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Napoli, musei, Caravaggio si ammira gratis

Il Pio Monte riapre domani e offre la possibilità di contemplare "Le Sette Opere di Misericordia" senza biglietto di ingresso


Prove tecniche di normalità. Domani numerosi musei e siti culturali riapriranno le proprie aree all’aperto, tra giardini e scavi archeologici. Non solo: qualcuno è già pronto a rilanciare le proprie sale. Come il Pio Monte della Misericordia che, dalle 9 alle 13 domani ma anche nei prossimi giorni (aperto sette giorni su sette), renderà possibile l’accesso gratuito alla cappella custode de “Le sette Opere di Misericordia” di Caravaggio. «Abbiamo sentito il desiderio – dice il soprintendente Alessandro Pasca di Magliano - di offrire un omaggio alla città aprendo la chiesetta: l’ingresso sarà libero» (fonte: la Repubblica).

“Caravaggio Napoli”, scoop rinviato, trionfa la diagnostica. Un convegno ricco di spunti e argomenti ma su molte questioni prevale la cautela


Pubblicata in un numero speciale di About Art online una serie di interventi relativi alle giornate di studio Caravaggio a Napoli. Ricerche in corso (Museo e Real Bosco di Capodimonte, 13-14 gennaio 2019). 

"Il Caravaggio ritrovato. Maddalena ultimo atto", di Dario Pappalardo

Dopo l’attribuzione del dipinto al grande artista nel 2014, ora anche i test scientifici sul documento che l’accompagnava ne svelano l’autenticità. Intanto il dipinto è in mostra a Osaka

"E' lei la vera Maddalena". Svelato il mistero di Caravaggio

Prima l'attribuzione, ma ora anche i documenti dicono che la Maddalena in estasi è di Caravaggio. Il quadro che la decana degli storici dell'arte Mina Gregori scoprì e assegnò al pittore maledetto in un'intervista uscita su Repubblica il 24 ottobre 2014 adesso ha una storia certa. Che risale fino al Seicento: il secolo di Caravaggio. E che tocca Porto Ercole, Napoli e Perugia. I proprietari dell'opera continuano a mantenere l'anonimato, ma hanno reso accessibili agli studiosi i fogli che fanno riferimento al dipinto. I risultati della ricerca, rimasti segreti finora, saranno presentati al Museo di Capodimonte di Napoli davanti ad esperti internazionali [...]

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"Caravaggio a Napoli. Ricerche in corso". Giornate di studio il 13 e 14 gennaio a Capodimonte



Lunedì 13 gennaio
Museo e Real Bosco di Capodimonte, secondo piano, sala degli Arazzi
Ore 14.30, registrazione dei partecipanti e Welcome coffee
Ore 15.00, inizio lavori
Sylvain Bellenger, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte
Saluti istituzionali
Sybille Ebert-Schifferer, Biblioteca Herztiana, Max-Planck Institut fur Kunstgeschichte
Presentazione della banca dati “Archivio diagnostico digitale” (sezione relativa a Caravaggio e Caravaggeschi)
Maria Cristina Terzaghi, Università degli Studi “Roma Tre”
Introduzione ai lavori “Caravaggio a Napoli: sentieri di ricerca”
Ore 15.50, keynote lecture
Saverio Ricci, Università della Tuscia
Caravaggio e i filosofi, nuove considerazioni

Prima sezione: Le Sette opere di Misericordia
Presiede Paola D’Alconzo, Università degli Studi di Napoli “Federico II”
Ore 16.30 Loredana Gazzarra, Pio Monte della Misericordia
L’apparato decorativo delle Sette opere di Misericordia
Ore 16.55 Gianluca Forgione, Università degli Studi di Napoli “Federico II”
Caravaggio e la tradizione: l’invenzione di Nostra Signora della Misericordia
Ore 17.20 Marco Cardinali, Emmebi diagnostica artistica, Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”
Costanti e svolte nella tecnica pittorica di Caravaggio a Napoli. Le nuove indagini all’interno delle Sette Opere
Ore 17.45 Bruno Arciprete, restauratore dei dipinti napoletani di Caravaggio
Considerazioni sul restauro delle Sette opere di Misericordia e della Flagellazione
Ore 18.10 Discussione



Martedì 14 gennaio
Museo e Real Bosco di Capodimonte, secondo piano, sala degli Arazzi
Ore 9.15 Welcome coffee

Seconda sezione: Caravaggio e Louis Finson
Presiede Francesca Cappelletti, Università degli Studi di Ferrara
Ore 9.45 Rossella Vodret, già Soprintendente del Polo museale di Roma
La Giuditta e Oloferne di Tolosa
Ore 10.10 Gianni Papi, storico dell’arte
Caravaggio e Finson: un’amicizia
Ore 10.35 Dibattito

