07 set 2011

Caravaggio? Uno “scienziato” incompreso. Nuove ipotesi in un libro di Clovis Whitfiled (fonte DaringToDo)

Arrogante, violento, attaccabrighe, omosessuale, ma di talento immenso. Sembra il ritratto di una rockstar, in effetti corrisponde all’immagine  più comune che viene  tramandata di Michelangelo Carvaggio.
Ma da oggi non è più così. Parola di Clovis Whitfiled, storico dell’arte londinese, che per smontare quanto di convenzionale s’accentra sul geniale artista lombardo ha scritto un libro: Caravaggio’s Eye, in uscita ad ottobre per l’editore Paul Holberton (http://www.paul-holberton.net/ ).
Ovviamente non è il talento in discussione, ma la carica rivoluzionaria del Caravaggio, quella che in fondo gli procurò la “cattiva fama” in un ambiente fortemente legato al passato come poteva essere la Roma del ‘600. Whitfield sostiene che l’uso da parte del Caravaggio delle nuove tecnologie minacciò la creazione artistica così come allora era concepita introducendo cambiamenti epocali in un settore tecnicamente fermo da millenni.
Una rivoluzione tecnica piuttosto che di stile, che comportò l’utilizzo di una sofisticata camera oscura e di una serie di specchi parabolici. Sfruttando i nuovi progressi in campo ottico ed essendo sedotto completamente dal fascino della luce, Caravaggio trovò il modo di riprodurre copie realistiche di ciò che la camera oscura proiettava su una parete. Una sorta di “taglia e incolla” sulla tela di quei soggetti che reclutava nelle strade di Roma. Una scoperta sensazionale che lo trasformò da “ragazzo di bottega” a nome famoso in tutta Europa. Invece di attenersi agli insegnamenti dei maestri precedenti e, a differenza dei suoi colleghi, costretti, per convenzione, al rapporto maestro-allievo e a lunghi anni di apprendistato, Caravaggio affermò con la sua innovazione che tutto ciò non serviva più, che l’insegnamento degli anziani poteva essere messo da parte, così come le convenzioni iconografiche stabilite. In breve, i giovani artisti avrebbero potuto cominciare... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO SU "DARINGTODO.COM"

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