"Caravaggio e i suoi". Escono gli atti delle Giornate di Studi



Finalmente disponibili gli atti delle Giornate di Studi "Caravaggio e i suoi", a cura di Pierluigi Carofano (Felici Edizioni, Pisa, 2017). Le Giornate si erano svolte presso il Palazzo Museo Bourbon del Monte di Monte Santa Maria Tiberina, l'8-9 ottobre 2016
Almeno sette i contributi a tema più strettamente merisianoEmilio Negro, rilegge la partitura musicale del Suonatore di liuto; Michele Cuppone, getta nuova luce sulla collezione di Ottavio Costa rivedendo alcune cronologie; Enrico Lucchese, si sofferma sulla figura di Francesco Sessa, padrino di battesimo di Merisi, e sui legami di quest'ultimo con l'area veneta; Francesca Curti, indaga i rapporti del pittore con botteghe d'arte e committenze a Roma e in particolare intorno alla Natività di Palermo; Mario Marubbi, pubblica una copia del San Francesco in preghiera di Cremona; Nicosetta Roio, immagina un arrivo pressoché in contemporanea di Caravaggio e di Mario Minniti a Roma intorno al 1595; Stefania Macioce, presenta un indizio sull'autografia o meno della discussa Giuditta di Tolosa.

Il volume è acquistabile su Libro Co., Art & LibriVita e Pensiero e Artbooksoppure contattando Merigo Art Books.


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"Una storia senza nome": il trailer del film di Roberto Andò sul furto della "Natività" di Palermo

Pubblicato il trailer di Una storia senza nome, il nuovo film di Roberto Andò che sarà presentato nella selezione ufficiale della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2018. Protagonisti del film Micaela Ramazzotti, Renato CarpentieriAlessandro Gassman, Laura Morante.


Roberto Andò presenterà nell’ambito della Selezione Ufficiale – Fuori Concorso della 75esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il suo nuovo film Una storia senza nome, che prende spunto da uno dei più grandi e misteriosi furti d’arte di sempre: quello della Natività del Caravaggio, scomparsa nel 1969 a Palermo. 
Descritto dallo stesso regista come “un film sul cinema”, Una storia senza nome alterna i toni del thriller a quelli della commedia e indaga il rapporto che il cinema stesso instaura tra finzione e vita vera, nonché le “sue capacità di investigare la realtà e di trascenderla”. 
Valeria (Micaela Ramazzotti), giovane segretaria di un produttore cinematografico, vive sullo stesso pianerottolo della madre, Amalia, donna eccentrica e nevrotica (Laura Morante), e scrive in incognito per uno sceneggiatore di successo, Alessandro (Alessandro Gassmann). 
Un giorno, Valeria riceve in regalo da uno sconosciuto, un poliziotto in pensione (Renato Carpentieri), la trama di un film. Ma quel plot è pericoloso, “la storia senza nome” racconta infatti il misterioso furto, avvenuto a Palermo nel 1969, di un celebre quadro di Caravaggio, la Natività. Da quel momento, la sceneggiatrice si troverà immersa in un meccanismo implacabile e rocambolesco. Una storia senza nome arriverà al cinema dal 20 settembre 2018 (fonte: Cinefilos).


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Nuova pubblicazione "Caravaggio. L’uomo, l’artista" di Rossella Vodret. Leggi un'anteprima


UTET Grandi Opere torna a pubblicare un’opera su un grande artista italiano che ha rivoluzionato l’arte europea che è anche diventato un vero e proprio fenomeno culturale contemporaneo. 
Il volume è curato e scritto in gran parte dalla dottoressa Rossella Vodret, già autrice per UTET Grandi Opere di Caravaggio. Genio d’Europa
Gli 11 saggi che compongono il volume sono totalmente nuovi e guidano alla scoperta della relazione profonda fra le vicende umane di Caravaggio e quelle artistiche: 

La vita. Un uomo tormentato, un artista rivoluzionario di Rossella Vodret 
La famiglia di Rossella Vodret 
Gli amori di Rossella Vodret 
La casa-bottega di Rossella Vodret 
Le finanze di Raffaella Morselli 
La “rete” dei committenti di Rossella Vodret 
La tecnica pittorica di Rossella Vodret 
Caravaggio in musica di Stefania Macioce 
Caravaggio negli atti giudiziari e nelle parole dei contemporanei di Rossella Vodret 
Caravaggio e la rappresentazione del trauma di Massimo Ammanniti 
La tecnica. Un geniale modo di dipingere di Rossella Vodret

