La tomba del Caravaggio: un oltraggio tra condomini e panni stesi (di Sergio Rizzo)

L’omaggio di Porto Ercole e lo spreco di 110 mila euro. Il ruolo di Previti, che ha trasportato i presunti resti del pittore all’Argentario




Ansa, 21 maggio 2014: È stato Silvano Vinceti ad annunciare l’inaugurazione entro il 18 luglio, data della morte presunta dell’illustre pittore, del parco monumentale dove verranno trasferiti i resti mortali del Caravaggio, ritrovati nel 2010. «Tutti gli amanti del grande pittore potranno così onorare e dare un saluto alle sue spoglie mortali» ha detto Vinceti, «e manifestare l’affetto e l’ammirazione per questo genio pittorico». Il parco monumentale è stato concepito come luogo dove i colori usati nella prima fase dell’avventura pittorica di Caravaggio troveranno una loro incarnazione in fiori e colonne. «Si potranno ammirare in alta definizione le sue opere e rivivere gli ultimi giorni della sua vita», ha spiegato il sindaco (di Monte Argentario Arturo Cerulli, ndr). «Non solo un giusto riconoscimento ad un grande artista, quindi, ma anche la scommessa per un nuovo turismo culturale». Perché anche da queste parti, dove pure il turismo fa mangiare un bel po’ di gente, una spintarella promozionale non guasterebbe. Che cosa, allora, meglio della tomba di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi? Andate, dunque, a visitare il «parco monumentale» dedicato a Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. La visita vale assolutamente il viaggio. Ma non per il motivo di cui parlano, in quelle meravigliose dichiarazioni rese a un’agenzia di stampa l’anno scorso, il presidente della Fondazione intestata al pittore e il sindaco. Potrete toccare con mano come in un piccolo comune si possano spendere senza colpo ferire 110 mila euro dei contribuenti.

Vi troverete al cospetto di un sarcofago dall’apparenza cementizia sostenuto da due pilastrini a un metro e mezzo da terra. Il tutto sormontato da una sbalorditiva riproduzione metallica della «canestra di frutta», la celeberrima natura morta di Merisi. Intorno, una piazzola rotonda di pochi metri quadrati chiusa da una corona di piante rampicanti, fra i panni stesi e una lavanderia. Se riuscirete a riprendervi dalla vista del «parco monumentale» vi suggeriamo di avvicinarvi allo scatolone sul quale campeggia la scritta «Caravaggio» [...]

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Giornata di studi a Empoli “Da Caravaggio. Il San Giovanni Battista Costa e le sue opere” (11 aprile)




Sabato 11 aprile 2015 la Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani di Empoli  ospiterà la giornata di studi “Da Caravaggio. Il San Giovanni Battista Costa e le sue opere” moderata dal Prof. Bruno Santi. Questo soggetto ebbe una grande fortuna, in Italia e all’estero. Ci sono almeno 8 versioni conosciute di buon livello, con diverse e controverse attribuzioni. Quali artisti hanno realizzato le varie versioni? Qual è la storia della semi-sconosciuta versione empolese?
Questo dipinto, confluito nel patrimonio della chiesa di Santo Stefano grazie alla donazione di monsignor Marchetti nel 1823 e quasi illeggibile prima del restauro, si trova in un edificio che vanta una storia antica: fu eretto nel corso del Quattrocento per la confraternita degli Agostiniani, fin dal Medioevo presenti sul territorio empolese. Tra i nomi illustri di artisti che vi lavorarono troviamo infatti Masolino e Starnina ( i cui affreschi ci sono giunti in forma di frammento o sinopia), Cigoli e Cresti detto il Passignano. Ma il nome più altisonante è quello di Caravaggio, legato alla Cappella della Purificazione dove si trova il San Giovanni Battista. Originale o copia? Il simposio sarà l’occasione per presentare gli studi ed i risultati del recente restauro, diretto dalla Dottoressa Maria Cristina Gnoni Mavarelli della SBAPSE di Firenze Pistoia e Prato ed affidato a Sandra Pucci, insieme agli esiti, che non possiamo anticipare, della campagna diagnostica, comprendente analisi dei materiali e riflettografia affidata ad Art-Test.
Vi aspettiamo numerosi Sabato 11 aprile dalle ore 9.30 presso la Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani di Empoli. L’ingresso è libero [...]