Terza sezione: La Flagellazione di Cristo
Presiede Sybille Ebert-Schifferer, Biblioteca Hertziana, Max-Planck Institut fur Kunstgeschichte
Ore 11.00 Pier Ludovico Puddu, Università Palacky di Olomuc
Riflessioni sulla Flagellazione di Caravaggio già in collezione Borghese
Ore 11.25 M. Beatrice De Ruggieri, Emmebi diagnostica artistica
La Flagellazione di Capodimonte: dalla “eclisse del committente” alle nuove acquisizioni sulla tecnica e sul processo esecutivo
Ore 11.50 Dibattito

Quarta sezione: I viaggi di Caravaggio da Roma a Napoli e da Napoli a Malta
Presiede Raffaella Morselli, Università degli Studi di Teramo
Ore 12.15 Giacomo Berra, storico dell’arte
Lettere inedite sul viaggio della marchesa di Caravaggio e del figlio Fabrizio Sforza Colonna, comandante delle galere maltesi, da Genova a Napoli
Ore 12.40 Keith Sciberras, Università di Malta
Novità per il viaggio di Caravaggio Napoli / Malta andata e ritorno
Ore 13.05 Dibattito
Ore 13.30 Light Lunch

Quinta sezione: La Maddalena in estasi
Presiede Patrizia Cavazzini, British School at Rome
Ore 14.45 Francesca Curti, storico dell’arte
Sulla via della seta: prime ricerche sulla Maddalena Gregori
Ore 15.10 Orietta Verdi, Archivio di Stato di Roma
“Maddalena roversa di Caravaggio”: per una storia del foglio manoscritto che accompagna il dipinto della Maddalena Gregori
Ore 15.35 Dibattito

Sesta sezione: Da Caravaggio ai caravaggeschi napoletani
Presiede Riccardo Lattuada, Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”
Ore 16.00 Stefano De Mieri, Università della Calabria
Caravaggio tra Santafede, Balduzzi e Azzolino
Ore 16.25 Viviana Farina, Accademia di Belle Arti di Napoli
Echi della Salomé in Azzolino, Sellitto e Ribera
Ore 16.50 Angela Cerasuolo, Museo e Real Bosco di Capodimonte
Battistello Caracciolo, tecnica e stile
Ore 17.15 Dibattito e conclusioni

Caravaggio cambia casa a Napoli: trasloca il "Martirio di sant'Orsola"

Intesa Sanpaolo pronta a lasciare il seicentesco palazzo in fitto a via Toledo e a trasferire il capolavoro di Caravaggio e le altre opere d’arte nella storica sede del Banco di Napoli


Caravaggio cambia casa. Il " Martirio di Sant’Orsola", l’ultimo capolavoro del grande pittore, lascerà entro un anno il Palazzo Zevallos Stigliano di via Toledo, assieme a tutte le altre opere delle sale napoletane di Gallerie d’Italia. Il bellissimo museo di Intesa Sanpaolo traslocherà infatti nell’adiacente edificio del Banco di Napoli, che sarà interessato da importanti lavori di adeguamento. E a Palazzo Zevallos è possibile che trovi la sua sede principale la Scuola superiore meridionale, la Scuola internazionale di alta formazione e ricerca incardinata nella Federico II e pronta a dare il via al suo primo anno di attività. Più di un’ipotesi, un progetto. Al quale stanno lavorando i vertici della Scuola superiore meridionale e il rettore della Federico II Gaetano Manfredi.
Il trasferimento del museo è un fulmine a ciel sereno per uno dei luoghi d’arte più amati della città, visitato da oltre 200 mila persone l’anno e abilmente incastonato in una dimora seicentesca del centro. Ma sarebbe proprio il Palazzo Zevallos Stigliano la causa di questo spostamento: lo stabile, infatti, perfetto sul piano architettonico ed espositivo, richiede importanti e onerosi lavori di adeguamento alle norme di sicurezza, tra piani antincendio e vie di fuga. Da qui la scelta di Banca Intesa di non accollarsi ulteriori costi per un sito di cui è, tra l’altro, affittuaria fino al 2020. La soluzione è spostarsi in un luogo di proprietà, il Palazzo Piacentini, a pochi metri, al civico 177 di Toledo. I necessari interventi di adeguamento funzionale e di ristrutturazione non spaventano l’ateneo che ha messo gli occhi sul Palazzo: il governo ha concesso all’università 80 milioni di euro in 5 anni, e dunque non mancherebbero le risorse per intervenire sull’immobile.
Di una sede di rappresentanza la Scuola ha assolutamente bisogno. Serve una vetrina prestigiosa, che sia all’altezza delle prospettive della Ssm, degli ospiti, anche stranieri, che verranno a tenere corsi e seminari agli studenti scelti per questa avventura dell’eccellenza. La sede solo provvisoria è ora in largo San Marcellino (in un’area che sarà presto interessata da imponenti lavori di recupero edilizio), ma l’ateneo sta prendendo in considerazione anche altri immobili, sempre storici, come il cinquecentesco Palazzo D’Avalos di via dei Mille.
L’idea del trasferimento del museo, già in programma da oltre un anno, sarebbe stata ratificata a inizio 2019. C’è già un progetto, firmato dall’architetto Michele De Lucchi e proposto alla Soprintendenza, per il nuovo piano espositivo negli storici ambienti del Banco di Napoli. Le collezioni di Gallerie d’Italia verrebbero esposte tra pianterreno e primo piano [...]

