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La copia di Paolo Geraci della "Natività" di Caravaggio: il video didattico



Il Museo Civico "Castello Ursino" partecipa alla manifestazione #plateaComune attraverso la pubblicazione di alcuni video didattici, relativi al proprio patrimonio museale. 
Nel primo focus realizzato, si presentava il Cristo alla colonna di autore ignoto.
Oggi Michele Cuppone torna a parlare di un'altra copia di un Caravaggio perduto, la Natività di Paolo Geraci, che nel 1627-1628 copiò appunto il dipinto palermitano di Michelangelo Merisi (rubato nel 1969).
Di seguito una trascrizione del contributo nella sua versione integrale (6'03''):
Nelle collezioni del Castello Ursino di Catania, vi è un quadro che ha una storia particolare: è l’unica copia superstite, di un Caravaggio rubato nel ’69 a Palermo. Parliamo della copia della Natività del sommo artista lombardo, realizzata da un pittore poco noto, Paolo Geraci.
Prima, però, due parole sul dipinto originale.
Si era sempre pensato che Michelangelo Merisi detto Caravaggio, lo avesse realizzato durante il suo soggiorno in Sicilia, nel 1609. In realtà, recenti scoperte, hanno dimostrato come l’artista l’avesse eseguito diversi anni prima, a Roma, nell’anno 1600. La tela, fu poi spedita alla volta di Palermo: era destinata all’oratorio di San Lorenzo, sede di una confraternita chiamata “compagnia di San Francesco”
Abbiamo appena nominato san Lorenzo, san Francesco… sarebbero i due santi che compaiono nel quadro, noto infatti anche come Natività con i santi Lorenzo e Francesco.
Sappiamo da un documento, che qualche anno più tardi, nel novembre del 1627, al pittore palermitano Paolo Geraci, noto per lo più come copista, e della cui attività in realtà si conosce molto poco, furono chiesti due quadri.
La richiesta, venne da Orazio Giancardo, un personaggio che rivestiva un ruolo di una certa importanza nell’amministrazione del Viceregno. Per il costo di 30 onze, Giancardo chiede a Geraci due copie: una, dell’Andata al Calvario di Raffaello, e l’altra, appunto, della Natività. Orazio Giancardo, chiede che questi quadri vengano realizzati «simili» agli originali. Entrambi, verranno consegnati l’anno successivo, nel giugno 1628.
Ora, la copia del quadro di Raffaello, il cui originale oggi si trova al Prado, non è stata mai rintracciata. Qualcosa di simile sarebbe potuto accadere anche per la copia del Caravaggio, la cui scoperta è relativamente recente. Vediamone in sintesi la vicenda.
Nel XIX secolo, la tela di Geraci si trovava ancora a Palermo, ed era di proprietà del catanese Giovanni Battista Finocchiaro, Presidente della Suprema Corte di Giustizia in quella città. Nel 1826, secondo le volontà testamentarie di Finocchiaro, la sua raccolta di dipinti veniva donata al Comune di Catania, sua città natale. E questo, veniva a costituire il primo grande nucleo collezionistico delle raccolte comunali, da cui avrà poi origine il Museo Civico di Castello Ursino.
Dopo vari movimenti, nel 1954, il quadro di Geraci venne concesso in prestito alla Prefettura di Catania. Ma di questo passaggio, si era persa memoria: nemmeno un verbale di consegna, risultava redatto. Soltanto trent’anni dopo, nel 1984, il quadro fu riconosciuto, come copia di un originale perduto del Merisi: era ancora nell’ufficio del prefetto, alle spalle della sua scrivania. Ma ci vollero poi diversi anni ancora, prima che l’opera venisse restituita a Castello Ursino, dove ancora oggi si può ammirare.
Della Natività di Caravaggio, c’è da dire, esisteva un tempo anche un’altra copia, nota purtroppo solo attraverso una fotografia in bianco e nero: essa, come l’originale, è andata dispersa. È comunque interessante mettere a confronto le due uniche copie del dipinto di Palermo. Certamente, quella oggi a Catania è di migliore qualità, e rispetta più fedelmente l’originale: è un riproduzione in scala 1:1.
La copia di Geraci, proprio perché si attiene alle misure del dipinto di Caravaggio – di cui restano pochi scatti a colori, rappresenta una testimonianza estremamente importante. Tanto da aiutare a decifrare meglio alcuni particolari che, nell’originale, non erano così leggibili. Oppure, erano stati danneggiati nel tempo. La tela di Castello Ursino, anch’essa non in ottime condizioni fino a poco tempo fa, è stata restaurata di recente.
Per concludere: cosa rappresenta il quadro? Appunto la Nascita del Bambino, che giace a terra, con la Madonna dal volto dolce e spossata dal parto, san Giuseppe di spalle che offre allo spettatore la sua nuca ingrigita, un angelo con il cartiglio, con su scritto «Gloria in Eccelsis Deo». Delle bestie sullo sfondo a sinistra, vediamo principalmente il bue. Accanto a lui, san Lorenzo, che riconosciamo in particolare dalla ricca veste gialla, e dalla graticola, strumento su cui fu  martirizzato e su cui qui si appoggia. Dall’altro lato, con un cappello e il bastone, un pastore. E, a fianco, un personaggio sulla cui identità ancora ci si interroga. Dovrebbe essere san Francesco, perché appunto nell’oratorio di San Lorenzo dove si trovava il Caravaggio, si riuniva la compagnia di San Francesco. Ma presenta alcune incongruenze, rispetto alle raffigurazioni del santo di Assisi che faceva Caravaggio. In questo, vediamo una calvizie, i capelli sono neri anziché castani, sono assenti le stimmate, il saio non presenta strappi né toppe, vi è un mantello… tutto questo, ha fatto pensare che il personaggio, che resta più di tutti sullo sfondo, possa essere un altro pastore. Per cui, il tema, diverrebbe un’Adorazione dei pastori con san Lorenzo.
Tuttavia, il mistero più grande che interessa la Natività di Caravaggio, è relativo alla sua sparizione, avvenuta in una notte di ottobre del 1969. Ma questa è un’altra storia…
E, mentre si continua a cercarla, non ci resta che ammirarne la copia fedele a Castello Ursino. Ringraziando per questo quel Paolo Geraci che, altrimenti, difficilmente avremmo incontrato

