19 nov 2017

In libreria “Il mistero dell’angelo perduto” di Paolo Jorio e Rossella Vodret (da Sololibri.net)

Skira nella collana StorieSkira pubblica “Il mistero dell’angelo perduto” (2017, pp. 144, euro 16,00), romanzo di Paolo Jorio e Rossella Vodret che rievoca l’avventurosa storia di un capolavoro di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio (Milano, 29 settembre 157-Porto Ercole, 18 luglio 1610), forse andato in fumo.

La copertina del volume raffigura la ricostruzione del mirabile dipinto San Matteo e l’Angelo che il pittore lombardo dipinse nel 1599. L’opera acquistata da Vincenzo Giustiniani, banchiere, collezionista e intellettuale, passò ai Musei di Berlino nel 1815 e scomparsa verso la fine della II Guerra Mondiale nell’incendio della Flakturm Friedrichshain, dove migliaia di opere d’arte (tra cui dipinti di Caravaggio, Rubens, Goya), furono distrutte dalle fiamme.

Pur facendo riferimento a fatti e personaggi reali, frutto di un’attenta ricostruzione degli avvenimenti, Paolo Jorio e Rossella Vodret hanno intrecciato storia e fantasia, liberamente ispirandosi a due donne speciali del secolo scorso, una russa e l’altra moldava, che hanno avuto ruoli non marginali nello spionaggio sovietico e nella Resistenza francese, prima e durante il secondo conflitto mondiale e rivestendo, al termine, importanti incarichi nel mondo ..... CONTINUA A LEGGERE SU SOLOLIBRI.NET

15 nov 2017

A Milano, Caravaggio arriva a teatro (da Finestre dell'Arte)


Dal 21 al 26 Novembre, lo spettacolo teatrale “Io, Caravaggio” andrà in scena al Teatro Franco Parenti di Milano.

Ispirato al romanzo di Dominique Fernandez “La Course à l’abîme”, lo spettacolo è stato presentato per anni, a partire dal 2010, a Parigi e in tutta la Francia e ora arriva in Italia in una nuova versione con Cesare Capitani, interprete e autore dello spettacolo, e Laetitia Favart.

Caravaggio rivive davanti agli occhi dello spettatore: l’infanzia nel piccolo borgo lombardo, l’approccio alla pittura, i primi problemi con la giustizia, la fuga a Roma nella speranza di fare fortuna. Nella Città Eterna il giovane Michelangelo Merisi, grazie a pochi quadri carichi di una forza e di un erotismo mai visti, sconvolge la pittura e raggiunge la gloria. I potenti se lo contendono, i cardinali lo proteggono e rapidamente diventa il pittore ufficiale della Chiesa.

Ma Caravaggio è un uomo dal carattere violento e solitario: rifiuta ogni compromesso, ogni vantaggio che il suo talento e i suoi contatti potrebbero garantirgli. Il suo modo di vivere è una costante provocazione, un affronto continuo alla morale e i processi a suo carico si moltiplicano: passa lunghi periodi in prigione, assapora il gusto ..... CONTINUA A LEGGERE SU FINESTREDELLARTE.IT)

17 novembre 2017: Una serata dedicata all’arte e a Caravaggio


Appuntamento per venerdì 17 novembre, alle ore 21, alla Sala Consiliare di Piazza Mazzini


Una serata dedicata all’arte di Caravaggio. E’ organizzata dall’assessorato alla cultura con il titolo di “Tommaso, uno di noi”, l’incredulità di Tommaso: un viaggio nella Storia dell’Arte e nella pittura di Caravaggio”. Relatore della serata il professor Angelo Croci. Appuntamento per venerdì 17 novembre, alle ore 21, alla Sala Consiliare di Piazza Mazzini. (fonte: VARESENEWS)

Un Caravaggio alto nove metri al Policlinico di Roma (da VARESENEWS)

L'artista varesino Andrea Ravo Mattoni sta realizzando un murales sulla facciata della struttura ospedaliera romana


È iniziata il 10 novembre, per proseguire fino al 20 novembre, l’opera dell’artista Andrea Ravo Mattoni (nella foto sopra vicino al murales di Varese), che riprodurrà il dipinto “Le sette opere della Misericordia” di Michelangelo Merisi (1571- 1610), noto come il Caravaggio, su una delle due pareti esterne della Residenza Sanitaria di Ospitalità Protetta, struttura dedicata a pazienti e familiari del Policlinico Universitario A. Gemelli che hanno necessità di un alloggio confortevole a pochi passi dall’ospedale.

L’artista varesino Ravo sta perseguendo l’ambizioso e originale progetto di creare una pinacoteca diffusa a cielo aperto di dipinti classici dal 1400 al 1800, riprodotti su muri pubblici o aperti al pubblico. Il suo primo murales, all’interno di questo ..... CONTINUA A LEGGERE SU VARESENEWS

10 nov 2017

Il genio di Caravaggio spiegato ai bambini (da IlGiornale.it)

Una forte fonte di luce, un cavalletto, alcuni pennelli e un drappo di colore rosso: siamo nello studio di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, dove bambini e ragazzi vengono accompagnati a scoprire l'artista che illuminava il buio, capace di catturare l'attimo e fermare sulla tela la bellezza e la forza delle emozioni.


È «Caravaggio e la luce dipinta», l'originale percorso elaborato dalla Sezione Didattica di Palazzo Reale che, in uno spazio appositamente allestito all'interno della mostra, accoglierà i piccoli visitatori in un affascinante viaggio alla scoperta del pittore. Pensato e realizzato per le scuole dalle educatrici del Comune di Milano, il percorso didattico sarà disponibile anche per bambini e ragazzi dai 5 ai 16 anni accompagnati dalle loro famiglie in quattro appuntamenti speciali: 13 novembre, 27 novembre, 11 dicembre e 15 gennaio alle ore 17.

«L'eccezionale lavoro di promozione artistica e di innovazione educativa delle sezioni didattiche del Comune di Milano sottolinea la vicesindaco e assessore all'Educazione, Anna Scavuzzo è rivolto innanzitutto agli alunni delle scuole, ma è importante che la qualità dei percorsi pensati per le classi sia accessibile ..... CONTINUA A LEGGERE SU ILGIORNALE.IT

07 nov 2017

Presentazione il 13 novembre a Milano de “Il respiro del Caravaggio”, con Mariarita Signorini


Lunedì 13 novembre alle ore 17, a Palazzo Reale nella sala Conferenze in piazza Duomo 14 a Milano, Mariarita Signorini presenta il libro: “Il respiro del Caravaggio”, edizioni Delmiglio, dedicato al restauro del San Francesco di Caravaggio, conservato presso il Museo Civico Ala Ponzone di Cremona. Con l’autore sarà presente Marco Tanzi, dell’Università del Salento.

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06 nov 2017

"Problemi caravaggeschi. Da Carlo Bonone ad Antonio Giarola", conferenza di John Gash a Ferrara il 7 novembre



Il ciclo Il Museo. Dentro e intorno ospiterà, martedì 7 novembre, la seconda delle conferenze Intorno Bononi. Interverrà il prof. John Gash dell’Università di Aberdeen parlerà di Problemi Caravaggeschi: da Carlo Bonone ad Antonio Giarola
Sono ancora molti i quesiti che circondano l’opera di Caravaggio e dei suoi seguaci. Nella sua conferenza il Professor Gash affronterà le problematiche di iconografia, ma soprattutto, di attribuzione attorno ad alcuni specifici dipinti. In particolare, ci parlerà di due quadri attribuiti allo stesso Caravaggio, dell’identità di certi pittori caravaggeschi “anonimi”, come il cosiddetto Pensionante del Saraceni, e di alcuni “bei quadri individuali” ancora in cerca d’autore, come La Liberazione di San Pietro degli Uffizi, in passato erroneamente attribuito a Carlo Bonone. 
L’appuntamento è alle ore 17:00 nel Salone d’onore della Pinacoteca Nazionale di Ferrara. 
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

25 ott 2017

La Roma in chiaroscuro di Caravaggio, documentario su ARTE con Michele Cuppone



È andato in onda il 6 ottobre 2017, all'interno della trasmissione "Invitation au voyage"/"Stadt Land Kunst" sulla tv franco-tedesca ARTE, "La Rome claire obscure du Caravage"/"Im helldunkel-Rom von Caravaggio"
Nel documentario, Michele Cuppone conduce lo spettatore sui luoghi che costituirono il teatro stabile del quotidiano e spesso irrequieto vissuto di Michelangelo Merisi, ricordando alcuni momenti significativi della sua biografia e carriera artistica, che trova un simbolico baricentro in Piazza Navona.
"La Roma in chiaroscuro di Caravaggio" ruota attorno all'idea del regista Frédéric Massot di far vedere la città attraverso gli occhi di Caravaggio e, come illustrato da Michele Cuppone nel corso della sua intervista, l'artista fa scendere letteralmente la dimensione celeste nelle strade di Roma. Le stesse, che è possibile ripercorrere a piedi, nel tessuto urbanistico del centro storico rimasto pressoché intatto dagli inizi del Seicento a oggi. 
Si possono rivedere in streaming le versioni francese e tedesca del documentario, che ospita anche interventi di Roberta Bernabei e Maria Antonietta Visceglia, sulla pagina web di ARTE.

