti realizzati nella città partenopea nell'arco di poco meno di un anno, Caravaggio rimarcava in maniera esacerbata le caratteristiche peculiari del suo stile, in particolare accentuando i toni aspri e violenti del chiaroscuro e riducendo la narrazione ai soli elementi essenziali. Credendosi prossimo a realizzare il desiderio di far ritorno nella città papale, nell'estate del 1610 il pittore s'era imbarcato su una feluca diretta verso lo Stato pontificio, portando con sé il salvacondotto del cardinale Ferdinando Gonzaga e ..... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO SUL SITO DE "ILSOLE24ORE"

22/lug/2010

28 luglio: CaravaggioXXI va in Romania

Il 28 luglio presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Bucarest (Romania) nell'ambito del convegno "Nel segno di Caravaggio" verrà proiettato il video dello spettacolo teatrale "CARAVAGGIO XXI: tableaux vivants".  

Programma del convegno:
11.00 Parole di apertura
11.10 “Il 18 luglio 1610” – Elena Raicu
11.40 Proiezione “Caravaggio XXI: tableaux vivants”, Italia, 2009, alla regia di Massimo d’Alessandro
12.30 “Gli autoritratti di Caravaggio” – Elena Raicu
13.00 “Caravaggio e la scuola olandese” – Elena Zamfir
13.30 Pausa
14.00 Dibattiti sull’argomento “La morte nell’opera di Caravaggio”
15.00 Conclusioni

 ACCEDI ALLA PAGINA DELLO SPETTACOLO

26 luglio: Caravaggio va in scena in Campidoglio

Lo spettacolo viene dagli Stati Uniti e prosegue il tour nei luoghi simbolo del celebre pittore: Porto Ercole e Milano. Non solo mostre per celebrare i 400 anni dalla morte di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. Roma, la città dove il «pittore della luce» trovò ospitalità, fortuna e successo, gli rende omaggio con uno spettacolo teatrale che ricostruisce le fasi più drammatiche dell'avventurosa vita del genio che veniva dalla Lombardia. Intitolato «Caravaggio, l'esilio di un uomo alla ricerca di Dio», lo spettacolo, scritto dall'americano Richard Vetere, debutta a Roma con un'anteprima il 26 luglio, nel cortile di Palazzo dei Conservatori ai Musei Capitolini. Roma offre il colle più prestigioso per continuare a celebrare il pittore definito «rockstar» per il record di visite registrate durante la mostra delle Scuderie del Quirinale (aperta da febbraio a giugno) e nella «notte bianca» del 18 luglio scorso.... CONTINUA A LEGGERE SU "CORRIEREDELLASERA.IT"

21/lug/2010

CARAVAGGIO restituisce a Roma la "Notte Bianca" (fonte: 06blog.it)

(Fonte: "06blog.it"): Ci manca, questo è certo. Cancellata due anni fa dal sindaco Alemanno per mancanza di fondi (”La priorità è sostenere la spesa sociale”, disse in quell’occasione), la Notte Bianca è stato uno degli eventi di maggior successo della precedente amministrazione. Sicuramente complicata da gestire, restituiva però alla Capitale un prestigio culturale e un ritorno economico non indifferenti. Dopo il successo della mostra di Caravaggio aperta anche di notte, il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro ha lanciato l’idea di ripristinare la manifestazione che permetteva a romani e non di vivere la città ininterrottamente fino all’alba.  La data prevista dovrebbe essere quella compresa tra il 19 e il 20 settembre, in occasione delle celebrazioni del 140esimo compleanno di Roma Capitale. Giro sostiene di avere “Grandi progetti” al varco, molti dei quali potrebbero essere inaugurati o presentati al grande pubblico proprio in quell’occasione. “Noi siamo pronti e disponibili. Dal risultato della notte di Caravaggio occorre trarre le energie per promuovere a Roma progetti culturali di assoluta qualità perché questo ci chiedono ed esigono i grandi operatori del turismo internazionale”, incalza il sottosegretario.  Tra i progetti già noti, il restauro integrale del Colosseo nel 2011-2012 e l’illuminazione del Foro romano. Si continua col rinnovo del sistema delle pinacoteche di arte antica, rinascimentale e barocca, che dovrebbero far capo al nuovo Museo nazionale di Arte antica di Palazzo Barberini, la realizzazione di un ‘triangolo’ dell’Arte contemporanea con Maxxi-Macro-Palaexpo e un progetto di valorizzazione delle Ville storiche di Roma, puntando in particolare sul Parco dei Musei di Villa Borghese, che potrebbe chiamare in causa la necessità di una nuova Fondazione Villa Borghese. Molti buoni propositi. Vedremo a settembre quanti ne verranno messi in atto.