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Restaurata la copia di un Caravaggio, il ‘San Giovanni Battista Costa’ visibile al pubblico alla chiesa di Santo Stefano

Il 'San Giovanni Battista Costa' visibile al pubblico sabato 11 Aprile nella chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani di Empoli

Il ‘San Giovanni Battista Costa’ sarà per la prima volta visibile al pubblico sabato 11 Aprile nella chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani di Empoli a seguito del recente restauro operato dai diagnosti dell’Art-Test di Firenze in collaborazione con la Misericordia di Empoli e altri enti locali. Si tratta di una copia secentesca di altissimo livello del celebre dipinto di Caravaggio donata nel 1823 dal monsignor Marchetti e finora conservata nella cappella destra dell’altare maggiore della chiesa di Santo Stefano. Il quadro è tuttora in restaurazione e sarà reso pubblico il giorno del convegno. L’originale si trova al Nelson-Atkins Museum di Kansas City e sarà esposto tra due mesi a Madrid. Il programma di questa giornata è stato esposto nella conferenza stampa di oggi, venerdi 27 marzo, presentata dal Governatore della Misericordia di Empoli, Pierluigi Ciari e dal professor Valfredo Siemoni, storico dell’arte [...] 

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Caravaggio e Mattia Preti a confronto in Calabria

 Fino al 3/5 il S.Giovanni Battista al Museo Civico di Taverna

Il San Giovanni Battista di Caravaggio. E' stato prestato dalla Galleria Nazionale di Arte Antica in Palazzo Corsini a Roma © ANSA

(ANSA) - TAVERNA (CATANZARO), 24 MAR - La tela del 'San Giovanni Battista', realizzata da Caravaggio, sarà esposta nel Museo Civico di Taverna (Catanzaro)  dal 25 marzo al 3 maggio. La mostra metterà a confronto, nel Museo civico e nella chiesa monumentale di San Domenico, a Taverna, l'iconografia di "San Giovanni Battista" realizzata dai due maestri della pittura italiana, nello specifico due tele raffiguranti il Precursore, datate rispettivamente 1603-1606, quella dipinta da Caravaggio, e 1672 quella di Mattia Preti.  L'iniziativa si è concretizzata attraverso la sinergia del Museo civico di Taverna con il Segretariato regionale del Lazio, diretto da Daniela Porro, e con la Galleria Nazionale d'Arte Antica in Palazzo Corsini, diretta da Giorgio LeoneL'evento sarà accompagnato da numerose giornate di studio promosse dal Comitato Scientifico della mostra in occasione delle quali si approfondiranno le problematiche dell'opera pretiana e caravaggesca, oltre ai discernimenti relativi alla storia umana dei due artisti che vestirono entrambi l'abito dei Cavalieri di Malta e, non di meno, gli aspetti stilistici e tecnici della loro differente parabola creativa. A completare lo scambio culturale tra le due istituzioni italiane, contemporaneamente alla mostra del Museo Civico di Taverna, nella Galleria nazionale d'Arte antica a Palazzo Corsini sarà esposto il dipinto di Mattia Preti raffigurante il "Martirio di San Sebastiano".   


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"Maurizio Marini, l’ultima pagina" di Egizio Trombetta

Un pomeriggio per ricordare Maurizio Marini - I suoi compagni di viaggio più cari, Claudio Strinati, Alessandro Zuccari, Rossella Vodret, Monsignor Sandro Corradini ricordano il loro caro amico attraverso racconti inediti.

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20.03.2015. ROMA. Collegio Romano - Da tempo gira una voce secondo cui chi si occupa di Caravaggio viene sfiorato dai demoni dell’impulsività, della passione e dell’amore impetuoso. Ma sarà proprio vero? Non dico di no, non dico di si, lascio a voi il dubbio.  Quando si tratta di Caravaggio accadono cose insolite: storici dell’arte che si azzuffano per un’attribuzione, amici che si immergono sorprendenti diatribe per una manciata di post su facebook (!) e altri ancora che si trascinano rancori lunghi una vita intera. Caravaggio è messaggero di bellezza ma anche di una misteriosa energia esplosiva… che coinvolge, ubriaca, appassiona, che ci rende belli, più veri, più simili al lui. Maurizio Marini, indubbiamente, fu sfiorato dalle ali di questo misterioso demone. Un’amicizia, quella col Marini, che non seppi  pronosticare, che fu in grado di illuminarmi, stimolarmi, guidarmi per tutto il tempo in cui i nostri destini si trovarono affianco. Chiunque abbia maturato delle esperienze insieme a Maurizio Marini, può comprendere bene di cosa stia parlando. Ad ognuno è rimasto il calore, la sapienza, l’impeto e la comicità della sua essenza vitale.  A ricordare Marini, lo scorso 7 ottobre erano presenti i suoi compagni di viaggio, i soliti, i più affezionati: Claudio Strinati, Alessandro Zuccari, Rossella Vodret e, ovviamente, Monsignor Sandro Corradini che era anche suo padre spirituale e confessore. Invitando il lettore a prendere visione del video pubblicato unitamente a queste righe, propongo di seguito un estratto parziale dei discorsi delle persone intervenute [...]