#plateaComune, a cura dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Catania, è uno spazio aperto per non spegnere i riflettori sulla bellezza, sull’arte, sulla cultura, sulle molteplici espressioni del genio e della creatività della quale Catania è ricchissima.

L'autore
Michele Cuppone è ricercatore e studioso di Caravaggio. Ha pubblicato i suoi studi storico-artistici in sedi scientifiche e divulgative. Ha prestato consulenza in progetti editoriali ed espositivi. In televisione ha partecipato al documentario La Rome claire obscure du Caravage/Im helldunkel-Rom von Caravaggio prodotto da Arte ed è stato ospite di approfondimenti tematici su Rai 2 e Tv2000. È infine curatore di Caravaggio400.org. Per l’editore Campisano, è appena uscito il suo volume Caravaggio. La Natività di Palermo. Nascita e scomparsa di un capolavoro.

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#iorestoacasa, la Cultura non si ferma: Caravaggio a Napoli sul canale YouTube MiBACT



Sul canale YouTube del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo è disponibile il video “Caravaggio” del Museo e Real Bosco di Capodimonte https://youtu.be/HY9rvClxJxY che racconta e approfondisce il soggiorno napoletano del pittore lombardo e l’eredità lasciata nella città partenopea. Il filmato, con didascalie in lingua inglese, è uno dei tanti contributi che, dall’inizio dell’emergenza coronavirus, musei, parchi archeologici e istituti autonomi statali hanno e continuano a fornire al pubblico a casa per non interrompere il contatto con il loro patrimonio culturale nazionale. 
A Napoli Caravaggio arrivò in fuga da Roma, dove era stato coinvolto nell’omicidio di Ranuccio Tomassoni, e visse nella meravigliosa capitale del meridione per complessivi 18 mesi tra il 1606 e il 1610. Il legame di Caravaggio con il territorio ebbe un grande influsso sulla Scuola napoletana e la nascita del naturalismo partenopeo. Sia gli artisti giovani, come Battistello Caracciolo, che quelli già attivi a Napoli, come Fabrizio Santafede, non poterono restare immuni dal realismo caravaggesco. Il soggiorno napoletano procurò a Michelangelo Merisi una grande fama internazionale. 
Il racconto e le immagini del filmato si soffermano in particolare su i tre capolavori realizzati da Caravaggio a Napoli: le Sette Opere di Misericordia, un olio su tela di grandi dimensioni, in cui l’artista rivoluziona l’iconografia classica e rappresenta i protagonisti come persone comuni. Le Sette opere di Misericordia si possono ammirare ancora oggi presso il complesso Pio Monte della Misericordia; La Flagellazione di Cristo è un altro olio su tela di grandi dimensioni, commissionato in origine per la chiesa di San Domenico Maggiore e oggi custodito nel museo di Capodimonte. L’opera è concentrata sulla figura del Cristo e i suoi aguzzini che emergono da un’ombra densa e scura; Il Martirio di Sant’Orsola, invece fu eseguito per il banchiere genovese Marcantonio Doria, anche in questo caso Caravaggio stravolge completamente l’iconografia classica. In quest’opera la drammaticità della scena è accentuata dall’uso degli scuri. Sono tutte splendide opere, due delle quali si trovano nel cuore del centro storico di Napoli, che aspettano solo di essere riviste appena l’emergenza sarà terminata. 
Con questa iniziativa il Mibact, attraverso un impegno corale di tutti i propri istituti, mostra così non solo ciò che è abitualmente accessibile al pubblico, ma anche il dietro le quinte dei beni culturali con le numerose professionalità che si occupano di conservazione, didattica, tutela, valorizzazione. Attraverso il sito e i propri profili social facebook, instagram e twitter il Ministero rilancia le numerose iniziative digitali in atto. 
Sulla pagina La cultura non si ferma del sito https://www.beniculturali.it/laculturanonsiferma, in continuo aggiornamento, sono inoltre già presenti diversi contributi dei luoghi della cultura statali.