Torna in scena il balletto "Caravaggio" di Matteo Levaggi con le musiche di Giovanni Sollima

23 luglio FIRENZE, cortile del Museo Nazionale del Bargello / 31 luglio PORTO ERCOLE (GR), / 5 agosto MONTECCHIO MAGGIORE (VI), Castello di Romeo

In occasione del quattrocentesimo anniversario della morte di Caravaggio, la compagnia “Balletto Teatro di Torino”, realta’ di punta nel panorama della Danza contemporanea italiana, ripropone lo spettacolo Caravaggio, realizzato nel 2004 da Matteo Levaggi su musica di Giovanni Sollima, e portato in tournée nel nostro Paese e all’estero. La musica di Sollima si ispira agli spartiti accuratamente riprodotti da Caravaggio nei suoi quadri. Per ritrovarne il suono Sollima ha fatto ricostruire ed inserito nell’organico un violino tenore, strumento scomparso da secoli ed anch’esso raffigurato dal pittore milanese in diversi dipinti. “Già da bambino, e già coinvolto in “cose” musicali, stavo per ore a fissare quegli strani spartiti riprodotti con estrema precisione da Caravaggio in alcuni dei suoi dipinti, cercando di leggerne le note, di cantarmele dentro. Compositori fiamminghi, mi diceva qualcuno. Pensavo che Caravaggio oltre ad essere il primo grande direttore della fotografia, avesse provveduto anche alla “sonorizzazione”, alla colonna sonora, delle sue opere. Questa mia curiosità infantile, peraltro mai del tutto soddisfatta, si ripresenta puntualmente in tempi recenti, quando Matteo Levaggi mi propone – e la cosa mi attrae e mi emoziona - di lavorare a un balletto, appunto, su Caravaggio. Anzi, quei severi ed essenziali frammenti musicali, diventano una sorta di primo indizio. E così colgo l’occasione per risolvere la questione in sospeso dalla mia infanzia... LEGGI TUTTO SU "SANREMOBUONGIORNO!"

DA PASOLINI A PAPESCHI, QUALI SONO I CONFINI DELLA CENSURA? (di Andrea Dusio, da "MilanoCultura.com")

Quattro storie di censura, quattro storie per capire cos'è e quando ha senso. Parto da un mio amichetto d'infanzia, invero già scatenato allora, Max Papeschi, che in questi giorni ha tappezzato la Polonia con i suoi "topolini nazisti", ottenuti fotografando una bella ragazza discinta, che indossa una maschera di Mickey Mouse sullo sfondo di una bandiera con la croce uncinata. L'opera pubblicizza una mostra che si terrà a Poznan, non lontano dalla sinagoga, e credo che gli ebrei polacchi possano dirsi giustamente offesi da quella che è solo una provocazione bassa. Ricordo di aver visto qualcosa di molto simile a un concerto di Marylin Manson, e di averne anche parlato francamente con la rockstar dell'Ohio. Manson, che prima di salire sul palco faceva il critico musicale, era perfettamente consapevole di fare qualcosa che rientrava totalmente nel linguaggio dello show business. Tutti sanno che i parental advisory, le pecette che si mettono sui Cd per spiegare che un disco contiente testi violenti o sessualmente espliciti, non valsero a difendere Manson dalle accuse di aver influenzato i ragazzi che misero in atto il massacro della Columbine, tutti fans suoi e di altri gruppi metal. E d'altronde metà del nome di Marilyn Manson si rifà all'assassino di Sharon Tate e alla sua setta, che scrissero con il sangue delle proprie vittime il titolo di una canzone dei Beatles dopo l'eccidio. Io non so quanto Max sia talentuoso. Di certo non ho mai provato alcuna fascinazione per il suo lavoro, e ho "disertato" puntualmente le sue mostre, che trovo inconcludenti e pleonastiche, prive di qualsiasi valore autenticamente artistico. Credo che le sue creature abbiano cittadinanza nel mondo, ma sui muri di una cittadina polacca offende inutilmente la memoria. E dunque se l'amministrazione della cittadina l'avesse censurato, io sarei stato d'accordo.... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO SU "MILANOCULTURA.COM"

19/lug/2010

Maurizio Marini: con quelle ossa fateci il brodo, fate invece una preghiera davanti ad un suo quadro (intervista eslusiva di Egizio Trombetta)

Un’intervista assai piccante, si discute col professor Marini di: autenticità dei resti di Caravaggio esposti a Forte Stella, dell’autenticità della Sacra Sindone, della possibile reinvestitura di Caravaggio come Cavaliere di Malta, del suo contatto con la Mafia e del suo famoso viaggio a “occhi bendati” e dell’ultimo viaggio di Caravaggio in mare.