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Vittorio Sgarbi porta a Catania “Da Giotto a de Chirico. I Tesori nascosti”

In mostra a Catania fino al 20 luglio 2018 la Maddalena addolorata di collezione privata, da alcuni studiosi attribuita a Caravaggio

Da domani (e fino al 20 maggio 2018) il Castello Ursino di Catania ospiterà “Da Giotto a de Chirico - I Tesori nascosti”. La mostra, a cura di Vittorio Sgarbi, è un progetto di Contemplazioni, con il patrocinio del Comune di Catania, promossa da Fenice Company Ideas e dalla Fondazione Cavallini Sgarbi, con il sostegno di SAC e di Confcommercio Catania, SNAG (Sindacato Nazionale Autonomo Giornalai), FIT (Federazione Italiana Tabaccai) e Sostare. 
L’obiettivo di questa grande esposizione è raccontare attraverso preziosi tesori “nascosti” lo svolgimento della storia dell’arte italiana, da Giotto, l’artista che ha rinnovato la pittura, così come Dante, suo contemporaneo, è ritenuto il “padre” della lingua italiana, a Giorgio de Chirico che, affascinato dell’arte antica, fu il principale esponente della pittura metafisica, attraverso la quale tentò di svelare gli aspetti più misteriosi della realtà. La mostra nasce dal desiderio di illustrare, attraverso una ragionata selezione, il Tesoro d’Italia “nascosto e protetto” nelle più importanti raccolte private italiane. In un arco temporale di oltre sette secoli, dalla fine del Duecento alla metà del Novecento, da Giotto a de Chirico, si dà conto dell’evoluzione degli stili, delle correnti e degli snodi fondamentali della storia dell’arte italiana. La mostra offre altresì al visitatore un’ampia panoramica sui soggetti affrontati dagli artisti, da quello sacro alle raffigurazioni allegoriche e mitologiche, dal genere del ritratto a quelli del paesaggio e della natura morta. 
La “Madonna” di Giotto e due teste muliebri marmoree, prime sculture “italiane” riferite a un maestro federiciano della metà del Duecento, aprono la straordinaria galleria, dove sono raccolti capolavori come la “Madonna in trono con il Bambino” di Antonello de Saliba (1497), la “Madonna in gloria con i santi Antonio da Padova e Michele Arcangelo” di Severo Ierace (1528 circa), la “Vergine Maria” di Paolo Veronese (1565-1570), “Maddalena addolorata” di Caravaggio (1605-1606) [...]

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“La natura morta al tempo di Caravaggio”, due giornate di studi, una mostra ed altro ancora, di Nicosetta Roio

Chiuso il Convegno di Studi Caravaggeschi. Dal Palazzo del cardinal Del Monte nuovi spunti e approfondimenti

Confortata dal clima benevolo di una delle più dolci ottobrate degli ultimi anni, anche quest’anno si è svolta la ormai consueta “due giorni” di studi caravaggeschi nelle ospitali sale al pianterreno del Palazzo Museo che sorge nel cuore di Monte Santa Maria Tiberina, la storica dimora dei Marchesi Bourbon del Monte nota per vantare tra i suoi più illustri componenti il cardinale Francesco Maria, tra i primi e più importanti committenti di Michelangelo Merisi da Caravaggio
Nate da una prima idea di Maurizio Marini, nel corso degli anni le giornate di studio dedicate al sommo pittore lombardo hanno visto via via salire, tra le belle colline coperte da castagni, lecci, faggi e querce, i migliori specialisti d’arte caravaggesca italiani e stranieri, sempre egregiamente accolti dalla generosa ospitalità del Comune di Monte Santa Maria Tiberina, ora guidato dalla giovane e attivissima sindaca Letizia Michelini, ente patrocinatore degli eventi promossi dalla Libera Accademia di Studi Caravaggeschi.
Deus ex machina dell’organizzazione dell’intenso programma è stato ancora una volta l’infaticabile Pierluigi Carofano che ha affidato la direzione del pomeriggio di studi di sabato 21 e la mattinata della domenica 22 ottobre 2017, rispettivamente a Paolo Nucci Pagliaro e Pietro di Loreto, attenti ed equilibrati moderatori di un evento confortato dalla presenza di un pubblico – interessato e, vivaddio, costruttivamente “rumoroso” – che, dopo aver occupato tutti i posti disponibili, non ha mancato di intervenire negli accesi dibattiti conclusivi. Decisamente non trascurabile la mostra collaterale alle due tornate di studio, entrambe intitolate La natura morta al tempo di Caravaggio: i dipinti esposti per l’occasione sono stati studiati da Pierluigi Carofano, Alberto Cottino, Franco Paliaga e Antonio Vignali e l’elegante pubblicazione che correda l’esposizione ospita anche un saggio introduttivo di Alberto Cottino e Franco Paliaga sulla natura morta romana (edizione Etgraphiae, Roma–Cartograf, Foligno). 
Moltissime le novità messe in evidenza fin dal primo intervento di Cottino (Tra Tommaso Salini e lo pseudo Salini: molti problemi, poche certezze e qualche nuovo spunto), in cui, contrariamente al titolo doverosamente prudente, non sono mancate nuove importanti acquisizioni e chiarimenti intorno alla produzione saliniana di nature morte, specie quelle con “verdure” – solitamente “trascurate” dagli antichi inventari -, non ultima la scritta “Mao fec.” emersa sotto il rintelo di un dipinto con Ortaggi o quella con la problematica data “1608”, la cui non agevole interpretazione è stata spiegata da Simona Sperindei con l’ausilio di appropriate immagini scientifiche. 
Notturno caravaggesco tra natura e allegoria: le Sette opere di Misericordia è il titolo dello studio presentato da Dalma Frascarelli che ha sostenuto il potente valore simbolico dei soli due dipinti del Merisi – la Cattura di Cristo di Dublino e le Sette opere di Misericordia di Napoli – definibili realmente come “notturni” (poiché vi sono presenti dei lumi artificiali che sottintendono come le situazioni siano avvenute al buio), dimostrando come invece i suoi seguaci interpretarono queste sue profonde espressioni simbolico-allegoriche in chiave sostanzialmente scientifica, naturalistica e fenomenica [...]