Roma, 20 aprile 2020
Ufficio Stampa Mibact ​

La “Natività” di Palermo del Caravaggio. La testimonianza di Sandro Corradini nella ricorrenza del furto



Negli ultimi tempi, è tornata a far discutere la dispersa Natività di Palermo di Caravaggio.
Sul piano degli studi, acquisizioni di tipo documentario, diagnostico e iconografico in particolare, hanno reso sempre più convincente l’ipotesi che il quadro sia stato dipinto negli anni romani, cui del resto poteva essere accostato per affinità stilistico-compositive.
Ma soprattutto, nuove dichiarazioni di collaboratori di giustizia hanno permesso di ricostruire il contesto in cui maturò il furto della tela, dall’oratorio di San Lorenzo, e le modalità della sua vendita avvenuta nel giro di sei mesi.
Nella triste ricorrenza del furto (17-18 ottobre 1969), About Art online vuole ricordare il capolavoro palermitano con le toccanti parole di monsignor Sandro Corradini, tra i più grandi ricercatori di documenti d’archivio su Caravaggio. Il contesto, è quello del convegno La Natività di Palermo: prima pala d’altare per Caravaggio? tenutosi presso la Galleria Corsini il 9 giugno 2016, con l’intervento di Michele Cuppone (poi pubblicato sul fascicolo 9-2017 di “Valori Tattili”) e di Elisabetta Giani con Claudio Seccaroni (già apparso sul numero 28-2014 del “Bollettino ICR”).
Don Sandro – come è chiamato amichevolmente anche dagli studiosi caravaggisti – concorda anzitutto con il sospetto che il personaggio in piedi a mani giunte, sul lato destro, non sia san Francesco bensì un personaggio umile, forse un pastore. Quindi, riporta alla memoria le ricerche di Gian Lodovico Masetti Zannini, recentemente scomparso (Brescia, 8 febbraio 1929 – Roma, 1 agosto 2015), che nel 1971, due anni dopo che la tela era stata sottratta, pubblicò un documento del 1600. In esso Caravaggio si impegnava (e consegnava poi), con il mercante Fabio Nuti, per dipingere una pala d’altare dal soggetto non specificato. E proprio alla Natività di Palermo è ora più logico associare, per le misure indicatevi ma non solo, quel contratto di commissione.
Infine Corradini racconta di quando, giovane sacerdote, si recò a Palermo sul finire degli anni ’60 (nel mese di luglio-agosto del 1965 o più probabilmente 1966, ricorderà meglio poi). Lì, ebbe l’opportunità di vedere ancora in situ la tela del Caravaggio, artista a lui pressoché ignoto fino a quel momento. E ‘ignorata’ era pure la Natività, senza quel grande pubblico che oggi richiama un quadro di Merisi e, per di più, nell’assenza di adeguati sistemi di sicurezza – circostanza, quest’ultima, che da lì a breve si rivelerà fatale. L’auspicio finale, specie ora che si aprono spiragli nelle indagini investigative sul crimine commesso, è che prima o poi si possa rivedere con i propri occhi la Natività, capolavoro assoluto oggetto di sfortuna critica, prima ancora che dell’avidità dell’uomo.