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Caravaggio nei Quartieri Spagnoli con "Napoli fashion on the road"

Napoli fashion on the road presenta la nuova tappa, attraverso un reportage all’insegna dell’arte e del misticismo, nei Quartieri Spagnoli, area pulsante, di frenetica vivacità nel cuore del capoluogo campano. La bellissima modella, si presenta in un mistico outfit da angelo, illuminando con la sua bellezza le stradine del quartiere, tra lo stupore dei passanti. Un bellissimo e radioso angelo, simbolo di forza e coraggio, di misericordia, di protezione della città, di contatto tra cielo e terra, di speranza e di amore.
L’angelo, una figura che Napoli fashion on the road ha voluto correlare anche al mondo dell’arte, grazie alla celebrazione di due straordinari pittori che vissero a Napoli nel ‘600, e che inclusero gli angeli tra i loro capolavori: Michelangelo Merisi detto “Il Caravaggio“, e Jusepe de Ribera detto “Lo Spagnoletto“. Ribera, fu l’artista capace di dipingere l’anima di Napoli, città in cui si trasferì nel 1616, in casa dell’anziano pittore dei Quartieri Spagnoli Giovanni Bernardino Azzolino. Dipinse in quell’anno numerosi capolavori tra cui “San Girolamo e l’Angelo“, attualmente conservato nel Museo di Capodimonte di Napoli ed oggi in copia esposto agli scatti del fotografo, in uno dei due pannelli utilizzati dalla modella, tra le strade dei Quartieri Spagnoli. I Pannelli, raffiguranti dunque l’opera di Ribera, e l’altra più celebre “Le Sette opere di Misericordia” (1616-17) del Maestro Caravaggio, conservata nella Chiesa del Pio Monte della Misericordia a Napoli. 
Opere, ambedue caratterizzate dalla presenza di angeli. Nella parte superiore troviamo la figura della Madonna rappresentata sorprendentemente come una donna affacciata al balcone in un vicolo di Napoli, con in braccio Gesù bambino che si sporge per osservare cosa accade in strada; di straordinaria bellezza la presenza di due angeli che si abbracciano alludendo al tema della fratellanza e sotto apprezziamo le scene dedicate alle sette opere di misericordia: Dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini, visitare gli infermi, visitare i carcerati, seppellire i morti.
Il pittore adottato dalla città partenopea mette in risalto la misericordia spontanea del popolo napoletano, incurante dei nobili dell’istituzione, che attraverso la carità, rafforzavano il loro potere. Alla luce di quanto riportato nella tela, la critica ha interpretato “Le Sette Opere di Misericordia”, come un omaggio del Caravaggio agli abitanti della città di Napoli.
Stupisce dunque la rappresentazione quasi “terrena” del divino, intento che Napoli fashion on the road ha provato a perseguire con la presenza di un angelo nel dedalo di vicoli dei Quartieri Spagnoli, tra passanti stupiti, e talvolta commossi. Come nel caso di un’anziana donna, Maria, che estasiata dall’immagine della modella nei panni dell’angelo, la bacia e la contempla.
Un’immagine che condensa tutto il senso del reportage, trasferendo l’umanità di una persona semplice in contemplazione della simbolica rappresentazione del divino: un divino che in quel momento è parso a Maria più vicino, più carnale, più terreno, cosi come nella poetica che sta alla base della sopra menzionata tela di Caravaggio [...]

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"Caravaggio Napoli", nuovi scritti sulla mostra a firma di Keith Christiansen, Gianni Papi, Maria Cristina Terzaghi e Rossella Vodret


Pubblicata oggi in un numero speciale di About Art online, una serie di articoli relativi alla mostra Caravaggio Napoli (Museo e Real Bosco di Capodimonte, fino al 14 luglio). 
I nuovi testi, di Keith Christiansen, Gianni Papi, Maria Cristina Terzaghi e Rossella Vodret, si aggiungono così a quelli già editi a firma di Viviana Farina, Riccardo Lattuada e Stefania Macioce.