Il 18 Luglio 2010 è inevitabilmente arrivato, nel giorno del quadricentenario della scomparsa del maestro ho scelto di proporre un’intervista al più caravaggesco dei storici dell’arte: Maurizio Marini, ribelle, diretto e imprevedibile come nessun altro. A tutti noi, innamorati persi del maestro lombardo, invito a seguire il suggerimento del professor Marini, che nelle battute finali dell’intervista dice:“recatevi in una Chiesa dove c’è un suo quadro, fate una preghiera per lui”.
D: Professor Marini, lei crede che quelle siano veramente le ossa di Caravaggio?
R: “Quelle ossa sono di Caravaggio come io sono Gesù Bambino. Quelle ossa sono buone per farci un brodo”
D: Marini, sono state fatte delle analisi…
R: Un’affermazione che dice che sono all’85% di Caravaggio non è attendibile. Basti pensare al bordello scatenato dall’analisi del carbonio14 nell’analisi fatte sulla Sindone”
D: Marini, scusi, che c’entra la Sindone? Ora stiamo parlando di Caravaggio. Comunque è stato dimostrato che il discorso sulla Sacra Sindone non è affatto concluso. C’è stata una contaminazione con un tessuto di cotone del XV o XVI secolo, quando fu restaurata. Fu analizzato un campione di lino contaminato con filamenti di cotone più recenti, dal test del Carbonio14 è emersa una media: XI Secolo. Ma ora parliamo di Caravaggio
R: “Si comunque vorrei sapere tanto chi è quel pittore che l’ha dipinta…”  CONTINUA A LEGGERE E VEDI IL VIDEO INTEGRALE DELL'INTERVISTA SUL BLOG DI EGIZIO TROMBETTA

Alfred Breitman: "Il San Lorenzo appena scoperto e attribuito al Caravaggio è in realtà opera di Giovanni Baglione

(Foto di Zeno Colantoni, Esclusiva dell'Osservatore Romano)

Roma, 18 luglio 2010. Alfred Breitman e il Gruppo Watching The Sky intervengono sulla scoperta di una presunta opera del Caravaggio appena ritrovata fra le proprietà della Compagnia del Gesù e pubblicata ieri in prima pagina sull'Osservatore Romano. Il dipinto raffigura San Lorenzo martire sulla graticola. Il santo è rappresentato come un giovane prono sul terribile strumento di tortura, con le labbra aperte in un lamento e una mano tesa nel gesto estremo di aggrapparsi alla fede. L'Osservatore ipotizza una possibile attribuzione dell'opera al Caravaggio e definisce il dipinto come "stilisticamente impeccabile, bellissimo," affermando che "non si può fare a meno di riandare col pensiero a opere come la Conversione di San Paolo, il Martirio di san Matteo o Giuditta e Oloferne". Alfred Breitman e il Gruppo Watching The Sky, che si dedicano da anni al recupero di opere d'arte perdute o dimenticate, dopo un'attenta analisi iconografica e stilistica dell'opera, non concordano con quanto espresso sul giornale vaticano.  "L'opera segue senza dubbio la visione gesuitica dell'arte," spiega l'artista e studioso, "che prevede la rappresentazione di scene realistiche, capaci di infervorare lo spirito del credente, immedesimandolo nel quadro..... CONTINUA A LEGGERE SU "CONTROLUCE.IT"

18/lug/2010

EBOLI - Mostra sul Caravaggio - 3° incontro: Luci ed ombre di un artista errante (dal blog di Massimo DelMese)

Il dardo colpisce, penetra con violenza, la mano non lo ferma. E il colore si disgrega,diventa grumo doloroso di ombre e luci che avvolgono i personaggi, estremo testamento della luce caravaggesca.

Pecci: “Forse. Il senso del dipinto è nel fato che è ineluttabile: quello che è scritto nel destino succederà inevitabilmente”. Currò: “Il Martirio di S. Orsola si discosta dai tratti dolci e dalla ideale bellezza di molte altre opere del Maestro”.