Di seguito la trascrizione dell’intervento (per vedere il video, clicca CLICCA QUI):

«Rispettando e condividendo questa idea che quello [in piedi a mani giunte] non sia san Francesco ma sia un pastore, penserei che sarebbe opportuno non chiamarla “Natività”, ma “Adorazione dei pastori”. E allora, anche lì, di “pastori” ... ne resta solo uno, ma a parte questo dettaglio, insomma, è veramente interessante … E vorrei oggi – molti di voi l’hanno conosciuto – fare memoria di [Gian Lodovico] Masetti Zannini, che si imbatté per la prima volta in questo documento [di commissione a Caravaggio per Fabio Nuti], e pubblicò, ma rimase sconcertato, perché era Anno Santo, il 1600, ma non sapeva [quale quadro fosse] … si parlò di tutto, come lei ha accennato già e … non gli passò nemmeno per la testa l’idea che potesse essere riferito a quest’opera [la Natività]. Poi, una piccola cosa, se … non significa niente, ma … io ebbi modo, andando a Palermo nel ’68-70, di vederlo, ma ero un ragazzotto e non avevo all’epoca nessun interesse per il Caravaggio. Sapevo che era Caravaggio dalla guida, e mi impressionò. Ma mi impressionò la non custodia! Io sono arrivato lì e non c’era nessuno … che vigilasse … la chiesa piccolissima, lì, proprio … accantonata da una parte, insomma, un’opera così, ma … ero un ragazzotto, ero un giovane sacerdote … Dico, ma come si fa a lasciare un quadro così importante incustodito in questa maniera!? Vedete, l’ho visto, mi fa una certa emozione e l’augurio, lo vogliamo fare, che prima o poi, prima di morire, lo si possa rivedere con i propri occhi» (Sandro Corradini, 9 giugno 2016).

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"L'Arte di vivere l'Arte. Scritti in onore di Claudio Strinati": online il video della presentazione


Disponibile on line il video della presentazione del volume L'Arte di vivere l'Arte. Scritti in onore di Claudio Strinati (a cura di Pietro di Loreto), avvenuta il 27 settembre presso l'Accademia di San Luca. L'evento, coordinato da Francesco Moschini, ha visto gli interventi di Francesca CappellettiFrancesco Buranelli Riccardo Lattuada, con contributi di Mina Gregori e Paolo Nucci Pagliaro, del curatore Pietro di Loreto e dello stesso Claudio Strinati.

La pubblicazione contiene diversi saggi su temi caravaggeschi, a firma di Maria Grazia Bernardini (L'iconografia rivoluzionaria delle Sette Opere di Misericordia), Giacomo Berra (E il Caravaggio disse che «tanta manifattura gl'era à fare un quadro buono di fiori, come di figure»), Anna Coliva (Ottavio Leoni? Giuditta con la testa di Oloferne - Roma, Collezione Lemme), Alberto Cottino (Un caso interessante: il cosiddetto "Maestro delle mele rosa" tra caravaggismo e vasi a grottesche), Michele Cuppone («tre salti» sulle orme di Caravaggio intorno a Palazzo Madama), Dinko Fabris (Il liutista di Ribera: un caso precoce di caravaggismo), Helen Langdon (Caravaggio's Cardsharps and Gypsies Travel to Britain), Riccardo Lattuada (Un Archimede inedito del giovane Mattia Preti), Emilio Negro (Caravaggio e il giovane, che sonava il Lauto Wildenstein: un un rivoluzionario "manifesto" pittorico per il partito musicale petrarchesco?), Gianni Papi (Due dipinti di Juan Batuista Maino), Nicosetta Roio (Caravaggio, il problema del "Maestro della natura morta di Hartford" e il possibile ruolo dei siciliani Mario Minniti e Pietro d'Asaro), Keith Sciberras (Caravaggio ispirato. Il ruolo dei Lorena e l'Annunciazione di Nancy nella Malta del 1608: un capolavoro tra politica e religione).

L'Arte di vivere l'Arte si può ordinare contattando lo stesso editore EtgraphiaePer ulteriori informazioni clicca qui.


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Il video integrale del convegno "Il Caravaggio rubato dalla mafia: una storia semplice. Le scoperte della Commissione Antimafia"



Pubblicato da Radio Radicale il filmato integrale (1h 32') del convegno "Il Caravaggio rubato dalla mafia: una storia semplice. Le scoperte della Commissione Antimafia", registrato a Palermo mercoledì 30 maggio 2018 alle 16:20. 
L'evento è stato organizzato da Comune di Palermo. Sono intervenuti: Leoluca Orlando (sindaco del Comune di Palermo), Attilio Bolzoni (giornalista del quotidiano "La Repubblica"), Rosy Bindi (già presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie), Corrado Lorefice (arcivescovo metropolita di Palermo), Claudio Fava (presidente della Commissione Antimafia dell'Assemblea Regionale Siciliana), Bernardo Tortorici (presidente dell'associazione Amici dei Musei Siciliani), Giuseppe Bucaro (direttore dell’Ufficio Beni culturali dell’Arcidiocesi di Palermo).