Caravaggio a Napoli: un “filtro mentale” alla base di una rivoluzione artistica. Stefania Macioce sulla mostra di Capodimonte


Caravaggio effetto notte

Il buio esalta e accresce al massimo il senso della poetica e la qualità del lume caravaggesco, e l’allestimento (Handle s.r.l.) della mostra Caravaggio Napoli al Museo e Real Bosco di Capodimonte sembra evocare, senza retorica, l’Effetto notte di François Truffaut che, nel 1973, diresse La Nuit américaine.
Il titolo si riferiva ovviamente ad una tecnica cinematografica, nota appunto come effetto notte consistente nel rendere notturna una ripresa fatta in piena luce grazie all’inserimento di un filtro blu davanti all’ obiettivo. Un gioco di contrasti e di parole che suggerisce il rinvio al potente filtro mentale utilizzato da Caravaggio, il genio che inaugura una nuova visione della pittura. I suoi straordinari dipinti mettono in atto insuperabili ‘istantanee’, le sapienti e modernissime luci mettono a fuoco azioni in movimento sospese in attimi di assoluta eternità: la rivoluzione naturalistica che con lui si inaugura traduce una visione apparentemente istintiva e tale modernissima immediatezza viene recepita e prediletta con sorprendente partecipazione dal pubblico dei nostri giorni.
Presentata dunque attraverso un allestimento indubitabilmente efficace, la mostra Caravaggio Napoli curata da Maria Cristina Terzaghi e Sylvain Bellenger, affronta l’incontro di Caravaggio con Napoli, la grande capitale meridionale da sempre crocevia di culture diverse ove l’eredità del mondo antico e di una affinata stagione medievale si intersecano con apporti spagnoli e orientali. La vitalità dell’antica città portuale ha da sempre generato quella che Longhi ebbe a definire con affinata competenza una “immersione entro una realtà quotidiana violenta e mimica, disperatamente popolare”.
Nell’arco di due soggiorni tra l’ottobre del 1606 e il giugno del 1607 e, poi, nell’autunno del 1609 per circa un anno fino alla morte avvenuta a Porto Ercole nel luglio del 1610, durante il viaggio di ritorno verso Roma, Caravaggio trascorre a Napoli un tempo considerevole, circa diciotto mesi. Si tratta di un periodo intenso che rappresenta l’inizio della piena e cruciale maturità dell’artista che, proprio a Napoli in fuga da Roma dopo il coinvolgimento nell’omicidio di Ranuccio Tomassoni, intensifica le modalità complesse della sua ricerca pittorica. Napoli sancisce infatti l’avvio di un percorso tormentato e la pittura del genio lombardo, ricercato e condannato al bando capitale dalla giustizia romana, è segnata da una nobile quanto acuta tragicità carica di tensione morale. L’incontro con la città partenopea si distingue per un intreccio di relazioni con il panorama artistico locale, catturato dall’intensa e naturale resa della realtà, tipica delle opere napoletane dell’artista che stabilisce così un forte legame tra con il territorio. L’impatto sulla Scuola pittorica napoletana e sulla formulazione della poetica naturalistica partenopea sarà incisivo e determinante. Artisti più giovani, come Battistello Caracciolo, e quelli già attivi a Napoli, come Fabrizio Santafede, non restano immuni dalla potente suggestione del realismo caravaggesco, una suggestione che investe con forza pittori della generazione successiva come Jusepe de Ribera o Massimo Stanzione [...]

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I giovedì di Caravaggio: Quesiti caravaggeschi a Napoli




Il Museo e Real Bosco di Capodimonte presenta I giovedì di Caravaggio: Quesiti caravaggeschi a Napoli: quattro appuntamenti interamente dedicati al pittore lombardo ed al suo legame con la città di Napoli con gli studiosi Stefano Causa, Loredana Gazzara, Saverio Ricci e Riccardo Lattuada. 
Negli stessi giovedì apertura straordinaria fino alle ore 22.30 (la biglietteria chiude alle ore 21.30) con accesso agevolato al Museo (1 euro) e alla mostra Caravaggio Napoli (8 euro). 

L’incontro di Caravaggio con la città di Napoli, le relazioni che intrecciò con il panorama artistico locale, segnarono definitivamente il suo percorso. 
L’intensa resa della passione e dell’istinto nei dipinti napoletani identifica oggi, più che in altri momenti, l’immagine e la personalità dell’artista lombardo. 
Il legame di Caravaggio con il territorio ebbe un impatto incisivo sulla Scuola napoletana e nella costituzione della poetica del naturalismo partenopeo. 
Sia gli artisti più giovani, come Battistello Caracciolo, che quelli già attivi a Napoli, come Fabrizio Santafede, non poterono restare immuni al realismo caravaggesco e tentarono di adeguarsi alla novità, creando opere inconfondibilmente suggestionate dal Caravaggio. 
Un influsso che toccò anche in parte i colleghi della successiva generazione, tra cui Massimo Stanzione.

Sono dedicati a questo incontro unico nella storia dell’arte le lectures in programma nei quattro giovedì del mese di giugno 2019 nell’Auditorium del Museo di Capodimonte (piano terra), organizzate da Maria Cristina Terzaghi e Sylvain Bellenger, curatori della mostra Caravaggio Napoli (fino al 14 luglio 2019), con la produzione della casa editrice Electa. 
Si comincia giovedì 6 giugno alle ore 18.00 con Stefano Causa che parlerà di Battistello Caracciolo protagonista del naturalismo napoletano.
Nei giovedì successivi si avvicenderanno Loredana Gazzara, Saverio Ricci e Riccardo Lattuada.