EBOLI - Continua il successo della Mostra sul Caravaggio allestita sul Nuovo Elaion e curata da Mariano Pastore. Il secondo incontro è stato interessantissimo, la relazione, “Caravaggio. Ritorno a Eboli”, dopo una breve introduzione di Carmelo Currò è stata tenuta dal Professor Gerardo Pecci.  La mostra sta registrando un successo di pubblico e un interesse non indifferente verso il Caravaggio, verso le sue opere che hanno attraversano tutta l’Italia, verso la sua vita, il suo personaggio, il contesto di quel particolare periodo storico e verso le sue tecniche pittoriche che hanno affascinato ed affascinano generazioni intere. Le motivazioni del successo oltre ai 68 dipinti in copia esposti nella sala delle Conferenze del Nuovo Elaion, sta anche nelle esposizioni dei relatori e così nella sua introduzione, Carmelo Currò, prima di cedere la parola al Prof. Gerardo Pecci, si è soffermato sui pericoli delle attribuzioni affrettate e contestate. Infatti, il dipinto ebolitano attribuito a Caravaggio, rimane a suo avviso ancora solo attribuito. – “E’ indubbio come esistano documenti che parlano dell’opera commissionata all’Artista dalla famiglia Doria. Ma di quale dipinto, in realtà, si parla? Di quello che è stato conservato ad Eboli o di un altro cui fanno riferimento le carte, e che è andato disperso? Mentre è indubbio, infatti, che esistono le carte volenterosamente ritrovate, l’attribuzione degli storici dell’arte è ancora dubbia, dal momento che riguardo al pittore del “Martirio di S.Orsola” si è parlato di un caravaggesco o addirittura di Mattia Preti..... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO SUL BLOG DI MASSIMO DELMESE

«I contemporanei non siano esposti con Caravaggio» (di Francesca Pini - Corriere della Sera)

Commissionate a un giovane pittore due tele ispirate al Merisi. Ma poi scatta la censura della sovrintendente (nella foto il San Giovanni Battista dipinto da Nicola Samorì)
MILANO - Chi ha paura dell’arte contemporanea? Accostare a Caravaggio un giovane pittore di talento è forse un sacrilegio? Pare proprio di sì, stando alla vicenda di questa mostra a Porto Ercole (dal 18, alla chiesa di Sant’Erasmo), che commemora la fine della vicenda umana dell’artista (in fuga da Napoli verso Roma, fu arrestato a Palo, si rimise in viaggio colpito da febbre e morì nel 1610 a Porto Ercole). Questa mostra prevedeva la presenza di due tele di grandi dimensioni dipinte da Nicola Samorì, commissionate tre mesi fa all’artista, e ora cancellate dalla mostra, perché non gradite alla soprintendente del polo museale romano, Rossella Vodret, che ha posto il suo veto. (Altrimenti niente prestito).  «Il Caravaggio a Porto Ercole è stato un prestito eccezionale, concesso per la sua forte valenza simbolica, emotiva e culturale. Mettergli vicino delle opere di un contemporaneo è assolutamente fuori luogo», taglia corto la Vodret, che dichiara di aver approvato solo il prestito del San Giovannino e null’altro. Ma così il progetto (prodotto da Aleart con le restauratrici romane Valeria Merlini e Daniela Storti, oltre a Francesca Temperini) è monco della ..... CONTINUA A LEGGERE SU "IL CORRIERE DELLA SERA.IT"

Malpensa: Moratti propone di intitolare aeroporto a Caravaggio

Milano, 17 lug. (Adnkronows) - - Il sindaco di Milano Letizia Moratti proporra' in Giunta l'intitolazione dell'aeroporto di Malpensa al grande pittore lombardo Michelangelo Merisi da Caravaggio, scomparso il 18 luglio 1610 a Porto Ercole. Per celebrare il quattrocentesimo anniversario dalla morte del grande genio, domani, domenica 18 luglio, dalle ore 16 alle ore 19, sara' possibile ammirare gratuitamente i capolavori esposti presso la Pinacoteca Ambrosiana, in piazza Pio XI, 2 tra i quali il dipinto ''La Canestra di frutta''.
(Red-Ros/Ct/Adnkronos)

Scoperto nel quarto centenario della morte: un nuovo Caravaggio?

L’Osservatore Romano riporta in prima pagina il ritrovamento di una tela “attribuibile” al Merisi e raffigurante il martirio di San Lorenzo. Cauti gli esperti: “Sembra un caravaggesco della prima ora, ma servono analisi più approfondite”.
(Foto di Zeno Colantoni, esclusiva dell'Osservatore Romano)
L'Osservatore Romano pubblica oggi in prima pagina la notizia del ritrovamento di una bellissima tela inedita raffigurante il martirio di San Lorenzo, di proprietà della Compagnia di Gesù, mettendo però in guardia da il rischio di "cadere nel facile tranello di un “Caravaggio a tutti i costi”. "Saranno ulteriori indagini diagnostiche e un circostanziato approfondimento documentario, stilistico e critico - scrive - a fornire le risposte". Il giornale vaticano non si sbilancia ma ammette che si tratta almeno di "un caravaggesco della primissima ora". "San Lorenzo – rileva l'articolo - è raffigurato sulla graticola con le braccia in avanti, quasi a cercare la salvezza e il suo volto giovane, sofferente e disperato mostra quell'umanità presente nel profondo significato teologico del martirio". .. CONTINUA A LEGGERE SU SKY TG24