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"Il ‘Natale’ rubato di Caravaggio rivive in un inedito video d’epoca. La storia", di Michele Cuppone (su Artribune)

Fotogrammi inediti della Natività di Palermo di Caravaggio da un video degli anni '60. E da ricerche di Michele Cuppone e Roberta Lapucci riemerge una copia sconosciuta del quadro


La Natività con i santi Lorenzo e Francesco di Caravaggio, trafugata nell’ottobre 1969 dall’oratorio di San Lorenzo a Palermo e finita in mano alla mafia, diventa sempre più un ricordo lontano nel tempo, a mezzo secolo dalla sua scomparsa. Ultimamente, si è ridata in qualche modo nuova vita alla tela, con una riproduzione ‘hi-tech’ voluta e realizzata da Sky che ha preso il posto dell’originale. Conosciamo quest’ultimo in particolare attraverso un paio di scatti a colori: la diapositiva di Enzo Brai del 1967 e la foto, ben più nitida, degli Archivi Scala del 1964. Ciò che risalta all’occhio, nella commovente bellezza e pacatezza della scena, è l’assonanza con i quadri della prima maturità romana di Caravaggio, in particolare con i celebri dipinti della cappella Contarelli. E difatti, nuove scoperte d’archivio (e non solo) hanno appurato che la tela fu eseguita contemporaneamente a quelli nel 1600, dunque a Roma e da lì spedita a Palermo, e non in Sicilia nel 1609 come si credeva.

IL PRESEPE PALERMITANO 
A ogni modo, il Presepe palermitano sopravvive, benché per pochi fotogrammi, anche in rari filmati d’epoca. Pubblichiamo – per la prima volta online – un estratto da Lo scultore degli angeli, importante documento audiovisivo trovato di recente e che rischiava di essere perduto per sempre. Giaceva infatti abbandonato, assieme ad altro materiale non classificato, nei locali dell’istituto zootecnico di Palermo. Non è chiaro come fosse finito lì, in un posto tra i più impensabili, ma il caso vuole che nel fare pulizia e prima di disfarsi di ogni cosa, sia stato contattato il regista concittadino Sergio Gianfalla, che ha colto subito il valore del reperto. La pellicola, un 16 mm della durata di 10’30’’, dedicata alle decorazioni in stucco di Giacomo Serpotta che impreziosiscono luoghi sacri del capoluogo siciliano, parte proprio dall’oratorio di San Lorenzo. E si sofferma per qualche secondo sulla Natività – “reputata l’ultima opera del celebre pittore” recita il narratore secondo una vecchia ipotesi. Ma tanto basta per riaccendere l’emozione che ancora trasmette il capolavoro di Michelangelo Merisi, una delle sue prime pale d’altare (se non la prima in assoluto).

LA RICERCA DI GIANFALLA 
Gianfalla, appassionatosi al tema, ha condotto una personale ricerca che lo ha portato a scoprire che cortometraggi come questo, proiettati nelle sale cinematografiche prima dei film, venivano realizzati nella prima metà degli anni ’60 per concorrere all’erogazione di uno speciale “premio di qualità”. Di più, è risultato provvidenziale il suo intervento di digitalizzazione del nastro, poiché questo nel frattempo si è deteriorato irrimediabilmente. In ogni modo, Rai Teche fortunatamente custodisce, consentendone la visione su richiesta, il servizio in bianco e nero Il melodramma di stucco interamente girato a San Lorenzo (e dove ancora una volta protagonista è Serpotta). Questo andò in onda, all’interno della trasmissione Capolavori nascosti, nell’agosto 1969, giusto due mesi prima della sparizione del Caravaggio. Tanto che si arrivò a dire che potrebbe aver generato particolari interessi sul dipinto (paradossalmente fino a quel momento poco noto agli stessi palermitani), che avrebbero spinto a commissionarne il furto.