Ecco il calendario completo degli incontri: 
6 giugno: Stefano Causa, Battistello Caracciolo protagonista del naturalismo napoletano 
13 giugno: Loredana Gazzara, Il Pio Monte della Misericordia storia e protagonisti 
20 giugno: Saverio Ricci, Caravaggio e la cultura filosofica a Napoli nel primo Seicento 
27 giugno: Riccardo Lattuada, Il giovane Massimo Stanzione tra caravaggismo e nuovi linguaggi figurativi

Dalle ore 19.30 seguirà apertura straordinaria con accesso agevolato al Museo e Real Bosco di Capodimonte (biglietto: 1 euro) e alla mostra Caravaggio Napoli (biglietto: 8 euro).
Le biglietterie chiudono alle ore 21.30. Con il biglietto serale della mostra Caravaggio Napoli si potrà gustare a soli 3 euro il cocktail “Rosso Caravaggio” creato per l’occasione dal Capodimonte Cafè (fonte: Museo e real Bosco di Capodimonte).

Milo Manara ospite al Comicon di Napoli con "Caravaggio. La grazia", il 25-26 aprile




Al festival Comicon di Napoli arriva il maestro Milo Manara per presentare la sua ultima opera Caravaggio. La grazia (fonte: 2Anews).
L'autore sarà presente alla manifestazione nelle seguenti date: giovedì 25 e venerdì 26 aprile.

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"Così le 'Sette opere' di Caravaggio tornarono al Pio Monte della Misericordia nel 1991", di Antonio Ferrara



Quando Stefano Renna, era il 15 febbraio del 1991, immortalò la scena, difficilmente poteva immaginare che 28 anni dopo attorno alla "movimentazione" del capolavoro di Caravaggio si sarebbe scatenata una disputa accesa. A vedere le belle foto in bianco e nero di Renna, si resta colpiti innanzitutto dalla naturalezza con la quale i portatori in jeans e maglione maneggiano la tela, portandola a spasso nel cuore dei Decumani. E, come tutti i trasporti che si rispettano, ecco la sosta, con il quadro poggiato a terra, e una donna che passa con le borse delle spesa in mano a pochi passi dall'angelo caravaggesco "precipitato al suolo". Il capolavoro di Merisi fece rientro al Pio Monte nel febbraio del 1991. "Dopo il terremoto del 1980 - ha scritto il direttore del Mibac Gino Famiglietti nel negare il prestito al Museo di Capodimonte per la mostra "Caravaggio Napoli" che apre il 12 aprile a cura di Cristina Terzaghi e Sylvain Bellenger - il dipinto venne trasferito per motivi cautelari al Museo di Capodimonte, ove rimase fino al 1991, quando fece ritorno nella chiesa di via dei Tribunali nel frattempo messa in sicurezza", soprintendente ai beni artistici Nicola Spinosa. Immagini oggi impensabili da vedere: il trasporto di opere d'arte (vedesi la mostra su Canova) segue ormai altri standard. "La cosa che mi colpì - racconta Stefano Renna che sta dedicando molto cura alla sistemazione degli archivi fotografici - fu la semplicità con la quale l'opera fu trasportata dagli operai nei vicoli dei Tribunali e poi collocata in chiesa, a differenza di oggi, nonostante le tante innovazioni tecnologiche disponibili". Quei volti del popolo napoletano che Caravaggio colse durante il suo soggiorno nel 1606 a Napoli ritornavano tra le strade del centro storico, in qualche modo restituendo semplicità e naturalezza all'opera del grande pittore, che tornava così tra la gente. Le foto in bianco e nero colgono quel momento incredibile, in una città che 28 anni dopo non ha più (forse) la stessa leggerezza. Il dipinto viene portato lungo via Tribunali e fatto entrare al Pio Monte dal cancello sul loggiato che si apre su piazza Riario Sforza. Da qui, attraverso la porta lignea venne fatto entrare nella chiesa e adagiato sul pavimento. L'edifico sacro era stato restaurato. E il capolavoro poteva tornare al suo posto. Gli addetti con due scale e un ponteggio montato dietro l'altare predisposero il supporto. Altri portarono la tela, la sollevarono e poi, con agilità, la agganciarono alla parete. Dove restò per altri dieci anni, quando fu riportata a Capodimonte per il restauro realizzato da Bruno Arciprete ed esposto nella mostra "Caravaggio. L'ultimo tempo", che si concluse il 23 gennaio 2005. "Le sette opere di misericordia" da allora sono al loro posto nella chiesa della pia organizzazione. Racconta Renna: "Il mio dialogo con Caravaggio avvenne per me e tanta gente comune nei vicoli di Napoli con semplicità. Provo a chiedermi come si sentirono tanti napoletani trovandosi al cospetto del grande Merisi. C'era una semplicità che oggi è così difficile da trovare a causa di beghe politiche, cambi di poltrone e litigi a discapito della nostra città. Rendere fruibile il nostro ricco patrimonio culturale e di arte favorirebbe oltre alla crescita del turismo, che già è in atto, anche un maggiore sviluppo sociale" (fonte: la Repubblica Napoli.it).