Non è infatti possibile capire Caravaggio senza considerare l’esperienza della morte prematura del padre, dello zio e del nonno a causa della peste e neppure senza pensare al bagaglio di pensieri e riflessioni che lo accompagnarono per tutta la breve vita (morirà a soli 39 anni) a causa dei due omicidi di cui si era macchiato per il suo carattere impulsivo e ribelle. 
E cosa ne sarebbe della sua grande arte senza quei pochi ma importanti committenti che apprezzarono, sin dai suoi esordi, quel suo stile personalissimo e innovativo e accettarono addirittura ragazzi di vita e prostitute come modelli per soggetti religiosi? 
Qual è il fondamento psicologico e culturale oltre che stilistico dei famosi contrasti luce/ombra delle sue opere? 
Le caratteristiche: la tiratura è limitata a 2.999 esemplari numerati, il formato: 25,5 x 38 cm per 280 pagine, l’apparato illustrativo conta circa 140 immagini 
UTET Grandi Opere per il volume Caravaggio. L’uomo, l’artista non si è servita – se non marginalmente – di immagini normalmente disponibili negli archivi fotografici ma di acquisizioni digitali in altissima definizione
Grazie a questo la resa in stampa è eccezionale e ogni particolare delle opere da riprodurre può essere ingrandito senza perdita di dettaglio (fonte principale: comunicato ufficiale).

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Così i Messina Denaro rubarono il Caravaggio, parla il collaboratore Vincenzo Calcara

Dopo le puntuali ricostruzioni rese note dalla Commissione parlamentare antimafia sul furto della Natività di Palermo, tornano a farsi sentire ipotesi alternative. Quella che segue si aggiunge a quanto dichiarato da Franco Di Carlo (link). A ogni modo, dopo la relazione conclusiva della Commissione antimafia, il 18 giugno 2018 la Procura di Palermo ha riaperto un fascicolo sul caso, seppur contro ignoti, con l'indagine assegnata al procuratore aggiunto Marzia Sabella e al pm Roberto Tartaglia (link)



«Il quadro del Caravaggio? Chiedetelo a Giovanni Franco Becchina dove è»: Vincenzo Calcara, pentito di mafia ed ex braccio destro di Francesco Messina Denaro (padre del latitante Matteo) non ha alcun dubbio riguardo alle sorti della «Natività con i santi Lorenzo e Francesco d'Assisi», la pala trafugata dall'oratorio di San Lorenzo, a Palermo, il 18 ottobre 1969.
Un giallo lungo cinquant'anni, che ha tenuto banco sulle cronache di mezzo mondo e la cui vera storia, al momento, nessuno conosce. Un nodo che neanche gli investigatori sono riusciti a districare. 
Il furto, che figura nella lista dei primi dieci crimini d'arte della storia stilata dall'Fbi, fu attribuito dal pentito Brusca ai Corleonesi, ma ora questa nuova versione raccontata al Giornale dal collaboratore di giustizia apre piste diverse. Calcara divenne uomo d'onore riservato del boss siciliano Messina Denaro il 4 ottobre 1979. «Francesco racconta - mi prese in simpatia dopo che evitai che il figlio Matteo, (tuttora primo ricercato d'Italia, e considerato l'erede di Riina ndr) fosse picchiato da alcuni giovani. Mi riteneva persona di fiducia, tanto da chiedermi, più avanti negli anni, di uccidere il giudice Paolo Borsellino. Non lo feci, ma ho il peso sul cuore di non essere riuscito a salvarlo». 
All'epoca, ma già da anni prima, la casa di Messina Denaro era frequentata «da tombaroli e mercanti d'arte». E anche intorno a Riina, di cui il boss di Castelvetrano era il braccio destro, ruotavano strani personaggi. «Tra questi prosegue c'era Becchina. Sono stato il primo a fare quel nome ai magistrati. Lui era il referente di Cosa Nostra per l'arte. Sapeva come commerciare con l'estero. Per questo in molti gli commissionavano i furti. E non si sono impossessati solo del Caravaggio, ma anche di moltissime altre opere d'arte trafugate dalla Mafia». Come fecero? «Semplice - prosegue -, in Sicilia si trovava sempre qualcuno all'interno che facesse da complice». Ecco perché anche nel furto del Caravaggio dipinto nel 1609 [1600, ndC400] fu fondamentale «la base». «Sono certo lo abbia preso lui prosegue Calcara e ricordo benissimo come a Cosa Nostra non mancassero le possibilità di entrare dappertutto. Come lo fecero sparire? Dentro le case della Mafia si poteva far sparire tutto. Alcune opere rimanevano nelle abitazioni degli esponenti di Cosa Nostra, altre erano destinate all'estero per poi essere vendute. Sono sicuro Becchina sappia perfettamente dove è finito il Caravaggio». 
«Lo stesso Messina Denaro -rievoca il pentito- amava l'arte e l'archeologia, tanto da bramare opere e oggetti antichi. Cosa certa è che so che Becchina (di recente finito sulle cronache per il sequestro dei suoi beni, ndr) era perfettamente in grado di fare quel lavoro e l'ho detto anche ai giudici». Oggi Calcara dice di ignorare «dove sia finito il quadro. Potrebbe essere ovunque, ma quasi certamente all'estero» [...]

