Il balletto "Caravaggio” di Matteo Levaggi a Torino dal 17 al 21 marzo

In occasione del quattrocentesimo anniversario della morte di Caravaggio, nel nuovo spazio ricavato nell’imponente e suggestivo dell’ex manicomio di Collegno, la compagnia “Balletto Teatro di Torino”, realta’ di punta nel panorama della Danza contemporanea italiana, ripropone lo spettacolo "Caravaggio", realizzato nel 2004 da Matteo Levaggi su musica di Giovanni Sollima, e portato in tournée nel nostro Paese e all’estero. La musica di Sollima si ispira agli spartiti accuratamente riprodotti da Caravaggio nei suoi quadri. Per ritrovarne il suono Sollima ha fatto ricostruire ed inserito nell’organico un violino tenore, strumento scomparso da secoli ed anch’esso raffigurato dal pittore milanese in diversi dipinti.

  • 17 - 18 marzo ore 10.30

  • 19 - 20 marzo ore 21.00

  • 21 marzo ore 16.00
Lavanderia a Vapore - Collegno (TO) - Corso Pastrengo angolo Via F.lli Tampellini - Km 1,5 dalla stazione “Fermi” della Metropolitana di Torino - info: http://www.ballettoteatroditorino.it/

Due articoli sulla ricerca delle spoglie mortali di Caravaggio da "L'ECO DI BERGAMO"

CARAVAGGIO: DNA SUI DISCENDENTI PER SCOPRIRE DOV'E' MORTO IL MERISI
Lunedì 8 marzo a Caravaggio arriverà un team di scienziati – antropologi e paleontologi - che fanno parte di un gruppo di esperti che da alcuni mesi a Porto Ercole, in Toscana, sta cercando la tomba e i resti di Michelangelo Merisi, il Caravaggio. Nella Bassa sono stati rintracciati – attraverso l'analisi di documenti e alberi genealogici - tre discendenti del pittore che hanno accettato di sottoporsi alle analisi del Dna. I risultati permetteranno così un confronto con gli esami dell'Università di Lecce su nove scheletri ritrovati a Porto Ercole compatibili per età e corporatura con Michelangelo Merisi. Il raffronto in sostanza servirà a scoprire se quelle ossa sono veramente del Caravaggio... LEGGI TUTTO

LA "CACCIA" AL DNA DI CARAVAGGIO SOTTO I RIFLETTORI DI FLASH E TV
Si è svolto sotto i riflettori di molte emittenti televisive (Rai compresa) e davanti ai flash di altrettanti fotografi il test della saliva per risalire al Dna di sei discendenti della famiglia di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, nel tentativo di confrontarlo con quello ricavato da alcune ossa ritrovate in una fosse comune a Porto Ercole e riuscire a stabilire con certezza se quei resti umani appartengano al celeberrimo pittore bergamasco che proprio in Toscana aveva trovato la morte... LEGGI TUTTO

SULLE ORME DEL MAESTRO (Servizio speciale da Porto Ercole sulla ricerca delle spoglie mortali di Caravaggio e le prossime analisi del DNA) di Egizio Trombetta

PORTO ERCOLE. Otto marzo, festa della donna, quest’anno coincide con un giorno importante per chi, come me, è affetto da qualche tempo da Sindrome di Caravaggio: nel bergamasco, i discendenti di Michelangelo Merisi si sottoporranno al test del Dna. Ma, se in tutti questi anni, sarà pur vero che abbia imparato a conoscere il “cuore” delle persone, allora sostengo, con una certa convinzione, che la dottoressa Giovanna Anastasia è una testimone assolutamente credibile. In cuor mio, gli esami e i test potranno solo che confermare quanto lei ha sempre sostenuto.
D: Dottoressa Anastasia, grazie a lei iniziarono le ricerche per i resti di Michelangelo Merisi. Ma come nasce questa passione per Caravaggio?
R: “Sono un’archeologa che oramai fa delle ricerche in proprio. Mi sono dedicata soprattutto alla storia di Porto Ercole, di cui sono originaria da diversi secoli. Ho studiato e lavorato soprattutto nelle fortezze. Possiamo però dire che sono cresciuta a pane e Caravaggio... CONTINUA A LEGGERE L'INTERVISTA E VEDI IL VIDEO SUL BLOG DI EGIZIO TROMBETTA

