Il blog CARAVAGGIO400, fondato nel 2009 da Massimo D'Alessandro e Nicoletta Retico in occasione del quarto centenario della morte di Michelangelo Merisi da Caravaggio, ha l'intenzione di attivare e creare un punto di approfondimento e discussione sull'opera di uno dei più grandi maestri della pittura seicentesca di cui far conoscere principalmente la sua opera e la sua arte ancor più che la sua vita e biografia, su cui troppo spesso si è concentrata l'attenzione dei media trascurando l'innovazione e il genio del grande pittore. Invitiamo tutti gli studiosi, appassionati e chiunque voglia dare un suo contributo ad inserire commenti e inviare segnalazioni a questo blog.




A cura di Michele Cuppone, Massimo D'Alessandro e Nicoletta Retico (pagina Fb a cura di Claudio Ferranti )

10 gen 2013

Caravaggio, il San Giovannino riscoperto. Zeri l'aveva identificato nel 1951 (da Il Messaggero)

Assegnato al Merisi un dipinto con forti analogie con quello della Galleria Corsini e con l'Incoronazione di spine di Vienna.

Assegnato a Caravaggio, poco visto in Italia (e mai da 60 anni), con una singolare storia alle spalle: riemerge da tempi abbastanza remoti un San Giovannino di Caravaggio che offre da mangiare a una pecorella, e, diciamolo subito, non può essere una copia. È largo 112 cm e alto 78; la postura del Battista ricorda i dettagli di due dipinti: il soggetto analogo della Galleria Corsini a Roma, e l’Incoronazione di spine di Vienna; magari, pure il San Gerolamo che scrive di Malta. Gli esami scientifici mostrano che le peculiarità corrispondono a quelle tipiche di Merisi. Ha già convinto tanti esperti del pittore: da Claudio Strinati a Maurizio Calvesi, Carlo Giantomassi (grande restauratore), fino a Rossella Vodret, che l’ha vincolato come opera autografa a maggio, e voluto per una mostra da poco conclusa nel Sud America. Il «Caravaggio ritrovato» ha persuaso pure Clovis Witfield, Sergio Guarino (nel 2011, ha rinvenuto documenti rivelatori) e Sebastian Schütze, tre altri noti esperti. 

La sua storia è quanto mai curiosa. La racconta Fabrizio Russo, negozio in via Alibert, a Roma: «Anche mio nonno Franco era un antiquario. Nel 1951, presenta il ..... CONTINUA A LEGGERE SU "ILMESSAGGERO.IT"

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