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"Caravaggio a Siracusa 1608", recensione di Michele Cuppone


Esce per i tipi di Tyche Caravaggio a Siracusa 1608 di Paolo Giansiracusa che – nomen omen, verrebbe da dire – più di ogni altro fra gli studiosi locali ha rivolto la sua attenzione alla monumentale pala che l'artista lascio nella città aretusea. L'opera si presenta come un agile librino, dal formato e volume contenuti (96 pp.), scorrevole nella lettura e vivacizzato da un calzante apparato iconografico. 
L'autore ha così l’opportunità di portare a un pubblico più ampio quanto in sostanza edito in precedenti occasioni e raccolto ultimamente in versione ampliata negli atti, altrimenti non facilmente reperibili, delle giornate di studio del 2010 tenutesi alla chiesa della Badia, nel IV centenario della morte dell’artista. 
Il testo, al di là di ciò che può lasciare immaginare il titolo, è incentrato in una lettura critico-iconografica del Seppellimento di santa Lucia, più che in una narrazione intorno al soggiorno aretuseo di Merisi, su cui del resto non c’è molto da raccontare, stante le rare fonti disponibili. Eppure qualcosa di nuovo si era provato a dire, in una recente uscita (2013); Caravaggio siracusano di Katia Savarino, questo il titolo, era in sostanza la riedizione un po’ più aggiornata di una tesi di laurea del 2001, integrata in particolare dalla pubblicazione – a dire il vero poco chiara nella sua illustrazione – di un documento attestante rapporti fra Vincenzo Mirabella (l'intellettuale che accompagnò Caravaggio alla scoperta dei dintorni di Ortigia) e il senato cittadino, che secondo il biografo Susinno commissionò la pala su intercessione di Mario Minniti (per quest’ultimo, giusto un accenno nel libro). Questo nuovo elemento sembra andare in direzione della tesi, in controtendenza, lanciata da Ferdinando Bologna e sviluppata con nuove argomentazioni da Enzo Papa, secondo cui committente dell'opera sarebbe stato proprio Mirabella. 
Ma tornando al volume di Giansiracusa, la bibliografia pure qui si arresta ad anni non recenti: il 2010, coincidente con le giornate di studio di cui sopra. Non si tiene pertanto conto ad esempio – e forse non era intenzione approfondire il tema? – dello studio della fortuna copistica del Seppellimento, su cui vi ha scritto nel 2015 Salvina Buccheri consegnandoci anche una scoperta d’archivio. Più in generale, non si può fare a meno di notare un minore interesse al dato strettamente storico, ovvero è in modo ‘originale’ che talvolta si parte da esso. Ne è esempio la collocazione senza esitazioni nel novembre 1608, non supportata da documenti ancorché possibile, della fine del soggiorno siracusano per Caravaggio. O l'idea di collocare entro il 1599 il completamento della Vocazione di San Matteo – peraltro ritenendo che la scena si svolga "nella notte" e che il giovane a capotavola sia una "guardia svizzera" (per tutto questo, vedi il fresco Caravaggio. Il vero Matteo di Sara Magister). Oppure si veda l'avallo del mai attestato – e anzi ora (dal 2011) fortemente messo in dubbio – operato palermitano; tale aspetto andrà tuttavia giustificato se è l'autore stesso a comunicare a chi scrive (16 aprile 2018) di essere a conoscenza della questione e del parere che la stessa Natività di Palermo “non è siciliana” ma, "trattandosi di una breve citazione", si è "attenuto alla letteratura corrente". Altro si potrebbe commentare ma va sempre tenuto a mente che il testo, di fatto, è da considerarsi “chiuso” al 2010
Un punto su cui si pone un particolare accento, presentandola come una “straordinaria scoperta” e di conseguenza come la principale acquisizione, è la presunta derivazione della figura del chierico dall'immagine di Lucia nel polittico quattrocentesco della concittadina chiesa di San Martino. Questo offre a Giansiracusa una sponda a sostegno di una sua suggestiva ipotesi, secondo la quale l’ecclesiastico altri non sarebbe che Lucia rediviva, nel giorno del martirio coincidente appunto con il suo dies natalis. Che si possa o meno concordarvi, piace ricordare a tal proposito la proposta di Howard Hibbard, che vedeva nel gruppo dei dolenti un richiamo alle figure di Giovanni e Maria nelle Crocifissioni rinascimentali. A confortare quest’ultima considerazione, chi scrive coglie l’occasione per aggiungere che gli stessi colori dell’abbigliamento del cosiddetto diacono – manto (e non esattamente una meno ampia “stola”) rosso e veste, a ben guardare, verde – sono proprio quelli caratterizzanti la tradizionale iconografia di san Giovanni [...]

