27 set 2010

Opere di Caravaggio e Guercino in mostra a Santa Maria Tiberina (fonte AGINEWS)

(AGI) - Perugia, 25 set. - Ci sara' anche la 'Caraffa di fiori di palmi due' del Caravaggio fra i cinque preziosi dipinti di Caravaggio e del Guercino, provenienti da collezioni private che, per iniziativa del Comune di Santa Maria Tiberina e della 'Libera accademia di studi caravaggeschi', saranno esposti dal 1 al 3 ottobre nel castello Bourbon del Monte, nel quadro delle celebrazioni del quarto centenario della morte di Michelangelo Merisi, detto 'il Caravaggio'. L'esposizione sara' affiancata da una giornata di studi, sabato 2 ottobre, sul tema 'Francesco Maria del Monte e Caravaggio: Roma, Siena, Bologna. Opere, biografia e documenti'. Caratteristiche e scopi dell'iniziativa saranno illustrati martedi' prossimo in una conferenza stampa, che si terra' alle ore 11.30 presso la sala Fiume di Palazzo Donini, a Perugia, alla quale saranno presenti il sindaco di Santa Maria Tiberina, Romano Alunno ed il curatore della mostra e presidente della 'Libera accademia di studi caravaggeschi' Maurizio Marini. "Il mondo - spiega il sindaco Alunno - celebra nel 2010 il quarto centenario della morte di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio: con la giornata di studi sul cardinale Francesco Maria Bourbon del Monte, suo primo mecenate, e l'esposizione di alcuni dipinti del sommo maestro e del Guercino, il nostro comune intende rendere omaggio ad uno dei suoi personaggi piu' illustri, e, nel contempo utilizzare la ricorrenza legata a Caravaggio per creare una nuova opportunita' di promozione del nostro territorio e dei suoi valori storici e culturali. Valorizzare la figura del cardinale del Monte - prosegue il sindaco - grazie alle ricerche del professore Maurizio Marini coadiuvato da illustri storici dell'arte, poter ammirare alcuni dipinti del Caravaggio e del Guercino, percepirne i profondi valori artistici e culturali che i due pittori ci hanno tramandato anche con le opere esposte nel nostro Castello Bourbon, sono momenti unici ed irripetibili, che proiettano il nostro piccolo comune in una dimensione culturale e celebrativa di caratura nazionale".(AGI) Cli/Pg/Mao

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7 commenti:

  1. Programma e opere esposte:


    Fonte
    http://www.montesantamariatiberina.org/ivd-centenario-della-morte-di-michelangelo-merisi-da-caravaggio.html

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  2. Andrea Dusio28/09/10, 08:14

    Definire di Caravaggio quel dipinto è una delle affermazioni più farsesche dell'intera storia degli studi sul Merisi. E la mostra si situerà tra il pasticcio e la televendita, come ci ha abituati Marini.

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  3. Chi ha scritto pagine bianche non può capire...

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  4. Fabio Scaletti05/10/10, 17:01

    Dico subito che a me il libro di Andrea Dusio non è dispiaciuto (sarà stato il suo taglio atipico e diretto con cui ha affrontato la materia, al di là delle posizioni attributive assunte, talvolta non condivisibili) e ho trovato esagerate le critiche di Marini, per le quali l'autore se l'è così presa, tanto da cercare forse la prima occasione per ricambiare, che sembra essere giunta con la mostra di Santa Maria Tiberina (vedi commento sopra). Non so quale sia l'attribuzione di Marini che Dusio definisce "farsesca", se quella della "Caraffa di fiori" o quella della nuova versione del "Sacrificio di Isacco" della collezione Johnson, e non è questo il luogo per discettarne in dettaglio (entrambi i quadri, ma soprattutto il primo, mi sembrano interessanti sotto il profilo documentario e scientifico), ma certo né l'una né l'altra attribuzione è ridicola, anzi è semmai da valutare, restando nella stessa terminologia, in modo serio. Inoltre, è forse appena il caso di ricordare che Maurizio Marini, riguardo il Caravaggio, è uno studioso di fama e valore mondiali (ribadisco: mondiali), di sicuro tra i primi cinque viventi (gli altri quattro sono Ferdinando Bologna, Maurizio Calvesi, Mina Gregori e Denis Mahon: cito in ordine alfabetico, a ciascuno degli addetti ai lavori stabilire un eventuale ordine di preferenza). Lecito infastidirsi di una stroncatura (magari immeritata), scorretto denigrare (genericamente e per rivalsa) il valido lavoro di una vita.
    Fabio Scaletti

