25 nov 2009

Le tele di Andrea Angione alla Permanente di Milano

Da lunedì 23 l’artista di Orbetello espone i lavori con i quali si è aggiudicato il premio Arte Mondadori 2009 nella sezione fotografia. Tra fotografia e pittura (digitale), le tele di Andrea Angione tracciano un profondo solco nella definizione odierna dell’arte contemporanea, ritagliandosi uno spazio primario in quella speciale, nuovissima branca, l’arte digitale, ancora priva dell’adeguata legittimità artistica. In questo senso, l’esposizione alla galleria La Permanente di Milano, dal 23 novembre al 1° dicembre, sarà per l’artista maremmano una grande occasione per farsi conoscere e contribuire alla diffusione della pratica artistica digitale.... LEGGI TUTTO L'ARTICOLO SU MAREMMANEWS



2 commenti:

  1. Gerardo Pecci, Storico e critico d'arte24/03/10, 08:41

    L'arte è il regno del possibile. Tutto in arte è legittimo, tutti i mezzi e gli strumenti che abbiamo a disposizione possono essere usati nel campo dell'arte: per creare opere d'arte, per rileggere e finanche "modificare" le opere d'arte e la loro percezione storica nella nostra contemporaneità.E la digital art va in questo senso. Le conquiste recenti della fotografia digitale, che in un certo senso ha mandato in pensione la vecchia pellicola, si presentano come frutto di un medium di grandi potenzialità poiché il digitale è duttile,la fotografia digitale è una forma di arte "liquida", che sottende un flusso iconico che si presta a manipolazioni tecnologiche di grande impatto visivo ed emotivo. E qui interviene anche il computer. Per cui Digital Art e Computer Art utilizzano sostanzialmente gli strumenti e i mezzi che la tecnologia ci pone a disposizione. Con esiti per nulla scontati, ma pieni di potenzialità espressive di grande portata, di cui non riusciamo neanche a capirne fino in fondo la portata proprio perché sono tanti e tali i progressi tecnologici dell'industria moderna legata ai mezzi visivi che è difficile anche percepirne il loro valore, se non nel momento in cui si sperimentano nuovi linguaggi utilizzando le apparecchiature che abbiamo a disposizione. Non ci meraviglia, quindi, che Andrea Angione abbia oferto una personale rilettura del mondo e dell'arte di Caravaggio usando la macchina fotografica digitale e ritoccando e trasformando i personaggi, rendendoli, in qualche modo, sensibili alla propria emotività e moderni nella misura in cui sono stati concepiti dell'occhio dell'artista e inseriti nel nostro mondo, nella nostra contemporaneità. Una lettura creativa, dunque, artistica per eccellenza, che ha visto Caravaggio protagonista e "cavia" per la ricerca messa in campo dal fotografo artista Angione. Un confronto tra l'artista contemporaneo e l'artista del Seicento, un voler riandare nel tempo, alla ricerca di quella luce, di quella "camera oscura", di quelle ombre che contrassegnarono la visione "fotografica" dello stesso Merisi. Ben venga la Digital Art (di cui come critico d'arte mi sono interessato da qualche anno relativamente alla fotografa Giuseppina Pepe, con una mostra svoltasi nel Palazzo della Provincia, a Salerno nel 2006). Ben venga la ricerca di Angione che dimostra che l'arte e la creazione artistica è ricerca visiva, è voler andare oltre lo sguardo della storia, proponendo iconologie e valori visivi che si possono realizzare in forme nuove anche attraverso i nuovi mezzi che ci offre la tecnologia moderna, proprio perché l'arte è il regno del possibile e tutti i mezzi possono essere utili per creare le opere.Qualsiasi essi siano.

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  2. Gerardo Pecci, Storico e critico d'arte24/03/10, 08:43

    L'arte è il regno del possibile. Tutto in arte è legittimo, tutti i mezzi e gli strumenti che abbiamo a disposizione possono essere usati nel campo dell'arte: per creare opere d'arte, per rileggere e finanche "modificare" le opere d'arte e la loro percezione storica nella nostra contemporaneità.E la digital art va in questo senso. Le conquiste recenti della fotografia digitale, che in un certo senso ha mandato in pensione la vecchia pellicola, si presentano come frutto di un medium di grandi potenzialità poiché il digitale è duttile,la fotografia digitale è una forma di arte "liquida", che sottende un flusso iconico che si presta a manipolazioni tecnologiche di grande impatto visivo ed emotivo. E qui interviene anche il computer. Per cui Digital Art e Computer Art utilizzano sostanzialmente gli strumenti e i mezzi che la tecnologia ci pone a disposizione. Con esiti per nulla scontati, ma pieni di potenzialità espressive di grande portata, di cui non riusciamo neanche a capirne fino in fondo la portata proprio perché sono tanti e tali i progressi tecnologici dell'industria moderna legata ai mezzi visivi che è difficile anche percepirne il loro valore, se non nel momento in cui si sperimentano nuovi linguaggi utilizzando le apparecchiature che abbiamo a disposizione. Non ci meraviglia, quindi, che Andrea Angione abbia oferto una personale rilettura del mondo e dell'arte di Caravaggio usando la macchina fotografica digitale e ritoccando e trasformando i personaggi, rendendoli, in qualche modo, sensibili alla propria emotività e moderni nella misura in cui sono stati concepiti dell'occhio dell'artista e inseriti nel nostro mondo, nella nostra contemporaneità. Una lettura creativa, dunque, artistica per eccellenza, che ha visto Caravaggio protagonista e "cavia" per la ricerca messa in campo dal fotografo artista Angione. Un confronto tra l'artista contemporaneo e l'artista del Seicento, un voler riandare nel tempo, alla ricerca di quella luce, di quella "camera oscura", di quelle ombre che contrassegnarono la visione "fotografica" dello stesso Merisi. Ben venga la Digital Art (di cui come critico d'arte mi sono interessato da qualche anno relativamente alla fotografa Giuseppina Pepe, con una mostra svoltasi nel Palazzo della Provincia, a Salerno nel 2006). Ben venga la ricerca di Angione che dimostra che l'arte e la creazione artistica è ricerca visiva, è voler andare oltre lo sguardo della storia, proponendo iconologie e valori visivi che si possono realizzare in forme nuove anche attraverso i nuovi mezzi che ci offre la tecnologia moderna, proprio perché l'arte è il regno del possibile e tutti i mezzi possono essere utili per creare le opere.Qualsiasi essi siano.

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