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17 ott 2017

La "Natività" di Caravaggio: il capolavoro dipinto a Roma, inviato a Palermo, e rubato nel 1969. Con un parere inedito di Nicola Spinosa

Oggi è la triste ricorrenza del furto della Natività di Palermo di Caravaggio, rubata nella notte fra 17 e 18 ottobre 1969 e mai più ritrovata. Il ricordo di Finestre sull'Arte e di Nicola Spinosa in un VIDEO inedito 


Nella notte tra il 17 e il 18 ottobre del 1969, la Natività con i santi Lorenzo e Francesco di Caravaggio (Milano, 1571 – Porto Ercole, 1610), uno tra i più celebrati capolavori del pittore lombardo, veniva trafugata dal luogo in cui era collocata, l’oratorio di San Lorenzo a Palermo, e da allora non è mai più stata ritrovata. Sul clamoroso furto, attribuito alla mafia, si sono rincorse varie voci (tra le quali quelle più terribili che vogliono il dipinto andato distrutto), ma l’unica certezza è che, purtroppo, al momento non abbiamo piste sicure da seguire, e le speranze di ritrovare l’opera sono pressoché nulle. Malgrado le tristi circostanze, gli studi attorno al dipinto non sono certo cessati: tutt’altro [...]
Il parere cronologicamente più recente è quello di Nicola Spinosa, e lo presentiamo in questo articolo con un video inedito, che si può raggiungere cliccando qui: nella registrazione, effettuata durante un incontro tenutosi il 7 maggio scorso nell’ambito dello Sky Arte Festival (“Operazione Caravaggio. La tecnologia al servizio dell’arte perduta”, con Peter Glidewell, Nicola Spinosa e Jordi García Pons), si può ascoltare lo studioso di Caravaggio sostenere che “contrariamente a quanto si è sempre creduto, il dipinto non fu realizzato a Palermo [...]. In verità ormai è accertato che Caravaggio ha dipinto questa Natività mai pensando a che potesse andare nell’oratorio di San Lorenzo: ha dipinto quest’opera a Roma” [...]
Oggi non possiamo più godere dell’originale, e in sua mancanza, il 12 dicembre del 2015 è stata posta, sull’altare dell’oratorio di San Lorenzo che accoglieva il dipinto di Caravaggio, una riproduzione realizzata da Factum Arte, società specializzata nella creazione di riproduzioni artistiche ad alta fedeltà. Una riproduzione condotta sulla base di una sola delle due immagini fotografiche a colori note dell’opera di Caravaggio: una foto scattata da Enzo Brai nel 1967, utilizzata da Adam Lowe, fondatore di Factum Arte, e dalla sua squadra, e un’ulteriore immagine del 1964, conservata presso l’Archivio Scala. L’immagine meno recente non è stata presa in considerazione dai tecnici, malgrado le diversità nella resa rispetto alla fotografia del 1967: una mancanza che dovrebbe far riflettere sul tema della riproducibilità delle opere d’arte, argomento spesso trascurato rispetto ad altri, sicuramente più urgenti e più pressanti, ma non per questo meno importante. E che diventa vitale laddove, come nel caso della Natività di Palermo, gli originali siano andati perduti e occorra affidarsi in via esclusiva alle riproduzioni. Il lavoro di ricostruzione del dipinto, pur non potendo certo sopperire alla mancanza dell’originale, ha rivestito comunque una notevole importanza affinché Palermo potesse tornare a godere almeno dello spirito che ha animato l’opera di Caravaggio.


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Andrea Ravo Mattoni, un murales alto nove metri al Policlinico di Roma


Un murale lungo nove metri. Andrea Ravo Mattoni, il writers varesino che si è fatto conoscere per il suo murales del Caravaggio in viale Belforte a Varese, sarà a Roma per realizzarne uno ancora più grande.
L’artista infatti, è stato chiamato dal Policlinico Gemelli di Roma per dipingere una parete esterna dell’Ospedale. Nei prossimi mesi sarà impegnato nel realizzare un murales alto nove metri, tre piani, dove raffigurerà con le bombolette spray le “Sette opere di misericordia” di Caravaggio [...]

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15 ott 2017

L'intervista di Susanna Rotunno di RAINEWS a Roberto Ando' sul film del furto della Natività del Caravaggio


Sono da poco iniziate a Roma le riprese del nuovo film di Roberto Andò, Una storia senza nome. Una trama complessa che ruota intorno al misterioso furto, realmente avvenuto a Palermo nel 1969, di un celebre quadro di Caravaggio, la Natività, mai più ritrovato. Susanna Rotunno è andata sul set e ha incontrato il regista.

14 ott 2017

Giornate di studi "La natura morta al tempo di Caravaggio", 21-22 ottobre a Monte Santa Maria Tiberina



Sono state presentate presso la Sala stampa della Camera dei Deputati a Roma le Giornate di studi sul Caravaggio che animeranno il Comune di Monte Santa Maria Tiberina nel mese di ottobre. Alla presenza dell'on. Giampiero Giulietti, il sindaco del comune altotiberino Letizia Michelini insieme al prof. Pietro Di Loreto della Libera Accademia degli studi caravaggeschi, ha illustrato l'iniziativa che, oltre a valorizzare e promuovere il borgo di Monte Santa Maria Tiberina, intende dare vita anche ad importanti momenti di approfondimento culturale. 
Il 21 e 22 ottobre, sarà anche l'occasione per ricordare il legame di Caravaggio con Monte Santa Maria Tiberina e la figura di Maurizio Marini, che diede origine alle giornate di studio. Il sindaco Michelini ha sottolineato l'importanza di un'iniziativa che vedrà arrivare studiosi e storici dell'arte di spessore nazionale ed internazionale per discutere dell'arte sublime del Merisi. Come affermato dallo storico Pietro Di Loreto, della Libera Accademia degli studi caravaggeschi, l'edizione di quest'anno sarà incentrata sullo studio della natura morta, proponendo un'analisi approfondita e dettagliata del Caravaggio. Nel corso della conferenza stampa è stata poi espressa la volontà di istituire una borsa di studio per giovani studiosi del Caravaggio e di altri artisti del Seicento, proprio per promuovere l'approfondimento e lo studio di un pezzo importante dell'arte italiana strettamente collegato con la storia di Monte Santa Maria Tiberina (fonte: Valtiberina.it)


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08 ott 2017

Fantagraphic. Il Caravaggio più avventuroso (da ARTRIBUNE)


Giuseppe De Nardo & Giampiero Casertano, Uccidete Caravaggio! (Sergio Bonelli Editore, 2017). Copertina

Dal 29 settembre 1571, data di nascita di Michelangelo Merisi da Caravaggio, sono trascorsi 446 anni. Ma in questo mezzo secolo la fama del pittore non ha scemato, anzi. 

E gli omaggi ai chiaroscuri della sua vita, oltre che della sua arte, continuano: anche col fumetto popolare della premiata scuderia Bonelli. Già dieci anni prima della epocale e definitiva riabilitazione critica da parte di Roberto Longhi, Amedeo Nazzari interpretò al cinema Caravaggio, il pittore maledetto, film debitamente in bianco e nero diretto con una controversa magniloquenza da Goffredo Alessandrini (il regista dei “telefoni bianchi” che aveva firmato anche il famoso Luciano Serra, pilota e che fu marito di Anna Magnani). Si ricorda piuttosto con tutt’altro favore lo sceneggiato televisivo in tre puntate che la Rai dedicò al pittore lombardo nel 1967, e per la regia di Silverio Blasi, caratterizzata da drammatiche ombre profonde, e per l’intensa interpretazione da parte di un Gian Maria Volonté ancor giovane. 

Rimanendo al cinema, neppure va dimenticato lo strambo e sensuale Caravaggio di Derek Jarman, del 1986, infarcito di curiosi anacronismi e particolarmente caro al pubblico omosessuale. Sulla sessualità piuttosto libera, chiamiamola così, del pittore si concentra naturalmente anche Caravaggio, La tavolozza e la spada, il volume a fumetti realizzato nel 2015 da Milo Manara, che sta per farne uscire adesso un seguito. Manara, come prevedibile, insiste in modo speciale sulle nudità femminili delle prostitute romane che facevano occasionalmente anche da modelle; il che, detto sinceramente, distrae non poco dalla verità della vita del Merisi. Molto più onesto appare allora questo "Uccidete Caravaggio!", altra interpretazione a fumetti portata oggi in libreria dalla corazzata nazionale ..... CONTINUA A LEGGERE SUL SITO DI ARTRIBUNE

04 ott 2017

«Caravaggio inSegni!», l'arte raccontata in Lis, tablet e guida bilingue al Pio Monte della Misericordia (da IlMattino.it)


Al Pio Monte della Misericordia si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di "Caravaggio inSegni! - L'arte raccontata in Lis, tablet e guida bilingue": un nuovo progetto di integrazione culturale, di sensibilizzazione e di turismo accessibile si presenta ufficialmente, per la prima volta in assoluto, al sito storico di via dei Tribunali n° 253. Il progetto, ideato dal Pio Monte della Misericordia e l'associazione culturale Curiosity Tour, è un nuovo modus di approcciarsi e visitare l'indiscusso capolavoro del "Caravaggio" e le altre importanti opere custodite all'interno dell’antico istituto napoletano. Rinnovando la sinergia di lavoro tra le parti, ora le visite guidate – a partire da domenica 8 ottobre – saranno possibili in bilingue, italiano e lingua dei segni (Lis), in modo da creare realmente integrazione tra i visitatori non udenti e udenti, e anche in maniera tecnologica con l'uso di nuovi tablet. Il progetto nasce in collaborazione con laScuola Counselis e ambisce, abbattendo barriere di ogni tipo, a far avvicinare"ogni bambino, ogni donna e ogni uomo" a uno dei luoghi più emblematici di Napoli: il Pio Monte della Misericordia. 