LE SORPRESE SUL FRONTE ICONOGRAFICO 
Comunque le sorprese sul fronte iconografico non finiscono qui. A Castello Ursino a Catania è custodita la finora ritenuta unica copia del quadro, molto fedele, dipinta da Paolo Geraci nel 1627-1628. Ed ecco invece che ora, in una ricerca congiunta tra chi scrive e Roberta Lapucci pubblicata nella rivista scientifica Valori Tattili, è stata reperita nella fototeca del famoso storico dell’arte Roberto Longhi una foto di un’altra copia antica, con poche varianti. Mistero nel mistero, ne è ignota l’ubicazione attuale; forse il quadro andò disperso durante la seconda guerra mondiale: apparteneva al gerarca fascista Luigi Federzoni.
La citata documentazione fotografica e audiovisiva non potrà in nessun modo colmare il vuoto incommensurabile lasciato nel patrimonio storico-artistico universale dal dipinto, peraltro inserito nella Top Ten mondiale dei furti d’arte stilata dall’FBI. Ma certo questi nuovi studi e scoperte riaccendono i riflettori sulla Natività, immeritatamente poco conosciuta, tenendo sempre viva la pur fioca speranza di una restituzione alla collettività.

‒ Michele Cuppone

link: 


"Caravaggio. L'anima e il sangue": la vita dell'artista in un film (da SKY.IT)

Uno degli artisti più amati e controversi di sempre è al centro del nuovo film d’arte prodotto da Sky e Magnitudo Film. La pellicola raggiungerà le sale cinematografiche italiane nei primi mesi del 2018.

Si intitolerà "Caravaggio. L’Anima e il Sangue" l’opera cinematografica di cui Sky e Magnitudo Film hanno annunciato la produzione. Distribuita da Nexo Digital, la pellicola debutterà sui grandi schermi italiani all’inizio del 2018, per poi essere trasmessa da Sky e raggiungere i cinema internazionali. 

Un’accurata ricerca storica e uno studio approfondito dei documenti e delle testimonianze sono gli aspetti cardine di un vero e proprio viaggio attraverso la vita, le opere e i tormenti di Michelangelo Merisi da Caravaggio, artista geniale e contraddittorio, che più di ogni altro ha raccolto in sé genio e sregolatezza, dando origine a opere sublimi. 

Grazie alla consulenza scientifica del professor Claudio Strinati, storico dell’arte esperto di Caravaggio, il film descriverà l’artista in relazione alle sue opere, offrendo al pubblico un excursus narrativo fra i luoghi in cui il pittore ha vissuto e quelli che ne custodiscono i capolavori, da Milano a Firenze, da Roma a Napoli fino a Malta. 

Passione, dolore, inquietudine e spiritualità sono solo alcune delle emozioni che scaturiscono dalle opere di Caravaggio e che innervano la digressione artistica introdotta da scene fotografiche e simboliche ambientate in epoca attuale. Le scene saranno accompagnate da monologhi evocativi fuori campo, in cui la voce di Caravaggio guide ..... CONTINUA A LEGGERE SU SKY.IT

Caravaggio Experience, esperienza multisensoriale al Palazzo delle Esposizioni


Caravaggio Experience è l’imponente video installazione ospitata dal Palazzo delle Esposizioni, dal 24 marzo al 3 luglio 2016.
Allontanandosi volutamente da qualsiasi intento di revisione scientifica, l’iniziativa nasce con l’obiettivo di dare la possibilità di osservare e conoscere in modo nuovo ed emozionale l’opera di Caravaggio, attraverso proiezioni e ingrandimenti di altissima qualità. Cinquantasette capolavori dell’artista, incluso il dibattuto Narciso su cui è posto un particolare accento, scorrono nell'arco di quarantotto minuti, scanditi da otto sezioni tematiche e accompagnati da musiche originali e fragranze selezionate appositamente. Per un'anteprima clicca QUI, per i crediti e altre informazioni visita il sito del Palaexpo

