"The Art Market: Silent night for Christie’s", di Georgina Adam
Sul processo Wildenstein e il Suonatore di liuto
French authorities have spent five years investigating a case of alleged tax fraud against art dealer Guy Wildenstein. The trial opened this week only to be stopped three days later. Wildenstein, and other family members, were accused of bilking the French taxman to the tune of hundreds of millions of euros, by underdeclaring the stupendous value of his late father’s estate. All the defendants deny wrongdoing. However the tribunal’s president halted the trial because it involved both criminal and civil charges, and has sent the case to a higher court to rule on its constitutionality.
So don’t hold your breath — the case is unlikely to come back before the tribunal for many months.
Much of the Wildenstein’s massive fortune comes from art dealing over four generations, as well as the family holdings of art, according to US investigators, and could be worth $1bn.
But an article published in 1999 in Lute News, the newsletter of the Lute Society, which went largely unnoticed, questioned the attribution of one potentially highly valuable work belonging to the Wildensteins — Caravaggio’s “The Lute Player” (1596).
Reported to be worth some £69m, it is (supposedly) one of three versions, and had been on loan to the Metropolitan Museum of Art in New York until 2013, when it was taken back by the family. However, in the opinion of lute-maker David Van Edwards, a wealth of details in the painting including the number of pegs on the lute and its bridge mean that the work could not be from the 16th century and therefore, he concludes, is inauthentic.
Art dealer Clovis Whitfield concurs: “I know how obsessive Caravaggio was in his observation of detail, and so this picture is disqualified in a comparison with any of the originals.”
The Wildenstein lawyer declined to comment [...]
Leggi l'articolo integrale su Financial Times
È presente nella Biblioteca on line un recente articolo di David Van Edwards
French authorities have spent five years investigating a case of alleged tax fraud against art dealer Guy Wildenstein. The trial opened this week only to be stopped three days later. Wildenstein, and other family members, were accused of bilking the French taxman to the tune of hundreds of millions of euros, by underdeclaring the stupendous value of his late father’s estate. All the defendants deny wrongdoing. However the tribunal’s president halted the trial because it involved both criminal and civil charges, and has sent the case to a higher court to rule on its constitutionality.
So don’t hold your breath — the case is unlikely to come back before the tribunal for many months.
Much of the Wildenstein’s massive fortune comes from art dealing over four generations, as well as the family holdings of art, according to US investigators, and could be worth $1bn.
But an article published in 1999 in Lute News, the newsletter of the Lute Society, which went largely unnoticed, questioned the attribution of one potentially highly valuable work belonging to the Wildensteins — Caravaggio’s “The Lute Player” (1596).
Reported to be worth some £69m, it is (supposedly) one of three versions, and had been on loan to the Metropolitan Museum of Art in New York until 2013, when it was taken back by the family. However, in the opinion of lute-maker David Van Edwards, a wealth of details in the painting including the number of pegs on the lute and its bridge mean that the work could not be from the 16th century and therefore, he concludes, is inauthentic.
Art dealer Clovis Whitfield concurs: “I know how obsessive Caravaggio was in his observation of detail, and so this picture is disqualified in a comparison with any of the originals.”
The Wildenstein lawyer declined to comment [...]
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È presente nella Biblioteca on line un recente articolo di David Van Edwards
"Caravaggio. La Natività di Palermo: un quadro del 1600 o 1609?", di Michele Cuppone
Un Dossier per la prima volta esamina tutti gli aspetti legati alla realizzazione della Natività con i santi Lorenzo e Francesco, trafugata dall'oratorio di San Lorenzo a Palermo, attestandone la datazione al 1600.
Accedi al Dossier su www.News-Art.it
La recente collocazione sull'altare dell'Oratorio di San Lorenzo a Palermo di una riproduzione hi-tech della Natività con i santi Lorenzo e Francesco di Caravaggio, rubata nel 1969, ha permesso di recuperare in qualche modo la straordinaria unità del contesto artistico, storico, architettonico e religioso.