Il progetto di turismo accessibile “Caravaggio InSegni!” è fruibile dal giorno 8 ottobre 2017. Il collegamento ai dettagli dell'evento sarà sempre reperibile sul sito web www.curiositytournapoli.it, nella sezione “We Love Lis” dell'associazione Curiosity Tour e sul sito del Pio Monte della Misericordia- in modo continuativo per tutto l'anno accademico 2017/2018. Da esso si accederà a un menù che propone la presentazione del progetto, il suo funzionamento e la piantina del Pio Monte della Misericordia, dove sono indicate ..... CONTINUA A LEGGERE SU ILMATTINO.IT

“'Il S. Francesco in piedi del Caravaggio' nello spoglio di fonti antiche e moderne", di Michele Cuppone

Il seguente saggio è tratto dal volume Caravaggio nel patrimonio del Fondo Edifici di Culto. Il Doppio e la Copia, catalogo della mostra, Roma 21 giugno-16 luglio 2017, a cura di G.S. Ghia e C. Strinati, coordinamento scientifico di M. Cardinali, M. Cuppone e M.B. De Ruggieri, Roma 2017, pp. 27-28.




Nonostante il filone delle ricerche caravaggesche prosegua incessantemente e sovente dispensi interessanti acquisizioni, diversi nodi insoluti permangono e molto resta ancora da scoprire della vicenda storico-artistica del maestro. Basti pensare ai tanti quadri che oggi sono pressoché unanimemente accettati come suoi autografi, ma su cui le fonti forniscono tracce non esplicite, o tacciono del tutto. 
Così almeno sembrava – mi riferisco al secondo caso in particolare – per il soggetto del San Francesco in meditazione, finché nel 1908 Giulio Cantalamessa presentò il dipinto dei Cappuccini di via Veneto come un originale. Contestualmente, lo studioso trascrisse il contenuto di un antico cartellino, apposto sul retro della tela – poi coperto da una rintelatura finché non fu ritrovato durante il restauro del 2000. Esso, pur tacendo sul nome dell’autore, attestava in qualche modo la provenienza del quadro come dono ai frati da parte di Francesco de’ Rustici. Ma quanto alla paternità merisiana, su cui la critica ha ampiamente dibattuto anche per la presenza di altre versioni meno accreditate rispetto alle due oggi esposte, sembrava non fosse mai stato rintracciato un qualche appiglio storico. Eppure ne parlava una fonte antica, sfuggita, a nostra conoscenza nella sterminata bibliografia caravaggesca, agli studi specialistici, se non per un vago accenno di Giovanna Mencarelli in una scheda inventariale. Si tratta di una guida di Roma del 1750, edita da Gregorio Roisecco “Mercante di Libri in Piazza Navona”, che segnalava, allora nel coro della chiesa dell’Immacolata Concezione, “Il S. Francesco in piedi del Caravaggio” – ed è curioso, se è concessa una nota di colore, come nella storia di Caravaggio tornino (da un tempo ahinoi perduto) i librai della piazza: proprio qui, in un punto che ora possiamo ben identificare, aveva bottega il suo amico “libraro” Ottaviano Gabrielli.
Certo è singolare che il San Francesco, comparso nel 1750 – per la prima e unica volta secondo una fonte antica – come di mano di Merisi, venga descritto “in piedi”. Tale in effetti potrebbe pure sembrare, a un occhio meno interessato o scrupoloso sull’aspetto iconografico, piuttosto che in ginocchio sulla nuda terra. Come del resto Claudio Strinati nota acutamente nel suo saggio qui in catalogo, l’assisiate “ha un’impostazione solenne e più grande del normale mezzo busto, tanto da dare la sensazione di essere visto a figura pressoché intera”. Anche per questo, oltre che per l’identificazione dell’artista o quanto meno della sua ‘invenzione’, risulta arduo associare la fonte ai pochi altri soggetti analoghi oggi in chiesa. 
Si può anche contemplare l’ipotesi di una vecchia e più larga cornice, che avrebbe occultato una porzione maggiore di dipinto lungo le fasce perimetrali (in basso in particolare), tale da esaltare la sensazione di una “figura pressoché intera”. Viene comunque da domandarsi, ma sarà più una suggestione, se l’aspetto di figura stante non fosse dovuto a una scarsa leggibilità della tela all’epoca. Leggibilità che, più che all’ambiente, poteva essere legata a uno stato conservativo non eccellente, tale da non apprezzare le differenze tonali tra il saio e il terreno. 
Lo spoglio archivistico riserva comunque ulteriori ‘sorprese’ [...]

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03 ott 2017

"Caravaggio e Leonello Spada, un legame mancato? Una nuova rilettura del Malvasia", di Massimo Pirondini

Spavaldo, con cane al fianco, la mano sul pomo della spada, mantello corto calato da una spalla, giubba “trinciata”, cappello piumato e, infine, al collo una collana d’oro che diceva essergli stata donata dal Gran Maestro dei Cavalieri di Malta: così era ricomparso, in piazza a Bologna, verso il 1611, il pittore Leonello Spada, dopo aver lavorato a La Valletta ad affrescare alcune sale del Palazzo dell’Ordine. Ce n’era d’avanzo per meritarsi gli strali e le invidie dell’ambiente artistico locale, che invece sommamente lodava il fare modesto, serioso ed integerrimo del concorrente Tiarini [...]
Una vita sempre sopra le righe, si è detto, e delle sue intemperanze sono piene le pagine della biografia che, nella Felsina Pittrice, gli dedica Carlo Cesare Malvasia, il quale, oltre a quelle “scioperataggini”, non gli perdonava le sue, spesso ostentate, predilezioni caravaggesche. Ed è sempre Malvasia, nostra principale fonte sugli artisti bolognesi, a relazionarci sui presunti rapporti di Spada con Caravaggio. Vediamone i passi salienti 
“… e tanto perciò insinuandogli la maniera del Caravaggio, che non contento di prenderne l’imitazione da un S. Tomaso toccante il Santissimo Costato dello stesso, desiderò di praticarlo di persona”.
Riprenderemo in seguito il commento su questa copia che il nostro avrebbe tratto dall’Incredulità di S. Tommaso del Merisi e passiamo alla successiva segnalazione dello storico bolognese: Leonello sarebbe stato molto erudito in argomenti storici e mitologici, nonché di spirito vivace e portato alla poesia giocosa e satirica, e 
“... Queste fur le cagioni per le quali poi così volentieri fu accolto e accarezzato dal Caravaggio, ch’ebbe a dire aver pur finalmente trovato un uomo secondo il cuor suo; non so se perchè, buttandosegli sotto Leonello, non altro procurò che di compiacerlo in tutto, sino a farsi nudo e servirgli di modello; o perché poco anch’egli incontrasse nel suo umore fantastico…” 
Comunque Spada, dopo essere entrato in frequentazione con Caravaggio 
“…Tentò … di scostarsene più volte e di licenziarsi, ma sempre indarno, massime allora, che condottolo seco a Napoli l’Amergi lo tenne sotto ben quattro giorni a servirsene di modello per un S. Giovanni, rinserrandolo per di fuori entro la stanza, e porgendogli per un finestrino il vitto, per timore che non gli fuggisse; sì come avea fatto anche in Roma, quando nel suo S.  Matteo chiamato da Cristo all’Apostolato, per colui che ivi sta volto in ischiena, il ritrasse. Non potè dunque non passare con esso lui a Malta, indottovi dalla curiosità di mutar aria e veder altro paese…” [...]

link:

Presentazione il 5 ottobre a Napoli di "Entro l'aria d'una camera rinchiusa Scritti su Caravaggio e i caravaggeschi", di Gianni Papi