Napoli, la mostra su Caravaggio a Capodimonte è un caso: “Quel quadro non va spostato”

La mostra di Caravaggio a Napoli al Museo di Capodimonte ad aprile prevede l’esposizione delle “Sette Opere di Misericordia” del Merisi, conservato al Pio Monte della Misericordia. Dopo la polemica aperta dall’ex sovrintendente e direttore di Capodimonte, Nicola Spinosa, arriva la risposta dell’istituto che dovrebbe prestare l’opera.


È stata annunciata come uno degli eventi dell'anno, a Napoli e non solo. La mostra su Caravaggio a Napoli, in programma da aprile a giugno al Museo di Capodimonte, uno dei più straordinari siti museali del nostro Paese, senza considerare l'immenso patrimonio che lo circonda, essendo immerso nello splendido Bosco di Capodimonte. 
In attesa che questo luogo diventi il perno di un grande progetto di valorizzazione, il direttore Sylvain Bellenger aveva a inizio anno mostrato alla stampa le linee guida della nuova mostra su Caravaggio – che a Napoli manca dal 2004 – sulla nuova percezione del pittore e sulla sua influenza sui pittori napoletani dopo il suo passaggio in città. Centro della mostra, naturalmente, le opere napoletane del Merisi. Quella già presente a Capodimonte, la "Flagellazione" di Cristo, il "Martirio di Sant'Orsola" della collezione Intesa Sanpaolo e, infine, quel capolavoro che corrisponde al nome delle "Sette Opere di Misericordia", dipinto realizzato tra la fine del 1606 e l'inizio del 160, conservato presso il Pio Monte di Misericordia di Napoli, nel luogo dove è stato concepito. 

Caravaggio a Capodimonte: la polemica di Spinosa 
Proprio lo spostamento del suddetto quadro dal centro di Napoli alla collina di Capodimonte per la mostra è al centro da un paio di giorni di un acceso confronto tra quanti ritengono una sorta di esproprio lo spostamento dell'opera dal luogo in cui è stata realizzata e chi naturalmente difende la scelta legittima di spostare il dipinto temporaneamente per una mostra. Medesimo scontro era già avvenuto all'epoca dell'Expo di Milano del 2016, quando si parlò del possibile spostamento a Milano dell'opera, per cui non si fece più nulla. 
Stavolta ad aprire la polemica, sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno di domenica scorsa, è stato l'ex direttore di Capodimonte, nonché sovrintendente, Nicola Spinosa, il quale somma diversi argomenti nel suo articolo: criticando innanzitutto la scelta in sé di una mostra del genere su Caravaggio, che da rockstar dei nostri tempi sarebbe ormai – si legge nel suo articolo – uno strumento al soldo delle istituzioni culturali per "fare cassa" e poco o niente, si legge tra le righe dell'articolo di Spinosa, di culturale e scientifico. Un'accusa dura, che ha un suo seguito nell'appello sottoscritto da diversi intellettuali, tra cui Tomaso Montanari, a cui si aggiunge un altro argomento, ancor più controverso e cioè l'impossibilità tecnica di spostare il dipinto che secondo Spinosa per Statuto sin dal Seicento non potrebbe allontanarsi dal luogo dove è stato concepito, nemmeno temporaneamente. 

La risposta: "Caravaggio può essere spostato" 
A cui risponde oggi [19 febbraio 2019, ndC400], sempre attraverso le colonne del Corriere del Mezzogiorno, Alessandro Pasca di Magliano, soprintendente del Pio Monte di Misericordia, che oltre a difendere il proprio operato, sottoline come fu lo stesso Spinosa, in quanto direttore di Capodimonte, nel 2004 a richiedere la stessa opera d'arte per la mostra su Caravaggio e, relativamente alla questione spostamento, tende a precisare come: 
Non risponde al vero che la delibera assunta dal Governo del Pio Monte della Misericordia in data 27 agosto 1613 stabilisse, come vorrebbe Spinosa, «che mai per nessun motivo, sia pure momentaneo e occasionale, la tela del Caravaggio poteva essere rimossa dalla sua chiesa». Vero è invece che, con quella deliberazione, il Governo dell’Istituto decretò che «per nissuno prezzo si possa mai vendere» ovvero definitivamente collocare altrove il dipinto in oggetto. Ovviamente per spiegare questa querelle bisogna tornare su una diversa concezione alla base della tutela e della promozione del nostro patrimonio culturale da parte di entrambi i poli dialettici, ma è anche necessario rilevare che gli stessi partecipanti all'agone sono stati o sono direttamente coinvolti relativamente alla gestione del patrimonio culturale in oggetto. 
Nicola Spinosa, infatti, oltre a essere stato direttore del museo di Capodimonte, all'epoca dell'ultima mostra su Caravaggio a Napoli vestiva il ruolo di Soprintendente alle Belle arti, ruolo in cui, secondo Alessandro Pasca di Magliano "provvide altresì a concedere il nulla-osta necessario al perfezionamento dell’operazione", cioè allo spostamento della tela di Caravaggio oggi oggetto di polemica (fonte: Fanpage).