Affidiamo infine l'illustrazione del progetto alle parole di Claudio Strinati che ne ha curato in parte i contenuti:
«Qui vediamo una sorta di spettacolare messa in scena della pittura caravaggesca realizzata in modo tale da suggerire allo spettatore un modo nuovo di guardare quelle opere celeberrime e venerate. Questo modo nuovo è una vera e propria immersione dentro immagini gigantesche che incombono sull’osservatore e esaltano la sua stessa capacità di accostarsi ai dipinti e quindi di pensare e di emozionarsi. 
Così davanti ai nostri occhi appaiono, con una evidenza ancor più forte rispetto alla normale conoscenza, i grandi argomenti trattati dal Caravaggio, senza bisogno di particolari spiegazioni critiche dato che l’atto stesso del vedere viene avvertito come un atto critico. 
Le immagini dilatate e focalizzate costringono in qualche maniera a soffermarsi su aspetti che non necessariamente vengono normalmente notati ma sono proprio la quintessenza dell’arte caravaggesca: la luce, il naturalismo, la teatralità, la violenza. 
Specifico ancora meglio il senso del mito che circonda effettivamente la figura di quel sommo pittore, attraverso la sosta in una serie di stanze ciascuna delle quali è dedicata a mettere in risalto un argomento specifico.
Il fascino emanato dalla figura del Caravaggio è nello stesso tempo chiaramente spiegabile e quasi impenetrabile nella sua sostanza più profonda.
E questo spettacolo è basato proprio su questa strana dialettica tra ciò che è evidente e ciò che, malgrado tutto, resta al limite dell’incomprensibile ma non per questo è meno avvincente e coinvolgente. Anzi emana una forza di attrazione che non ha eguali nell’arte occidentale.
Così nello spettacolo compare anche il più grande enigma della storia critica inerente a Michelangelo Merisi: il fenomenale dipinto del Narciso ritenuto da alcuni grandi esperti del Caravaggio, suo capolavoro giovanile, e da altri altrettanto esperti, non suo ma di altro pittore, certamente a lui connesso ma diverso. Sembra incredibile che questa disputa, che ha visto e vede i maggiori studiosi dibattere con argomentazioni spesso di notevole interesse, non sia mai stata risolta ma l’occasione del nostro spettacolo potrà forse arrecare nuovi contributi, mettendo tutti, dai più sapienti ai più ignari, nella possibilità di svolgere le proprie riflessioni. 
E proprio la riflessione è l’argomento del Narciso, simbolo supremo dell’Artista, che guardando se stesso in uno specchio d’ acqua si innamora della propria immagine. 
Fu Roberto Longhi, il più grande studioso del Caravaggio del secolo ventesimo, a scoprire e attribuire al Merisi il quadro del Narciso e così, nel nostro spettacolo, gli si è voluto rendere un particolare omaggio inserendo tra le opere la versione del Ragazzo morso dal ramarro che il Longhi stesso acquistò per la propria collezione e che oggi appartiene alla Fondazione intitolata al suo nome nella villa di Firenze dove visse. 
La versione principale di tale soggetto è conservata alla National Gallery di Londra ma questa appartenente alla Fondazione Longhi, giudicata autografa da molti insigni esperti, è stata qui scelta proprio per dare il giusto riconoscimento all'impegno di uno storico dell’arte che ha riportato la figura del Caravaggio all'attenzione del mondo intero consacrandone l’ immensa fama da cui questo stesso spettacolo nasce».

Il prossimo autunno Caravaggio Experience sarà a Napoli dove rimarrà fino ai primi mesi del 2017 mentre sono in corso di definizione altre sedi espositive in Italia e all'estero. 

Un viaggio multisensoriale nel Seppellimento di Santa Lucia. Video dall'inaugurazione

Visitabile ancora fino al 30 agosto a Siracusa l'installazione "Un viaggio multisensoriale nel Seppellimento di Santa Lucia", ideata dalla Galleria Bellomo insieme a IAN - Innovative Art Network.
Di seguito il servizio tg sull'inaugurazione:



Si ringrazia Umberto Giordano per il video editing.



Caravaggio, Tiziano e Rembrandt: i capolavori prendono vita


Si chiama "Beauty" l'animazione realizzata dal regista Rino Stefano Tagliaferro che allo splendore di decine di capolavori ha aggiunto la forza espressiva di un gesto. Una carezza,  una smorfia, movimenti a volte impercettibili per donare una nuova dimensione a quella bellezza che si è soliti fruire nell'immobilità di un dipinto

 Guarda il video

VIDEO - Presentazione del volume «L’essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l’ambiente artistico romano


Disponibile on line il video della presentazione del volume «L’essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l’ambiente artistico romano (a cura di Francesca Curti, Michele Di Sivo, Orietta Verdi), tenutasi a Palazzo Barberini il 14 maggio 2013.












GUARDA IL VIDEO INTEGRALE

Guarda una preview


Saluti:
     0:00 Anna Lo Bianco (direttrice della Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini)
     1:23 Eugenio Lo Sardo (direttore dell’Archivio di Stato di Roma)
    11:18 CARLO M. TRAVAGLINI (presidente del CROMA e direttore di RMC)

Relatori:
    14:28 MINA GREGORI (storico dell’arte)
    26:50 IRENE FOSI (storico)
    44:35 E. Lo Sardo
    45:19 ALESSANDRO ZUCCARI (storico dell’arte)
 1:02:16 E. Lo Sardo
 1:05:38 CLAUDIO STRINATI (storico dell’arte)

Ringraziamenti dei curatori
 1:50:00 ORIETTA VERDI
 1:52:26 MICHELE DI SIVO
 1:57:38 FRANCESCA CURTI

Claudio Strinati sulla dispersa "Natività con i santi Lorenzo e Francesco" di Palermo

Miniatura

Il professore Claudio Strinati presenta le recenti acquisizioni sulla dispersa "Natività con i santi Lorenzo e Francesco" di Caravaggio (già Palermo, oratorio di San Lorenzo), che avvalorano la tesi secondo cui la tela sarebbe stata dipinta a Roma nel 1600 (e non a Palermo nel 1609, come tradizionalmente ritenuto), ordinata dal commerciante Fabio Nuti che era in relazioni con l'oratorio palermitano.