Recensione di "Operazione Caravaggio" su ArtItalies, di Michele Cuppone



Pubblicata sul numero 23 di ArtItalies. Revue de l'AHAI (Association des historiens de l'art italien) la recensione di Michele Cuppone a Operazione Caravaggio, volume a firma di autori vari fra cui Claudio Strinati, dedicato alla recente ricostruzione della perduta Natività di Palermo – installata nell'oratorio di San Lorenzo alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
La recensione è occasione per sviluppare una suggestione dell'autore, già anticipata sugli schermi di TV2000 (link), il quale si interroga sull'identificazione dei personaggi raffigurati, in particolare sul cosiddetto san Francesco. Sono inoltre posti all'attenzione del lettore alcuni dettagli iconografici mai (o poco) notati del dipinto – di cui restano almeno due foto a colori degli anni '60 del Novecento (Archivio Scala ed Enzo Brai); fra questi, il pizzetto e i capelli ricci di san Lorenzo e, per san Giuseppe, una leggera stempiatura e i capelli bianchi (ma talvolta ritenuti biondi per via del generale tono giallastro di alcune riproduzioni), come emerge ancora meglio dalla copia eseguita da Paolo Geraci nel 1627-1628.

link:

27 set 2017

Caravaggio repliche o copie? Intervista a Marco Cardinali e Maria Beatrice De Ruggieri

Apre a Milano, a cura di Rossella Vodret, la mostra Dentro Caravaggio, ideale proseguimento del volume Caravaggio Opere a Roma (Silvana ed.) incentrato sulla tecnica stilistica e sulle indagini diagnostiche di opere romane di Caravaggio, cui Beatrice de Ruggieri e Marco Cardinali furono coautori. Questa conversazione con loro ripropone il problema dell’importanza - ancora poco stimata in Italia - delle indagini scientifiche come supporto al lavoro dello storico dell’arte.


1D- Vorrei chiedervi innanzitutto come nasce il vostro interesse per questa particolare disciplina della diagnostica applicata alle opere d’arte, sulla quale avete sviluppato competenze che vi sono riconosciute a livello internazionale. 
R- Beatrice: Nasce inizialmente grazie a Corrado Maltese, un vero maestro, un’autentica punta intellettuale del suo tempo, appassionato di questo indirizzo di studi; poi con le esperienze in ambito universitario quando si verificavano i prototipi introdotti da Sebastiano Sciuti, noto fisico e scienziato, per rendere portatile la fluorescenza dei raggi X; in seguito, con la specializzazione post laurea a Siena; così, mano a mano abbiamo acquisito la consapevolezza delle profonde radici culturali di questi interessi e dell’importanza fondamentale di questo metodo di lavoro che è divenuto per noi il modo di fare storia dell’arte. 
R- Marco: Aggiungo che la nostra prospettiva è completamente dentro la storia dell’arte e non nasce per chissà quale forte passione verso la tecnologia; quello che dobbiamo al nostro maestro –da cui, come solitamente è nell’ordine delle cose, ci siamo via via differenziati- è sostanzialmente l’abbrivio che è stato di carattere semiologico, cioè lo studio dei segni interni alle opere d’arte, strutture dotate di materia e di contenuto espressivo in funzione delle scelte tecniche e materiali di un artista. 

2D- Tra poco approfondiremo questo discorso sulle tecniche e sui materiali, ma intanto vi chiederei un aggiornamento sugli ultimi strumenti e sui più recenti metodi d’indagine diagnostica applicata alle opere d’arte. Si parla di imaging di MA-XRF, ecc , come lo spieghereste ad un lettore di About Art amante delle belle arti ma magari non addetto ai lavori. 
M– La domanda è importante. Credo di poter dire che da questo punto di vista, circa gli strumenti e i metodi di analisi, ci troviamo ad un punto che rappresenta una grande occasione per gli studiosi e in particolare per gli storici dell’arte; in effetti, alle indagini diagnostiche viene ora riconosciuto un ruolo significativo anche da parte di storici dell’arte meno propensi ad accogliere il contributo della tecnologia. A mio avviso ciò è dovuto alla recente grande spinta delle tecniche di imaging, in grado di produrre immagini dotate di una sorta di capacità sintetica sia nel senso formale che caratteristico, cioè analitico. Mi spiego meglio: la scansione MA-XRF, che noi abbiamo avuto possibilità di sperimentare, è un’analisi che ci consente di acquisire informazioni analitiche circa la presenza di un elemento attraverso la sua distribuzione formale, descrivendo le pennellate in cui è contenuto; per cui ad esempio è possibile rilevare un determinato metodo nella stesura di un pigmento, che viene individuato non solo da un’analisi chimica bensì descritto nel suo impiego figurativo. E’ evidente allora che nello studio di un dipinto stile e procedimento tecnico formano un binomio inscindibile. 
B– Interessante è anche il fatto che le indagini di imaging, come la radiografia o l’ultravioletto, sono di tipo qualitativo, invece con alcune delle analisi recentemente introdotte si arriva perfino ad avere informazioni sulla forma cristallina di un composto senza fare prelievi ed ottenendo dati di notevole rilievo scientifico ...


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26 set 2017

Intervista a Claudio Falcucci, coordinatore della sezione diagnostica della mostra "Dentro Caravaggio"



Claudio Falcucci, ingegnere nucleare, si occupa da più di 25 anni dell'applicazione delle tecniche scientifiche allo studio e alla conservazione dei Beni Culturali. In questi 25 anni ha sottoposto a indagine diagnostica un gran numero di dipinti antichi, compresi alcuni fra i maggiori capolavori dell’arte italiana e straniera. Conosciuto e chiamato a collaborare da tutti i musei del mondo è ritenuto uno dei più grandi esperti in materia di diagnostica applicata alle Belle Arti

- "Ingegnere vorremmo iniziare l’intervista per farla conoscere meglio al nostro pubblico con questa domanda: Lei lavora da ingegnere ai beni culturali e non è uno storico dell’arte. Qualcuno che rimane scontento del Suo lavoro ogni tanto glielo fa pesare. Faccia finta di essere sdraiato nello studio di un analista e che la risposta che sta per dare non la sentirà nessuno"-. 
Bisognerebbe per prima cosa trovare un posto libero sull’affollato lettino dell’analista… Scherzi a parte, credo che il mondo dell’arte abbia nel tempo imparato ad avvalersi di professionalità differenti. L’opera d’arte (almeno le opere che lei ha prima definito “antiche”) è innanzi tutto materia, che si presenta contemporaneamente come struttura e come aspetto, con due accezioni ancora più inseparabili di quanto non siano il recto ed il verso di una medaglia. Non sono parole mie, ma di uno storico dell’arte, anzi forse dell’unico storico dell’arte che nessuno si permette di contestare, Cesare Brandi. Gli studi di questi aspetti, inevitabilmente, richiedono approcci metodologici allo stesso tempo differenti e coordinati che, salvo casi realmente eccezionali, possono essere seguiti solo da persone differenti, con menti, mentalità e formazioni differenti. Lo storico dell’arte, insomma, non può più logicamente pretendere di essere l’unico attore in campo. Il restauratore, figura professionale eternamente in bilico tra quella dell’artigiano, dello scienziato e del conoscitore è sicuramente un altro degli attori necessari, come chi per formazione e per vocazione indaga l’opera nella sua struttura materica, sfruttando le metodologie scientifiche a disposizione. Ovviamente, le differenti competenze devono necessariamente e continuamente confrontarsi tra di loro, con la coscienza che ognuno costituisce solo un piccolo ingranaggio di una macchina molto grande e complessa. Solo il continuo scambio di informazioni e il confronto tra i diversi punti di vista consente di ottenere un effettivo incremento delle conoscenze, sulla singola opera e sull’artista che l’ha prodotta. Oltre a queste professionalità, sempre più di frequente si sente la necessità di coinvolgere nelle ricerche altre figure, più idonee dello storico dell’arte, del restauratore e dello scienziato ad affrontare determinati aspetti. Ad esempio, nell’interpretazione di atti processuali del XVII secolo, è forse difficile prescindere dal contributo di persone di legge, nello studio dell’abbigliamento o delle armi raffigurate in un dipinto è impensabile prescindere dal contributo degli studiosi di storia del costume o di storia delle armi. Sono fermamente convinto che la guida di tutte le ricerche debba essere affidata allo storico dell’arte, il solo culturalmente in grado di vedere questo problema nella sua complessità, ma che come ogni bravo coordinatore deve essere in grado di porre tutti i componenti del gruppo di ricerca in grado di lavorare nel migliore dei modi, senza sperperare informazioni potenzialmente preziose solo perché prodotte da filoni di ricerca poco affini alle sue conoscenze o negarne i risultati solo perché non in linea con le proprie attese. 