MODERNITA’ DEL CARAVAGGIO: Riflessioni in margine al catalogo della mostra in corso alle Scuderie del Quirinale su Caravaggio (di Gerardo Pecci)

Nel catalogo della mostra in corso alle Scuderie del Quirinale, in occasione del quattrocentesimo anniversario della morte del pittore lombardo Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610), il presidente dell’Azienda Speciale Palaexpo, Emmanuele Francesco Maria Emanuele, evidenzia la modernità del messaggio che ci ha lasciato in eredità il grande artista, mettendo in rilievo il successo e il fascino che fin dalla sua epoca ebbe sul pubblico e sui suoi protettori “istituzionali”, quali il Card. Del Monte, il Marchese Giustiniani, i principi Colonna e il fascino che ancora oggi questo genio dell’arte universale esercita sul nostro immaginario collettivo. Emanuele traccia il profilo biografico di Caravaggio in modo sintetico, mettendone in rilievo le tappe e le contraddizioni umane che contrassegnarono la sua martoriata e tormentata esistenza, fatta anch’essa di luci accecanti e ombre scure, come la sua pittura.  Artista celebrato in vita, dimenticato post-mortem e di nuovo risuscitato agli inizi del Novecento dalla critica d’arte più accorta dell’epoca. Cita, poi, con acume e partecipazione emotiva, alcune opere capitali e celeberrime presenti in mostra. Oggi Caravaggio è davvero una “Superstar”, è amato, ammirato e invidiato forse come nessun altro pittore della storia dell’arte! E la felice esposizione, semplice ed essenziale, appunto “alla Caravaggio”, delle sue opere certe nel percorso dell’esposizione romana, con i quadri che sono gli attori assoluti da quattrocento anni, ben rende il senso e la grandezza di questo grande “artifex”. Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani, nel proprio intervento introduttivo al catalogo sottolinea il ruolo di Roma nella formazione dell’artista lombardo e la naturale scelta della medesima città nel volerlo ricordare al mondo attraverso una mostra che potesse ben evidenziare le grandi doti pittoriche a quattrocento anni dalla scomparsa: un omaggio della sua Roma al figlio più “scapestrato” e geniale.  CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO SU CARAVAGGIO400.ORG

Riflessioni sulla conferenza stampa del Comitato per le Celebrazioni del IV Centenario della morte di Caravaggio (di Michele Cuppone)

Una ricorrenza storica, è davvero il caso di dire. Ed è un’atmosfera di vivo interesse e trepidante attesa quella che si respira nel Salone del Ministro al Collegio Romano, fra le decine di studiosi, storici e critici dell’arte, giornalisti e uomini dei media accorsi per la conferenza stampa del Comitato Nazionale per il IV Centenario della morte di Caravaggio. Maurizio Calvesi, Presidente del Comitato e moderatore della mattinata, illustra un programma ricco (per un finanziamento totale di 300mila euro in tre anni) e veramente degno di nota (per l’elenco dettagliato si rimanda al sito dell’ufficio stampa Rosi Fontana). Una serie di iniziative e attività che si prefigge anche di restituire un’immagine più veritiera del genio lombardo, sfrondata, anzitutto, da un punto di vista biografico, dai luoghi comuni che si sono consolidati nel tempo. Le umili origini, l’omosessualità e la maldicenza di un uomo senza Dio sono tutte infondatezze da sfatare (nate per lo più in epoca ottocentesca, con l’intento forzato di costruire un’immagine di “artista maledetto”, assimilabile al contemporaneo Rimbaud): in realtà egli è nato in una famiglia piuttosto benestante, essendo il padre amministratore dei Marchesi Sforza da Caravaggio, abbiamo poi testimonianze di sole frequentazioni eterosessuali con le prostitute-modelle del Campo Marzio, ed infine era votato a una religiosità di tipo pauperistico di stampo lombardo. Proprio all’idea di restituire l’immagine del “vero” Caravaggio, nell’accezione più propriamente artistica, si lega la brillante quanto semplice intuizione di Claudio Strinati, ideatore della mostra presso le Scuderie del Quirinale, che propone “soltanto” 24 capolavori del maestro, di accertata autografia, provenienti da tutto il mondo.