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  5. Andrea Dusio06/10/10, 18:06

    Caro Fabio, il riferimento è alla seconda. Quando c'è da riconoscere il lavoro seminale di Marini, io l'ho sempre fatto (ultima testimonianza è un pezzo uscito proprio oggi sulla testata web Milano Cultura). Del Sacrificio di Isacco della collezione PJ conosciamo l'autore (Bartolomeo Cavarozzi). Per quanto mi riguarda si tratta di un punto fermo tanto quanto il Narciso dello Spadarino. Le repliche non hanno alcun elemento che possa fare pensare a una versione autografa (che magari è anche esistita, ma resta per ora non rintracciata). Lo stesso, per mia personalissima convinzione (non per impuntatura però, ma per dei confronti stilistici con altre opere, su cui magari ci sarà occasione per confrontarsi), continuo a sostenere per l'altro storico cavallo da battaglia di Marini, la "Vocazione di Andrea e Pietro", il cosiddetto Caravaggio della Regina.
    Il confronto tra il libro di Marini del 1974 e quello del 2001 parla da solo, mostrando il "cedimento" verso attribuzioni "avventurose". Quanto al "genericamente", nella mia, di vita, io non faccio nulla di "generico", tanto meno quando scrivo, fosse anche un commento lasciato ad un post. Se la mia suona come una denigrazione del lavoro di Marini (ma la sua "stroncatura" conteneva gli estremi per una causa di diffamazione, per gli amanti di questo sport nazionale che invece non mi interessa), lo è per convinzione e negli stessi termini espressi già in "Caravaggio White Album", e non certo per rivalsa.

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  6. Fabio Scaletti07/10/10, 12:07

    Solo alcune precisazioni sulle attribuzioni respinte da Dusio, ricordando che in questo campo (non essendoci un ente certificatore ufficiale, sul modello degli organismi di Bruxelles...) contano da un lato i pareri della maggior parte degli studiosi (l'unanimità è ovviamente impossibile) e dall'altro l'ampiezza dell'arco temporale in cui questi pareri si sono via via manifestati.
    Il "Narciso" è del Caravaggio, con una preponderanza di giudizi favorevoli, soprattutto moderni (quelli meno attuali si bilanciano), che è schiacciante.
    Il "Sacrificio di Isacco" della collezione Piaseka-Johnson è prevalentemente assegnato al Caravaggio (tra l'altro a Santa Maria Tiberina non c'era in mostra quel dipinto ma una sua versione in collezione privata modenese, autografo o copia lo si vedrà).
    La "Chiamata dei Santi Pietro e Andrea" è un originale di recente acquisizione, sostenuto dalle analisi scientifiche e dai riscontri di archivio (essenziali, più degli infidi aspetti stilistici). Vedranno naturalmente gli studiosi se inserirlo nei loro cataloghi (nel mio del 2008 compare, così come gli altri due dipinti appena citati).
    Questo solo per puntualizzare lo stato dei fatti.
    Fabio Scaletti

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  7. Caro Fabio, le mando la mia mail personale, perché sono curioso di conoscere i riscontri d'archivio relativi alla "Chiamata di Pietro e Andrea".
    dusio.andrea@libero.it

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