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La "Natività" del Caravaggio si troverebbe nei Paesi dell'Est Asiatico. Lo afferma il comandante del reparto "Tutela Patrimonio Culturale"




















Il tenente colonnello Nicola Candido, Comandante del reparto operativo Carabinieri "Tutela Patrimonio Culturale" è stato intervistato da Rai News 24 sul furto della Natività di Palermo. Simulando un'ipotesi di suddivisione del quadro in più pezzi - così come avvenuto, stando alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gaetano Grado - Candido ha dichiarato in particolare, confermando quanto solo accennato in una precedente intervista rilasciata a TVSvizzera.it, che
È venuta fuori una nuova pista. Una delle indicazioni che è stata fornita è stata quella della possibile rivendita dell'opera su mercati dell'Est asiatico, ed è una delle piste che in qualche modo stiamo cercando di verificare.
Nelle precedenti dichiarazioni, il comandante aveva affermato che l'opera sarebbe stata "commercializzata forse anche in Giappone ... Paesi dell'Est asiatico".


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Copia d'epoca del "San Francesco in meditazione" di Caravaggio in asta



Una copia di collezione privata romana del San Francesco in meditazione di Caravaggio, è sul sito d’asta Bonhams e sarà battuta il 4 luglio a Londra. Il dipinto sarà visibile fino a quella data presso la sede capitolina della casa d'aste (via Sicilia, 50).
La Soprintendenza alle Belle Arti italiana considera il quadro di importanza nazionale e richiede che resti in Italia; pertanto non potrà essere esportata fuori dall'Italai.
Alle copie del San Francesco in meditazione – oltre a quella in oggetto, vi è un'altra conservata presso Castell'Arquato – è dedicato un articolo di Mario Marubbi negli atti delle giornate di studio "Caravaggio e i suoi" (a cura di Pierluigi Carofano).


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"Caravaggio. Il vero Matteo": la presentazione con Paolucci e Strinati e la rassegna stampa sul volume di Sara Magister



In questi ultimi tempi si è riaperto il dibattito sull'individuazione del san Matteo dipinto da Caravaggio nella Vocazione di san Matteo in San Luigi dei francesi, in concomitanza con l'uscita del libro di Sara Magister "Caravaggio. Il vero Matteo" – peraltro, di recente una copia del dipinto è stata dotata al Papa.
Si riporta di seguito una rassegna stampa (in costante aggiornamento), di articoli e recensioni che stanno accompagnando l'uscita editoriale e il dibattito scientifico – assieme alla registrazione della presentazione del volume, che si è tenuta il 31 maggio 2018 a Roma e che ha visto la partecipazione di Antonio Paolucci, Claudio Strinati e Fabio Isman.
[Il volume è stato insignito del Premio Città Cristologica 2018]


Rassegna stampa:


Intervista radiofonica [nella trasmissione "Tredici e tredici" su Radio Vaticana, 30/5/2018]

Qui était le vrai Matthieu? Une nouvelle lecture du chef d’œuvre de Caravage [di Antonio Paolucci su L'Osservatore Romano - Édition hebdomadaire en langue française, 31/5/2018]

Chiesa e arte. Il "vero" Matteo svela anche chi fu il vero Caravaggio [di Sandro Magister su L'Espresso, 31/5/2018]