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Presentazione a Roma di "Atti della Giornata di Studi Quesiti caravaggeschi", a cura di Pierluigi Carofano

 Atti della Giornata di Studi. Quesiti caravaggeschi, a cura di Pierluigi Carofano



Presentazione del volume lunedì 23 marzo 2015 ore 17.00, presso la Galleria Nazionale d'Arte Antica in Palazzo Corsini, in via della Lungara, 10 - Roma.

Introducono
Daniela Porro, Dirigente del Segretariato Regionale del Lazio
Giorgio Leone, Direttore della Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Corsini

Interverranno
Sergio Guarino, Curatore Storico dell’Arte della Pinacoteca Capitolina di Roma
Pietro di Loreto, Storico dell’Arte

Conferenza di Keith Sciberras a Palemo, 13 marzo




Caravaggio in black and white: art, knighthood and Malta
Seminario di Keith Sciberras
Aula Multimediale A, Polo Didattico, Palermo

venerdì 13 marzo ore 15:30

"Miti e realtà nel Matteo di Caravaggio", di Pietro Caiazza

L'eminenza della fonte non giustifica un'errata lettura iconografica

matteo
Su L’Espresso del 20 gennaio 2015 Sandro Magister ha rilanciato la tesi dell'identificazione del Matteo nella Vocazione del Caravaggio in San Luigi de’ Francesi a Roma col giovane chino sul tavolo a contare i soldi. La tesi risale al 1985, anno in cui A. Prater, con un articolo in «Pantheon» XLIII (1985), pp. 70-74, (che a sua volta riprendeva una nota di A. De Marco in «Iris» I/1982, pp. 5-7), propose che l’uomo barbuto al centro del tavolo non indicasse con la mano sinistra sé stesso, bensì il giovane alla sua destra sul lato corto del tavolo.
Già allora fu evidente che si trattava di un’idea poco fondata, ed il dibattito successivo (raccolto poi nel volumetto Caravaggio. Dov’è Matteo?, Milano 2012) non ha potuto che confermarne l’astrusità, se consideriamo che la lettura, ora di nuovo avanzata, contrasta da una parte con la realtà del dipinto, e dall’altra con l’esegesi dei Vangeli, con la traccia iconografica precisata dal cardinale Contarelli, con la dottrina della Grazia ed infine con il pensiero religioso del Caravaggio, che, crediamo, è sostanzialmente inconciliabile con tale lettura. Avevo già segnalato l’assurdità di quella tesi in un mio breve intervento su Caravaggio400 del 18 giugno 2013 (con relativo corredo iconografico), e mi riprometto di ritornare sul problema in modo più ampio ed organico in distinta sede
Per ora mi limito a ribadire qui una sola osservazione - non fatta da altri - e cioè che il dito indice ed il dorso della mano sinistra dell’uomo barbuto sono in ombra rispetto alla luce che viene proprio dalla sua sinistra, e precisamente questo non consente di ipotizzare che il dito sia puntato a 45° verso il giovane chino sui soldi (perché in tal caso il dorso ed il dito della mano dovrebbero essere in piena luce: e Caravaggio non era uomo da commettere errori così evidenti). Il dito dell’uomo barbuto è dunque “angolato” verso il suo stesso petto e non già verso il giovane ricurvo sui soldi: e pertanto, l’uomo barbuto indica sé stesso, ed è egli dunque Matteo. C’è peraltro, nel dipinto, un altro particolare evidentissimo dal quale si comprende che Matteo deve essere l’uomo barbuto, come ho rilevato nel mio contributo in Caravaggio Vero, Bologna 2014, a cui per ora rimando [...]

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