Se solo poche voci isolate avanzano perplessità sulla legittimità dell'operazione – il precedente vuoto faceva comunque riflettere su quanto resta ancora da fare in termini di tutela del patrimonio culturale –, la stampa nazionale e internazionale plaude all'unisono all'evento (analogamente a quanto fatto in occasione dell'inverosimile ritrovamento dei resti mortali di Merisi), riportando altresì pedissequamente l'informazione, attinta da comunicato stampa, che il quadro originale si trovava in Oratorio sin dal 1609, supposto anno di realizzazione in un soggiorno di Caravaggio in città mai documentato.
Eppure almeno dal 2011 si sono succedute diverse e in parte indipendenti scoperte che portano ad affermare che la Natività fu dipinta in realtà a Roma, nel 1600, e da lì spedita in Sicilia.
Scarica il DOSSIER (ebook) con i link diretti alle fonti
“La misericordia nell’arte”, appuntamento con Caravaggio il 21 gennaio a Roma
Dedicato al tema della misericordia il ciclo di incontri in programma per il gennaio 2016 nell’Aula della Conciliazione. Al centro, Michelangelo, Caravaggio e Beethoven
Michelangelo, Caravaggio e Beethoven. Questi i grandi artisti al centro del ciclo di Letture teologiche del 2016 organizzate dal Vicariato. Tema degli incontri: “La misericordia nell’arte” [...]
Il secondo incontro, il 21 gennaio sempre alle 20, partirà dall’analisi de “La vocazione di Matteo” di Caravaggio, con interventi di monsignor Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano, dello storico dell’arte Alessandro Zuccari, docente alla Sapienza, e della presidente dell’ospedale Bambino Gesù Mariella Enoc [...]
Per informazioni e prenotazioni: tel. 06.6986342.
Leggi il comunicato integrale
Michelangelo, Caravaggio e Beethoven. Questi i grandi artisti al centro del ciclo di Letture teologiche del 2016 organizzate dal Vicariato. Tema degli incontri: “La misericordia nell’arte” [...]
Il secondo incontro, il 21 gennaio sempre alle 20, partirà dall’analisi de “La vocazione di Matteo” di Caravaggio, con interventi di monsignor Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano, dello storico dell’arte Alessandro Zuccari, docente alla Sapienza, e della presidente dell’ospedale Bambino Gesù Mariella Enoc [...]
Per informazioni e prenotazioni: tel. 06.6986342.
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"Caravaggio tra somiglianze, ascendenze e discendenze", di Pietro Caiazza
Presentiamo un contributo inedito di Pietro Caiazza in cui l'autore pone una seria questione di metodo nell'ambito degli studi iconografici.
L'articolo è presente nella sezione Biblioteca on line di Caravaggio400.
ACCEDI ALL'ARTICOLO: Caravaggio tra somiglianze, ascendenze e discendenze
"Caravaggio a Roma tra pubblico e privato", ciclo di lezioni a cura di Sara Magister
La Galleria Prencipe ha il piacere di presentare il ciclo di lezioni Caravaggio a Roma tra pubblico e privato, a cura di Sara Magister.
Le lezioni saranno tenute da studiosi ed esperti che da anni si occupano dell’artista dal punto di vista storico-artistico, teologico e tecnico:
- Giulia Ghia, restauratrice di molte opere del Merisi;
- Sergio Guarino, curatore della Pinacoteca Capitolina;
- Giorgio Leone, direttore della Galleria Corsini;
- Andrea Lonardo, direttore dell’ufficio catechistico e del servizio per il catecumenato della Diocesi di Roma;
- Maria Cristina Paoluzzi, direttore ed esperto di dipinti antichi della sede romana della casa d'aste Dorotheum.
Per maggiori dettagli sul programma, sui contenuti del corso, e sulle modalità di partecipazione CLICCARE QUI
POSTI LIMITATI. È necessario iscriversi entro il 27 gennaio, salvo esaurimento posti.
-- Galleria Prencipe
Via Ludovico di Monreale 42 - 44
00152 - Roma
Tel.: 3284829116 - 3383665665
galleria@umbertoprencipe.it
www.umbertoprencipe.it
LEGGI IL COMUNICATO INTEGRALE (pdf)
"Se Caravaggio diventa mafioso", articolo di Giulio Dalvit
Tutti entusiasti del Caravaggio 2.0, la replica della Natività rubata dalla mafia quasi cinquant’anni fa, che ora torna nel suo oratorio a Palermo. Ma siamo sicuri che ci sia tanto da gioire? Cosa ci racconta, davvero, questa vicenda? Ad esempio della mancanza di dibattito sui nostri giornali...