Recensione di “Caravaggio. Natività” con un testo di Andrea Camilleri, di Michele Cuppone (su ArtsLife)



Rischia di passare quasi inosservato, tra gli scaffali delle librerie per il formato tascabile e il volume snello, “Caravaggio. Natività” a cura di Filippo Maria Ferro. Edito da Interlinea, l’uscita inaugura la collana “Nativitas” e per questo non poteva andare in stampa in un periodo migliore dell’anno. 
In rare occasioni il critico, cresciuto sotto l’ala di Giovanni Testori, si era dedicato a Merisi. Da ultimo, lo aveva fatto nella prefazione al volume di Franco Moro sui presunti 69 nuovi Caravaggio, che Ferro chiudeva accogliendo la discussa Giuditta trovata di recente in una soffitta a Tolosa. Oggi, l’autore sposta la sua attenzione sull’ultimo, travagliato tempo dell’artista, nel suo costante peregrinare nel Meridione. E si concentra in particolare sul tema della Natività che il pittore affrontò un paio di volte, nell’Adorazione dei pastori (1608-09) di Messina e nella Natività con i santi Lorenzo e Francesco trafugata nel 1969 a Palermo e finita nelle mani della mafia. 
Quest’ultima, dipinta in anni precedenti, vale a dire a Roma (1600) stando alle ultime ricerche. Sarebbe invece napoletana (1606-07) per Ferro, che così recupera, non citando (come accade altrove nel testo) o forse ignorando un’ipotesi di metà Novecento. A ogni modo, per la tela scomparsa lo studioso ammette la genesi romana sulla base di un documento del 1600; ma un’esecuzione appunto più tarda, incompatibile però con lo stesso documento, dove il quadro risulta consegnato nello stesso 1600. 
Comunque non sono le questioni cronologiche, pur avvincenti e affrontate in più passaggi, il cuore del libriccino. Di appena 60 pagine, nelle quali peraltro trova spazio la ripubblicazione di estratti da Andrea Camilleri (unico nome in copertina) e da Renato Guttuso. Del primo, si riportano frammenti da “Il colore del sole”, una sorta di diario siciliano immaginario di Merisi. Del secondo, si attinge da un saggio che rifletteva su Caravaggio come anti accademico e pittore della realtà.
Di suo, il curatore offre un testo che si apprezza per scorrevolezza e taglio narrativo, e che va oltre il mero racconto biografico. Non solo in senso letterale, nel raccontare il ‘dopo Caravaggio’, tra “riverberi napoletani” ed “eredità siciliane” della lezione del maestro. Ma anche per la sensibilità non comune, che si percepisce nel linguaggio e in una certa dote introspettiva, discendente dal fatto che Ferro è persona che eccelle in più campi (insigne psichiatra, oltre che storico dell’arte). È così che si immagina che il lettore si sentirà catturato di pagina in pagina, benché questo piacevole ‘viaggio’ abbia breve durata. 
Chiudono il libro le schede delle due Natività e della copia di quella palermitana – cui ora va ad aggiungersi un’altra copia ancora, nota da una foto di Roberto Longhi e appartenuta al gerarca fascista Luigi Federzoni, pubblicata in queste stesse settimane sulla rivista scientifica “Valori Tattili”. L’autore non manca infine di sottolineare – e bene fa – la fortuna di aver visto in gioventù l’originale, prima del furto. Una ferita mai sanata, ma da cui far nascere una volontà di riscatto e un messaggio di speranza. E proprio ora, più che mai, è tempo di rinascita e di rinnovamento.

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"Intorno ai Musici di Caravaggio", giornata di studio a Napoli il 20 giugno

In occasione dell'arrivo a Napoli da New York dei Musici di Caravaggio, si terrà il 20 giugno a Napoli una giornata di studio interrdisciplinare dove temi legati alle vicende dell'opera - il contesto mecenatizio degli esordi romani del maestro, la produzione musicale del tempo - si intrecciano ad argomenti meno praticati e più insoliti come la presenza di Caravaggio e del suo mondo nel cinema nella letteratura nel Novecento.




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"Caravaggio: tecnica e stile", incontro a Capodimonte il 4 maggio con Marco Cardinali e Maria Beatrice De Ruggieri


Nell'ambito dell'iniziativa Incontri sul restauro 2017, giovedì 4 maggio alle 16 presso l'Auditorium del Museo di Capodimonte si terrà la doppia conferenza Caravaggio: tecnica e stile.
Relatori saranno Marco Cardinali e Maria Beatrice De Ruggieri (Emmembi Diagnostica artistica), tra i curatori dell'omonima opera bibliografica (Silvana editoriale, 2016).
Ingresso gratuito.