-"In questi lunghi 25 anni quale è il suo bilancio della scienza tecnologica in materia diagnostica che avanza. Siamo riusciti a sapere di più sulla tecnica esecutiva di Caravaggio? Quali sono gli errori interpretativi tra vecchia e nuova diagnostica. Per diversi anni si è sostenuto ad esempio che Caravaggio non disegnasse."- 
Fortunatamente in 25 anni non sono stato costretto ad occuparmi solo di Caravaggio, altrimenti non potrei più alzarmi dal lettino dell’analista di cui parlavamo prima. Il generale avanzamento delle conoscenze nell’ambito dei Beni Culturali prodotto dall’applicazione dei metodi scientifici è stato decisamente rilevante, si pensi ad esempio alla determinazione di molti processi di degrado delle opere, alle nuove tecniche di consolidamento e pulitura frutto del confronto tra scienziati e restauratori. Tornando a Caravaggio e alla sua tecnica, indubbiamente oggi sappiamo molto più di trenta anni fa di come egli dipingesse. Ricordo che durante le prime analisi che ho condotto sulle sue opere, durante la grande mostra del 1991/92 curata da Mina Gregori, la frase ricorrente era: “è inutile puntare la telecamera IR sui dipinti di Caravaggio, tanto non c’è disegno preparatorio: lo sappiamo perché lo scrive Bellori”. Oggi facciamo l’elenco dei dipinti di Caravaggio in cui è stata riscontrata la presenza di disegno preparatorio e ci permettiamo di reinterpretare le parole di Bellori, dicendo che quando scrive che Caravaggio è un pittore povero di disegno non si riferisce al fatto che le sue opere non fossero disegnate, ma che fosse un pittore un po’ misero dal punto di vista dell’invenzione della composizione, giudizio del tutto personale ed estraneo agli aspetti tecnici. Altre convinzioni sono radicalmente mutate nel corso del tempo, le famigerate incisioni che anni fa erano considerate come un tratto unico e distintivo dell’opera di Caravaggio sono oggi ricondotte ad un ruolo molto più limitato e, soprattutto, non esclusivo del pittore lombardo, le modifiche compositive (quelle che normalmente vengono indicate con il nome di “pentimenti”) che sembravano una cifra stilistica di Caravaggio sono oggi molto ridimensionate e, ovviamente, non più considerate una esclusiva del Merisi. Certamente oggi abbiamo idee più chiare di come Caravaggio realizzasse le sue opere, ma il vero avanzamento scientifico della ricerca è nella presa di coscienza che non esiste una chiave di lettura unica per i singoli aspetti di tecnica esecutiva, che esistono eccezioni e che sicuramente esistono altri accorgimenti che il pittore metteva in pratica e che noi non abbiamo ancora considerato. L’avanzamento consiste nel fatto che oggi sappiamo di non sapere… 

-"Quali novità gli appassionati del Merisi e il pubblico troveranno in questa mostra a Palazzo Reale."- 
Molte novità circa la genesi delle singole opere in mostra, qualche nuova ipotesi sulla tecnica pittorica, ma per ora non posso entrare nei dettagli


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Caravaggio. La luce e le tenebre, presentazione del libro di Luca Frigerio

Chi ammira oggi i dipinti di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio (1571-1610) scopre una pittura impastata di colore e di sangue, ma anche di lacrime e di risate, di cielo e di terra. Ne intuisce il disagio esistenziale insieme alla gioia di vivere. Ne coglie l’esuberante carnalità accanto alla spiritualità più elevata. L’abisso del peccato sovrastato dal vertice della redenzione. 

Al contrario di chi continua a sostenere che Caravaggio sia stato un ateo o un miscredente, lo scrittore e giornalista Luca Frigerio, autore del libro "Caravaggio. La luce e le tenebre" (Àncora Editrice), invita a scoprire la straordinaria spiritualità che promana da capolavori come la Vocazione di Matteo, L’incredulità di Tommaso, la Madonna dei pellegrini, per non citarne che alcuni. 

Se ne parla venerdì 29 settembre, giorno di nascita ..... CONTINUA A LEGGERE SU MENTELOCALEMILANO

25 set 2017

Caravaggio, copia Natività rubata dalla mafia in dono a Papa Francesco (da fanpage.it)

Il dipinto, sottratto nel 1969 in Sicilia dalla mafia e mai più ritrovato, entra nel dibattito sull’approvazione del codice antimafia in discussione in parlamento. Papa Francesco: “Beni confiscati palestre di vita”.

La copia della Natività del Caravaggio, rubata dalla mafia nel 1969 dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo e mai più ritrovata, è stata donata a Papa Bergoglio dalla commissione parlamentare antimafia presieduta da Rosy Bindi. La parlamentare italiana ha voluto portarla in dono a Francesco come regalo simbolico, nel promuovere un supplemento di indagine sulla vicenda avvolta nel mistero, per evidenziare la prima volta di una udienza in Vaticano per affrontare le questioni della criminalità organizzata, della corruzione, dei beni confiscati alla mafia.

Nei giorni in cui la Camera si prepara a dare il via libero definitivo al Codice antimafia e c’è uno scontro politico ..... CONTINUA A LEGGERE SU FANPAGE.IT

22 set 2017

"Caravaggio. L'anima e il sangue": la vita dell'artista in un film (da SKY.IT)

Uno degli artisti più amati e controversi di sempre è al centro del nuovo film d’arte prodotto da Sky e Magnitudo Film. La pellicola raggiungerà le sale cinematografiche italiane nei primi mesi del 2018.

Si intitolerà "Caravaggio. L’Anima e il Sangue" l’opera cinematografica di cui Sky e Magnitudo Film hanno annunciato la produzione. Distribuita da Nexo Digital, la pellicola debutterà sui grandi schermi italiani all’inizio del 2018, per poi essere trasmessa da Sky e raggiungere i cinema internazionali. 

Un’accurata ricerca storica e uno studio approfondito dei documenti e delle testimonianze sono gli aspetti cardine di un vero e proprio viaggio attraverso la vita, le opere e i tormenti di Michelangelo Merisi da Caravaggio, artista geniale e contraddittorio, che più di ogni altro ha raccolto in sé genio e sregolatezza, dando origine a opere sublimi. 

Grazie alla consulenza scientifica del professor Claudio Strinati, storico dell’arte esperto di Caravaggio, il film descriverà l’artista in relazione alle sue opere, offrendo al pubblico un excursus narrativo fra i luoghi in cui il pittore ha vissuto e quelli che ne custodiscono i capolavori, da Milano a Firenze, da Roma a Napoli fino a Malta. 

Passione, dolore, inquietudine e spiritualità sono solo alcune delle emozioni che scaturiscono dalle opere di Caravaggio e che innervano la digressione artistica introdotta da scene fotografiche e simboliche ambientate in epoca attuale. Le scene saranno accompagnate da monologhi evocativi fuori campo, in cui la voce di Caravaggio guide ..... CONTINUA A LEGGERE SU SKY.IT

20 set 2017

"Il colore del sole" di Andrea Camilleri, ispirato a Caravaggio va in scena al Festival Pergolesi Spontini

Il 17 settembre, al Festival Pergolesi Spontini è andato in scena per la prima volta l'atto unico tratto dal libro di Andrea Camilleri, "Il colore del sole" dove l'autore racconta di aver avuto tra le mani in circostanze misteriose il diario di Caravaggio e da cui ha copiato alcune, preziose pagine ....