LA MAFIA RUBA CARAVAGGIO
Tra il 17 e il 18 ottobre 1969, due ragazzi entrano nell’Oratorio di San Lorenzo in via dell’Immacolatella 3 a Palermo. A colpi di taglierino staccano la Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi di Michelangelo Merisi dall’altar maggiore. La tela è grande (circa tre metri per due) ed è uno straordinario capolavoro dell’ultimo decennio di vita – breve – del Caravaggio [...]
L’AURA NON CONTA PROPRIO PIÙ NULLA?
Oggi, nel 2015, chi invece visita l’Oratorio di San Lorenzo può ritrovare una riproduzione fedelissima del Caravaggio trafugato. È stata inaugurata un paio di giorni fa alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e delle autorità cittadine. Sponsor ne è stato Sky Arte, mentre la realizzazione, con sofisticatissime tecnologie, della copia spetta ad Adam Lowe. Sono due scelte, culturali ed espositive, opposte. E in quanto tali vanno giudicate. Scevro da ogni ansia luddista contro il camuffamento tecnologico (che è lo stesso che può aiutare nei restauri), ogni storico dell’arte dovrebbe interrogarsi a fondo sul valore culturale dell’una o dell’altra scelta, ed esprimersi. Vi sono delle ragioni – nobilissime – che presiedono alla scelta di riprodurre l’opera: in primis dare la possibilità al grande pubblico di vederla – “ma vedere cosa?”, dovrebbe essere la domanda successiva. Al di là di questo, ci sono però altre implicazioni che avrebbero dovuto suggerire maggior cautela rispetto all’iniziativa, o almeno rispetto al plauso che le è stato riservato. Sarebbe piaciuto leggere una riflessione a questo proposito sulle colonne dei nostri quotidiani, le cui pagine di cultura – manco a dirlo – si sono come al solito appiattite sul copia-incolla del comunicato stampa di turno [...]
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LA MAFIA RUBA CARAVAGGIO
Tra il 17 e il 18 ottobre 1969, due ragazzi entrano nell’Oratorio di San Lorenzo in via dell’Immacolatella 3 a Palermo. A colpi di taglierino staccano la Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi di Michelangelo Merisi dall’altar maggiore. La tela è grande (circa tre metri per due) ed è uno straordinario capolavoro dell’ultimo decennio di vita – breve – del Caravaggio [...]
L’AURA NON CONTA PROPRIO PIÙ NULLA?
Oggi, nel 2015, chi invece visita l’Oratorio di San Lorenzo può ritrovare una riproduzione fedelissima del Caravaggio trafugato. È stata inaugurata un paio di giorni fa alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e delle autorità cittadine. Sponsor ne è stato Sky Arte, mentre la realizzazione, con sofisticatissime tecnologie, della copia spetta ad Adam Lowe. Sono due scelte, culturali ed espositive, opposte. E in quanto tali vanno giudicate. Scevro da ogni ansia luddista contro il camuffamento tecnologico (che è lo stesso che può aiutare nei restauri), ogni storico dell’arte dovrebbe interrogarsi a fondo sul valore culturale dell’una o dell’altra scelta, ed esprimersi. Vi sono delle ragioni – nobilissime – che presiedono alla scelta di riprodurre l’opera: in primis dare la possibilità al grande pubblico di vederla – “ma vedere cosa?”, dovrebbe essere la domanda successiva. Al di là di questo, ci sono però altre implicazioni che avrebbero dovuto suggerire maggior cautela rispetto all’iniziativa, o almeno rispetto al plauso che le è stato riservato. Sarebbe piaciuto leggere una riflessione a questo proposito sulle colonne dei nostri quotidiani, le cui pagine di cultura – manco a dirlo – si sono come al solito appiattite sul copia-incolla del comunicato stampa di turno [...]
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