L'intervento si è tenuto il 14 maggio 2013 a Palazzo Barberini, per la presentazione del volume «L'essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l'ambiente artistico romano, a cura di F. Curti-M. Di Sivo-O. Verdi.

A breve, sarà disponibile on line l'intera ripresa video della presentazione

GUARDA IL VIDEO


NEW CARAVAGGIO: i video della tavola rotonda


Disponilbili on line il materiale video e fotografico degli interventi della tavola rotonda "New Caravaggio", tenutasi presso l'Accademia Nazionale di San Luca il 17 aprile 2013.

Restauro in diretta streaming della Maddalena penitente

Dalla fine di gennaio, segui in diretta streaming il restauro della Maddalena penitente di Caravaggio!

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Il Caravaggio di Milo Manara avrà il volto di Andrea Pazienza



Nel 2013 Panini Comics pubblicherà un fumetto su Caravaggio scritto e disegnato da Milo Manara. L'autore ha mostrato alcune tavole del fumetto nel corso di un'intervista con Vincenzo Mollica andata in onda sul Tg1. L'intervista può essere guardata nel sito della Rai.

Dall'intervista:
"[Caravaggio] aveva due lati, uno oscuro e uno luminosissimo.
C'è una frase che Filippo Neri dirà a Caravaggio: 'Io vedo in te due lupi che lottano uno contro l'altro e devono sbranarsi a vicenda.'
Caravaggio dice: 'Quale dei due riuscirà a vincere?'
'Quello che tu avrai nutrito di più', risponde Filippo Neri."

Il Caravaggio di Milo Manara avrà il volto di Andrea Pazienza.

Il primo incontro fra Manara e il Caravaggio era avvenuto nel libro di illustrazioni Il pittore e la modella ... CONTINUA A LEGGERE SU HOUSE OF MISTERY

6 ottobre 2012: Proiezione del video "CARAVAGGIO XXI: TABLEAUX VIVANTS"

Sabato 6 ottobre alle ore 10:00, presso la Sala conferenze del MART (Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto) e nell'ambito della 23a Rassegna del Cinema Archeologico di Rovereto verrà proiettato il video dello spettacolo "CARAVAGGIO XXI: TABLEAUX VIVANTS". 
Le proiezioni fanno parte del programma della sezione speciale "Archeologia e società" che affianca il programma principale del Festival che rappresenta uno dei più importanti appuntamenti europei dedicato alla documentaristica e cinema di tematica archeologica.



«Bentornato Caravaggio» L'arte del Merisi al municipio (da L'Eco di Bergamo")

Tutto ormai pronto per «Bentornato Caravaggio», l'evento di domenica 30 settembre a Caravaggio. Realtà e persone di luoghi diversi, provenienti da tutta Italia e anche dall'estero, che con la loro attività, per passione o per semplice interesse contribuiscono alla diffusione dell'Arte di Michelangelo Merisi da Caravaggio. Alle 15.30 si apriranno le Sale del Palazzo Municipale completamente destinato all'evento e si potrà vedere in quanti modi diversi il grande Maestro e la sua arte continuano a vivere nel mondo. Applicazioni per iPad, libri, interviste ai maggiori critici d'arte, ricette culinarie, creazioni artistiche, composizioni musicali, fotografie enogastronomiche e poi ancora balletti, spettacoli teatrali e opere cinematografiche, tutto rigorosamente intitolato a Caravaggio. Una vetrina alla quale senza editazione hanno aderito e partecipano nomi di assoluto prestigio che portano le loro opere nella città per celebrare tutti insieme Caravaggio. E non mancano le curiosità. L'evento si aprirà infatti con “un Caffè con Caravaggio” una Degustazione gratuita di caffè. E se per le strade della città o nelle sale ai visitatori capitasse di incontrare un oscuro personaggio ... niente paura! E' uno strano pittore che si aggira nel borgo in ..... CONTINUA A LEGGERE LA NOTIZIA SU "'L'ECO DI BERGAMO"