Riportiamo qui di seguito l'interessante recensione di Lucia Fava pubblicata sul Giornale della Musica:

"Appuntamento di richiamo del festival è stata poi la prima esecuzione assoluta dell’opera in un atto Il colore del sole, musica di Lucio Gregoretti su libretto liberamente tratto da un romanzo di Andrea Camilleri. Il plot è giustificato dalla proiezione prima dell’inizio di una video intervista di Ugo Gregoretti a Camilleri, dove lo scrittore crea la finzione letteraria che dà corpo all’opera: il ritrovamento di un diario sconosciuto di Caravaggio, dove con un rude linguaggio seicentesco l’artista di proprio pugno lascia memoria delle vicende dell’estate del 1607. 
In fuga tra la Sicilia e Malta, inseguito dai sicari dei Cavalieri di Malta, a cui apparteneva, e dalle guardie papali per un delitto commesso anni prima e a causa del quale è stato condannato a morte, Caravaggio è anche perseguitato da mille ossessioni e affetto da una sorta di fotofobia che gli fa vedere il sole nero, e che gli è stata provocata dalla pozione di una prostituta sua amica. La fantasia di Camilleri spiega in questo modo la particolare luce, e la eccezionale presenza dell’ombra nei dipinti dell’artista. 
La pièce di Gregoretti ha la forma del melologo, con il bravissimo Massimo Odierna che recita nelle vesti del protagonista dando voce al (falso) diario; gli altri personaggi non appaiono in scena ma soltanto......CONTINUA A LEGGERE LA RECENSIONE SU "IL GIORNALE DELLA MUSICA"

16 set 2017

Milano, dal 29 settembre al 28 gennaio 2017: Mostra "DENTRO CARAVAGGIO", diciotto capolavori di Caravaggio per la prima volta riuniti tutti insieme


Milano torna a omaggiare il grande artista con la mostra "Dentro Caravaggio", che presenta diciotto capolavori del Maestro riuniti per la prima volta tutti insieme. Un'esposizione unica non solo perché presenterà al pubblico opere provenienti dai maggiori musei italiani e da altrettanto importanti musei stranieri ma perché, per la prima volta le tele di Caravaggio saranno affiancate dalle rispettive immagini radiografiche che consentiranno al pubblico di seguire e scoprire, attraverso un uso innovativo degli apparati multimediali, il percorso dell’artista dal suo pensiero iniziale fino alla realizzazione finale dell’opera

La mostra è curata da Rossella Vodret, coadiuvata da un prestigioso comitato scientifico presieduto da Keith Christiansen e vuole raccontare da una prospettiva nuova gli anni della straordinaria produzione artistica di Caravaggio, attraverso due fondamentali chiavi di lettura: le indagini diagnostiche e le nuove ricerche documentarie che hanno portato a una rivisitazione della cronologia delle opere giovanili, grazie appunto sia alle nuove date emerse dai documenti, sia ai risultati delle analisi scientifiche, da diversi anni la nuova frontiera della ricerca per la storia dell’arte come per il restauro. 

Saranno così presenti in mostra anche alcuni selezionati documenti, provenienti dall’Archivio di Stato di Roma e di Siena relativi alla vicenda umana e artistica di Caravaggio, che hanno cambiato profondamente la cronologia dei primi anni romani e creato misteriosi vuoti nella sua attività. Mancano, infatti, notizie tra la fine del suo apprendistato presso Simone Peterzano nel 1588 e il 1592 quando compare a Milano in un atto notarile. Così come l’arrivo a Roma è documentato solo all’inizio del 1596 e dunque rimane misteriosa la sua vicenda in questi otto anni, non pochi per un pittore che ha lavorato in tutto meno di quindici anni. 

Tra i musei e le collezioni italiane che partecipano alla mostra ricordiamo: Galleria degli Uffizi, Palazzo Pitti e Fondazione Longhi, Firenze; Galleria Doria Pamphilj, Musei Capitolini, Galleria Nazionale d’Arte Antica-Palazzo Corsini, Galleria Nazionale d’Arte Antica-Palazzo Barberini, Roma; Museo Civico, Cremona; Banca Popolare di Vicenza; Museo e Real Bosco di Capodimonte e Gallerie d’Italia Palazzo Zevallos, Napoli. 

Tra i prestiti più prestigiosi dall'estero: Sacra famiglia con San Giovannino (1604-1605) dal Metropolitan Museum of Art, New York; Salomé con la testa del Battista (1607 o 1610) dalla National Gallery, Londra; San Francesco in estasi (c.1597) dal Wadsworth Atheneum of Art di Hartford; Marta e Maddalena (1598) dal Detroit Institute of Arts; San Giovanni Battista (c.1603) dal Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City; San Girolamo (1605-1606) dal Museo Montserrat, Barcellona.

13 set 2017

Presentato alla Galleria Borghese il centro di ricerca “Caravaggio Research”



“Nell’iniziativa di oggi si ritrovano due motivi di orgoglio: il primo è la riforma del sistema museale, che ha cambiato profondamente i musei avvicinandoli agli standard internazionali. Il secondo motivo di orgoglio è il superamento della barriera che c’era tra pubblico e privato: le norme introdotte, come l’art bonus (che in tre anni ha raccolto oltre 170 milioni), hanno superato quella barriera permettendo collaborazioni che, in particolare nel settore museale, possono dare frutti straordinari”. Lo ha dichiarato il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, intervenuto all’annuncio della partnership triennale tra Fendi e la Galleria Borghese per la costituzione del centro di ricerca “Caravaggio Research”. Il numero uno di piazza del Collegio Romano ha quindi lanciato un appello “ai tanti musei e alle tante imprese importanti: copiate da Fendi e dalla Galleria Borghese”. 
Alla conferenza stampa hanno partecipato, oltre al ministro, Anna Coliva, direttrice della Galleria Borghese e Pietro Beccari, Presidente e Amministratore Delegato di Fendi. 

Coliva: ricerca e studio sono i compiti più importanti per un museo 
“L’accordo raggiunto è un traguardo importantissimo”, ha commentato la direttrice della Galleria Borghese. “L’autonomia data dalla riforma ci permetterà di affrontare il compito più importante di un museo, ovvero quello della conoscenza. Il valore della cultura è infatti anche dato dalla ricerca e dagli studi, come dimostra il caso di Caravaggio”. Il Caravaggio Research “è un progetto ambizioso che vuole reintrodurre nei musei la ricerca più avanzata per farne dei produttori di cultura e non dei mostrifici. Siamo orgogliosi che un così innovativo e non facile progetto abbia avuto la fiducia di una grande azienda come Fendi; proprio perché Fendi è un’impresa che ha basato la sua eccellenza sulla ricerca delle tecniche e dei materiali”, ha concluso Coliva [...]

Il progetto “Caravaggio Research” 
Il progetto presentato questa mattina prevede la costituzione del centro di ricerca Caravaggio Research, che verrà promosso e divulgato attraverso un programma espositivo internazionale sull’artista, da Los Angeles all’Estremo Oriente, e il sostegno per tre anni consecutivi alle mostre che avranno luogo presso la Galleria Borghese. Presso la Galleria Borghese verrà costituito un centro di studi, diagnostica e ricerca storico-artistica su Caravaggio e sulla sua opera, che sia il più completo esistente così da proporsi come il riferimento primario per la ricerca caravaggesca a livello mondiale. Il progetto si completa con la creazione di una piattaforma digitale che rappresenti la più esaustiva banca dati online relativa al Caravaggio, per informazioni e aggiornamenti bibliografici, documentari, archivistici, filologici, storiografici, iconografici, dotata di un corredo diagnostico in forma digitale. Per divulgare tale progetto innovativo di ricerca, la Galleria Borghese e Fendi hanno concepito un programma espositivo sull’artista che approderà, nel corso di tre anni, in luoghi di massima importanza ed eccellenza: dai riflettori prestigiosi degli Stati Uniti alle latitudini estreme dell’Oriente asiatico. 

Prima tappa al Getty Museum di Los Angeles 
La prima tappa della mostra sarà a novembre 2017 al Getty Museum di Los Angeles, istituzione di grande prestigio per l’orientamento della cultura in un continente che guarda al futuro ma possiede un legame profondo con le proprie radici europee. A partire dal 21 novembre il Getty Museum ospiterà infatti per la prima volta tre opere di Caravaggio provenienti dalla Galleria Borghese: il San Girolamo, il Giovane con canestro di frutta e il David con la testa di Golia [...]


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06 set 2017

Disponibile la rassegna stampa della mostra "Caravaggio nel patrimonio del FEC. Il Doppio e la Copia"



Ora disponibile integralmente, a cura dell'Ufficio stampa Maria Bonmassar, la rassegna stampa della mostra Caravaggio nel patrimonio del Fondo Edifici di Culto. Il Doppio e la Copia, che ha visto l'esposizione e la presentazione di novità riguardanti la Flagellazione di Cristo di Capodimonte e il San Francesco in meditazione.


