A Napoli: "CARAVAGGIO: LA RIVOLUZIONE DELL’ARTE" L’opera, la narrazione, lo spettacolo

a cura di Le Nuvole – Teatro stabile d’innovazione ragazzi

 
Sei pomeriggi d’estate da trascorrere al Museo di Capodimonte di Napoli, in cui andrà in scena “Caravaggio, la rivoluzione dell’arte”, un percorso di arte, narrazione e teatro che proporrà una inedita combinazione di conferenza-spettacolo per un limitato numero di spettatori. Un incontro con l’arte, a partire dalla visione de “La flagellazione”, l’opera realizzata per la chiesa di San Domenico Maggiore e attualmente esposta al secondo piano del Museo di Capodimonte, cui seguirà un incontro di approfondimento sulla vita e l’opera dell’artista che rivoluzionò la concezione dell’arte.  Accanto alla narrazione ‘scientifica’, supportata dalle immagini, del percorso artistico di Caravaggio, un incontro con l’artista, attraverso la performance teatrale, diretta da Fabio Cocifoglia e interpretata da Rosario Sparno.  Differenti linguaggi e modalità di comunicazione che si integrano per restituire non solo ‘informazioni’ o ‘interpretazioni’, ma anche e soprattutto ‘emozioni’.  ACCEDI ALLA PAGINA CON LE INFORMAZIONI SULLO SPETTACOLO

 
  • Incontro/conferenza a cura di Maria Laura Chiacchio per Progetto Museo, messa in scena di Fabio Cocifoglia con Rosario Sparno, produzione teatro stabile d’innovazione Le Nuvole.
  • Luogo: Museo di Capodimonte
  • Date: giovedì 5, venerdì 6, giovedì 26 e venerdì 27 agosto; giovedì 2 e venerdì 3 settembre 2010.
  • Orari: 17.50, accoglienza nei pressi della biglietteria del museo; 18.00 visita alla Flagellazione di Caravaggio; 18.30 inizio incontro-spettacolo in Sala Causa.
  • Durata: 100 minuti
  • Info e prenotazioni: La partecipazione alla conferenza spettacolo in Sala Causa è gratuita per i possessori del biglietto di ingresso al Museo 8ridotto euro 3,75); le prenotazioni si chiudono alle h. 13.30 del giorno antecedente la visita prescelta tel. 081 4976128 dal lunedì al venerdì h 9.00 – 13.30/14.30 – 18.00.

Caravaggio l' ultimo set . Misterioso omicidio su un campo da tennis (di Gianni Clerici da "La Repubblica")

Ero, l' altra sera, a cena con un amico colto e tennista, uno di quelli che anni addietro venivano definiti "amateur". L' amico, che chiamerò Pier, possiede una notevole collezione di tele che, secondo i detrattori rappresentano una sorta di investimento, secondo altri - quorum ego - una ammirevole mania. Poiché avevo perduti i giornali senza leggerli, ne cavò due dal suo zainetto, sventolandomeli sotto il naso, e affermando, piuttosto infastidito: «Non se ne può più». «Della P3, del petrolio della BP, o di Pomigliano?». «Saranno argomenti noiosi ma doverosi» rispose Pier. «Quello che non reggo più è il fumetto sul Caravaggio». «Cos' hai contro Michelangelo?». «Io niente. L' ho sempre ammirato, credo di conoscerlo non come il Professor Longhi, o il tuo amico Bassani che ne era affascinato, ma insomma benino. Quello che non riesco a sopportare è il trattamento da tabloid, la capacità di tanti giornalisti, o peggio telegiornalisti, di tramutare una vita in un fumetto. Pare una storia alla Polanski, del quale parlano tutti quelli che non avevano mai visto un suo film, ma sapevano tutto sullo stupro». «Mica vorrai paragonarli», protestai un po' infastidito. «Cosa sarebbe, secondo te, il fumetto a proposito del Caravaggio?». «Le circostanze della fuga da Roma, dopo un omicidio. Si sapeva benissimo che era un caratteraccio, e che a quei tempi ci mettevano niente a tirar fuori la spada. E pare che tutto sia avvenuto più o meno come raccontano, che già ci fosse ruggine tra lui e il tipo con cui venne a duello». «Ranuccio Tomassoni» interruppi. «Allora - disse Pier con un sorriso - avrai anche letto che il duello sarebbe iniziato per una lite relativa a un punto mal giudicato su un campo da tennis, a Roma, mentre stavano giocando in quattro contro quattro. Nel 1606: anzi - precisò - questo articolo si spinge addirittura a specificare la data, il 28 maggio. Lo avranno chiesto al polipo Paul, ma ogni epoca ha il .... CONTINUA LEGGERE L'ARTICOLO SU "LAREPUBBLICA.IT"