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Da Caravaggio a Gemito, a Napoli 150 tesori nascosti

In mostra a Napoli fino al 28 maggio la Maddalena addolorata attribuita a Caravaggio


C’è un nuovo scrigno d’arte nel cuore di Napoli: nella Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta apre «I Tesori nascosti. Tino di Camaino, Caravaggio, Gemito» centocinquanta capolavori dal XIII secolo fino al `900, provenienti da collezioni private, tra cui la «Maddalena addolorata» del Merisi in una mostra curata da Vittorio Sgarbi che l’ha definita «un vero museo, una immensità di bellezza davanti alla quale vi sentirete storditi». 
Collegato all’esposizione un nuovo evento che arricchisce ulteriormente l’offerta culturale di Napoli per le feste: l’arrivo il 28 dicembre al Museo d’arte contemporanea Madre, da Messina, della celebre «Natività» di Caravaggio [...]

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“L’Ottava Misericordia” al cospetto delle “Sette Opere” di Caravaggio

Accanto al capolavoro del Merisi l’opera contemporanea di Giuseppe Corcione, una traduzione tattile in bassorilievo prospettico delle Sette Opere di Misericordia realizzata per i non vedenti e gli ipovedenti


NAPOLI - L’opera di misericordia mancante, al cospetto del quadro del Merisi. Mercoledì 29 giugno nella chiesa del Pio Monte della Misericordia l’istituzione centenaria di assistenza e beneficenza inaugura l’opera tattile “L’Ottava Misericordia” dell’artista napoletano di Giuseppe Corcione che, per ben tre anni, ha avuto la fortuna di lavorare accolto negli ambienti che ospitarono Michelangelo Merisi detto il Caravaggio per la realizzazione delle “Sette Opere”, il celebre quadro per il quale la stessa cappella barocca è stata rifinita e che non si è mai mosso da qui (con l'eccezione di alcune mostre, ndC400) [...]

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"Le Sette opere di misericordia di Caravaggio: un cristiano 'ecumenico' contro i confessionalismi (religiosi e storico-artistici)", di Pietro Caiazza


Riceviamo e pubblichiamo una lettura personale e alternativa delle Sette opere di misericordia, recentemente salito alla ribalta per il mancato prestito ad una mostra di alto livello scientifico che era stata prevista al Quirinale. Il contributo è di Pietro Caiazza.

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Parigi, il mistero del Caravaggio ritrovato: le prime immagini [NEW: rassegna stampa aggiornata]

Ritrovata in una soffitta francese una Giuditta e Oloferne attribuita a Caravaggio. Il Louvre si sta organizzando per acquistarla, parte la caccia agli sponsor privati






A Parigi viene mostrato per la prima volta alla stampa, il quadro ritrovato nella soffitta di una abitazione nella regione francese di Toulouse che potrebbe essere attribuito a Caravaggio. In attesa delle perizie che potrebbero portare all'attribuzione, il Ministero della Cultura francese ha disposto che la tela non esca dal territorio nazionale. Il quadro, un olio su tela che rappresenta Giuditta che decapita Oloferne, è stato ritrovato dai proprietari dell'abitazione nel 2014, nascosto dietro a un falso muro, duranti i lavori per una perdita di acqua. Secondo Eric Turquin, a capo del team che sta curando gli studi sulla tela, l'opera sarebbe stata dipinta da Caravaggio negli ultimi anni di vita, tra il 1600 e il 1610. Caravaggio dipinse due versioni della "Giuditta e Oloferne", una realizzata a Roma e conservata nella Galleria Nazionale d'arte antica di Palazzo Barberini, l'altro dipinto a Napoli e scomparso nel XVII secolo. Nei prossimi mesi gli esperti del museo del Louvre studieranno l'opera che, se attribuita a Caravaggio, potrebbe avere un valore di 120 milioni di euro. L'attribuzione sarebbe attestata da una copia dell'epoca realizzata da Louis Finson, appartenente alla collezione del Banco di Napoli ed esposta a Palazzo Zevallos a Napoli. L'esistenza dell'originale sarebbe nominata proprio nel testamento del pittore fiammingo Louis Finson che, nato a Bruges e morto ad Amsterdam, trascorse alcuni anni in Italia tra il 1600 e il 1610 e un periodo a Napoli nel 1604.

a cura di Benedetta Perilli

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Rassegna stampa aggiornata con i pareri degli studiosi:


Un Caravage a-t-il été découvert dans un grenier en France? (Le Monde)

TheToulouseCaravaggio.com [Spinosa; Cuzin; Christiansen; Vodret; Falcucci; Brejon de Lavergnée; Baron-Callegari]

Caravaggio, l'ultimo duello: il giallo della tela di Tolosa (Il Mattino) [Gregori; Sgarbi; Spinosa; Arciprete; Merlini; Daverio; Coppola]
Presunto ritrovamento di una tela del Caravaggio (comunicato stampa) [Radini Tedeschi]
Caravaggio ritrovato, grande attenzione del Museo di Capodimonte (Il Corriere del Mezzogiorno) [Bellenger]