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04 set 2017

"Intorno alle 'parole siciliane' di Caravaggio", un articolo di Alvise Spadaro su Agorà



Disponibile nella sezione Biblioteca on line di Caravaggio400 l'articolo Intorno alle “parole siciliane” di Caravaggio di Alvise Spadaro, pubblicato nel numero 60/2017 della rivista Agorà.
L'articolo prende le mosse da una frase pronunciata a Siracusa da Caravaggio, riportata da Ippolito Falcone, il quale non avrebbe accettato di dipingere un gruppo di angeli nel campo alto del Seppellimento di Santa Lucia ("Non havendone mai veduti, non sò ritrarli", avrebbe esclamato).
Così lo studioso conclude il suo contributo:
"Che Caravaggio in Sicilia non avrebbe voluto più dipingere angeli, sarebbe un piccolo contributo a dover attribuire la Natività con i santi Lorenzo e Francesco al periodo romano, invece che a un non documentato, ma non improbabile, breve soggiorno palermitano".


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01 set 2017

Presentazione de "Il vendicatore oscuro" di Annalisa Stancanelli, il 21 settembre presso la Camera dei Deputati



Presentazione del romanzo "Il vendicatore oscuro" di Annalisa Stancanelli

21 settembre ore 10, presso la Camera dei Deputati
Sala Salvadori Palazzo dei Gruppi - via degli Uffici del Vicario 21, Roma

Interverranno
Sofia Amoddio, onorevole Avvocato
Salvatore Santuccio, Società di Storia Patria Siracusana
Rita Charbonnier, scrittrice

Sarà presente l'autrice.

Per maggiori informazioni e accrediti, contattare annalisainout@gmail.com.


31 ago 2017

"Nuove ipotesi sul 'Seppellimento di Santa Lucia' di Caravaggio", articolo di Enzo Papa sulla rivista Incontri


Pubblicato sul numero 20 (luglio-settembre 2017) della rivista Incontri l'articolo Nuove ipotesi sul "Seppellimento di Santa Lucia" di Caravaggio, a firma di Enzo Papa
In particolare l'autore rilancia, sulla base di nuove considerazioni, l'ipotesi che il vero committente del quadro sia stato, senza necessità di contratto (mai reperito), l’agiato intellettuale siracusano Vincenzo Mirabella.
L'articolo è ora disponibile nella sezione Biblioteca on line di Caravaggio400.


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24 ago 2017

Saggi caravaggeschi su About Art online



About Art online propone in questo mese di agosto una serie di saggi già apparsi in stampa e rielaborati o del tutto inediti, da parte di alcuni fra i più importanti studiosi caravaggisti, a partire da Nicola Spinosa fino a, da ultimo, Pierluigi Carofano, passando per l'anteprima di un intervento di Nicosetta Roio. e la versione italiana di un testo di Marco CardinaliMaria Beatrice De Ruggieri.


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19 ago 2017

The Spirit of Caravaggio: viaggio multisensoriale nelle opere del Merisi (da RomaToday)

“The Spirit of Caravaggio” è un viaggio multimediale per conoscere e celebrare un personaggio controverso e talvolta avvolto nel mistero come il grande Maestro del Seicento, Michelangelo Merisi.
Un’esperienza multisensoriale che si dipana non solo attraverso i mille volti ritratti dal pittore: i Bari, Giuditta, Amore Vincitore, La Maddalena Penitente, ma attraverso le emozioni che questi comunicano; dolore, stupore, agonia, ironia, pietà e violenza, purificazione e rinascita, in una cornice d’eccezione; le spettacolari Sale del Bramante.
Colori, impressioni e dettagli portati alla luce in un viaggio immersivo e suggestivo che avviene attraverso il coinvolgimento personale dello spettatore che si lascia trasportare in un’esperienza multisensoriale unica.
L’esposizione interamente digitale, vanta videoproiezioni di altissima qualità per ripercorrere tutte le opere pittoriche del grande Maestro Michelangelo Merisi da Caravaggio in un sito straordinario ..... CONTINUA A LEGGERE SU ROMA TODAY

18 lug 2017

A Otranto la mostra "Caravaggio e i caravaggeschi nell’Italia meridionale dalla collezione della Fondazione Longhi"

Caravaggio e i caravaggeschi nell’Italia meridionale dalla collezione della Fondazione Longhi Otranto, Castello Aragonese 11 giugno – 24 settembre 2017 



Dopo lo straordinario successo della mostra dedicata a Steve McCurry nell’estate 2016, il Comune di Otranto e Civita Mostre organizzano, dall’11 giugno al 24 settembre 2017, nei suggestivi ambienti del Castello Aragonese una mostra dedicata a Caravaggio e ai pittori caravaggeschi che hanno operato nell’Italia meridionale. Tutte le opere esposte provengono dalla Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, che custodisce il lascito di quello che è stato il più importante storico dell’arte italiano ma anche uno straordinario collezionista. 
Roberto Longhi (Alba 1890 – Firenze 1970) è una delle personalità più affascinanti della storia dell’arte del XX secolo. Alla pittura del Caravaggio (Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, Milano 1571 – Porto Ercole 1610) e ai suoi seguaci, i cosiddetti caravaggeschi, ha dedicato una vita di studi, a partire dalla tesi di laurea sul Caravaggio del 1911. Si trattò, a quella data, di una scelta pioneristica, tanto all’epoca il pittore era uno dei “meno conosciuti dell’arte italiana”. Longhi seppe da subito riconoscere la portata rivoluzionaria della pittura del Merisi, così da intenderlo come “il primo pittore dell’età moderna”. 
Nella sua dimora fiorentina – villa Il Tasso –, oggi sede della Fondazione che gli è intitolata, raccolse un numero notevole di opere dei maestri di tutte le epoche, che furono per lui occasione di ricerca e di studio. Tra queste il nucleo più importante e significativo è senza dubbio quello che comprende le opere del Caravaggio e dei caravaggeschi, formatosi attorno al Ragazzo morso da un ramarro del Merisi, da lui acquistato verso il 1928. Il dipinto, che risale all’inizio del soggiorno romano di Caravaggio, all’incirca nel 1596-1597, colpisce innanzitutto per la resa del brusco scatto con cui il giovane si ritrae improvvisamente per il morso di un ramarro, quasi come in una istantanea fotografica, ma anche per la “diligenza” con cui ha reso il brano della natura morta con la caraffa e i fiori, un genere pittorico riportato a dignità autonoma proprio dal Caravaggio. 
Nella mostra, curata da Maria Cristina Bandera, direttrice scientifica della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, accanto al Caravaggio sono esposti i dipinti dei suoi seguaci meridionali o attivi nell’Italia del Sud, che fanno parte della stessa collezione e offrono una efficace testimonianza del significato storico della sua pittura. Grandi capolavori possono ritenersi cinque tele che raffigurano gli Apostoli, del giovane Jusepe de Ribera e la Deposizione di Cristo di Battistello Caracciolo, il principale caravaggesco napoletano. Il profondo radicamento dell’esempio del maestro nell’arte napoletana è attestato dal David di Andrea Vaccaro e dal drammatico San Girolamo del Maestro dell’Emmaus di Pau. Nelle opere di Matthias Stom, a lungo attivo in Sicilia, si materializza una perfetta sintesi tra la cultura nordica di partenza – legata al caravaggismo olandese – e la pittura italiana. Sono inoltre presentate inoltre opere di Lanfranco, del Maestro dell’Annuncio ai pastori, di Filippo Napoletano e di Giacinto Brandi. Il percorso si conclude con due capolavori di Mattia Preti, l’artista che più di ogni altro contribuisce a mantenere per tutto il Seicento la vitalità della tradizione caravaggesca. 
Nell’ambito della mostra è infine prevista la proiezione del film di Mario Martone dal titolo Caravaggio. L'ultimo tempo (durata 40‘), realizzato nel 2004, nel quale il grande regista ricostruisce, con dettagli dei dipinti e immagini girate delle periferie napoletane, la vicenda artistica ed umana del Caravaggio nei suoi ultimi anni, vissuti nell’Italia meridionale. 
La mostra, unitamente a quella di Roberto Cotroneo, sarà accessibile al pubblico con il biglietto di ingresso del Castello Aragonese, che consente di visitare tutti gli ambienti della fortezza, dai sotterranei agli allestimenti dedicati alla storia della città.

Fonte: comunicato stampa