12 mag 2011

NEL SEGNO DI CARAVAGGIO. UNA COLLETTIVA DI MATRICE CARAVAGGESCA

NEL SEGNO DI CARAVAGGIO dal 7 al 29 maggio 2011 – Vecchio Ospedale Soave – Codogno. Lodi

L’idea di una collettiva di matrice caravaggesca, è scaturita in Maurizio Caprara e Fulvio Mengoni dalla lettura del testo teatrale, “Processo al Caravaggio” di Benito Melchionna, Procuratore Emerito della Repubblica e docente universitario che coltiva da tempo la passione per la letteratura e il teatro. Questi propone una sua visione del processo subito a Malta dal Caravaggio nel dicembre del 1608, e qui immagina il processo di appello in difesa di Michelangelo Merisi. Da quest’atmosfera rievocata e dal carisma del genio milanese capace di giocare con il buio della propria esistenza e la luce della sua genialità, emerge il desiderio di raccogliere intorno a questa leggenda, coloro che sono definiti da una parte della critica gli “ultimi caravaggeschi”, e altri che, per assonanza tecnica e illusionistica riportano a tale scuola, dove dominante è il tema della luce. Primo fra tutti Mauro Davoli, fotografo parmense legato al mondo dell’architettura e del design. Il suo interesse per lo still-life (natura morta) che sottolinea il carattere “inanimato” di oggetti colti in una situazione di silenzioso riposo, sorge come un bisogno collaterale, capace di sollecitare i sensi. Lo stile descrittivo costruito sulla razionalità della composizione e sulle qualità plastico-costruttive del colore-luce, è indagato attraverso il linguaggio fotografico usato come soggetto pittorico. Una dicotomia capace di rendere carne viva la natura morta delle cose. Il caravaggismo sfiora anche il pennello di Giuliano Costa, che trasporta nei suoi dipinti il legame con la pittura antica, modernizzandola. Pittore dalla capacità tecnica potente, già restauratore, e quindi, capace di sintetizzare la durezza della materia e il segreto della chimica dei componenti cromatici in un trionfo di colore e luce vivissima. Ritroviamo, nella scelta operate dai curatori, l’indimenticato Wlady Sacchi, un classicista dall’assoluta padronanza tecnica, capace di cogliere il senso della memoria, il sentimento dell’esistenza, .... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO SU CIVITANEWS

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