La vita segreta di Caravaggio a Roma: a metà dicembre in mostra i documenti dell'Archivio di Stato

di Fabio Isman da "Il Messaggero"


Nessuno possiede più documenti su Caravaggio: circa 70. «Cadevano letteralmente a pezzi e non ci davano un euro per i restauri», dice Eugenio Lo Sardo, direttore dell’Archivio di Stato di Roma; «da anni, nessuno li studiava». Anche se la crisi economica («100 mila euro di debiti ogni 12 mesi») è spaventosa «e forse ci obbligherà a chiudere», l’Archivio ha rimesso a posto quelle carte: le hanno studiate in otto, guidati da due funzionari, Orietta Verdi e Michele Di Sivo; da metà dicembre, una mostra racconterà la Vita dal vero di Caravaggio a Roma, e le sorprese non mancheranno. Farsele dettagliare tutte adesso, non si può; ma già solo le prime destano grande rumore. «Pensiamo di aver individuato in una Faustina, padre spagnolo e madre napoletana, vedova di un pittore non molto noto, Lorenzo Carli sposato a 19 anni che le aveva dato quattro figli, la modella che Caravaggio usa per la Santa Caterina d’Alessandria, ora a Madrid, Museo Thyssen, e per la Giuditta nella scena con Oloferne che è a Palazzo Barberini; lei, doveva avere tra i 26 e i 27 anni», dicono Lo Sardo e i due curatori. Poi raccontano una storia intricata, fatta di due barbieri che abitano a un passo dal palazzo del cardinal Del Monte, primo mecenate del maestro, che è Palazzo Madama.... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO SU "ILMESSAGGERO.IT"

Porto Ercole, 14 agosto: "Caravaggio rivive", incontro tra Andrea Dusio e Alessio Boni su Caravaggio

Il 14 agosto alle 21.30, sulla balconata Belvedere di Porto Ercole, avrà luogo Caravaggio White Album il Dialogo, una conversazione fra Alessio Boni, che interpreterà il controverso artista lombardo, e Andrea Dusio, autore del libro che da’ il titolo allo spettacolo e a cui la pièce stessa è ispirata. L’intento è quello di dare una nuova chiave di lettura all’opera del Caravaggio, in cui siano messi in luce i suoi limiti pittorici, l’evoluzione artistica che passa attraverso un percorso sperimentale e il desiderio di innovazione nel raffigurare personaggi con una precisa identità, consuetudine ancora poco praticata a quei tempi, ribaltando un clichè che vuole Merisi soltanto artista maledetto, tormentato e tenebroso.  Il titolo Caravaggio White Album - dalla copertina provocatoriamente bianca - vuole mostrare sotto un’altra luce la figura di questo artista che viene sempre rappresentato in maniera un po’ fosca”...... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO DI LAURA FORNO SU AFFARIITALIANI.IT

8 agosto: Sgarbi racconta il "ribelle" Caravaggio

Dopo il presunto ritrovamento dei resti mortali di Caravaggio e l'ipotesi, poi rientrata, di un quadro romano attribuito all'artista, Michelangelo Merisi sarà ancora protagonista di una serata speciale. L'8 agosto, a Zelbio, il critico d'arte Vittorio Sgarbi terrà una conferenza dal titolo «Due o tre cose che so su Caravaggio: vita e opere del grande artista tra storia e leggenda». Si tratterà di un'anticipazione dell'attesa mostra, curata dallo stesso Sgarbi in ottobre a Bergamo..... LEGGI TUTTO SU "LA. PROVINCIA - Quotidiano di como OnLine"

PORT'HERCOLE, A LI 18 LUGLIO 1610 (riflessioni sulle celebrazioni e sulla mostra del San Giovanni Battista a Porto Ercole "Chiuder la vita" - di Michele Cuppone)