Il "Vero Matteo" secondo Caravaggio non è quello che immaginiamo [di Caterina Maniaci su ACI Stampa, 3/6/2018]

Il vero Matteo [di Caterina Dall'Olio su TG2000, 5/6/2018]

Una nuova tesi sul Matteo di Caravaggio [di Caterina Maniaci su Libero, 5/6/2018]

Who is Saint Matthew for Caravaggio? [di Cornelius Sullivan su The Italian Insider, 5/6/2018]

Il vero Matteo [di Sara Pietrantoni su 365 giorni a  Roma, 6/6/2018]

Sara Magister a caccia del vero Matteo di Caravaggio [di Giulia Tanel su Il Timone, 7/6/2018]

Chi è San Matteo? Il mistero del quadro [di Gilberto Scuderi su Gazzetta di Mantova, 8/6/2018]

Il vero Matteo [di Sara Pietrantoni su Arte e Arti, 14/6/2018]

Vi svelo il vero Matteo [di Annalisa Stancanelli su La Sicilia, 9/7/2018]

Caravaggio. Il vero Matteo [di Matteo Matzuzzi su Il Foglio, 26/7/2018]

Caravaggio. Il vero Matteo [di Francesca Grego su Arte.it, 30/8/2018]

Caravaggio. Il vero Matteo [di Luigi Bertoldi su Radici Cristiane, 8-9/2018]

“Caravage à Rome …”. Parla Cristina Terzaghi: A confronto le due Maddalene, ma non formuliamo giudizi. Un ‘quesito caravaggesco’ ancora irrisolto nella ‘prima’ a Parigi del genio lombardo [di Pietro di Loreto su About Art online, 16/9/2018]

Ma chi è Matteo? [di Marzia Minore su Il Giornale dell'Arte, 10/2018]

Caravaggio, Magister and The Beatles [di Irving Lavin su About Art online, 6/10/2018]

Un premio all'insegna di Cristo [di Marica Ronzillo su Logos, 31/10/2018]

Premio Nazionale Città Cristologica per "Caravaggio. Il vero Matteo" di Sara Magister [su Caravaggio400, 11/11/2018]

Comunicato stampa "Presentazione dell'opera Mt 9,9-13" [su Arcidiocesi Salerno, 16/11/2018]

Matera, a Sara Magister il "Premio Nazionale Città Cristologica" [su Basilicatanet, 17/11/2018]

Premio Nazionale Città Cristologica per il libro “Caravaggio. Il vero Matteo” [su Oggi Notizie, 17/11/2018]

Matera, premio nazionale Città Cristologica 2018 [su Giornalemio.it, 18/11/2018]

Salerno - Omaggio a San Matteo [di Enzo Ragone su Rai 3, 23/11/2018]

Opera cardinale [su LIRATV, 23/11/2018]

Il San Matteo inedito di Ippazio Campa donato alla Cattedrale [di Paolo Romano su La Città di Salerno, 24/11/2018]

Opera caravaggesca di Ippazio Campa per il Duomo di Salerno [su Il Messaggero, 26/11/2018]

Consegnato a Matera il Premio Nazionale Città Cristologica 2018 [su LeMeridie.it, 4/12/2018]

Caravaggio e il Matteo di ogni giorno [di Antonio Paolucci su Avvenire - Luoghi dell'Infinito, 27/12/2018]

Presentazione della Fondazione Cardinale Francesco Maria Del Monte [di Maria Elisabetta Alberti Casellati su Senato della Repubblica, 4/2/2019]

Rossella Vodret a 360° su Caravaggio: le certezze, le quasi certezze e le ipotesi sui misteri che ancora sussistono [di Pietro di Loreto su About Art online, 8/2/2019]

Il dibattito su Caravaggio entra in Senato: Maria Elisabetta Alberti Casellati interviene sulla Vocazione di san Matteo [su Finestre sull'Arte, 13/2/2019]

La verità sulla pala del ''San Matteo e l'angelo'' di Caravaggio in San Luigi dei francesi [su Emozione Arte, 2/9/2019]

Chi è il vero Matteo nella Vocazione di Caravaggio? La risposta di Sara Magister [a cura di Andrea Lonardo su Gli Scritti, 29/3/2020]

Caravaggio, quale è il vero Matteo? [di Mario Dal Bello su Città Nuova, 12/1/2021]

Caravaggio, spunti e riflessioni sull’enigma del gabelliere [di Stefano Pierguidi su il manifesto - Alias, 9/5/2021]