8 marzo: test del DNA sui discendenti di Caravaggio (da IL GIORNO, Bergamo)

Il test del Dna a cui domani, 8 marzo, a Caravaggio, si sottoporranno i discendenti di Michelangelo Merisi, detto appunto Il Caravaggio, riaccende i riflettori sui molti misteri che ancora avvolgono la vita e la morte dell’artista protagonista del Seicento italiano.

Si tratta di un esame scientifico di alto valore, condotto da esperti di rilevanza internazionale, utile, si spera, ad agevolare l’identificazione dei resti del pittore, forse ritrovati in Toscana, a Porto Ercole. Ma quel che più conta è che l’esame sembra, per una volta, immune dalle molte polemiche, di stampo spesso campanilistico, legate ad ogni tentativo di risolvere almeno qualcuno dei tanti enigmi lasciati dal Caravaggio dietro di sé.

Intanto, però, i grandi eventi caravaggeschi che contano, compresi quelli organizzati per celebrare il 400esimo anniversario della morte dell’artista, continuano a tenere banco molto lontano dalla Bergamasca, finora ostaggio solo di promesse. Così, mentre dalle nostre parti le istituzioni parlano, Roma agisce e propone, proprio in questi mesi, una grande selezione di capolavori , esposti alle Scuderie del Quirinale. E a Bergamo? (FONTE:  ILGIORNO, BERGAMO)

Nove ipotesi per un delitto (dal sito gialli.it)

Una vita al limite. Una vita di provocazioni, risse, omicidi e fughe. Ma anche di passioni sfrenate e di opere d’arte che ancora incantano il mondo intero. Cacciato dalla capitale con l’accusa di omicidio e con una condanna a morte che si trasformerà ben presto in una vera e propria taglia per Caravaggio il destino scrive la parola fine in un’estate del 1610. Della sua morte non si sa praticamente nulla. Ecco otto ipotesi che sembrano nascondere un’unica inesorabile verità: fu omicidio.  LEGGI LE NOVE IPOTESI SUL SITO GIALLI.IT

Caravaggio e il Tennis Maledetto (Di Egizio Trombetta)

Un incontro di tennis o meglio di pallacorda cambiò per sempre la vita di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, il massimo esponente della scuola barocca, a seguito del quale uccise Ranuccio Tomassoni, uomo influente e ben introdotto coi Farnese. Era il pomeriggio del 28 maggio 1606, il pittore lombardo e Ranuccio Tomassoni si accordano per scontrarsi alla pallacorda così da chiarire una volta per tutte la loro supremazia su di una prostituta d’alto bordo, la senese di nome Fillide Melandroni, di cui entrambi erano amanti. Successe a Roma, al Campo Marzo in via della Pallacorda n.5, ora lì c’è un garage in via di ristrutturazione.  Quindi una donna, o forse due, furono la causa dell’inimicizia fra i due. La seducente Fillide, che fece da modella al pittore (nel 1600 col Ritratto della Cortigiana Fillide, quadro andato distrutto a Berlino nel 1945 a seguito dei bombardamenti durante seconda guerra mondiale) e forse anche Lavinia Giugoli,la chiacchierata moglie di Ranuccio, sarebbero state la causa per cui Tomassoni e Caravaggio arrivarono a duellare. I duelli però erano banditi a causa delle leggi «sistine» ancora vigenti, erano tempi in cui la Santa inquisizione manda a morte Giordano Bruno e Beatrice Cenci. Si doveva trovare un espediente affrontarsi e la pallacorda si prestava bene allo scopo. Secondo i piani il duello sarebbe dovuto fermarsi al primo ferimento di uno dei contendenti, senza andar oltre. L’appuntamento è vicino al campo di via di pallacorda, probabilmente proprio in Piazza Firenze.... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO SUL BLOG DI EGIZIO