Il luogo e la data in cui cade il quarto centenario dalla morte di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio è occasione per fare il punto su un anno di celebrazioni che, al di là dell’ufficialità o meno, si sono talvolta rivelate opportunistiche, quando non ingiuste per la memoria del genio universale che si intendeva richiamare. Ancora una volta, si è avuta la riprova dell’artista più amato dal grande pubblico delle mostre, sembra anche più dell’altro Michelangelo – il Buonarroti – che pure è stato modello di riferimento per il Lombardo. Troppo semplice e opinabile fregiarsi dei grandi numeri che sa mettere in piedi una personalità artistica di tale levatura, merito anche dell’indiscusso fascino che promana una vicenda umana così sofferta e accidentata. La mostra alle Scuderie del Quirinale, nella scelta lineare di esporre le sole opere autografe, se da un lato ha sacrificato possibili contributi scientifici inediti (scoperte di restauro a parte), ha avuto il grande pregio di esibire una rilevante sezione del catalogo caravaggesco, riportando in Italia tele di oramai difficoltosa fruizione come quelle americane, che fanno riflettere sulla dispersione, purtroppo anche recente, di un patrimonio inestimabile, tagliato fuori (oltreoceano!, sic) dai grandi circuiti del più sano turismo culturale. Mostra celebrativa a parte, altri eventi espositivi, pur nella qualità della curatela, si sono rivelati piuttosto pretestuosi (vedasi Caravaggio-Bacon alla Galleria Borghese), hanno colto l’occasione per azzardare discutibili nuove attribuzioni (la più clamorosa, il Ritratto di Benedetto Giustiniani degli Uffizi), o semplicemente si sono abilmente inseriti sulla scia dei festeggiamenti organizzando delle mostre di vario tema intorno ad una singola tela del maestro. Va considerata a parte La notte di Caravaggio, evento-lampo mediatico e di ‘consumo’: giusto aver onorato la memoria nell’esatta ricorrenza, se però tutti i visitatori messisi in coda per ore meditassero che quei capolavori sono visibili a Roma tutti i giorni dell’anno, se scoprissero il piacere di frequentare più spesso musei che tutto il mondo ci invidia, mossi da sinceri interessi didattico-culturali..... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO SU CARAVAGGIO400.ORG

C’era proprio bisogno di un “nuovo” Caravaggio? (di Enrico Costa da STRILL.IT)

Non sarà facile capire perché mai il quotidiano vaticano “Osservatore Romano” lo scorso 17 luglio abbia accantonato la tradizionale, e sarebbe il caso di dire sacrosanta, ed opportuna prudenza per annunciare, proprio alla vigilia del “Caravaggio Day”, la scoperta presso la Compagnia di Gesù di un “nuovo” dipinto del Merisi.  Nuovo perché né perduto, né trafugato, né tantomeno presente nelle fonti. Nuovo perché sconosciuta una committenza gesuita fra quelle caravaggesche, mentre è ben nota la feroce polemica fra Michelangelo Caravaggio (Milano, 1571-Porto Ercole, 1610) e Giovanni Baglione (Roma, 1566-1643), pittore si potrebbe dire quasi ufficiale della Compagnia di Gesù.  Il giorno dopo, il 18 luglio 2010, cadeva la ricorrenza dei 400 anni dalla tragica e misteriosa morte, a Porto Ercole, del pittore ed in un vero e proprio clima da “caravaggiomania” (non solo la grande Mostra alle Scuderie del Quirinale ma persino, puntualissimo, il rinvenimento a Porto Ercole delle ossa del pittore), cosa mancava a completare la consacrazione di una vera e propria “icona-pop” se non un San Lorenzo mai sentito prima? Ed eccoti, caro Caravaggiomane, della prima o dell’ultima ora, un mai visto “Martirio di San Lorenzo”, del quale si sa solo che è un olio su tela, e non vengono fornite né le dimensioni né una foto completa, ma, e con il contagocce, prima un particolare (il giovane santo mezzo nudo che si divincola non sulla classica graticola, ma “su una tavola avvolta dalle fiamme, la bocca aperta in un muto grido, la mano tesa in un gesto estremo”), poi un secondo particolare.... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO SU STRILL.IT

Il mito di Caravaggio: dai musei al teatro (SKY TG24)

Dopo le mostre romane, che hanno attirato migliaia di visitatori, il pittore lombardo arriva addirittura sulle scene come protagionista dello spettacolo di Richard Vetere. Intanto è ancora giallo sulla presunta attribuzione del "Martirio di san Lorenzo"